Introduzione

Tumore al rene

ll tumore del rene è causato dalla crescita incontrollata di cellule che provocano la formazione di una massa nel tessuto parenchimale. Questo tessuto, costituito dai nefroni (le unità funzionali del rene) e da un sistema di condotti, è deputato a svolgere la cosiddetta funzione renale, ovvero l'eliminazione delle sostanze dannose dal sangue attraverso la formazione e l’escrezione dell’urina. Nell'uomo i reni sono due, hanno una forma simile a un fagiolo e sono posizionati ai lati della colonna vertebrale: il rene destro si trova sotto il fegato, il sinistro dietro la milza.

In Italia, il tumore al rene si posiziona al 10° posto per frequenza, con 13.600 nuovi casi attesi nel 2017. Il suo sviluppo aumenta con l'età, con un picco verso gli 80 anni. È più elevato al Nord e al Centro rispetto al Sud ed è due volte più frequente negli uomini rispetto alle donne.

È molto importante che il tumore al rene venga individuato nelle fasi iniziali. La sopravvivenza a 5 anni dalla sua scoperta è del 71%, ma raggiunge l’87% nella fascia di età 15-44 anni. Anche per la sopravvivenza si nota una differenza tra Nord/Sud del Paese (al Sud è del 66-69%). Con l'aumento, negli anni, della sopravvivenza e con una incidenza che rimane per lo più stabile sia negli uomini, sia nelle donne, il numero di persone con un tumore al rene è aumentato del 31%, rispetto al 2010.

Sintomi

In molti casi, nella fase iniziale il tumore al rene non causa disturbi (sintomi) evidenti, per cui è possibile che venga scoperto in seguito a controlli medici eseguiti per un'altra ragione.

I disturbi sono spesso simili a quelli di malattie meno gravi, come infezioni del tratto urinario o calcoli renali.

I principali indicatori possono essere:

  • sangue nelle urine, identificabile dal colore rossastro o più scuro del normale
  • dolore continuo nella zona lombare o laterale, appena sotto le costole
  • presenza di un nodulo o di un gonfiore (anche se di solito il tumore al rene è troppo piccolo per essere sentito al tatto)
  • stanchezza estrema
  • perdita di appetito e di peso
  • pressione arteriosa costantemente alta (ipertensione arteriosa)
  • febbre (più di 38°C)
  • sudorazioni notturne
  • rigonfiamenti delle vene dei testicoli, nell’uomo
  • dolore osseo
  • sanguinamento in seguito a tosse

Alcuni dei disturbi si verificano solo quando il tumore è in uno stadio avanzato e si è diffuso in altre parti del corpo, come le ossa o i polmoni.

In presenza di disturbi simili, anche se è improbabile che siano causati da un tumore al rene, è opportuno recarsi dal medico di famiglia per individuarne la causa.

Il medico, dopo aver eseguito la visita, potrebbe prescrivere l'analisi delle urine e/o del sangue per verificare la presenza di infezioni. Potrebbe anche consigliare una visita presso lo specialista urologo per effettuare ulteriori esami, utili per scoprire la causa dei disturbi presenti.

Cause

La causa del tumore al rene è sconosciuta, ma esistono alcuni fattori che fanno aumentare la probabilità che si verifichi:

  • obesità, avere un indice di massa corporea (IMC) pari a 30 o più; il proprio IMC può essere scoperto facilmente usando il calcolatore specifico
  • fumo di tabacco, più si fuma e più elevato è il rischio di comparsa del tumore (leggi la Bufala)
  • pressione arteriosa alta (ipertensione arteriosa)
  • familiari con tumore al rene, si ha una maggiore probabilità di sviluppare il tumore se si ha un parente stretto già malato
  • malattie genetiche, alcune malattie genetiche ereditarie, come la sindrome di Von Hippel-Lindau, aumentano il rischio di tumore al rene
  • dialisi, procedimento che sostituisce, tramite un macchinario, alcune funzioni renali difettose

Mantenere un peso ottimale, una normale pressione sanguigna e non fumare è il modo migliore per ridurre il rischio di ammalarsi di tumore al rene.

