Introduzione

Osteoporosi

L'osteoporosi è una malattia che indebolisce le ossa, rendendole fragili e più soggette a fratture.

In Italia si stima che l’osteoporosi colpisca circa 5 milioni di persone, di cui circa l’80% sono donne in post-menopausa. Secondo i dati ISTAT relativi al 2023, il 7,7% della popolazione italiana (il 12,9% delle donne e il 2,2% degli uomini) dichiara di essere affetto da osteoporosi. La prevalenza aumenta progressivamente con l’età, in particolare nelle donne dopo i 55 anni, fino a raggiungere, nelle persone con più di 74 anni, il 30,7% complessivamente, il 45,4% nelle donne e il 9% negli uomini.

Le fratture (cioè le rotture parziali o totali dell’osso) causate dall'osteoporosi si verificano soprattutto nelle zone del polso, delle vertebre e nella parte prossimale del femore (la parte vicina all'anca) ma possono interessare anche il braccio, le costole o il bacino.

Di solito l'osteoporosi non dà segnali della sua comparsa ed è spesso diagnosticata solo a seguito di una frattura che può verificarsi dopo una caduta anche banale. Durante l'infanzia, le ossa crescono e si riparano rapidamente, ma a partire dai 35 anni questo processo è molto rallentato, in modo particolare nelle donne in menopausa, e in alcune persone può causare la comparsa di fratture (Video).

Se il medico curante sospetta la presenza di osteoporosi, potrà prescrivere una densitometria o mineralometria ossea computerizzata (MOC), un esame utile per valutare il rischio di andare incontro a fratture.  

La cura dell'osteoporosi si basa sulla prevenzione delle fratture, sul loro trattamento qualora dovessero verificarsi e sull'utilizzo di farmaci per rafforzare le ossa. La decisione sul tipo di cura dipenderà dal risultato delle indagini prescritte dal medico e dalla sua valutazione sull'entità del rischio che è basata su una serie di fattori, come l'età e i risultati della MOC.

Le persone a rischio di sviluppare l'osteoporosi dovrebbero prendere delle precauzioni per mantenere le ossa in salute, tra cui:

  • fare esercizio fisico regolare
  • seguire una sana alimentazione, che includa alimenti ricchi di calcio e vitamina D
  • modificare gli stili di vita, ad esempio, smettere di fumare e ridurre il consumo di alcol

Avere l'osteoporosi non significa che si andrà sicuramente incontro ad una frattura.

Si possono seguire degli accorgimenti per ridurre la probabilità di una caduta come, ad esempio, l'eliminazione di possibili pericoli, o ostacoli, presenti in casa che possano far inciampare e l'esecuzione periodica di visite oculistiche e test dell'udito.

Sintomi

L'osteoporosi si sviluppa lentamente nell'arco di anni.

Spesso non ci sono segni o sintomi che preannuncino la comparsa della malattia fino a quando una banale caduta, o un urto improvviso, non provochi una frattura ossea (rottura totale o parziale dell’osso).

Le fratture che si verificano con più frequenza nelle persone con osteoporosi sono:

  • frattura del polso
  • frattura dell'anca/femore
  • fratture vertebrali

Nei casi più gravi anche un colpo di tosse o uno starnuto possono provocare una frattura delle costole o il cedimento (crollo) parziale di una delle ossa della colonna vertebrale.

Nelle persone anziane, una rottura dell'osso, ad esempio una frattura dell'anca, può rappresentare un problema grave che porta a disabilità a lungo termine.

In genere, il primo segno di osteoporosi è una frattura, ma alcune persone anziane sviluppano una caratteristica posizione curva (piegate in avanti) determinata dalle ossa della colonna vertebrale che, essendo  fratturate, non riescono più a sostenere il peso del corpo. Le fratture vertebrali sono la causa più comune di dolore cronico associato con l'osteoporosi. La malattia, di solito, finché non è così avanzata da determinare rotture dell'osso, non provoca dolore.

Cause

L'osteoporosi rende le ossa meno dense e più fragili e alcune persone sono più a rischio di altre di svilupparla. Nel corso dell'infanzia, le ossa crescono e si riparano molto velocemente, ma quando si invecchia questo processo è molto rallentato.

