Introduzione

Influenza

L'influenza è una malattia che compare improvvisamente e rapidamente (acuta) e colpisce l'apparato respiratorio.

È causata da virus influenzali ed è molto contagiosa. In genere, si trasmette da persona a persona attraverso le goccioline di saliva emesse quando si starnutisce, si tossisce o si parla. È possibile contagiarsi inalando direttamente le goccioline di saliva disperse nell'aria oppure toccando utensili o oggetti contaminati (ad esempio, la cornetta del telefono, i giocattoli, ecc.) e portandosi le mani sugli occhi, sul naso o sulla bocca.

Le persone con l'influenza, sono contagiose già un giorno o due prima che i disturbi (sintomi) compaiano, fino a tre-quattro giorni, talvolta anche dieci, dopo l'inizio della malattia. I bambini e le persone con il sistema di difesa dell'organismo (sistema immunitario) indebolito possono essere contagiosi per un tempo ancora più lungo.

È una malattia stagionale che, nei Paesi occidentali, si verifica durante il periodo invernale.

I virus influenzali responsabili della malattia nell'uomo sono tre (virus influenzali di tipo A, B e C) e sono in continua trasformazione, soprattutto nelle parti che vengono attaccate dal sistema immunitario. Questa continua trasformazione rende poco efficaci le difese immunitarie che non riconoscono i nuovi virus influenzali, trasformati rispetto a quelli incontrati in passato. È molto importante, quindi, per non rischiare di ammalarsi, vaccinarsi ogni anno, perché i vaccini sono preparati con i virus che circolano in quel momento.

La malattia è diffusa in tutto il mondo ed ogni anno causa fino a 3-5 milioni di casi gravi e tra 250.000 e 500.000 morti. In Italia si stima che ogni anno si ammalino dai due milioni e mezzo (corrispondenti a circa il 4% della popolazione) ai sei milioni e mezzo (circa l'11%) di persone. Solitamente, i più colpiti sono i bambini e gli adolescenti nella fascia d'età 0–14 anni tra i quali si verificano, in media, 2 milioni di casi ogni anno.

L'influenza non deve essere confusa con il comune raffreddore perché è causata da un gruppo diverso di virus e i disturbi (sintomi) che provoca tendono ad apparire in maniera più improvvisa, sono molto più intensi e hanno una maggiore durata.

I casi gravi e le complicazioni dell'influenza sono più frequenti nelle persone al di sopra dei 65 anni di età e negli individui con malattie persistenti nel tempo (croniche) quali, ad esempio il diabete, le malattie immunitarie o cardiovascolari e quelle respiratorie. Recenti studi hanno messo in evidenza un aumentato rischio che possa svilupparsi una forma grave nei bambini molto piccoli e nelle donne in gravidanza. Tuttavia, ciò può accadere anche in persone sane che non rientrano in nessuna delle categorie sopra citate.

La migliore difesa contro l'influenza è effettuare ogni anno la vaccinazione.

In Italia è presente un consolidato sistema di sorveglianza, coordinato dall'Istituto Superiore di Sanità, che ha come obiettivo stabilire l'inizio, la durata, la gravità e l'intensità dell'epidemia influenzale.

Sintomi

Nel caso in cui si venga contagiati e si contragga il virus, l'incubazione è, in genere, abbastanza breve (circa 1-2 giorni) prima che l'influenza si manifesti causando una serie di disturbi che, normalmente, scompaiono in 3-4 giorni. In alcuni casi, però, possono prolungarsi per una/due settimane.

L'influenza è caratterizzata dalla comparsa improvvisa della febbre che, di solito supera i 38°C, con picchi, nei bambini, anche fino a 39-40°C. È accompagnata da tosse (di solito secca), dolori ossei e muscolari diffusi, mal di testa, grave sensazione di malessere (spossatezza), mal di gola e abbondante secrezione dal naso. La tosse può essere molto fastidiosa e durare 2 o più settimane. Possono verificarsi anche altri disturbi (sintomi) come, ad esempio, eccessiva sensibilità e intolleranza alla luce (fotofobia) e mancanza di appetito.

Non sono comuni disturbi (sintomi) a carico del tratto gastrointestinale, quali nausea, vomito, diarrea, poiché di solito sono provocati da altri tipi di virus simil-influenzali, ma possono presentarsi soprattutto nei bambini.

Cause

I virus influenzali stagionali conosciuti sono di 3 tipi, denominati A, B, e C. I virus di tipo A sono ulteriormente classificati in sottotipi in base alla combinazione di proteine superficiali del virus, di cui esistono diversi tipi (18 tipi di proteina H o emagglutinina e 11 tipi di proteina N o neuraminidasi).

I sottotipi virali sono indicati con la lettera A, B o C per il tipo di virus e con le sigle H e un numero da 1 a 18 e N e un numero da 1 a 9 per il sottotipo. Attualmente sono in circolazione due sottotipi di virus A, denominati: A/H1N1 e A/H3N2 e due sottotipi di virus B, identificati con il nome del luogo in cui furono isolati la prima volta, Victoria (Australia) e Yamagata (Giappone). Rispetto ai virus di tipo A cambiano nel tempo con frequenza minore. La caratteristica dei virus influenzali di tipo A è la capacità di mutare (modificare la struttura e le proteine H e N) nel corso del tempo.

