Introduzione

Depressione post partum

La depressione post partum è una condizione di cui soffrono molte donne dopo aver avuto un bambino.

È un problema relativamente frequente, che colpisce all'incirca 1 donna su 10 nell'arco dei 12 mesi successivi al parto (leggi la Bufala). Può interessare anche i papà, sebbene molto meno frequentemente.

Le neo-mamme che sospettino di essere depresse, dovrebbero chiedere aiuto il prima possibile perché i disturbi (sintomi) potrebbero peggiorare, o durare per diversi mesi, e avere un forte impatto anche sul neonato e sul resto della famiglia.

Con il giusto aiuto e supporto, che può includere strategie di mutuo aiuto o terapie psicologiche e/o farmacologiche, la maggior parte delle donne può avere un recupero totale.

Disturbi (sintomi) causati dalla depressione post partum

Molte donne nella prima settimana dopo il parto si sentono tristi, piangono e sono ansiose. Si tratta di una reazione molto frequente, definita baby blues, ed è considerata normale. Il quadro clinico del baby blues, però, non dura più di due settimane. Se i disturbi si protraggono più a lungo, o iniziano più tardi, si potrebbe trattare di depressione post partum (DPP). Diversi esperti nel campo ritengono che la DPP possa manifestarsi fino a 12 mesi dopo il parto.

I disturbi che potrebbero indicare una DPP includono:

  • tristezza, abbattimento, sentirsi giù, per la maggior parte del tempo, ogni giorno
  • perdita di interesse e di piacere, nei confronti di attività che prima di solito piacevano
  • riduzione dell’energia, facile stanchezza e spossatezza
  • disturbi del sonno, durante la notte e sonnolenza durante il giorno
  • difficoltà a creare un legame con il bambino (leggi la Bufala)
  • riduzione delle relazioni sociali
  • difficoltà a concentrarsi o a prendere decisioni
  • pensieri spaventosi ricorrenti, per esempio, paura di far del male al bambino

Molte donne non si rendono conto di soffrire di depressione post partum perché la comparsa dei disturbi (sintomi) può essere graduale.

Cosa fare per chiedere aiuto

Se si pensa di essere depresse è consigliabile parlarne con il medico di base o con l’ostetrica. Molte ostetriche, infatti, sono state formate a riconoscere la depressione post partum, a fornire supporto e aiuto e possono indicare a chi rivolgersi per superarla. In alcuni casi, anche il neo-padre potrebbe aver bisogno di un supporto psicologico e, in questo, caso va incoraggiato a farsi aiutare il prima possibile. Pensare di poter affrontare da soli la depressione post partum è sbagliato perché:

  • esistono varie possibilità di aiuto e di supporto
  • la depressione è una malattia come le altre
  • non bisogna sentirsi in colpa se si è depressi, può succedere a chiunque
  • essere depressa non vuol dire essere una cattiva madre
  • essere depressi non significa che si sta impazzendo
  • in caso di depressione post partum il bambino non sarà tolto alla mamma, i bambini vengono presi in cura solo in circostanze del tutto eccezionali

Trattamenti della depressione post partum

La depressione post partum può essere angosciante e spaventosa, ma esistono interventi di supporto e trattamenti efficaci che includono:

  • auto-aiuto, parlare con la famiglia e gli amici del proprio stato d’animo e di cosa potrebbero fare per dare supporto; trovare tempo per se stesse per fare le cose che piacciono; riposare ogni volta che se ne ha la possibilità e dormire quanto più si riesce durante la notte; praticare un’attività fisica regolare (leggi la Bufala); seguire una dieta sana
  • terapia psicologica, il medico curante può consigliare un corso di auto-aiuto, oppure può suggerire un ciclo di terapia psicologica come la terapia cognitivo-comportamentale (CBT)
  • farmaci antidepressivi, possono essere consigliati se la depressione è molto grave o gli altri trattamenti non sono stati di aiuto; durante l'allattamento il medico può prescrivere un farmaco più sicuro

Cause della depressione post partum

La causa della depressione post partum non è del tutto chiara. Alcuni dei fattori cui è associata includono:

  • precedenti problemi di salute mentale, in particolare di depressione, nell’arco della vita
  • problemi di salute mentale durante la gravidanza
  • mancanza di aiuto e supporto da parenti stretti e amici
  • problemi di relazione con il partner
  • eventi stressanti recenti, come per esempio un lutto
  • aver avuto il "baby blues"

Avere un bambino è comunque un evento che cambia la vita e talvolta, anche in assenza dei fattori sopra elencati, può far scaturire la depressione.
Spesso ci vuole tempo per adattarsi e diventare genitore. Prendersi cura di un bambino piccolo può essere stressante e faticoso.

