Introduzione

Asma

L'asma è una respiratoria cronica molto diffusa, caratterizzata da infiammazione cronica delle vie aeree, restringimento ed eccessiva reattività dei bronchi a stimoli esterni o interni all’organismo. Può causare tosse, respiro sibilante, senso di costrizione al torace e sensazione di “fame d’aria” (dispnea).

Nelle persone predisposte, un attacco di asma può essere provocato da comuni fattori ambientali: gli acari della polvere, i derivati degli animali (come forfora o epitelio), i pollini delle piante. Altri fattori di rischio sono l’esposizione al fumo di tabacco (anche passivo), le condizioni climatiche (come aria fredda e umida), l’inquinamento atmosferico, alcuni stimoli come l’esercizio fisico, le infezioni virali. Anche alcune condizioni soggettive, come squilibri ormonali o nutrizionali, obesità, familiarità (vale a dire la presenza di asma in uno o più membri della famiglia, soprattutto parenti stretti), possono favorire la malattia.

È una malattia complessa, in cui giocano un ruolo importante sia fattori genetici, sia ambientali (Video). La gravità dei disturbi (sintomi) che determina varia da persona a persona.

Nella maggior parte dei casi l’asma può essere tenuta sotto controllo in maniera continuativa, sebbene alcuni individui possano soffrire di disturbi più persistenti.

I sintomi dell'asma possono peggiorare sia in maniera graduale, sia all’improvviso. Tale situazione è nota come attacco d'asma, anche se i medici usano qualche volta il termine esacerbazione. Attacchi gravi possono richiedere il ricovero ospedaliero e, in casi non frequenti, possono mettere in pericolo la vita, soprattutto se l’asma non è curata in modo adeguato.

Qualora si sospetti di soffrire di asma o si abbia difficoltà a tenerla sotto controllo è importante consultare subito il proprio medico, o un ambulatorio specialistico di riferimento.

L'asma è causata dall’infiammazione cronica delle vie aeree, associata ad un aumento della reattività dei bronchi ad alcuni stimoli provenienti dall’interno dell’organismo o dall’esterno. Quando entra in contatto con essi, la muscolatura liscia che circonda i bronchi si contrae provocando il restringimento delle vie aeree. Tale situazione è aggravata dall’aumento della produzione di un muco vischioso (catarro) che contribuisce ad ostruirne ulteriormente l’ampiezza.

Comuni fattori ambientali che possono causare un attacco di asma nelle persone predisposte comprendono gli acari della polvere, i peli di animali, i pollini delle piante, le muffe; altri fattori di rischio includono l’esposizione al fumo di tabacco (anche passivo), fattori climatici tra cui la nebbia, l’inquinamento atmosferico, l’esercizio fisico, le infezioni virali.

Tra i fattori di rischio legati a condizioni soggettive sono stati individuati: squilibri nutrizionali, obesità, squilibri ormonali, familiarità (vale a dire l’avere nella propria famiglia delle persone con l’asma).

Una crisi d’asma può anche essere scatenata da sostanze (allergeni o sostanze chimiche) respirate (inalate) sul luogo di lavoro. In questo caso, è importante segnalare al medico se i sintomi peggiorano nell'ambiente di lavoro e migliorano al di fuori.

Il motivo per cui alcune persone sviluppino l'asma non è ancora del tutto chiaro, sebbene sia nota la maggiore probabilità di esserne colpiti se in famiglia sono presenti persone che già ne soffrono.

L'asma si può presentare a qualsiasi età, anche nei bambini piccoli e nelle persone anziane. È una delle malattie più diffuse al mondo; in Italia si stima che circa il 4.5% della popolazione italiana soffre di asma, e che l'asma grave riguarda fino al 10% della popolazione asmatica.

Non esistono, ad oggi, trattamenti risolutivi per questa malattia, ma è possibile controllarne il decorso perseguendo soprattutto due obiettivi:

  • prevenire e alleviare i disturbi (sintomi)
  • evitare il verificarsi degli attacchi

Per la maggior parte delle persone, la cura comporterà l'assunzione di farmaci in maniera occasionale o, più frequentemente, in maniera giornaliera. In ogni caso è anche molto importante conoscere ed evitare i possibili fattori scatenanti, nonché essere in grado di riconoscere il peggioramento dei disturbi (sintomi) e sapere come comportarsi.

Per molte persone, l'asma è una condizione che dura nel tempo (cronica), in particolare se si sviluppa in età adulta. I disturbi (sintomi) sono, in genere, controllabili e reversibili con le cure, anche se alcune persone con asma di lunga durata possono andare incontro a cambiamenti stabili delle loro vie respiratorie (restringimento permanente) e, quindi, a problemi più persistenti.

Nei bambini l’asma può scomparire o migliorare durante l'adolescenza, ma può ripresentarsi più tardi nel corso della vita. L’asma infantile moderata o grave ha più possibilità di manifestarsi nuovamente con il passare degli anni.

Sintomi

I sintomi provocati dall'asma possono variare da lievi a gravi. La maggior parte delle persone li manifesta in modo occasionale, altre, in maniera quasi continuativa. E includono:

  • dispnea (sensazione fastidiosa di “fame d’aria)
  • respiro sibilante
  • fiato corto
  • costrizione al petto, simile alla sensazione di una fascia che costringe il torace
  • tosse

In genere, i sintomi peggiorano durante la notte e nelle prime ore del mattino, in particolare se la malattia non è curata. Possono anche presentarsi, o aggravarsi, in seguito all'esercizio fisico, all'esposizione a sostanze in grado di provocare allergie (allergeni), a prodotti irritanti, a cambiamenti del tempo.

L'attacco d'asma

Si parla di attacco d'asma o di asma acuto quando i sintomi provocati dall'asma si aggravano significativamente. In genere, gli attacchi di asma possono svilupparsi gradualmente oppure comparire rapidamente, a volte impiegando un paio di giorni o più per divenire gravi, sebbene in alcune persone compaiano improvvisamente in modo intenso. È importante saper riconoscere in anticipo gli attacchi in modo da prendere subito i provvedimenti necessari. Durante una crisi acuta, infatti, i sintomi possono peggiorare e le cure normalmente utilizzate possono non essere sufficienti rendendo necessario un adeguamento della terapia.