Diagnosi

Per accertare (diagnosticare) il tumore al rene, il primo passo consiste nel recarsi dal proprio medico curante per essere visitati. Il medico potrà prescrivere l'analisi delle urine, per valutare l’eventuale presenza di sangue o di infezione, e degli esami del sangue per misurare il livello di alcune sostanze che indicano la possibile presenza di problemi ai reni. Tali indagini consentiranno di escludere, o confermare, alcune possibili cause dei disturbi.

Se il medico ritiene che siano necessari degli approfondimenti, potrebbe prescrivere la visita di uno specialista urologo e altre indagini che includono:

  • ecografia, impiego di onde sonore ad alta frequenza (ultrasuoni) che consentono di generare e visualizzare l'immagine di organi e tessuti interni
  • tomografia computerizzata (TAC), impiego di raggi X nell'area del corpo da indagare e rielaborazione delle immagini con un computer per visualizzare in modo tridimensionale i diversi tipi di organi e tessuti del corpo. A volte è eseguita iniettando prima in vena un mezzo di contrasto che consenta di vedere meglio le zone da indagare
  • risonanza magnetica, impiego di forti campi elettromagnetici e onde radio per produrre una immagine più dettagliata dei reni
  • cistoscopia, esame strumentale che prevede l’inserimento di un sottile tubicino attraverso l'uretra (il condotto che trasporta l’urina fuori dal corpo) fino a raggiungere la vescica. È utile per scoprire eventuali problemi al suo interno
  • biopsia, esame che prevede l’inserimento di un ago all'interno al rene, per prelevare un piccolo pezzetto di tessuto e analizzarlo in laboratorio; prima di inserire l’ago viene applicato un anestetico locale per evitare la comparsa di dolore

Le indagini oltre ad accertare la presenza di un tumore al rene, indicano anche se è diffuso in altre parti del corpo (metastasi).

Stadi del tumore al rene

Al tumore al rene, in base alla sua grandezza e alla sua eventuale diffusione ad altre aeree del corpo, è attribuito uno stadio, cosiddetto TNM (T tumore, N nodo, M metastasi), contraddistinto da numeri:

  • T (tumore), classificato da 1 a 4 in base alla grandezza del tumore
  • N (nodo), classificato da 0 a 2 in base alla diffusione, o meno, del tumore alle linfoghiandole (linfonodi) vicine
  • M (metastasi), classificato da 0 a 1 in base alla diffusione, o meno, del tumore a altre parti del corpo

Terapia

La cura (terapia) del tumore al rene dipende dalla grandezza del tumore e dalla sua eventuale diffusione in altre parti del corpo.

Le principali terapie includono:

  • asportazione chirurgica, di parte o di tutto il rene colpito dal tumore
  • ablazione, le cellule cancerose vengono distrutte mediante congelamento o riscaldamento
  • terapia mirata a bersaglio molecolare e immunoterapia, utilizzo di farmaci che aiutano a fermare la crescita del tumore o la sua diffusione in altri organi
  • embolizzazione arteriosa, procedura per interrompere la fornitura di sangue e, quindi, di nutrimento al tumore
  • radioterapia, impiego di radiazioni ad elevata energia contro le cellule tumorali per distruggerle (Video)

Se il tumore non è ancora diffuso in altre parti del corpo, può essere eliminato rimuovendo in parte, o interamente, il rene interessato. A volte, al posto della asportazione chirurgica è usata la crioterapia o la ablazione mediante radiofrequenza.

Se il tumore è già diffuso in altre parti del corpo, una cura definitiva sarà più difficile ma, certamente, si potrà rallentare la sua progressione e curare i disturbi (sintomi) con la chirurgia, i farmaci e/o la radioterapia.

