Introduzione

Psicosi

Con il termine psicosi si definisce un tipo di disturbo psichiatrico che causa alterazioni nella percezione o nell'interpretazione della realtà.

La psicosi si manifesta con gravi disturbi (sintomi) della memoria, dell'attenzione, del ragionamento (le cosiddette funzioni cognitive), dell'affettività e del comportamento. Può anche causare allucinazioni e/o delirio.

Sintomi

I principali disturbi (sintomi) causati dalla psicosi sono:

  • allucinazioni, la persona sente, vede e, in alcuni casi, percepisce (anche con l’odorato e col gusto) cose che effettivamente non esistono; una delle allucinazioni più comuni è quella di sentire le voci
  • delirio, la persona ha forti convinzioni in contrasto col senso comune; una forma frequente di delirio si ha quando la persona crede che ci sia una cospirazione tesa a danneggiarla

La concomitanza di allucinazioni e delirio può causare gravi difficoltà e dare luogo a cambiamenti del comportamento.

La comparsa dei disturbi (sintomi) della psicosi viene spesso definita episodio psicotico.

Premesso che la psicosi si manifesta in ciascuna persona in maniera unica, anche in relazione alle circostanze, è comunque possibile evidenziare quattro principali sintomi associati all'episodio psicotico:

  • allucinazioni
  • delirio
  • pensieri confusi e disturbati
  • mancanza della consapevolezza di essere malati (mancanza di insight )

Allucinazioni

Si parla di allucinazioni quando si vedono, sentono, percepiscono (anche a livello di odorato e gusto) cose che non esistono se non nella propria mente:

  • vista, vedere colori, forme o persone
  • udito, sentire voci o altri suoni
  • tatto, percepire sensazioni tattili in assenza di stimoli reali
  • odorato, sentire un odore che nessun altro sente
  • gusto, sentire il gusto di qualcosa anche quando la bocca è vuota

Delirio

Si parla di delirio quando si crede fermamente in qualcosa che, invece, è chiaramente falso. La persona che ha un delirio di persecuzione, ad esempio, crederà che vi siano uno o più individui o associazioni che tramano per fargli del male o ucciderla. L'individuo con un delirio di grandezza, invece, tenderà a credere di essere potente o autorevole. Per esempio, potrebbe essere convinto di essere un capo di stato o di avere la capacità di resuscitare i morti.

Pensieri confusi e disturbati

Le persone con la psicosi hanno spesso schemi mentali confusi, contorti e disturbati. Alcuni segnali possono essere:

  • parlare in modo rapido e continuo
  • passare da un argomento ad un altro nel bel mezzo di una frase
  • perdere il filo logico, fare brusche pause nella conversazione o nelle attività

Mancanza di insight (mancanza della consapevolezza di essere malati)

Quando si verifica l'episodio psicotico, la persona spesso non è cosciente del fatto che le sue allucinazioni non siano reali e può provare sensazioni di paura o stress.

Psicosi post-partum

La psicosi post-partum, detta anche psicosi puerperale, è una forma grave di depressione post-partum, uno specifico tipo di depressione che può colpire le donne dopo il parto e che si verifica, con diversi livelli di gravità, dal 7% al 12% delle neomamme [più frequentemente fra la 6a e la 12a settimana dalla nascita del figlio (fonte: Ministero della Salute)].

La psicosi post-partum (più rara e decisamente più grave della depressione post-partum) è più probabile che si sviluppi in persone che soffrano già di un disturbo mentale (ad esempio, disturbo bipolare o schizofrenia).

Come per la psicosi, i disturbi (sintomi) causati dalla psicosi post-partum sono numerosi e possono includere sbalzi di umore come:

  • umore alto, euforia, sensazioni di esaltazione, parlare e pensare troppo o troppo rapidamente
  • umore basso, tristezza, scarsa energia, perdita di appetito e difficoltà a dormire

Psicosi non è psicopatia

È bene sottolineare che i termini "psicosi" e "psicopatia" indicano due disturbi diversi e, quindi, non devono essere confusi tra loro.

La psicosi è una condizione acuta a breve termine che, se curata, porta nella maggior parte dei casi alla completa guarigione.