I sintomi di un attacco d'asma particolarmente grave possono includere:

Se si pensa di avere un grave attacco d’asma e se ci si trova di fronte ad una persona con una crisi in corso, è necessario chiamare immediatamente il numero telefonico di emergenza 112 per ricevere una rapida assistenza.

Cause

L’asma è una malattia complessa e, ad oggi, non esiste una causa unica chiaramente identificabile. È certo che si hanno maggiori probabilità di sviluppare l’asma se ci sono casi in famiglia, ma ai fattori genetici si associano anche quelli ambientali (Video).

Sebbene ad oggi non sempre sia possibile stabilire un rapporto causale diretto tra uno o più dei fattori citati e la comparsa dell’asma, esistono evidenze sul ruolo svolto da stimoli ambientali irritanti (polvere, aria fredda, umidità, fumo, odori) nello scatenare o aggravare i sintomi.

Un ruolo primario, per esempio, è stato assegnato al fumo di tabacco, mentre una teoria nota come ipotesi dell’igiene mette in relazione livelli di igiene sempre crescenti con la maggiore diffusione dell’asma: secondo questa teoria, la minore esposizione ai microrganismi produrrebbe conseguenze sul sistema immunitario che provocherebbero delle reazioni di tipo allergico.

Esistono, dunque, una serie di condizioni che possono aumentare la probabilità di sviluppare l'asma, tra queste:

  • avere familiari con asma (storia familiare) o altre malattie allergiche correlate (note come condizioni atopiche) come l'eczema, le allergie alimentari o la rinite allergica
  • manifestare un’altra condizione allergica (atopia)
  • aver sviluppato bronchiolite da bambino (una infezione polmonare infantile piuttosto diffusa)
  • essere esposti al fumo di tabacco durante l’infanzia, in particolare se la madre ha fumato anche durante la gravidanza
  • essere nati prematuri, prima del termine naturale della gravidanza soprattutto se è stato necessario l'utilizzo di una respirazione assistita
  • avere un basso peso alla nascita a causa di una crescita limitata all'interno del grembo materno

A questi si aggiungono numerosi stimoli che possono concorrere allo scatenamento dei sintomi:

  • infezioni del tratto respiratorio, in particolare quelle che colpiscono le vie respiratorie superiori, come il raffreddore e l'influenza
  • sostanze in grado di causare reazioni allergiche in persone predisposte se inalate (allergeni inalanti ambientali) come pollini, acari della polvere, peli o piume di origine animale; più raramente allergeni alimentari assunti con alcuni cibi (ad esempio, noci, arachidi, latte, crostacei, ecc.)
  • sostanze irritanti presenti nell'aria, tra cui il fumo di sigaretta, fumi chimici e l'inquinamento atmosferico
  • farmaci, in particolare la classe di antidolorifici chiamati farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS) che comprende, ad esempio, l'aspirina e l’ibuprofene, in soggetti predisposti; oppure medicinali beta-bloccanti utilizzati, in genere, in caso di pressione alta o in alcuni casi di malattie cardiache
  • emozioni, tra cui lo stress o la risata prolungata
  • alimenti contenenti solfiti, sostanze presenti in natura che si trovano in alcuni cibi e bevande, come il succo concentrato di frutta, la marmellata, i gamberi e molti cibi precotti o trasformati/conservati
  • le condizioni atmosferiche, tra cui improvvisi cambiamenti di temperatura, aria fredda, giornate di vento, temporali, cattiva qualità dell'aria, giornate calde e umide, nebbia
  • condizioni interne all'abitazione , come muffa o umidità, oppureprodotti chimici presenti in mobili, vernici, rivestimenti del pavimento (come la moquette)
  • esercizio fisico

La conoscenza, da parte della persona con asma, degli elementi che scatenano i sintomi le consente di evitarli e di ridurre la possibilità che possano verificarsi nuovi attacchi.

Asma professionale

In alcuni casi, l'asma può essere indotta o aggravata da sostanze presenti nell'ambiente di lavoro, in questo caso si parla di asma professionale: una crisi può essere scatenata, ad esempio, dall’inalazione di sostanze chimiche o allergeni. È, quindi, importante segnalare al medico se i sintomi peggiorano sul luogo di lavoro e migliorano invece al di fuori.

Alcune delle cause comunemente note di asma professionale comprendono l'esposizione a:

  • isocianati, (prodotti chimici che spesso si trovano in vernici spray)
  • polvere di farina e grano
  • colofonia, (una resina vegetale originata dalla distillazione delle trementine e che si ritrova spesso nei fumi di saldatura)
  • lattice
  • animali
  • polvere di legno

Di conseguenza, alcune professioni associate allo sviluppo dell’asma includono i verniciatori che utilizzano vernici spray, i fornai e i pasticceri, gli infermieri, i lavoratori a contatto con sostanze chimiche, i saldatori, i professionisti che lavorano con gli animali, gli operai impiegati nella trasformazione dei prodotti alimentari, i lavoratori del legno.

Diagnosi

Se compaiono sintomi di tipo asmatico, è opportuno rivolgersi il prima possibile al proprio medico di famiglia per avviare un percorso diagnostico-terapeutico adeguato ed evitare possibili danni irreversibili alle vie respiratorie.

La diagnosi si basa essenzialmente sulla identificazione dei sintomi respiratori, sull'esclusione di altre malattie acute o croniche e sulla valutazione della riduzione del flusso respiratorio e della funzionalità dei polmoni.

Il primo passo, di solito, consiste nel raccogliere la cosiddetta storia clinica: il medico pone una serie di domande dettagliate sul tipo di sintomi presenti (quando sono comparsi, con che frequenza, in quale occasione), sulla eventuale presenza di altre manifestazioni allergiche (eczema, allergie provocate da sostanze inalate o da alimenti) spesso associate all'asma e sulla presenza, o meno, di familiari con asma.