Prevenzione della depressione post partum

Anche se sono stati effettuati diversi studi non vi sono molte evidenze, oltre mantenere un sano stile di vita, circa la possibilità di prevenire lo sviluppo della depressione post partum.

Tuttavia, prima di programmare una gravidanza, o mentre è in corso, se in passato si è già sofferto di depressione o di problemi di salute mentale, oppure se familiari stretti hanno avuto problemi psichiatrici dopo il parto, si consiglia di informare il medico di base, o uno specialista, in modo da prevedere controlli periodici anche dopo il parto ed, eventualmente, una cura.

Miti sulla depressione post partum

La depressione post partum è spesso fraintesa e circolano molti miti che la riguardano, ad esempio:

  • la depressione post partum è meno grave di altri tipi di depressione, in realtà, è tanto grave quanto altri tipi di depressione
  • la depressione post partum è totalmente causata da cambiamenti ormonali, in realtà è causata da diversi fattori
  • la depressione post partum passerà presto, a differenza del baby blues la depressione post partum può persistere per mesi se non curata. In una minoranza di casi può durare per sempre
  • la depressione post partum colpisce solo le donne, secondo alcuni studi all’incirca 1 neo-papà su 25 diventa depresso dopo aver avuto un bambino

Sintomi

La depressione post partum (DPP) può colpire le donne in modi diversi. Esperti nel campo ritengono che l’esordio dei disturbi causati dalla DPP possa avvenire fino a 12 mesi dopo il parto.

Molte donne si sentono tristi, piangono e sono ansiose nella prima settimana dopo il parto. Si tratta di una reazione molto frequente, chiamata baby blues, che è considerata normale e, di solito, scompare dopo due settimane dal parto.

Se, invece, i disturbi (sintomi) durano di più, o iniziano più tardi, si potrebbe trattare di depressione post partum (DPP) caratterizzata da:

  • persistente tristezza e umore depresso
  • perdita di interesse e di piacere nei confronti di attività che di solito piacevano
  • mancanza di energia, facile stanchezza e spossatezza
  • disturbi del sonno, durante la notte e sonnolenza durante il giorno
  • sensazione di non essere in grado di prendersi cura del proprio bambino
  • difficoltà a concentrarsi o a prendere decisioni
  • perdita di appetito (perlopiù) o aumento dell'appetito
  • agitazione, irrequietezza o al contrario rallentamento
  • irritabilità
  • apatia, insensibilità
  • senso di colpa eccessivo, convinzione di essere indegni
  • mancanza di speranza, fino alla disperazione
  • difficoltà a creare un legame con il proprio bambino, sentimento di indifferenza e mancanza di piacere nello stare in sua compagnia
  • pensieri spaventosi ricorrenti, per esempio, paura di far del male al proprio bambino
  • pensieri ricorrenti che non valga la pena di vivere o, addirittura, pensieri di suicidio e autolesionismo

Questi disturbi (sintomi) possono influenzare la vita quotidiana e le relazioni con il proprio bambino, il partner, la famiglia e gli amici.

Se si pensa di essere depressi, è consigliabile rivolgersi al proprio medico curante, o all’ostetrica, il prima possibile in modo da poter avere il sostegno e i consigli necessari.

Non si deve sottovalutare il problema e pensare che scompaia da solo, si può continuare a essere depresse per mesi o anni, se il problema non viene affrontato.

Anche i padri possono diventare depressi dopo la nascita di un bambino. Se ciò accade, dovrebbero anch’essi cercare aiuto.

Individuare i segnali della depressione post partum in altre persone

La depressione post partum può svilupparsi gradualmente e può essere difficile da riconoscere. Alcune persone evitano di parlare con la famiglia e gli amici delle loro sensazioni perché temono di essere giudicati genitori incapaci o scontenti.