La psicopatia, invece, consiste in un disturbo della personalità con caratteristiche anti-sociali, che includono:

  • mancanza di empatia, la capacità di comprendere le emozioni degli altri
  • carattere manipolatorio
  • disinteresse (spesso completo) per le conseguenze delle proprie azioni

Gli individui con personalità anti-sociale possono, a volte, rappresentare un pericolo per gli altri, poiché possono essere violenti. Al contrario, la maggior parte delle persone colpite da psicosi hanno maggiori probabilità di essere un pericolo per sé stesse piuttosto che per gli altri.

Cause

La psicosi può essere scatenata da diversi tipi di fattori: cause psicologiche, malattie fisiche, abuso di sostanze, farmaci, dopamina, cambiamenti nel cervello.

Cause psicologiche

  • schizofreniamalattia mentale che causa allucinazioni e delirio
  • disturbo bipolare, oscillazioni anomale (euforia alternata a depressione ) nell'umore e nel funzionamento dell'individuo
  • gravi forme di stress o ansia
  • gravi forme di depressione, senso persistente di tristezza
  • depressione post-partum che può colpire le neomamme a poche settimane dalla nascita del bambino
  • disturbi del sonno

Il diverso tipo di causa psicologica può spesso determinare il tipo di episodio psicotico che si verificherà. Ad esempio, una persona con il disturbo bipolare avrà maggiori probabilità di sviluppare il delirio di grandezza, mentre individui depressi o schizofrenici più probabilmente manifesteranno manie di persecuzione.

Malattie fisiche

Tra le possibili cause della comparsa di episodi psicotici vi sono anche alcune malattie che comprendono:

Abuso di sostanze

L'abuso di alcol e/o sostanze stupefacenti può essere causa di episodi psicotici.

Episodi psicotici possono verificarsi nel caso in cui vi sia una brusca interruzione nell'assunzione di sostanze alcoliche o stupefacenti dopo averne fatto uso per tempi prolungati. Questo fenomeno è noto come crisi di astinenza.

Episodi di psicosi possono inoltre verificarsi a seguito di abuso di sostanze alcoliche o per effetto dell'assunzione di droghe.

Le sostanze stupefacenti che possono causare episodi psicotici includono:

  • cocaina
  • anfetamine (speed)
  • metanfetamine (crystal meth)
  • mefedrone (MCAT o miaow)
  • MDMA (ecstasy)
  • cannabis
  • LSD (acido)
  • psilocibina (funghi allucinogeni)
  • chetamina

Farmaci

In rari casi, la psicosi può verificarsi anche quale effetto indesiderato (effetto collaterale) di alcuni farmaci o come risultato dell'assunzione di una dose eccessiva. È bene non interrompere l'assunzione di medicinali senza aver prima consultato il medico e aver ricevuto indicazioni su come comportarsi.

Cervello

Numerosi sono gli studi condotti sui meccanismi con i quali la psicosi può interessare il cervello e sull'influenza dei cambiamenti del cervello nel provocare i disturbi della psicosi.

Dopamina

La comunità scientifica è concorde nel ritenere che la dopamina svolga un ruolo chiave nello sviluppo di fenomeni di psicosi. La dopamina è una delle tante sostanze chimiche che il cervello usa per trasmettere informazioni da una cellula cerebrale all'altra (neurotrasmettitore). È associata alle sensazioni che si sviluppano quando l'individuo ritiene una cosa significativa, importante, o interessante. L'interruzione di queste importanti funzioni cerebrali potrebbe aiutare a spiegare i disturbi della psicosi. Evidenze sul ruolo della dopamina nella psicosi sono state scoperte attraverso esami al cervello (mediante Tomografia Computerizzata) e osservando come farmaci conosciuti per le loro proprietà di inibizione della neurotrasmissione dopaminergica riducano, allo stesso tempo, i disturbi (sintomi) della psicosi.

Terapia

La cura (terapia) per la psicosi richiede la combinazione di:

  • farmaci antipsicotici, che servono ad alleviare i sintomi
  • terapie psicologiche, come la terapia cognitivo-comportamentale (individuale) che ha dato ottimi risultati nel trattamento delle persone con psicosi. Anche la terapia familiare (una forma di terapia che può coinvolgere il partner e/o membri della famiglia) ha mostrato di ridurre la necessità di cure ospedaliere nelle persone psicotiche
  • supporto sociale, sostegno nei bisogni sociali quali istruzione, impiego o alloggio

La terapia, in genere, prevede l'interazione di un gruppo di professionisti nel campo della salute mentale. Dopo il primo episodio psicotico, la persona sarà indirizzata verso un centro in cui operano professionisti nell'individuazione e nell'intervento rapido nei confronti delle psicosi.