Il passo successivo consiste nella visita medica e nell'esecuzione di alcuni esami strumentali come la spirometria, il test di reattività delle vie respiratorie, il test di verifica dello stato infiammatorio delle vie respiratorie.

La diagnosi di asma può essere particolarmente difficile nei bambini, poiché altre malattie possono provocare sintomi simili e alcuni esami strumentali non sempre sono appropriati, o applicabili, in età pediatrica.

Spirometria

La spirometria è un test che valuta la funzionalità dei polmoni. Consiste nel fare un profondo respiro (inspirazione) e poi soffiare l’aria fuori dai polmoni (espirare) il più velocemente possibile, attraverso un boccaglio collegato a una macchina, lo spirometro che registra due misure: il volume di aria soffiato nel primo secondo di espirazione (volume espiratorio forzato per secondo, o VEF1) e la quantità totale di aria espirata (la capacità vitale forzata o CVF).

Spesso il test è ripetuto un paio di volte per ottenere una misurazione più accurata. Al termine della prova, i valori vengono confrontati con quelli considerati normali per le persone della stessa età, sesso e altezza (valori di riferimento). Il risultato permette di valutare evidenzia se le vie respiratorie sono ostruite o no.

Test di reversibilità

A volte, dopo aver eseguito la spirometria, vengono somministrati dei farmaci broncodilatatori, dopo pochi minuti, viene effettuato un altro test. Questo esame, noto come “test di reversibilità”, è utile per distinguere l'asma da altre malattie polmonari, come la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), e per verificare se l’impiego del farmaco migliora la funzionalità dei polmoni. Infatti, la caratteristica fondamentale che distingue l’asma dalla BPCO è la reversibilità significativa, generalmente maggiore rispetto alla BPCO, dell’ostruzione bronchiale dopo la somministrazione di broncodilatatori. Siccome tale reversibilità non si osserva nella BPCO, è possibile con questo test effettuare una diagnosi differenziale.

Per valutare la presenza di asma correlata al lavoro (asma professionale), il medico può chiedere alla persona con asma di misurare il cosiddetto picco di flusso espiratorio sia sul posto di lavoro che al di fuori. Il picco di flusso espiratorio (PEF) è un test che misura la velocità di espirazione (espulsione dell'aria) dopo una completa inspirazione. Può essere rilevato grazie ad un piccolo dispositivo portatile e quindi eseguito anche in casa o nell'ambiente di lavoro. Sulla base del risultato il medico potrà chiedere la consulenza di specialisti per accertare la presenza di un’asma professionale.

Altri test

In alcuni casi possono essere necessari esami più approfonditi per accertare (diagnosticare) l’asma. Essi comprendono:

Reattività delle vie respiratorie

Il test misura come le vie respiratorie reagiscono all'esposizione a stimoli specifici. L'esame consiste nel respirare un farmaco che, in presenza di asma, può indurre broncocostrizione e provocare una lieve diminuzione della quantità di aria soffiata con forza nello spirometro (volume espiratorio forzato, VFE1). In assenza di asma le vie respiratorie non mostrano una significativa broncocostrizione in risposta al farmaco inalato. Spesso, il test comporta l'inalazione, in successive somministrazioni, di quantità progressivamente crescenti del farmaco broncocostrittore. Il FEV1 si misura tra una somministrazione e l’altra per determinare quale sia la dose di farmaco in grado di provocare una reazione (soglia di risposta al farmaco). In alcuni casi si usa lo sforzo fisico come agente scatenante.

Verifica dello stato infiammatorio delle vie aeree

Per verificare la presenza di infiammazione delle vie respiratorie si può ricorrere ad un altro test che può essere eseguito in due modi:

  • esame del muco, è possibile prelevare un campione di espettorao (catarro) per esaminarlo alla ricerca di segni di infiammazione nelle vie aeree
  • determinazione della concentrazione di ossido nitrico esalato (FeNO), si può misurare il livello di ossido nitrico presente nell'aria emessa dai polmoni (espirazione) utilizzando un apposito apparecchio. Un elevato livello di ossido nitrico può essere un segno di infiammazione delle vie aeree
  • presenza di eosinofili nel sangue, che sono biomarcatori dell'infiammazione di tipo 2

Prove allergiche

Un test cutaneo e/o un esame del sangue possono confermare se l'asma è associata a specifiche allergie causate da sostanze ambientali come, ad esempio, quelle provocate dagli acari della polvere, da pollini o dagli allergeni alimentari.

Alcuni test possono anche essere effettuati per verificare se si è allergici o sensibili a determinate sostanze note per causare l’asma professionale o per aggravarne i sintomi.

Terapia

Nella maggior parte dei casi, i farmaci e l’eliminazione dei fattori scatenanti consentono di tenere l’asma sotto controllo senza ripercussioni sulla qualità della vita. È importante che lo schema di cura (terapia) sia fornito dal medico curante e/o dallo specialista sulla base delle caratteristiche della malattia e della persona. La valutazione periodica dell’efficacia della cura, o del peggioramento dei sintomi, permette al medico curante di modificare la cura sulla base della intensità dei sintomii.

La terapia si avvale di diverse classi di farmaci:

  • broncodilatatori, agiscono sulla muscolatura liscia dei bronchi inducendo la loro dilatazione
  • corticosteriodi antinfiammatori, riducono lo stato infiammatorio

Questi farmaci sono somministrati prevalentemente per via inalatoria, da soli o in combinazione, anche se i trattamenti più recenti privilegiano l'uso di combinazioni di corticosteroidi inalatori e broncodilatatori a lunga durata d'azione, sia al bisogno che per il mantenimento della terapia per ridurre il riaschio di attacchi.