Le ossa smettono di crescere in lunghezza tra i 16 e i 18 anni di età mentre la quantità di sali minerali presenti nell'osso, che determina la sua compattezza (densità ossea), continua ad aumentare fino all'età di 30 anni circa per poi ridursi a partire dai 35 anni. Questa diminuzione è molto più rapida nelle donne, soprattutto nei primi anni dopo la menopausa (Video).

La perdita di tessuto osseo, e quindi la diminuzione della sua densità, è un normale processo dell'invecchiamento, ma in alcune persone questo processo avviene più velocemente e, in alcuni casi, può causare l'osteoporosi e un aumento del rischio di fratture anche in giovani e bambini.

Tra i fattori che aumentano il rischio di sviluppare la malattia vi sono:

  • malattie infiammatorie, come l'artrite reumatoide, la malattia di Crohn e la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO)
  • malattie che colpiscono le ghiandole che producono ormoni, come ad esempio una iperattività della ghiandola tiroide (ipertiroidismo) o di quella paratiroidea (iperparatiroidismo)
  • diabete, sia di tipo 1 sia di tipo 2
  • familiari con osteoporosi (storia familiare di osteoporosi), in particolare avere un genitore che ha avuto una frattura dell'anca
  • uso a lungo termine (per più di tre mesi) di alcuni farmaci steroidei assunti per bocca, largamente impiegati, ad esempio, per malattie come l'artrite e l'asma, che influenzano i livelli ormonali e di densità ossea  
  • malassorbimento, come quello che si verifica nella malattia celiaca e nel morbo di Crohn
  • uso eccessivo di alcol e fumo
  • asportazione delle ovaie
  • disturbi del comportamento alimentare, come anoressia e bulimia
  • mancanza di esercizio fisico regolare
  • indice di massa corporea (IMC) pari o inferiore a 19
  • alcuni farmaci usati per trattare il cancro al seno e il cancro alla prostata  
  • lunghi periodi inattività fisica, come ad esempio un allettamento prolungato

Donne
Le donne sono più a rischio di sviluppare l'osteoporosi rispetto agli uomini perché i cambiamenti ormonali che si verificano in menopausa influenzano direttamente la densità ossea.

Gli ormoni femminili (estrogeni) sono essenziali per la salute delle ossa. Dopo la menopausa (quando i cicli mestruali cessano), i livelli di estrogeni decadono. Ciò può portare a una rapida diminuzione della densità ossea.

Le donne sono ancora più a rischio di sviluppare osteoporosi in caso di:

  • menopausa precoce o insufficienza ovarica prematura
  • asportazione di entrambe le ovaie prima della menopausa
  • amenorrea prolungata associata a condizioni che determinano bassi livelli di estrogeni

Uomini
Anche negli uomini la densità e la resistenza dell'osso diminuiscono progressivamente con l'età. A differenza delle donne, negli uomini non si verifica una brusca perdita di massa ossea paragonabile a quella che accompagna la menopausa, ma la riduzione degli ormoni sessuali, in particolare in presenza di ipogonadismo, può contribuire allo sviluppo dell'osteoporosi.

Negli uomini sono frequenti le forme di osteoporosi associate ad altre malattie o a trattamenti farmacologici. Tra i principali fattori di rischio vi sono l'ipogonadismo, l'uso prolungato di glucocorticoidi, il consumo eccessivo di alcol e alcuni trattamenti per il tumore della prostata, in particolare la terapia di deprivazione androgenica (il trattamento che riduce la produzione o l’azione degli ormoni sessuali maschili).

Fattori di rischio principali
Oltre alle cause già descritte vi sono altri fattori che possono influenzare la densità dell’osso. Le persone che hanno una malattia delle ghiandole che producono ormoni, ad esempio, potrebbero avere un rischio maggiore di sviluppare l'osteoporosi.

Le malattie ormono-correlate che possono innescare la malattia sono:

  • ipertiroidismo (iperattività della tiroide)
  • disordini delle ghiandole surrenali, come la sindrome di Cushing
  • riduzioni degli ormoni sessuali (estrogeni e testosterone)
  • disordini della ghiandola pituitaria (o ipofisi, una ghiandola situata nel cervello che produce ormoni che regolano la funzione sessuale e influenzano il funzionamento di altre ghiandole come, ad esempio, la tiroide e le surrenali)
  • iperparatiroidismo (iperattività della paratiroide)

Diagnosi

L'osteoporosi è spesso diagnosticata dopo che le ossa, già indebolite, hanno subito una frattura.