I virus influenzali A e B sono molto diffusi, circolano in tutto il mondo, causano epidemie annuali e, di tanto in tanto, pandemie quando si generano nuovi virus, molto diversi da quelli circolanti, che colpiscono su scala mondiale e infettano una grande parte della popolazione. I virus influenzali di tipo C sono molto meno frequenti e, di solito, provocano infezioni lievi.

Le condizioni che predispongono a essere colpiti da forme gravi di influenza e dalle sue complicazioni, sono rappresentate dall'età (bambini al di sotto di 1 anno e persone al di sopra dei 65 anni) e da fattori di rischio come, ad esempio, la contemporanea presenza di malattie croniche. Recenti studi hanno messo in evidenza un aumentato rischio di malattia nelle donne in gravidanza, tuttavia, casi gravi di influenza si possono verificare anche in persone sane.

Esistono anche virus influenzali di tipo aviario (influenza aviaria) che colpiscono diverse specie di uccelli selvatici e domestici e possono essere trasmessi all'uomo in seguito al contatto diretto con gli uccelli malati e/o con il loro sangue. In questi casi, i disturbi (sintomi) possono non manifestarsi o essere lievi (virus a bassa patogenicità), oppure possono essere gravi e generalizzati, accompagnati da complicazioni pericolose e da alta mortalità (virus ad alta patogenicità). Tuttavia, a parte pochissimi casi isolati, questi virus non hanno ancora sviluppato la capacità di trasmettersi da persona a persona.

Terapia

Le persone non appartenenti a categorie a rischio, di solito, non hanno necessità di consultare un medico nel caso in cui siano colpite dall'influenza o abbiano disturbi (sintomi) simil-influenzali.

Il miglior rimedio è riposare al caldo e bere molta acqua per evitare la disidratazione. In caso di febbre elevata o per alleviare i dolori, si possono assumere, consultando prima il medico curante, farmaci come il paracetamolo o l'ibuprofene. È opportuno astenersi dal lavoro o dal frequentare la collettività (scuola, palestre, ecc.) fino alla guarigione.

Se, invece, sono presenti condizioni di rischio o altre situazioni di fragilità (ad esempio età al di sopra dei 65 anni, donne gravide, presenza di malattie croniche), se si sviluppa dolore al petto, mancanza di respiro o difficoltà di respirazione, tosse con sangue o peggioramento dei disturbi, va consultato subito il medico curante. In queste situazioni, il medico può valutare la necessità di una cura (terapia) farmacologica per curare o prevenire le complicazioni dell'influenza. Potrebbe prescrivere un farmaco antivirale (oseltamivir e/o zanamivir) per attenuare i disturbi (sintomi) e aiutare la persona malata a guarire più rapidamente. I farmaci antivirali agiscono bloccando la riproduzione (replicazione) dei virus ma non curano dall'influenza, bensì, possono aiutare a ridurre leggermente la durata della malattia.

Gli antibiotici non vengono prescritti per l'influenza perché non hanno alcun effetto sui virus ma possono essere utili se si sviluppa anche una infezione batterica (leggi la Bufala).

Prevenzione

Per evitare di ammalarsi di influenza, le principali strategie di prevenzione sono tre: la vaccinazione annuale contro l'influenza, una buona igiene (in particolare il lavaggio delle mani) e l'uso corretto di farmaci antivirali.

Il vaccino contro l'influenza

Vaccinarsi è il modo migliore di prevenire e combattere l'influenza, sia perché i vaccini disponibili aumentano notevolmente le probabilità di non ammalarsi, sia perché, se dovessero comparire disturbi (sintomi) influenzali sarebbero molto meno gravi e, generalmente, non seguiti da ulteriori complicazioni (leggi la Bufala). Inoltre, la vaccinazione antinfluenzale rappresenta un'importante misura di protezione non solo per sé stessi, ma anche per le persone vicine e riduce gli accessi al pronto soccorso, i ricoveri ospedalieri e le visite mediche nei periodi di maggiore diffusione dell'influenza.

Il vaccino antinfluenzale è indicato per la protezione delle persone al di sopra dei 6 mesi di età che non abbiano specifiche controindicazioni alla sua somministrazione.

