Introduzione

Piombo

Il piombo (il cui simbolo chimico è Pb) è un componente naturale della superficie della terra (crosta terrestre), ed è il più comune dei cosiddetti metalli pesanti. Nel tempo è divenuto un contaminante presente quasi ovunque poiché è stato ampiamente utilizzato nella produzione di batterie, nelle leghe e nelle saldature di molti comuni oggetti di consumo, nelle vernici e negli smalti, nella produzione di rubinetti e nei sistemi di distribuzione dell’acqua nonché, sotto forma di piombo-tetraetile (un composto chimico conosciuto anche con la sigla TEL) e tetrametile, come antidetonante nella benzina per autoveicoli e nel carburante per gli aerei. Lastre di piombo di qualche centimetro di spessore sono state anche impiegate in alcuni apparecchi di appoggio di strutture murarie o metalliche.

Molti degli utilizzi descritti (ad esempio l’uso del piombo nella benzina, nelle vernici o negli smalti) sono oggi proibiti, almeno in Europa e nel Nord America, ma il piombo può ancora essere trovato in molti prodotti, soprattutto in quelli importati da paesi extraeuropei in cui è ancora utilizzato nella produzione di bigiotteria, giocattoli, ceramiche e in coloranti usati nell’industria cosmetica.

Contatti con il piombo (Fonti di esposizione)

L'esposizione al piombo può essere sia professionale che ambientale (soprattutto nelle zone di estrazione di questo minerale). La popolazione generale può venire a contatto con il piombo attraverso:

  • l'emissione nell'atmosfera di gas di scarico degli autoveicoli e la successiva inalazione di piombo disperso nell'aria e ingestione di polvere e particelle (particolato atmosferico) alle quali il piombo aderisce
  • le vernici e gli smalti al piombo usati per pareti, mobili, giocattoli e prodotti di consumo
  • l'acqua: le concentrazioni di piombo nell'acqua potabile sono generalmente inferiori a 5 microgrammi per litro, ma concentrazioni più elevate sono state trovate nelle vecchie condutture in piombo, ancora presenti. Il rilascio di piombo nell'acqua dipende, tra l’altro, dalla durezza e dall'acidità dell'acqua, dalla temperatura e dal tempo di ristagno dell'acqua nelle tubature)
  • i cibi contaminati: i cereali, tranne il riso, le patate e i vegetali hanno i livelli generalmente più alti; per gli adulti, l’esposizione media con la dieta è compresa da 0,36 a 1,24 microgrammi per chilo di peso corporeo al giorno, con un massimo di 2,43 microgrammi per chilo di peso corporeo al giorno per i grandi consumatori di quei cibi che contengono una maggiore quantità di piombo
  • il fumo di tabacco: la pianta del tabacco assorbe efficientemente il piombo sia dal terreno, attraverso le radici, che dalle foglie, dove si depone il particolato sospeso in aria contaminato da piombo

Successivamente alla legislazione che ha vietato l'uso di piombo nei carburanti, le emissioni di questo metallo nell'atmosfera e, conseguentemente, l'esposizione per inalazione della popolazione generale, sono diminuite in modo significativo. Un simile effetto è stato anche osservato in seguito alla limitazione dell’uso del piombo nelle vernici e negli smalti precedentemente utilizzati in numerosi prodotti di consumo, inclusi i giocattoli.

L'esposizione professionale si verifica in quei lavoratori impegnati nell'estrazione e nella lavorazione del minerale, in categorie particolari come quelle dei costruttori e riparatori di batterie, saldatori, vetrai, verniciatori e benzinai (solo dove sia ancora consentito l’uso del piombo).

Una volta assorbito dal nostro organismo, il piombo è trasportato dal sangue e distribuito a cervello, fegato, reni e nelle ossa, dove può accumularsi e persistere per tempi molto lunghi (fino a oltre 30 anni).

Effetti sulla salute

L'avvelenamento da piombo è anche chiamato saturnismo (dal latino saturnus: simbolo attribuito in passato a questo metallo); in forma acuta, associata ad esempio ad ingestione accidentale di alti livelli di piombo, negli adulti si manifesta con disturbi (sintomi) come:

  • coliche addominali
  • dolori alle articolazioni
  • anemia
  • disturbi nervosi che compaiono quando i livelli di piombo nel sangue sono circa di 40-60 microgrammi per decilitro di sangue

In rari casi, livelli di piombo più elevati possono causare anche:

  • l'encefalopatia da piombo (con edema e aumento di pressione intracranica)
  • paralisi, con possibilità di morte

In gravidanza, l'avvelenamento per alti livelli di piombo, può determinare: aborto, parto prematuro e basso peso corporeo alla nascita del bambino.
La forma persistente nel tempo (cronica) di saturnismo è più frequente, soprattutto come malattia professionale. Negli adulti, la tossicità dovuta a contatti ripetuti a basse dosi (esposizione cronica) causa malattie cardio-vascolari con aumento della pressione del sangue e danni (tossicità) renali.