Se si è a rischio di sviluppare l'osteoporosi, il medico di famiglia può prescrivere una densitometria ossea, meglio conosciuta come MOC (mineralometria ossea computerizzata). La MOC è un'indagine breve e indolore che consente di misurare la quantità di minerale presente nell'osso in determinate parti dello scheletro (colonna lombare, parte del femore vicina all'anca, polso) particolarmente indicative della presenza di osteoporosi.

Attualmente, il metodo cui si ricorre maggiormente per eseguire una mineralometria è la MOC DXA, che richiede l'utilizzo di uno specifico apparecchio a raggi X. I normali raggi X sono un modo utile per identificare fratture, ma non sono un metodo affidabile per misurare la densità ossea.

Scansione DXA
È una procedura veloce, sicura e indolore che richiede di solito circa cinque minuti, a seconda della parte del corpo da indagare.

La DXA misura la densità minerale ossea della persona che vi si sottopone e la confronta con quella di un giovane adulto sano e con quella di un individuo di pari età e dello stesso sesso.   

La differenza tra la densità ossea misurata e quella di un giovane sano è calcolata come deviazione standard (DS) e si chiama punteggio T.

La deviazione standard è una misura di variabilità basata su un valore medio o atteso. Nelle donne in post-menopausa e negli uomini di età pari o superiore a 50 anni un punteggio T:

  • sopra -1 DS è normale
  • tra -1 e -2,5 è definito come diminuzione della densità minerale ossea rispetto al picco di massa ossea
  • sotto -2,5 è definito come osteoporosi

Nelle donne prima della menopausa e negli uomini di età inferiore a 50 anni è invece preferibile utilizzare lo Z-score, che confronta la densità minerale ossea con quella attesa in persone della stessa età e dello stesso sesso. Uno Z-score pari o inferiore a -2,0 indica una densità minerale ossea inferiore all'intervallo atteso per l'età. Negli uomini di età inferiore a 50 anni la diagnosi di osteoporosi non può essere formulata sulla sola base della densità minerale ossea.

Anche se una scansione DXA può aiutare a diagnosticare l'osteoporosi, il risultato della densità minerale ossea non è l'unico fattore che determina il rischio di frattura di un osso.

L'età, il genere ed eventuali lesioni precedenti dovranno essere presi in considerazione prima di decidere se sia necessaria, o meno, una cura per l'osteoporosi.

Il medico di famiglia può essere d’aiuto nel decidere quali misure adottare per migliorare la salute delle ossa e, se necessario, suggerire una cura sicura ed efficace.

Il calcolatore FRAX
FRAX è uno strumento utilizzato per stimare la probabilità individuale, nell'arco di 10 anni, di andare incontro a una frattura dell'anca o a una frattura osteoporotica maggiore (frattura clinica vertebrale, dell'anca, dell'avambraccio o dell'omero). Il calcolo considera diversi fattori di rischio clinici, tra cui età e sesso, e può includere la densità minerale ossea del collo del femore. È utilizzato nella valutazione del rischio di frattura sia nelle donne sia negli uomini.

Terapia

La cura dell'osteoporosi include la prevenzione e il trattamento delle fratture e l'utilizzo di farmaci per rafforzare le ossa.

Prevenire le cadute e le fratture negli anziani
Il Ministero della Salute e l'Istituto Superiore di Sanità hanno sviluppato una linea guida sulla Prevenzione delle cadute da incidente domestico negli anziani che contiene le prove scientifiche, attualmente disponibili, sui fattori di rischio di cadute e sugli interventi efficaci per prevenirle.