I principali farmaci broncodilatatori si distinguono per la loro rapidità e durata di azione. Alcuni broncodilatatori, ad azione rapida e di breve durata, come ad esempio il salbutamolo, sono impiegati prevalentemente nel trattamento degli attacchi acuti. I broncodilatatori a lunga durata d'azione sono invece utilizzati come terapia di controllo per prevenire la comparsa dei sintomi. Se l’asma è ben controllata con una cura a lungo termine, l’utilizzo del broncodilatatore ad azione rapida non dovrebbe essere necessario, anzi l'uso frequente di broncodilatatori a breve durata è considerato un segnale di scarso controllo dell'asma e un fattore di rischio per riacutizzazioni gravi da segnalare al medico.

In caso di scarso controllo dell'asma nonostante la terapia inalatoria (sospensione della terapia su iniziativa del paziente, eventi infettivi, casi in cui il controllo della malattia a lungo termine risulta difficile) il medico specialista può prescriverne l’assunzione per bocca (via orale) di farmaci corticosteroidi (antinfiammatori). L’impiego di questi farmaci, le dosi e la durata della cura devono sempre essere prescritti e seguiti dal medico specialista.

La cura dell’asma può prevedere anche l’uso dei cosiddetti antagonisti recettoriali dei leucotrieni, della teofillina o, in casi particolari, di corticosteroidi orali o per via iniettiva, di farmaci biologici (omalizumab) o di interventi di piccola chirurgia locale (termoplasticabronchiale).

Assunzione di farmaci attraverso dispositivi inalatori

Inalatori

I farmaci per l'asma, di solito, sono somministrati grazie ad appositi dispositivi che fanno arrivare il medicinale direttamente nei polmoni attraverso l’inalazione, che è un modo efficace per curare la malattia. Ogni inalatore funziona in modo leggermente diverso. Il medico di famiglia, o il personale del centro di riferimento che segue la persona con asma, spiegherà come usarlo e fornirà consigli utili per il suo impiego anche se si tratta di bambini. L’inalatore dovrebbe essere controllato almeno una volta all'anno.

Alcuni inalatori sono dispositivi pressurizzati predosati, simili a piccoli spray. Per usarli, si preme l'inalatore mentre si inspira, in modo che il vapore contenente il farmaco possa arrivare direttamente ai polmoni.
Altri tipi, invece, non sono pressurizzati ma contengono il farmaco in forma di polvere. Di solito, il medicinale è inserito in una capsula che viene perforata quando si aziona l'inalatore. In genere, non è possibile o non è necessario utilizzare un distanziatore con questi inalatori e, a differenza delle bombolette pressurizzate, la polvere deve essere inalata con un'ispirazione rapida e profonda per raggiungere i polmoni.

Distanziatori

Gli inalatori pressurizzati funzionano meglio se si utilizza un distanziatore tra l’inalatore e la bocca per migliorare la deposizione del farmaco nei polmoni e ridurre quella nel cavo orale. Il distanziatore è un contenitore vuoto, di plastica o metallo, con un boccaglio da inserire in bocca, da una parte, e un foro per l'inalatore, dall'altra. Per rendere più facile l’assunzione della medicina nei bambini di età inferiore ai tre anni, il distanziatore può essere collegato a una maschera che copre naso e bocca.

Quando si utilizza un distanziatore, la sostanza vaporizzata dall'inalatore è rilasciata nel contenitore da cui, lentamente e progressivamente, deve essere inspirata fino al massimo dell'ispirazione. A questo punto è necessario trattenere il respiro per dare il tempo al farmaco di depositarsi nelle vie aeree. Il farmaco assunto in questo modo è più efficace perché raggiunge i polmoni in quantità maggiore. Pertanto, la quota che resta in bocca o è ingerita è trascurabile e ciò riduce anche il rischio che si verifichino effetti indesiderati quali, ad esempio, infezioni da candida in bocca o in gola.

I distanziatori possono essere molto utili anche per quelle persone che hanno difficoltà a usare gli inalatori come, ad esempio, i bambini piccoli e gli anziani. Inoltre, per la loro capacità di migliorare la deposizione del farmaco nei polmoni, il loro impiego può essere raccomandato anche in persone in grado di usare correttamente gli inalatori.

Farmaci inalatori per il rapido sollievo dei sintomi

Si tratta di farmaci dispensati attraverso un inalatore che, di solito, contiene un medicinale chiamato beta2-agonista a breve durata d'azione. Agisce rilassando la muscolatura lisciai che circonda le vie aeree e riduce il flusso di aria che entra ed esce dai polmoni. Con la loro somministrazione le vie aeree si allargano di nuovo rendendo possibile una normale respirazione.

Questi medicinali agiscono per risolvere rapidamente i sintomi causati dall'asma ma non riducono l'infiammazione delle vie aeree e, quindi, non servono per migliorare l’asma nel lungo termine. I farmaci che agiscono sui sintomi, come il salbutamolo e la terbutalina, sono generalmente sicuri e con pochi effetti collaterali. Tuttavia, le linee guida più recenti non raccomandano più l'uso del solo broncodilatatore a breve durata come unica terapia al bisogno, ma privilegiano l'uso di combinazioni contenenti corticosteroidi inalatori e broncodilatatori a lunga durata d'azione o l'associazione con corticosteroidi inalatori anche al bisogno.
Tutte le persone con asma dovrebbero sempre avere a disposizione un inalatore contenente un medicinale in grado di risolvere rapidamente il restringimento delle vie aeree, secondo il piano terapeutico concordato con il medico.

Farmaci inalatori a scopo preventivo

Somministrati attraverso un inalatore, questi medicinali hanno una funzione preventiva, aiutano a ridurre nel corso del tempo lo stato di infiammazione e di sensibilità delle vie aeree, riducendo così le probabilità che possa verificarsi un attacco di asma. Per questo motivo devono essere utilizzati regolarmente (in genere due volte o, in certi casi, solo una volta al giorno) e per periodi prolungati, e rivalutati periodicamente dal medico al fine di mantenere l'asma sotto controllo. In genere, i benefici della cura a lungo termine risultano evidenti dopo un certo periodo di tempo durante il quale la persona con asma, se ne ha bisogno, può ricorrere all'uso del broncodilatatore a breve durata d’azione.