Alcuni comportamenti dei neogenitori meritano attenzione da parte dei partner, della famiglia e degli amici perché potrebbero celare la depressione post partum. Includono:

  • crisi di pianto, frequenti senza motivi evidenti
  • difficoltà a creare un legame con il bambino, prendersi cura di lui solo per dovere e non per piacere
  • riduzione o assenza di contatti con altre persone
  • parlare sempre in modo pessimistico, sostenendo di essere senza speranza
  • trascurare il proprio aspetto fisico e la cura di sé, non lavarsi o non indossare abiti puliti e in ordine
  • perdere il senso del tempo, non sapere se sono trascorsi 10 minuti o due ore
  • perdere il senso dell'umorismo
  • preoccuparsi costantemente che qualcosa non vada nel proprio bambino, a prescindere dalle rassicurazioni ricevute

Le persone che mostrano tali comportamenti, vanno incoraggiate a parlare dei propri stati d’animo con un amico, con il medico curante o l’ostetrica, con il partner o con i familiari.

Altri problemi di salute mentali associati al parto

Oltre alla depressione post partum, esistono anche altre condizioni di salute mentale che possono svilupparsi dopo il parto. Includono:

  • disturbi d'ansia, come il disturbo d'ansia generalizzato (GAD), ansia sociale, disturbo post-traumatico da stress (DPTS) e disturbo di panico
  • disturbo ossessivo compulsivo (DOC), comparsa di pensieri indesiderati e sgradevoli, di immagini o idee che non si riesce a scacciare dalla mente e che causano ansia e comportamenti ripetitivi
  • psicosi post-partum, combinazione di sintomi bipolari (alternanza di depressione ed euforia), deliri (credere in cose che sono false e illogiche) e allucinazioni (vedere e sentire cose che in realtà non esistono)

Se compaiono fastidi riferibili al disturbo d'ansia o al disturbo ossessivo compulsivo (DOC) è necessario contattare il medico curante o l’ostetrica. Se, invece, si sospetta di soffrire di psicosi post partum, o ne soffre un familiare, è necessario contattare immediatamente il medico o la guardia medica perché questa malattia rappresenta un’emergenza medica. Se si sospetta che ci sia un pericolo reale, grave e imminente per se stessi, la propria famiglia o per altre persone care si deve chiamare il 118 (o il 112) e chiedere un'ambulanza.

Terapia

Con le cure e il supporto adeguati, la maggior parte delle donne può guarire completamente dalla depressione post partum, anche se ciò può richiedere tempo.
I tre principali tipi di trattamento sono le strategie di auto-aiuto, la psicoterapia e i farmaci. La decisione sul migliore tipo di terapia va presa insieme al medico curante dopo aver valutato vantaggi e svantaggi di ognuna.

Il medico potrebbe anche effettuare una visita medica e prescrivere delle analisi per vedere se ci siano altri eventuali problemi di salute da affrontare. Per esempio, dopo aver partorito si potrebbe essere anemici e ciò potrebbe sommarsi alla condizione psicologica di umore depresso.

Auto-aiuto

Prendersi cura di un bambino può essere stressante e impegnativo per chiunque e può essere ancora più gravoso in presenza di una depressione post partum.

Ci sono una serie di comportamenti che si possono seguire per migliorare i disturbi (sintomi) e cercare di affrontarli meglio. Questi includono:

  • parlare con il partner, gli amici e i famigliari, cercare di far capire loro come ci sente e cosa possono fare per essere di aiuto e supporto
  • non cercare di essere una "super-mamma", accettare l'aiuto degli altri quando viene offerto e chiedere ai propri cari di dare supporto nella cura del bambino e nelle attività quotidiane, ad esempio nei lavori domestici, nel cucinare e fare la spesa
  • trovare il tempo per se stesse, cercare di svolgere attività rilassanti e piacevoli, come andare a fare una passeggiata, ascoltare musica, leggere un libro o fare un bagno caldo
  • riposare quando è possibile, sebbene sia difficile quando ci si prende cura di un bambino, bisogna cercare di dormire ogni volta che se ne ha la possibilità, avere buone abitudini legate al sonno e chiedere al partner di collaborare per accudire il bambino durante la notte
  • svolgere esercizio fisico regolare, è stato dimostrato che l’esercizio fisico contribuisce a migliorare l'umore nelle persone con depressione lieve
  • mangiare regolarmente in modo sano, non rimanere per lunghi periodi a digiuno
  • non bere alcolici o prendere droghe, perché possono peggiorare la situazione

L’ostetrica o i servizi materno-infantili del distretto sanitario cui si appartiene possono mettere in contatto con un assistente sociale, specialisti della salute mentale o con un gruppo di sostegno locale. Può aiutare molto parlare e confrontarsi con altre mamme che si trovano in una condizione simile.