I consigli includono:

  • raccontare al medico eventuali cadute anche se prive di conseguenze. È importante che sappia dove è avvenuta la caduta e perché
  • parlare con il  medico e ricordagli quali farmaci si stiano prendendo
  • in caso di problemi di vista o di  fatica a leggere, sottoporsi a un esame specialistico dall'oculista 
  • controllare che la casa in cui si abita non presenti ostacoli o pericoli che possano favorire le cadute
  • se si hanno problemi nel camminare, nel girarsi e nel sedersi, parlarne con il medico per valutare l'opportunità di una visita specialistica
  • fare esercizio fisico con moderazione, si raccomandano programmi che comprendano anche esercizi per forza muscolare ed equilibrio

Una panoramica sulla terapia
Sebbene la diagnosi dell’osteoporosi si basi sui risultati della MOC DXA, la decisione se iniziare una cura e la scelta del trattamento più appropriato dipendono dal rischio complessivo di frattura della persona. Vengono presi in considerazione diversi fattori, tra cui:

  • età e sesso
  • densità minerale ossea
  • presenza di precedenti fratture da fragilità
  • rischio di cadute 
  • presenza di altre malattie o assunzione di farmaci che possono aumentare il rischio di osteoporosi e fratture 

Nelle persone che hanno già avuto una frattura da fragilità è particolarmente importante valutare tempestivamente la necessità di una terapia, poiché il rischio di andare incontro a una nuova frattura è maggiore nel periodo successivo.

È inoltre importante assicurare un adeguato apporto di calcio attraverso l'alimentazione e correggere un'eventuale carenza di vitamina D.

I farmaci utilizzati per l'osteoporosi comprendono farmaci che riducono il riassorbimento dell'osso, come i bisfosfonati e il denosumab, e farmaci che stimolano la formazione di nuovo tessuto osseo, utilizzati soprattutto nelle persone con osteoporosi grave e rischio molto elevato di frattura. La scelta del farmaco dipende dal livello di rischio di frattura, dalle caratteristiche della persona, dalle eventuali altre malattie e terapie e dalla risposta o tollerabilità a precedenti trattamenti.

In Italia, le condizioni per la prescrizione a carico del Servizio Sanitario Nazionale di alcuni farmaci per la prevenzione e il trattamento dell'osteoporosi sono definite dalla Nota 79 dell'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA).

Aspetti di genere

L’osteoporosi presenta importanti differenze tra donne e uomini. Secondo i dati ISTAT relativi al 2023, in Italia dichiara di essere affetto da osteoporosi il 12,9% delle donne rispetto al 2,2% degli uomini. La differenza aumenta con l’età: oltre i 74 anni la prevalenza dichiarata raggiunge il 45,4% nelle donne e il 9% negli uomini.

Nelle donne, la maggiore frequenza dell’osteoporosi è legata soprattutto alla minore massa ossea rispetto agli uomini e alla rapida perdita di tessuto osseo che si verifica dopo la menopausa per la riduzione degli estrogeni. Negli uomini la perdita di massa ossea è generalmente più tardiva e graduale; tuttavia, l’osteoporosi maschile è spesso sottodiagnosticata e sottotrattata.

Le differenze osservate dipendono quindi non soltanto da fattori biologici legati al sesso, ma anche da fattori di genere, tra cui la diversa percezione del rischio, il ricorso ai servizi sanitari e l’attenzione alla prevenzione e alla diagnosi dell’osteoporosi nelle donne e negli uomini.

Prevenzione

La prevenzione dell'osteoporosi riguarda entrambi i sessi e dovrebbe iniziare fin dall'infanzia e dall'adolescenza, quando si costruisce gran parte della massa ossea. Nelle donne particolare attenzione deve essere posta alla fase della menopausa, mentre negli uomini il rischio di osteoporosi tende a essere meno percepito e può essere sottovalutato anche in età avanzata.

Il corredo genetico di ognuno determina l'altezza e la forza dell'apparato scheletrico ma gli stili di vita, come la dieta e l'esercizio fisico, influenzano lo stato di salute delle ossa.

Esercizio fisico regolare
L'esercizio fisico regolare è importante per la salute delle ossa a tutte le età. Sono particolarmente indicati gli esercizi in carico, nei quali il peso del corpo viene sostenuto dallo scheletro, associati ad attività di resistenza e potenziamento muscolare. Nelle persone anziane sono importanti anche gli esercizi che migliorano l'equilibrio, la coordinazione e la forza muscolare, contribuendo a ridurre il rischio di cadute. L'attività fisica deve essere adeguata all'età, alle condizioni di salute e alle capacità della persona.