Esempi di farmaci preventivi per l’asma includono i cosiddetti farmaci corticosteroidi tra i quali: il beclometasone, la budesonide, il fluticasone, la ciclesonide e il mometasone. Il trattamento preventivo deve essere intrapreso e mantenuto in presenza di crisi asmatiche frequenti o quando sia necessario utilizzare l’inalatore a breve durata d’azione più di due volte a settimana. Se l'asma non risponde alla cura iniziale, la dose di farmaco preventivo può essere aumentata in accordo con il medico curante.

Il trattamento cronico con corticosteroidi assunti per via inalatoria può, a volte, causare una infezione fungina lieve (candida o mughetto) della bocca e della gola, prevenibile sciacquandosi la bocca con cura dopo l'inalazione di ogni dose. L'uso di un distanziatore riduce questo rischio. Il fumo può ridurre l’efficacia degli inalatori a scopo preventivo.

Farmaci inalatori sintomatici a lunga durata d'azione

Qualora la sola terapia preventiva non riesca a controllare i sintomi della malattia, può essere completata con la somministrazione di broncodilatatori a lunga durata di azione, i cosiddetti beta2-agonisti a lunga durata d'azione o LABA, per via inalatoria.

Questi farmaci funzionano allo stesso modo dei broncodilatatori a breve durata d'azione anche se impiegano un po' più di tempo ad agire. I loro effetti, però, possono durare fino a 12 ore. Ciò significa che il loro uso ogni 12 ore fornisce una copertura di 24 ore. L’impiego regolare di farmaci sintomatici a lunga durata d'azione può anche contribuire a ridurre il dosaggio del farmaco preventivo necessario per controllare l'asma.

Esempi di farmaci a lunga durata d'azione comprendono il formoterolo, il salmeterolo, e, recentemente, il vilanterolo, sostanze che possono prolungare la propria azione fino a 24 ore. Questi farmaci, però, non riducono l'infiammazione delle vie aeree ma alleviano solo i sintomi. Se non sono affiancati anche da farmaci preventivi, l’asma nel tempo potrebbe peggiorare senza che la persona con asma se ne accorga, perché non avverte difficoltà a respirare, e potrebbe aumentare la probabilità che possa verificarsi un attacco d'asma grave e improvviso, potenzialmente pericoloso per la vita.

I farmaci sintomatici a lunga durata d'azione, quindi, dovrebbero sempre essere usati in combinazione con un farmaco preventivo e non si dovrebbe ricorrere ad un medicinale sintomatico da solo, se non per risolvere nell'immediato la comparsa di difficoltà respiratorie. Per questo, la maggior parte dei farmaci sintomatici a lunga durata d’azione sono contenuti in inalatori che contengono anche uno steroide inalatorio (medicinale ad effetto preventivo). Ci sono diversi inalatori in commercio che contengono la combinazione dei due farmaci.

Altri farmaci ad uso preventivo

In caso di risposta insufficiente ai farmaci preventivi, la cura può essere integrata con altri farmaci complementari. Due possibili alternative includono:

  • antagonisti recettoriali dei leucotrieni, medicinali (di solito in forma di compressa) che bloccano la componente infiammatoria responsabile del restringimento delle vie aeree
  • teofillina, di solito in forma di compressa sono farmaci che aiutano a dilatare le vie aeree rilassando i muscoli che le costringono. Svolgono anche un’azione anti-infiammatoria relativamente debole

Steroidi per via orale

Se l’impiego dei farmaci preventivi per via inalatoria non ottiene i risultati attesi, può essere necessaria la somministrazione di corticosteroidi per bocca (via orale). Il cortisone appartiene a questa classe di medicinali. La cura con i corticosteroidi deve essere prescritta dal medico curante e/o dallo specialista. Assunti per via orale gli steroidi svolgono una potente azione preventiva sull'infiammazione e sono generalmente utilizzati in due modi:

  • per riprendere il controllo dell'asma, ad esempio nei casi in cui la cura di base non sia stata seguita, sia stata abbandonata o sia sopraggiunta un'infezione polmonare; in tali situazioni, i corticosteroidi sono somministrati per una o due settimane circa e poi interrotti
  • per controllare l’asma a lungo termine, qualora nonostante l’impiego di dosi massime di medicinali inalatori e di altri farmaci, il controllo dell’asma sia insufficiente. In questi casi, gli steroidi per via orale possono essere impiegati per periodi prolungati, o anche a tempo indeterminato, somministrando comunque le dosi massime dei farmaci inalatori in modo da facilitare, in futuro, il loro abbandono

L'uso a lungo termine di farmaci steroidi per bocca può causare effetti collaterali anche gravi. Per questa ragione devono essere usati solo dopo aver provato altre cure e dopo averne discusso i rischi e i benefici con il proprio medico.

Farmaci biologici

Oggi sono disponibili diversi farmaci biologici per il trattamento dell’asma grave, tra cui omalizumab, mepolizumab, reslizumab, benralizumab, dupilumab e il più recente tezepelumab.

Questi anticorpi monoclonali permettono un approccio di "medicina di precisione", con un trattamento personalizzato in base al fenotipo clinico e ai biomarcatori del paziente:

    • Omalizumab , é stato il capostipite di questa classe. Agisce impedendo alle immunoglobuline E (IgE) di attivare mastociti e basofili, riducendone l’attivazione e la conseguente cascata infiammatoria allergica responsabile delle crisi asmatiche
    • altri biologici , farmaci come mepolizumab o dupilumab colpiscono specifiche interleuchine (IL-5, IL-4, IL-13) coinvolte nell'infiammazione eosinofilica

Questi farmaci sono indicati come terapia aggiuntiva per i pazienti la cui asma rimane non controllata con le terapie convenzionali. La prescrizione è riservata a centri di riferimento specializzati, che hanno il compito di individuare il fenotipo corretto e monitorare l'efficacia del trattamento nel tempo.