La chirurgia insieme alla terapia mirata a bersaglio molecolare costituiscono la cura comune per i tumori del rene.

Chirurgia

Ci sono due tipi di chirurgia per il tumore al rene che prevedono di:

  • asportare solo una parte del rene (nefrectomia parziale)
  • rimuovere l’intero rene (nefrectomia radicale)

La nefrectomia parziale è possibile quando il tumore è piccolo e facile da raggiungere da parte del chirurgo. La nefrectomia radicale è necessaria per tumori grandi o se il tumore si è diffuso al di fuori del rene.

È possibile vivere una vita normale anche con un solo rene. Il rene sano funzionerà anche per quello rimosso.

L'operazione chirurgica può essere eseguita in due modi:

  • unica grande incisione (taglio), nella pancia o nella schiena. Procedura detta chirurgia a cielo aperto
  • più incisioni di piccole dimensioni, attraverso cui far passare specifici strumenti chirurgici. Tecnica detta chirurgia laparoscopica. Essendo meno invasiva, la chirurgia laparoscopica ha un decorso post-operatorio più breve, ma può essere eseguita solo da chirurghi con una speciale preparazione

È consigliabile parlare con il chirurgo dei pro e dei contro di ciascuno di questi due metodi.

Terapie di ablazione

Queste terapie consistono nel distruggere le cellule cancerose attraverso:

  • congelamento (crioterapia)
  • riscaldamento (ablazione mediante radiofrequenza)

Ciascuna delle due tecniche può essere consigliata in casi speciali (per esempio, se il rene deve continuare a funzionare) oppure se il tumore è piccolo. Poiché entrambi i tipi di ablazione sono disponibili solo in alcuni centri, per sottoporvisi potrebbe essere necessario spostarsi in ospedali al di fuori della propria città di residenza.

L'ablazione per radiofrequenza consiste nell'inserimento di una sonda, simile ad un ago, attraverso la pelle e non è necessaria alcuna grande incisione.

La crioterapia può essere eseguita:

  • inserendo degli aghi attraverso la pelle, fino a raggiungere l'interno del tumore (crioterapia percutanea)
  • eseguendo una piccola incisione (crioterapia laparoscopica)

Effetti indesiderati (effetti collaterali) delle terapie di ablazione possono consistere in un sanguinamento attorno al rene e in un danno del tubo che trasporta l'urina dal rene alla vescica (uretere).

Terapia mirata a bersaglio molecolare e immunoterapia

I progressi della biologia molecolare hanno permesso di individuare due fattori coinvolti nel carcinoma renale metastatico, il VEGF e mTOR, da utilizzare come bersagli di nuove terapie, particolarmente nel caso di tumori in stadio avanzato. I farmaci bevancizumab, pazaponib, sunitinib e sorafenib inibiscono la via del VEGF; temosirolimus ed everolimius quella di mTOR. Attualmente, le cure consistono spesso nella combinazione di più farmaci per raggiungere un miglior controllo della crescita del tumore e della sua diffusione nel corpo.

Gli effetti indesiderati (effetti collaterali) di questi farmaci includono:

  • malessere generale
  • mal di stomaco
  • diarrea
  • bocca secca
  • perdita dell’appetito e di peso
  • stanchezza
  • pressione arteriosa alta (ipertensione arteriosa)
  • infertilità

Nel caso di carcinoma renale ricomparso (recidiva) dopo essere stato trattato con altre terapie può essere utilizzato il nivolumab, un anticorpo monoclonale che svolge la sua funzione antitumorale attraverso l’attivazione del sistema di difesa dell’organismo (sistema immunitario).

Solo raramente si verificano effetti collaterali come:

  • eruzione cutanea
  • diarrea
  • tosse e fiato corto
  • stanchezza

Embolizzazione arteriosa

È una procedura che causa la riduzione del tumore bloccando il sangue nell'arteria che lo irrora in modo da evitare che gli arrivino ossigeno e nutrimento.