Mangiare sano
Seguire una dieta sana ed equilibrata è raccomandato a tutti e può aiutare a prevenire molte gravi malattie tra cui diabete, malattie cardiache, molte forme di cancro, e anche l'osteoporosi (leggi la Bufala).

Il calcio è importante per mantenere le ossa forti. Alimenti che ne contengono buone quantità sono le verdure a foglia verde, la frutta secca, il tofu e lo yogurt.

Anche la vitamina D è preziosa per la salute delle ossa e dei denti perché aiuta il corpo ad assorbire il calcio. La vitamina D si trova nelle uova, nel latte e nel pesce azzurro.

Una carenza di vitamina D può verificarsi in particolare:

  • nelle persone che sono costrette a casa o che sono particolarmente fragili
  • nelle persone che seguono una dieta povera
  • nelle persone che si coprono dalla luce del sole sia perché usano creme solari con schermo totale sia perché seguono un certo codice di abbigliamento
  • nelle donne in gravidanza o in allattamento

Le persone a rischio di una ridotta assunzione attraverso la dieta o lo stile di vita, possono utilizzare un supplemento di vitamina D.

Esporre il corpo al sole
La vitamina D viene prodotta principalmente dalla pelle in seguito all'esposizione alla radiazione ultravioletta solare. Un'appropriata esposizione alla luce solare contribuisce pertanto al mantenimento di adeguati livelli di vitamina D. La quantità di vitamina D prodotta varia tuttavia in relazione a numerosi fattori, tra cui età, stagione, latitudine, caratteristiche della pelle e tempo trascorso all'aperto. L'esposizione al sole deve comunque avvenire evitando un'eccessiva esposizione alle radiazioni ultraviolette e il rischio di danni alla pelle.

Altri fattori
Altri fattori correlati agli stili di vita che possono aiutare a prevenire l'osteoporosi sono:

  • smettere di fumare poiché il fumo aumenta il rischio di sviluppare l’osteoporosi
  • limitare l'assunzione di alcol. La quantità da non superare aumentare rischi per la salute è stata individuata in circa 10 grammi di alcol al giorno, che corrisponde a meno di un bicchiere di vino o di una bottiglia di birra. Un consumo inferiore a 1 UA (unità alcolica) al giorno (vale a dire meno di 12 grammi di alcol, equivalenti a un bicchiere piccolo di vino o a una lattina di birra con 4,5°) è considerato un comportamento a più basso rischio. Vanno assolutamente evitate le “abbuffate” alcoliche (binge drinking) che consistono nell'assunzione di eccessive quantità di alcolici in un'unica occasione

Prevenire le cadute
Apportare alcune semplici modifiche in casa e individuare le fonti di pericolo come, ad esempio i fili eletrici, può aiutare a ridurre il rischio di caduta e di frattura. Inoltre, è consigliabile assicurarsi che i tappeti siano sicuri (in caso contrario vanno rimossi), utilizzare sempre dei tappetini in gomma sotto il lavandino e nella vasca da bagno per evitare scivolamenti, controllare la vista e l'udito regolarmente.

Alcune persone anziane possono aver bisogno di indossare delle speciali protezioni per i fianchi per attutire un’eventuale caduta.

Per evitare le cadute il Ministero della Salute consiglia:

  • impiego di bastoni o di deambulatori
  • uso di scarpe dalla suola di gomma
  • evitare di tenere tappeti in casa
  • realizzare una buona illuminazione in casa
  • predisporre punti di appoggio in casa, in particolare in bagno

Il medico di famiglia può offrire aiuto e consulenza sulle modifiche da apportare allo stile di vita.

Ottenere supporto per chi convive con l’osteoporosi
Le persone con osteoporosi, possono adottare degli accorgimenti per ridurre le conseguenze di una caduta e facilitare il recupero:   

  • bagni caldi e impacchi freddi
  • stimolazione nervosa elettrica transcutanea (TENS) attraverso un piccolo dispositivo a batteria usato per stimolare i nervi e ridurre il dolore
  • tecniche di rilassamento

In caso di dubbi o preoccupazioni legati alla convivenza con una malattia a lungo termine è consigliabile confrontarsi con il medico curante, con lo specialista e con lo psicologo. 

Bibliografia

NHS. Osteoporosis

EpiCentro (ISS). Osteoporosi

Prossimo aggiornamento: 02 Ottobre 2028

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