Termoplastica bronchiale

La termoplastica bronchiale La termoplastica bronchiale è una procedura endoscopica indicata in pazienti adulti selezionati con asma grave non controllata dalla terapia farmacologica, in particolare nei casi in cui le terapie biologiche non siano disponibili o non siano appropriate.

La tecnica si basa sull'utilizzo di una sonda a radiofrequenza introdotta tramite broncoscopia. L'energia termica applicata in modo controllato riduce la massa del muscolo liscio bronchiale, la cui eccessiva contrazione è responsabile del restringimento delle vie aeree. Il trattamento prevede solitamente tre sessioni distinte, a distanza di circa tre settimane l'una dall'altra, eseguite in sedazione o anestesia generale.

Il ricorso alla termoplastica bronchiale è diminuito a favore delle nuove terapie biologiche, più mirate e meno invasive. La sua applicazione rimane limitata a centri di alta specializzazione e a pazienti accuratamente selezionati.

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Effetti indesiderati (effetti collaterali) delle cure

Farmaci sintomatici e farmaci preventivi

I farmaci sintomatici sono generalmente sicuri ed efficaci e hanno pochi effetti indesiderati (o  collaterali) se utilizzati secondo le indicazioni del medico. I principali effetti indesiderati includono un debole tremore alle mani, mal di testa e crampi muscolari. Di solito, questi effetti si verificano in caso di uso frequente o dosi elevate di broncodilatatori inalatori a breve durata d'azione e durano generalmente pochi minuti.

I farmaci ad uso preventivo sono molto sicuri alle dosi corrette, mentre possono causare una serie di effetti collaterali quando sono utilizzati a dosi elevate e per periodi prolungati. Il principale effetto indesiderato consiste in una infezione fungina della bocca o della gola (candidosi orale, mughetto) che si può associare a raucedine e mal di gola. L’uso di un distanziatore può aiutare a prevenire questi effetti, come pure sciacquarsi la bocca o pulire i denti dopo aver usato l'inalatore.
Il medico curante, di solito, avverte della possibile comparsa di questi sintomi e prescrive la dose efficace di farmaco efficace per il controllo dell’asma.

Terapia complementare

I farmaci sintomatici a lunga e breve durata d'azione possono causare effetti indesiderati.

La teofillina in alcune persone può provocare nausea, vomito, tremori e battito cardiaco accelerato (palpitazioni). Questi effetti, in genere, possono essere ridotti misurando periodicamente la concentrazione di teofillina nel sangue e adeguando la dose ai risultati delle analisi.

Gli antagonisti dei recettori dei leucotrieni possono causare effetti collaterali che includono dolori addominali e mal di testa.

I corticosteroidi orali comportano dei rischi quando sono assunti per più di tre mesi consecutivi o se sono presi in più di tre o quattro cicli per anno.
Gli effetti collaterali possono includere:

  • osteoporosi (ossa fragili)
  • aumento della pressione sanguigna (ipertensione)
  • diabete
  • aumento dell'appetito, che può portare a un aumento di peso
  • cataratta e glaucoma (disturbi agli occhi)
  • assottigliamento della pelle
  • comparsa di ecchimosi
  • debolezza muscolare

Con l'eccezione dell’aumento dell'appetito, che è uno degli effetti più comuni, la maggior parte di questi effetti indesiderati è più probabile con terapie prolungate o ad alte dosi. Tuttavia, è consigliabile controllare periodicamente le conseguenze non immediatamente evidenti come, ad esempio, la pressione arteriosa, densità ossea, glicemia e pressione oculare. Per questo motivo tutti i trattamenti cronici devono essere assunti sotto il controllo del medico al quale va riferita la comparsa di eventuali sintomi non collegati all'asma di cui, comunque, va accertata la causa.

L'attacco di asma

Il piano di cura personalizzato potrebbe contenere anche indicazioni sui comportamenti da seguire in caso si verifichi un attacco asmatico. Se dovessero comparire sintomi moderati o che peggiorano nonostante l'uso del farmaco al bisogno, è importante seguire le indicazioni del piano terapeutico e contattare il medico o i servizi di emergenza se i sintomi sono gravi o non migliorano rapidamente.

Piano terapeutico personalizzato

Il piano terapeutico personalizzato (o Piano d'Azione) include informazioni sui farmaci, sui criteri per riconoscere un peggioramento dei sintomi e sui comportamenti da seguire in caso di emergenza. Ogni persona con asma dovrebbe essere seguita dal medico curante e, nei casi più complessi o gravi, da un centro specializzato per impostare insieme al medico la propria cura e per accertarne l’efficacia. A livello nazionale e internazionale, i principali riferimenti sono le linee guida internazionali periodicamente aggiornate, come GINA (Global Initiative for Asthma) e i Percorsi Diagnostici Terapeutici Assistenziali (PDTA) regionali più recenti, che integrano l'uso delle nuove terapie biologiche e dei protocolli di gestione della sicurezza più aggiornati.

Prevenzione, Vivere con

L'asma può avere un andamento variabile nel tempo, con fasi di miglioramento e peggioramento. Ci possono essere periodi in cui i sintomi sono presenti, alternati ad altri (che possono anche durare per diversi anni) in cui sono assenti o ben controllati. Per aiutare a mantenere l'asma sotto controllo si possono mettere in pratica alcuni comportamenti:

Cura di sé

La cura di sé, l’attenzione nel mantenere uno stile di vita sano e una buona salute fisica e mentale, deve diventare parte integrante della vita quotidiana della persona con asma, per migliorare la qualità della vita, prevenire la comparsa e la persistenza dei sintomi, evitare le riacutizzazioni e affrontare nel modo più efficace i sintomi lievi o cronici.

Un bambino con asma dovrebbe essere incoraggiato, durante la sua crescita, a imparare a gestire la propria condizione conoscendo i farmaci da utilizzare e riconoscendo per tempo i segni di un peggioramento o di un attacco di asma per poterlo affrontare adeguatamente.