In Italia, la vaccinazione antinfluenzale è fortemente raccomandata ed effettuata gratuitamente per le seguenti categorie:

  • persone di età pari o superiore a 65 anni
  • bambini di età superiore ai 6 mesi, ragazzi e adulti con:
    • malattie croniche a carico dell'apparato respiratorio (inclusa l'asma grave, la displasia broncopolmonare, la fibrosi cistica e la broncopneumopatia cronico ostruttiva (BPCO))
    • malattie dell'apparato cardio-circolatorio, comprese le cardiopatie congenite e acquisite
    • diabete mellito e altre malattie metaboliche, (inclusi gli obesi con BMI>30 e gravi patologie concomitanti)
    • insufficienza renale cronica
    • malattie degli organi emopoietici (midollo osseo, milza) ed emoglobinopatie
    • tumori
    • malattie congenite o acquisite, che comportino alterate funzioni del sistema di difesa dell'organismo, immunosoppressione indotta da farmaci o dal virus dell’immunodeficenza umana (HIV)
    • malattie infiammatorie croniche e sindromi da malassorbimento intestinali
    • malattie per cui sono programmati importanti interventi chirurgici
    • malattie associate a un aumentato rischio di aspirazione delle secrezioni respiratorie (ad es. malattie neuromuscolari)
    • malattie del fegato, (epatopatie) croniche
    • perdita di fluidi cerebrospinali
    • alcolismo cronico
    • asplenia, (mancanza della milza) anatomica o funzionale
    • candidati alla splenectomia, (asportazione della milza)
    • deficienza dei fattori terminali del complemento, (causa problemi di coagulazione)
    • riceventi fattori della coagulazione concentrati, (persone con emofilia, malattie della coagulazione, a rischio di emorragie)
  • bambini e adolescenti in cura a lungo termine con l'acido acetilsalicilico, a rischio di Sindrome di Reye in caso di infezione influenzale
  • donne in gravidanza all'inizio della stagione epidemica (leggi la Bufala)
  • individui di qualunque età ricoverati presso strutture per lungodegenti
  • medici e personale sanitario di assistenza
  • familiari a contatto di soggetti ad alto rischio di complicazioni
  • persone addette a servizi pubblici di primario interesse collettivo e categorie di lavoratori:
    • forze di polizia, vigili del fuoco
    • altre categorie socialmente utili: forze armate, polizia municipale, personale della protezione civile, addetti poste e telecomunicazioni, volontari dei servizi sanitari di emergenza, personale di assistenza case di riposo, personale degli asili nido e scuole di ogni ordine a grado
  • personale che per motivi di lavoro è a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali non umani: allevatori, addetti all'attività di allevamento, addetti al trasporto di animali vivi, macellatori e vaccinatori, veterinari pubblici e libero-professionisti
  • donatori di sangue

Una buona igiene

Per ridurre il rischio di ammalarsi di influenza o di contagiare altre persone, una delle strategie consiste, semplicemente, in una buona igiene che impedisca la diffusione del virus e la sua trasmissione attraverso oggetti o materiali (veicoli). Pertanto è fondamentale lavarsi regolarmente le mani con acqua calda e sapone neutro o, in alternativa, con formule antisettiche specifiche; mantenere le superfici pulite, quali la tastiera del pc, il telefono e le maniglie; coprire la bocca e il naso quando si tossisce o starnutisce oppure starnutire e tossire nella piega del gomito, utilizzare fazzoletti usa e getta, arieggiare gli ambienti almeno due volte al giorno perché il ricambio d'aria allontana gli agenti infettivi.

Farmaci antivirali

L'uso di farmaci antivirali oseltamivir e zanamivir per prevenire l'influenza è raccomandato solo in caso di una epidemia particolarmente grave e in persone non vaccinate che siano a rischio di sviluppo di gravi complicazioni.

Complicazioni

La maggior parte delle persone guarisce entro una settimana senza aver bisogno di cure mediche e nell'individuo sano l'influenza raramente provoca complicazioni. Tuttavia, nelle persone a rischio può causare forme gravi che possono anche portare alla morte. Le persone a rischio di complicanze sono le donne in gravidanza, i bambini fra i 6 mesi e i 5 anni, gli ultrasessantacinquenni, le persone sottoposte a cure che indeboliscono il sistema immunitario o con malattie croniche (asma, malattie del sistema nervoso, bronchiti croniche, fibrosi cistica, scompenso cardiaco, cardiopatie, diabete, tumori, AIDS, ecc.), gli obesi gravi.

La complicazione più comune è la sovrapposizione di un'infezione batterica delle vie respiratorie che può causare una bronchite e, in alcuni casi, aggravarsi fino a determinare una polmonite.

L'influenza, nelle persone malate di diabete, potrebbe incidere sui livelli di zucchero nel sangue causando iperglicemia o, nelle persone con diabete di tipo 1, chetoacidosi diabetica (una condizione pericolosa causata da una mancanza di insulina nel corpo).

Se l'influenza colpisce una donna in gravidanza, potrebbe verificarsi un parto prematuro (prima della 37° settimana di gravidanza) o la nascita di un bambino con basso peso. Occasionalmente, l'influenza può causare un aborto spontaneo o un parto prematuro.

Complicazioni meno comuni includono: tonsillite, otite, sinusite, convulsioni febbrili (soprattutto nei bambini con febbre alta), meningite ed encefalite.

Bibliografia

Stohr K. Influenza. In: Manuale per il controllo delle malattie trasmissibili, a cura di David L. Heymann; edizione italiana a cura di Giuseppe Marasca. Roma: DEA; 2004

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