Per i bambini, la situazione è diversa: nell'età dello sviluppo del cervello (vita fetale, neonati e bambini fino a 6 anni di età) gli effetti tossici più importanti sono sul sistema nervoso (neurotossicità). Esposizioni a livelli alti (superiori a circa 50 microgrammi di piombo per decilitro di sangue) possono provocare: coma, convulsioni e anche morte. I bambini che sopravvivono ad avvelenamento da piombo, generalmente, presentano problemi di ritardo mentale e disordini nel comportamento.
Una esposizione ripetuta a dosi basse causa: progressiva perdita dell’udito, affaticamento e lentezza cronica, deficit dell’apprendimento con quoziente di intelligenza (QI) ridotto e con possibilità di comportamenti antisociali. Gli effetti sul cervello dei bambini sono irreversibili e si verificano a dosi di esposizione più basse rispetto a quelle che provocano effetti tossici negli adulti.

L'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (International Agency for Research on Cancer, IARC) ha classificato il piombo inorganico nel Gruppo 2A (probabili cancerogeni umani), vale a dire tra quelle sostanze con un probabile grado di determinare tumori nell’uomo. Nei roditori i tumori si evidenziano solo a dosi estremamente elevate di trattamento. Gli effetti non tumorali del piombo, che si evidenziano a dosi inferiori, sono considerati quindi più rilevanti.

La vulnerabilità dei bambini

I bambini sono più vulnerabili degli adulti se esposti al piombo. Innanzitutto, il cervello è più a rischio durante il periodo dello sviluppo che non in età adulta, perché la barriera esistente tra sangue e cervello (barriera ematoencefalica) funziona in modo diverso e permette al piombo di raggiungere più facilmente il suo “bersaglio”. Inoltre, a parità di quantità di piombo presente nell’ambiente, i bambini sono generalmente più esposti per i loro comportamenti tipici: portarsi alla bocca sia le mani (con ingestione di polvere e particelle di suolo) che gli oggetti con cui stanno giocando, mordicchiare gli oggetti aumentando la possibilità di ingoiare, involontariamente, piccoli pezzi o frammenti di vernice contenente piombo.

Questi comportamenti sono ancor più frequenti in bambini affetti da pica, un disturbo del comportamento alimentare che spinge chi ne soffre ad un desiderio irresistibile di ingerire sostanze diverse dal cibo (terra, sabbia, carta, sapone, intonaco, pezzi di oggetti).

Avvelenamenti da piombo sono stati in passato descritti per ingestione di frammenti di intonaco, porte e finestre o mobili dipinti con vernici al piombo o di piccoli ciondoli di bigiotteria. Fortunatamente, queste pericolose eventualità sono state molto limitate dalla legislazione attraverso il controllo dei livelli di piombo presenti in vernici, tinte, smalti, giocattoli e oggetti presenti negli ambienti chiusi. Inoltre, i bambini assorbono circa il 50% del piombo ingerito (percentuale anche maggiore in caso di diete carenti di ferro e di calcio), mentre negli adulti ne viene assorbito circa il 15-20%.

Negli esseri umani, il piombo accumulato nelle ossa può essere riceduto, per rientrare in circolo nel sangue; tale eventualità è particolarmente importante e critica durante la gravidanza perché questo procedimento naturale (fisiologico) mette a rischio il feto dall’azione tossica del piombo, anche se durante la gestazione la donna incinta non è stata esposta direttamente a tale metallo.

Diagnosi e cura

Oltre ad una attenta osservazione dei disturbi (sintomi) presenti, il modo più sicuro e sensibile per determinare una esposizione e una conseguente intossicazione da piombo, consiste nel misurare la sua presenza nel sangue (piombemia), generalmente espressa come microgrammi di piombo per decilitro di sangue. I livelli nelle ossa e/o nei denti danno indicazioni di contatti passati, mentre il piombo nelle urine è determinabile solo quando l’esposizione è stata a livelli molto alti, quindi è un metodo che ha una bassa sensibilità. In caso di sospetto di ingestione di oggetti in piombo (esempio frammenti di bigiotteria nei bambini) è consigliabile eseguire una radiografia all'addome sotto il controllo del medico.