Utilizzare bene i farmaci

È importante che la persona con asma (adulto o bambino) assuma regolarmente i farmaci, anche in assenza di disturbi (sintomi), rispettando attentamente le indicazioni del medico curante. Utilizzare un farmaco preventivo ogni giorno nel modo corretto aiuta a mantenere l'asma sotto controllo e contribuisce a ridurre il rischio di attacchi. Nel caso di domande o dubbi sul medicinale che si sta usando o sui suoi effetti collaterali, è opportuno rivolgersi al proprio medico o al centro che gestisce la cura.

Controlli regolari

Essendo l'asma una malattia cronica, è necessario mantenere un contatto regolare con il medico curante. Sono consigliati, sia per i bambini, sia per gli adulti, controlli periodici, almeno una volta all'anno, per assicurare che l’asma sia sotto controllo e che il trattamento prescritto sia sempre appropriato. Una buona relazione con il proprio medico significa avere la possibilità di discutere serenamente dei disturbi (sintomi) e di eventuali dubbi o preoccupazioni.

Vaccinazioni

In presenza di asma accertata, è consigliabile sottoporsi ogni anno alla vaccinazione antinfluenzale perché ammalarsi di influenza può rendere più difficile tenere l’asma sotto controllo. È consigliata anche la vaccinazione anti-pneumococcica, secondo le raccomandazioni per età e condizioni di rischio, poiché protegge da forme di polmonite e altre infezioni da pneumococco. I bambini con asma dovranno essere vaccinati, come tutti gli altri bambini, secondo il loro calendario vaccinale. La vaccinazione contro COVID-19 è raccomandata nelle persone con asma, in particolare in caso di asma moderata o grave o non ben controllata.

Smettere di fumare

Nelle persone con asma e abitudine al fumo, la sospensione del fumo può ridurre significativamente la frequenza e gravità dei sintomi. Il fumo, inoltre, può ridurre l'efficacia dei farmaci. Coloro che non fumano, invece, devono evitare l’esposizione al fumo passivo di tabacco perché potrebbe scatenare gli attacchi di asma.
Un bambino con asma, bisogna fare non deve essere esposto al fumo passivo di tabacco.

Vivere la normale vita quotidiana

Seguendo bene il piano di cura, l'asma, quando ben controllata, non dovrebbe porre significativi limiti alla vita quotidiana (e nemmeno al sonno) in alcun modo. Per raggiungere questo obiettivo è necessario concordare bene le cure con il medico curante, essere capaci di riconoscere quando l’asma non è sotto controllo e sapere come comportarsi in tale eventualità.

Sonno

I sintomi dell’asma possono peggiorare di notte provocando attacchi di tosse e sensazione di costrizione del torace. Un sonno disturbato può influire sul comportamento, la concentrazione, il rendimento al lavoro o l’apprendimento a scuola, nei bambini e negli adolescenti. Se la cura prescritta dal medico è in grado di controllare i disturbi (sintomi) in maniera efficace, anche la qualità del sonno sarà migliore.

L’esercizio fisico

In alcuni casi, le persone con asma sviluppano i sintomi solo durante l'esercizio fisico. Tuttavia, di solito, questo può essere anche il segnale che l'asma non è controllata bene. Se i sintomi si manifestano durante o dopo l'esercizio fisico, è necessario informarne il medico affinché valuti l'eventuale adeguamento della cura per migliorare il controllo della malattia.

La persona con asma che pratichi un’attività fisica dovrebbe:

  • assicurarsi che le persone con cui si allena siano al corrente che manifesta sintomi di asma
  • aumentare in maniera graduale l’attività fisica
  • tenere sempre a portata di mano l’inalatore broncodilatatore per il sollievo immediato dei sintomi durante l'esercizio fisico
  • in alcuni casi, utilizzare l'inalatore prima dell'attività fisica, secondo il piano terapeutico indicato dal medico
  • assicurarsi di svolgere la fase di riscaldamento e di defaticamento in maniera completa
  • interrompere l’esercizio se si presentano i primi segnali di asma, utilizzare subito l'inalatore per il sollievo immediato dei sintomi e attendere di sentirsi meglio prima di ricominciare

Dieta

La maggior parte delle persone con l’asma può seguire una dieta sana e bilanciata. Però se tra i fattori scatenanti sono state identificate anche allergie alimentari, è necessario evitare gli alimenti coinvolti, come ad esempio latte vaccino, uova, pesce, crostacei, lieviti, noci, e alcuni coloranti e conservanti.

Conoscenza e consapevolezza dei fattori scatenanti

È importante identificare i possibili fattori in grado di scatenare l’asma tenendo nota di qualsiasi peggioramento dei disturbi (sintomi) o utilizzando uno strumento, il misuratore di picco di flusso, durante l'esposizione ai potenziali stimoli (vedi asma professionale).

Può essere difficile evitare alcuni fattori scatenanti, come l'inquinamento atmosferico, certe infezioni respiratorie e determinate condizioni climatiche. È, invece, possibile evitare altri fattori come gli acari della polvere, le spore fungine, forfora e allergeni derivati dagli animali domestici, in persone predisposte e alcuni alimenti o farmaci. È opportuno assicurarsi che il medico curante sia a conoscenza e consideri adeguatamente i fattori scatenanti identificati dalla persona.

Complicazioni

Qualità di vita

La gestione dell’asma oggi include non solo il controllo dei sintomi, ma anche il monitoraggio del rischio futuro di riacutizzazioni, del declino della funzione polmonare e degli eventuali effetti collaterali della terapia.

Un’asma mal controllata può avere un effetto negativo sulla qualità della vita. Può causare:

  • affaticamento (stanchezza estrema)
  • riduzione delle capacità di lavoro o studio (performance scolastica o lavorativa) o assenza dal lavoro o da scuola
  • problemi psicologici, tra cui stress, ansia e depressione
  • interruzione dell’attività lavorativa o delle attività associate al tempo libero a causa di visite mediche non programmate
  • nei bambini, un possibile rallentamento della crescita, generalmente lieve e transitorio

I bambini possono anche sentirsi esclusi dai loro compagni di scuola se non possono partecipare a giochi, attività sportive e sociali.