Talvolta viene consigliata in persone con tumori in stadio avanzato che, a causa delle loro condizioni di salute, non possono essere operate per rimuovere il rene malato.

Durante la procedura di embolizzazione, il chirurgo inserisce un piccolo tubo, chiamato catetere, in un arteria a livello dell'inguine e poi lo guida fino a raggiungere il vaso sanguigno che nutre il tumore. Quindi, inietta una sostanza attraverso il catetere per chiudere il vaso sanguigno.

Radioterapia

È un trattamento in cui vengono usate le radiazioni per distruggere le cellule cancerose. Di solito, non può curare il tumore al rene ma può rallentarne la progressione ed aiutare a controllarne i disturbi.

Può essere consigliata in tumori al rene in stadio avanzato diffusi in altre parti del corpo, come le ossa o il cervello.

La radioterapia è somministrata attraverso un grande macchinario capace di indirizzare con precisione le radiazioni verso le cellule cancerose. Di solito, l'applicazione si esegue tutti i giorni per pochi minuti e complessivamente la terapia dura poche settimane (Video).

Gli effetti collaterali della radioterapia possono essere i seguenti:

  • stanchezza
  • malessere generale
  • diarrea
  • arrossamento della pelle nella zona trattata

Nuove terapie per il tumore al rene

Sperimentazioni cliniche di nuovi farmaci per il tumore al rene sono continuamente effettuate in centri specializzati. Si tratta per lo più di terapie cosiddette adiuvanti, vale a dire da effettuarsi solo dopo l'intervento chirurgico, per ridurre il rischio che la malattia ricompaia (recidiva) oppure per controllare il tumore in stadio avanzato già diffuso ad altri organi. È lo specialista oncologo a valutare se una persona possa essere sottoposta ad una sperimentazione e, in caso affermativo, a indirizzarla presso l'ospedale che la sta eseguendo.

Lo scopo della sperimentazione clinica è individuare farmaci sempre più efficaci, analizzare le possibili nuove combinazioni e valutare la gravità di eventuali effetti indesiderati (effetti collaterali).

Prevenzione

I principali fattori di rischio per il tumore al rene includono:

  • fumo di tabacco, il rischio di sviluppare il tumore al rene può aumentare anche del doppio in base al numero di sigarette fumate e al numero di anni trascorsi da fumatore
  • obesità, il rischio di comparsa del tumore è più alto della media per le persone che pesano più del 25% del peso raccomandato in base all'altezza
  • ipertensione arteriosa e malattia renale avanzata, soprattutto se rendono necessaria la dialisi, accrescono considerevolmente la probabilità di sviluppare il tumore
  • esposizione professionale a sostanze tossiche, alcuni mestieri espongono a sostanze potenzialmente cancerogene. Tra questi, lavorare negli altoforni oppure nei forni a coke, nelle industrie del carbone e dell'acciaio. Anche l'uso di alcuni materiali industriali, come il cadmio, l'amianto e il piombo usati per la composizione delle vernici, è stato correlato con l'origine della malattia

Vivere con

Quando si scopre di avere un tumore al rene la priorità è ricevere le cure più appropriate. Concluse le terapie, l'oncologo prescriverà controlli periodici che comprenderanno visite mediche e alcuni esami strumentali (follow-up). Inizialmente, i controlli avranno una frequenza più ravvicinata (tre-sei mesi), per poi diventare annuali. Sapere di avere un tumore può risultare molto stressante. La notizia può essere difficile da accettare e comprendere. Parlarne con un amico o un familiare potrebbe aiutare, così come chiedere aiuto a uno psicologo o a persone che abbiano, o abbiano avuto, la stessa malattia.

È, però, altrettanto importante informarsi sul tipo di assistenza offerta dal Servizio Sanitario Nazionale e sul modo di ottenerla. Il supporto necessario comprende anche i familiari che si prendono cura della persona malata.

Bibliografia

NHS. Kindney cancer (Inglese)

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