La rilevazione di piombo nel sangue non indica necessariamente la presenza di malattie ad esso associate, ma evidenzia solo che c’è stata una esposizione. A causa della presenza di piombo nei cibi consumati, ogni persona ha livelli misurabili di piombo nel sangue: la comparsa degli effetti dipende, dunque, dai valori più o meno alti di piombo presenti nell’organismo.

In caso di avvelenamento da piombo, la terapia utilizzata è quella generalmente associata all'uso delle cosiddette sostanze chelanti come l’EDTA (acido etilendiamminotetracetico), in grado di legare stabilmente il piombo formando un “complesso” che è successivamente eliminato con le urine. È, comunque, necessario utilizzare terapie mirate per tenere sotto controllo i disturbi (sintomi) specifici.

Prevenzione e controllo

L'avvelenamento da piombo può essere prevenuto attraverso un attento controllo dei livelli di esposizione. L'importanza degli effetti del piombo sulla salute ha spinto all'adozione di una serie di misure legislative in vari settori per vietare, o limitare, il contenuto di piombo in vari prodotti di consumo e in generi alimentari.

Ad esempio, dal 1º gennaio 2002, l'unico tipo di benzina disponibile in Europa è la benzina “verde” o senza piombo. Questa misura ha avuto un effetto significativo nell'abbassare i livelli di piombo nell'atmosfera e, quindi, non solo l’esposizione diretta per via inalatoria, ma anche quello indiretto attraverso la riduzione della quantità di piombo presente al suolo e sui vegetali: 30 anni fa, ad esempio, il contenuto di piombo in una sigaretta era compreso tra 2,5 e 12,2 microgrammi, attualmente è sceso a 0,4-0,9 microgrammi. Negli ultimi decenni, grazie anche all'azione contemporanea di molte altre disposizioni di legge, vi è stata una significativa diminuzione della piombemia (misurazione della concentrazione di piombo nel sangue).

Il decreto legislativo n. 31 del 2001, che regola in Italia la qualità dell'acqua potabile, ha fissato un valore limite di 10 microgrammi per litro (come indicato anche dall'Organizzazione Mondiale della Sanità e dalla direttiva europea). A livello europeo, la presenza di piombo nelle decorazioni per le ceramiche e nei giocattoli è regolata invece dalla direttiva n. 84/500/EEC e dalla direttiva sulla sicurezza dei giocattoli (2009/48/EC).

L'autorità europea per la sicurezza alimentare (European Food Safety Authority, EFSA) ha calcolato che negli adulti valori di piombo nel sangue pari a 0,36 e 0,15 microgrammi per decilitro di sangue, corrispondono a 1,50 e 0,63 microgrammi di piombo che possono essere ingeriti ogni giorno per chilo di peso corporeo senza avere effetti significativi sulla pressione arteriosa e sulla funzionalità del rene. Sulla base di queste indicazioni è possibile calcolare i limiti massimi che possono essere presenti in qualsiasi prodotto di consumo, senza determinare rischi per la salute. Allo stesso modo, per i bambini è stato calcolato che una concentrazione di piombo nel sangue di 0,12 microgrammi per decilitro di sangue, equivalente ad una dose ingeribile di 0,50 microgrammi per chilo di peso corporeo al giorno, corrisponde ad un rischio dell’1% di avere problemi nello sviluppo neurologico. Per i bambini non è stato possibile identificare alcun limite al di sotto di cui non si osservino effetti sul quoziente intellettivo (QI). L’obiettivo, quindi, è ridurre il più possibile la loro esposizione al piombo.

Uno degli obiettivi dell’Organizzazione Mondiale della Sanità è l'eliminazione delle vernici al piombo in tutti i paesi del mondo entro il 2020: in oltre un terzo degli stati è ancora legale vendere vernici al piombo da usare per dipingere le pareti di case, scuole e altri edifici e per la verniciatura di molti oggetti.

Bibliografia

European Food Safety Authority (EFSA). L’EFSA valuta le implicazioni del piombo per la salute

Enciclopedia Treccani. Piombo

World Health Organization (WHO). Lead poisoning and health 

US Environmental Protection Agency (EPA). Fact Sheet: EPA and HUD Move to Protect Children from Lead-Based Paint Poisoning; Disclosure of Lead-Based Paint Hazards in Housing

US Environmental Protection Agency (EPA). Basic Information about Lead in Drinking Water 

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