A seconda delle esigenze, il centro fornirà:

  • valutazione completa delle esigenze della persona psicotica
  • terapie farmacologiche
  • terapie psicologiche
  • interventi sociali, occupazionali e educazionali

Le cure saranno diverse caso per caso e se dovessero essere accertati problemi psichiatrici, saranno prescritte terapie specifiche.

Dopo un episodio psicotico la maggior parte delle persone che ha avuto miglioramenti dalla terapia farmacologica dovrà continuare a prenderla per circa un anno. Nel 50% dei casi la cura dovrà proseguire per lungo tempo per prevenire il ripresentarsi dei disturbi (sintomi).

Ogni eventuale decisione relativa alla sospensione della terapia farmacologica andrà sempre concordata con lo psichiatra curante.

In caso di episodi psicotici gravi, potrebbe essere necessario il ricovero in adeguate strutture ospedaliere.

Farmaci antipsicotici

I farmaci antipsicotici sono spesso prescritti come prima cura nella psicosi. La loro azione consiste nel bloccare l'effetto della dopamina, una sostanza chimica che trasmette messaggi al cervello. I farmaci antipsicotici, però, non sono utilizzabili ed efficaci in ogni situazione, anche a causa dei loro effetti indesiderati (effetti collaterali). In particolare, la somministrazione di antipsicotici dovrà essere seguita con particolare attenzione nelle persone con l'epilessia, una malattia che provoca crisi o convulsioni. Anche le persone con malattie del cuore, dei vasi sanguigni o dell'apparato circolatorio (malattie cardiovascolari) dovranno essere seguite con particolare attenzione.

I farmaci antipsicotici, normalmente, possono ridurre gli stati ansiogeni già poche ore dopo l'assunzione, ma potrebbero impiegare molti giorni, o settimane, per attenuare i disturbi (sintomi) della psicosi, quali allucinazioni o pensieri deliranti.

Gli antipsicotici possono essere presi per bocca (via orale) o tramite iniezione. Molti sono disponibili in formulazioni, cosiddette a lento rilascio, che richiedono una ridotta frequenza delle iniezioni (da due a sei settimane).

Effetti collaterali

Gli effetti indesiderati (effetti collaterali) che possono comparire durante una cura con farmaci antipsicotici possono variare, per frequenza e gravità, da persona a persona e includono:

  • sonnolenza
  • tremori
  • aumento di peso
  • irrequietezza
  • spasmi e contrazioni muscolari
  • visione offuscata
  • vertigini
  • stitichezza
  • perdita di desiderio sessuale
  • secchezza della bocca

Se dovessero comparire effetti indesiderati, specialmente se particolarmente intensi, è bene contattare subito il proprio psichiatra curante che, se lo riterrà necessario, potrà cambiare la cura. La terapia prescritta, infatti, non deve mai essere interrotta di propria iniziativa, senza aver consultato il medico, perché altrimenti i disturbi della psicosi potrebbero comparire di nuovo (ricaduta). L'assunzione dei farmaci può essere sospesa soltanto attraverso una graduale diminuzione degli stessi.

Terapia psicologica

Le terapie psicologiche possono essere un valido aiuto nel ridurre l'intensità delle crisi e degli stati ansiosi causati dalla psicosi. Includono:

Terapia cognitivo-comportamentale

La terapia cognitivo-comportamentale nella psicosi consiste nell'aiutare la persona a identificare e controllare i propri pensieri e le proprie credenze in situazioni specifiche e a capire perché alcune siano fonte di stress.

Il terapista cognitivo-comportamentale può incoraggiare la persona a trovare differenti chiavi di lettura per le proprie esperienze. L'obiettivo è quello di aiutarla a conseguire traguardi importanti favorendo, in tal modo, la riduzione dello stress, la ripresa delle normali attività (lavoro, studio, etc.) e del necessario autocontrollo.

Interventi con i familiari

Gli interventi con i familiari sono ritenuti una efficace forma di trattamento delle persone psicotiche perché permettono, allo stesso tempo, di aiutare anche i familiari nella gestione della malattia.