Complicazioni respiratorie

In rari casi, l'asma può comportare una serie di complicazioni respiratorie gravi, tra cui:

  • polmonite
  • presenza di aria nello spazio pleurico con conseguente collasso parziale o totale del polmone (pneumotorace)
  • insufficienza respiratoria con riduzione dei livelli di ossigeno nel sangue e/o aumento dei livelli di anidride carbonica
  • stato asmatico (gravi attacchi di asma che non rispondono al trattamento prescritto)

Tutte queste complicazioni possono mettere in pericolo la vita e richiedono l’impiego immediato di cure mediche.

Asma e gravidanza

In associazione alle modifiche che avvengono nell'organismo durante la gravidanza, molte donne osservano cambiamenti, sia in senso migliorativo che peggiorativo, nei loro sintomi asmatici. Solo il 10% delle donne li manifesta durante il travaglio o il parto e, generalmente, tali sintomi sono risolti attraverso l'uso dei farmaci sintomatici.

È importante che la malattia sia ben controllata durante la gravidanza perché in caso contrario può portare a gravi complicazioni come la pre-eclampsia, il parto prematuro e la crescita limitata del bambino nel grembo materno. Un buon controllo dell'asma riduce al minimo il rischio di problemi durante il travaglio e il parto.
Nella maggior parte dei casi, il trattamento dell’asma può essere proseguito anche durante la gravidanza, con eventuali adattamenti valutati dal medico.

I farmaci utilizzati - in particolare quelli che vengono inalati - sono generalmente considerati sicuri anche durante la gravidanza e l'allattamento , se utilizzati secondo prescrizione medica e sotto controllo clinico.

Asma e scuola

La maggior parte dei bambini con l’asma ben controllata è in grado di partecipare alle attività scolastiche senza limitazioni significative legate alla malattia. Tuttavia, è importante assicurarsi che il personale scolastico disponga di informazioni scritte e aggiornate sui farmaci anti-asmatici utilizzati dai bambini, sul loro dosaggio, e sulle modalità e tempi di assunzione. In alcuni contesti, secondo le normative locali, può essere utile che la scuola disponga di un inalatore di emergenza da usare nel caso si verifichi un attacco durante la giornata scolastica e l’inalatore personale del bambino sia esaurito.

Il personale della scuola deve essere in grado di riconoscere il peggioramento dei disturbi (sintomi) dell'asma e sapere cosa fare in caso di un attacco, in particolare il personale coinvolto nelle attività sportive e di educazione fisica.
La scuola dovrebbe avere un piano d'azione per l’asma, di cui possa essere richiesta visione da parte dei genitori.

Agevolazioni

A seconda della gravità dell'asma, si può avere diritto ad usufruire di alcune agevolazioni previste per legge (esenzione ticket, invalidità civile). ). Il riconoscimento dipende da specifici criteri clinici e amministrativi. Il medico curante può fornire informazioni e supporto per l'eventuale richiesta.

Asma professionale

Nel caso di sviluppo dell’asma correlato all’esposizione lavorativa, con il supporto della opportuna documentazione clinica, potrà essere richiesto il riconoscimento di malattia professionale e dell'eventuale invalidità correlata, con il trattamento previsto dagli enti preposti.

Associazioni di pazienti

Molte persone con malattie croniche a lungo termine possono andare incontro a situazioni di stress, ansia e depressione.
Alcune di loro possono trovare utile condividere la propria esperienza con altre persone nella stessa condizione. Per questo esistono le associazioni di pazienti che organizzano incontri e altre iniziative di supporto per i loro associati. Il medico di famiglia o lo staff di specialisti che seguono una persona con asma potranno fornirgli consigli e sostegno, e, se necessario, indirizzarlo ai servizi di supporto dedicati.

Dimensione del problema

L’asma è una delle malattie croniche non trasmissibili più diffuse al mondo: secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e l’organizzazione internazionale Global Initiative for Asthma (GINA), si stima che siano più di 260 milioni le persone con asma, con circa 450 mila decessi ogni anno, molti dei quali potenzialmente evitabili con un miglioramento globale dell’accesso alle cure.

In Europa, le persone con asma bronchiale sono più di 30 milioni, mentre in Italia, secondo i dati riportati dal Ministero della Salute, la malattia riguarda circa il 5% della popolazione e fino al 10% delle le persone con asma manifesta forme più severe (asma grave).

Aspetti di genere

Diversi studi evidenziano che l'asma si manifesta con una marcata differenza di genere: mentre nell'infanzia prevale nei maschi, dopo la pubertà le donne mostrano una maggiore prevalenza e gravità della patologia. Le fluttuazioni ormonali (ciclo mestruale, gravidanza, menopausa) possono influenzare il controllo della malattia, che potrebbe beneficiare di un approccio terapeutico che consideri anche le differenze di genere.

In particolare, alcuni studi sperimentali hanno ipotizzato un possibile ruolo del trasportatore del glucosio GLUT-1 nei meccanismi infiammatori modulati dagli estrogeni, ma il coinvolgimento clinico di GLUT-1 nell’asma non è ancora pienamente definito. Inoltre, analisi genomiche hanno evidenziato differenze nell’espressione di geni legati all’infiammazione di tipo 2 (risposta immunitaria iperattiva alla base di diverse patologie allergiche e atopiche, come l'asma grave) con possibili associazioni a una maggiore frequenza di riacutizzazioni e ospedalizzazioni nelle donne rispetto agli uomini.

Bibliografia

Global Initiative for Asthma (GINA). GINA Strategy Report 2025

World Health Organization (WHO). Asthma (2025)

McKernan KE, Pilier EH, Newcomb DCSex Differences in Asthma PathogenesisImmunological Reviews. 2026; 337(1): e 70100

Prossimo aggiornamento: 21 maggio 2028

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