Cure psicologiche

Le terapie psicologiche, di solito, sono le cure di prima scelta nelle donne con depressione post partum.
Le principali sono:

      • auto-aiuto guidato, si basa sull’uso di manuali di autoaiuto o corsi on-line che possono essere adoperati da soli o, meglio, in gruppo sotto la guida di un terapeuta o di un conduttore esperto in salute mentale.
        I contenuti dei manuali e dei corsi si concentrano sui diversi problemi che possono manifestarsi e sui consigli pratici per affrontarli.
        I programmi dei manuali di autoterapia di gruppo, in genere, possono essere completati in 12-14 settimane con incontri settimanali ciascuno della durata di due ore
      • terapia cognitivo-comportamentale (CBT), si basa sul presupposto che le convinzioni su di sé, sul mondo e sul futuro dipendano spesso da modi sbagliati di osservare la realtà e di ragionare. Queste convinzioni possono portare a stati d’animo negativi e a non reagire in modo costruttivo alle difficoltà del mondo e ai propri difetti.
        La CBT si propone di rompere questo circolo vizioso, o quella che viene chiamata spirale della depressione, e di trovare nuovi modi di pensare per contrastare gli errori di ragionamento.
        Per esempio, alcune donne pensano che una mamma dovrebbe sempre provare gioia nell’accudire il proprio bambino e dovrebbe sapere come farlo senza mai commettere errori. Come parte della CBT, le mamme sono incoraggiate a contrastare queste convinzioni sbagliate e a modificare i modi di pensare in maniera più positiva e costruttiva.
        La CBT può essere effettuata sia individualmente, sia in gruppo. Il trattamento per lo più dura 3-4 mesi
      • terapia interpersonale (IPT), è una psicoterapia che si focalizza sui problemi e le difficoltà nelle relazioni familiari, con il partner e gli amici e su come essi abbiano un collegamento con la depressione. Il trattamento, di solito, dura 3-4 mesi

Antidepressivi

Gli antidepressivi possono essere consigliati alle persone che soffrono di depressione moderata, o grave, e non vogliono sottoporsi a una cura psicologica oppure, pur avendola seguita, non ne hanno avuto beneficio. Potrebbero essere utilizzati anche nei casi di depressione post partum lieve preceduti da episodi di depressione.

Gli antidepressivi possono aiutare ad alleviare disturbi come l’umore depresso, l’irritabilità, la mancanza di concentrazione e l’insonnia permettendo di affrontare meglio le difficoltà e le attività quotidiane. Di solito, devono essere presi per almeno una settimana prima che inizino a produrre gli effetti, quindi, è importante non interrompere la cura, anche se non si nota un miglioramento immediato. Di solito, l’antidepressivo deve continuare ad essere utilizzato per almeno sei mesi, dopo aver cominciato a sentirsi meglio. Se si smette troppo presto, può verificarsi una ricaduta.

Antidepressivi e allattamento al seno

Se si allatta al seno, è bene chiedere al medico curante un farmaco adatto a tale periodo poiché alcuni antidepressivi, da questo punto di vista, sono considerati più sicuri di altri.

Il medico dovrebbe spiegare i rischi cui si può incorrere prendendo un antidepressivo e consigliare quello che comporta un minor rischio per la mamma e il bambino.

Effetti indesiderati (effetti collaterali) degli antidepressivi

Gli effetti indesiderati più comuni degli antidepressivi sono:

      • nausea
      • visione annebbiata
      • scarsa salivazione, bocca secca
      • stitichezza
      • vertigini
      • sensazione di agitazione o debolezza

Questi effetti dovrebbero passare una volta che l’organismo si abitua al farmaco.

Depressione post partum grave

Se la depressione post partum è molto grave e non risponde alle cure, probabilmente sarà necessario essere seguiti da un servizio di specialisti di salute mentale.

Il servizio sarà in grado di proporre dei trattamenti aggiuntivi, come ad esempio:

      • terapia cognitivo-comportamentale (CBT) intensa, prevede un numero maggiore di incontri (più sedute)
      • psicoterapia di diverso tipo
      • tecnica del massaggio al bambino, per aiutare la mamma a entrare maggiormente in contatto con lui se la vicinanza è un problema
      • farmaci diversi

Se si pensa che la depressione sia così grave da rischiare di danneggiare se stessi o altri, si può ricorrere a un ricovero. In questo caso occorre stare tranquilli, il bambino può essere curato dal papà e/o dalla famiglia finché non ci si sente abbastanza bene per tornare a casa.

Bibliografia

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