A seguito di un episodio psicotico, infatti, la persona colpita potrebbe avere la necessità di affidarsi ai membri della famiglia per ricevere cure e sostegno. In questi casi i familiari, anche se felici di aiutare il proprio congiunto, potrebbero avere delle difficoltà.

La terapia familiare include una serie di incontri che si possono svolgere in periodi più o meno lunghi (tre mesi o più) e che sono incentrati su:

  • parlare della malattia e dei modi per superarla, includendo le cure disponibili
  • esporre diversi modi per sostenere la persona psicotica
  • trovare soluzioni pratiche ai problemi causati dalla psicosi, ad esempio come affrontare episodi che possano ripresentarsi in futuro

Gruppi di auto-aiuto

La persona con la psicosi può trarre giovamento dal confronto con altri individui che abbiano affrontato esperienze simili. In Italia, ci sono varie associazioni di familiari di malati psichiatrici gravi che possono essere di aiuto come, ad esempio, Diapsigra, Aitsam, Unasam, Arap.

Trattamento sanitario obbligatorio

In base alla legislazione vigente, qualora una persona sia colpita da un episodio psicotico grave che richieda cure urgenti e le rifiuti, è possibile disporre un trattamento sanitario obbligatorio che preveda il ricovero sanitario anche senza il suo consenso.

Cure in caso di comportamenti violenti o aggressivi

Comportamenti violenti o aggressivi sono piuttosto rari nelle persone con la psicosi. È infatti più probabile che siano vittime di violenza, piuttosto che esecutrici.

Il loro comportamento, tuttavia, può costituire un rischio per sé stesse o per gli altri. I medici specializzati nel trattamento di queste malattie sono preparati ad affrontare comportamenti aggressivi e, di solito, riescono a ridurre l'agitazione. In alcuni casi, però, possono dover bloccare fisicamente la persona senza farle male (il cosiddetto contenimento fisico) e trasferirla momentaneamente in una stanza isolata. Potrebbe, inoltre, essere necessario utilizzare dei farmaci in grado di farla rilassare in tempi rapidi. Il farmaco potrà essere proposto volontariamente, ma anche somministrato senza consenso in caso di rifiuto (spesso tramite iniezione di un sedativo).

È importante sottolineare che questi metodi sono utilizzati solo in circostanze estreme, e non sono assolutamente usati comunemente nel trattamento delle psicosi.

Dichiarazione anticipata di trattamento

Qualora vi sia un rischio concreto della comparsa di episodi psicotici nel futuro, e la persona si rifiuti di prendere i farmaci prescritti, è possibile che venga stabilita la cosiddetta dichiarazione anticipata di trattamento. Si tratta di una dichiarazione scritta in cui sono contenute indicazioni su cosa la persona vorrebbe che medici e familiari facessero in caso di un nuovo episodio psicotico.

Per sottoscrivere una dichiarazione anticipata di trattamento è necessario scriverla, firmarla e chiedere ad un conoscente di sottoscriverla in qualità di testimone. È possibile specificare nel dettaglio quali siano i trattamenti che non si vogliono ricevere e circostanze specifiche in cui possano essere applicati.

Complicazioni

Le persone psicotiche hanno maggiori probabilità di altre di avere problemi con droghe e alcol. Alcune di esse, infatti, consumano queste sostanze nel tentativo di gestire i disturbi (sintomi) della malattia; in realtà l'abuso di queste sostanze può peggiorare i disturbi della psicosi e/o causare altri tipi di problemi.

Autolesionismo

Nelle persone psicotiche il rischio di atti di autolesionismo e suicidio è più elevato della norma.

Se dovessero verificarsi atti di autolesionismo è necessario consultare subito lo psichiatra curante. Se si sospetta che un amico, o un parente, sia vittima di autolesionismo, è bene sapere che i segni più comuni di tale comportamento sono:

  • tagli
  • contusioni o bruciature (usualmente su polsi, braccia, cosce e torace)
  • tendenza a coprirsi sempre, anche con temperature alte

Tendenze suicide

Qualora dovessero manifestarsi pensieri suicidi è necessario:

  • recarsi al pronto soccorso più vicino per ricevere cure e supporto
  • chiamare il 118
  • parlare con un amico, un membro della famiglia o qualcuno in cui si riponga fiducia
  • prendere subito un appuntamento con lo psichiatra, lo psicoterapeuta o altri professionisti/terapeuti
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