Introduzione

Arsenico

L'arsenico (il cui simbolo chimico è As) è un componente naturale della superficie della terra (crosta terrestre). Può presentarsi sia in forma inorganica (come elemento chimico o come alcuni sali di arsenico) che in forma organica, in composti generalmente meno tossici rispetto all'arsenico inorganico. 

In natura, la sua presenza si riscontra in rocce, suolo, aria ed acqua sia sotterranea che superficiale. In alcuni territori, le concentrazioni di arsenico possono essere elevate per cause puramente naturali ed indipendenti dall’inquinamento determinato da attività produttive umane che ne possono, comunque, ulteriormente aumentare i livelli.

I composti dell'arsenico sono utilizzati nella industria microelettronica, nella fabbricazione di semiconduttori, nella produzione di coloranti, nell'industria dei tessuti, nella produzione della carta e nella lavorazione del vetro.

Un tempo, i composti inorganici dell'arsenico erano ampiamente usati nel trattamento e nella conservazione del legno, mentre i composti organici di arsenico erano impiegati in campo agricolo: attualmente entrambi questi usi si sono molto ridotti.

In ambito medico, fino agli anni '40, l’arsenico inorganico era utilizzato nella terapia di alcune patologie quali: leucemia, psoriasi, asma bronchiale cronica; solo recentemente, in America, l’agenzia per gli alimenti e i medicinali (Food and Drug Administration, FDA) ne ha autorizzato l’uso per la cura di alcune forme specifiche di leucemia.

Fonti di esposizione

L'esposizione (per ingestione, inalazione o contatto con la pelle) della popolazione con l'arsenico avviene principalmente attraverso:

  • cibo, pesci, crostacei e molluschi sono gli alimenti che generalmente contengono livelli più elevati di arsenico assorbito dall’acqua in cui vivono. Fortunatamente, però, si tratta di arsenico principalmente presente in forma organica e quindi non tossica
  • acqua, l'arsenico vi è presente in forma inorganica e il contatto può avvenire in modo:
    • diretto, attraverso l’acqua potabile
    • indiretto, tramite l’uso di acque impiegate per la preparazione di cibi e per l’irrigazione di campi coltivati con conseguente contaminazione di alimenti vegetali, specialmente cereali
  • fumo di tabacco, sia quello inalato ed aspirato da un fumatore (fumo attivo) che quello respirato in modo involontario (fumo passivo). Ciò è dovuto alla capacità della pianta di tabacco di assorbire efficientemente, attraverso le proprie radici, metalli come l’arsenico inorganico presente nel terreno
  • esposizioni professionali, durante processi di produzione industriale in cui si lavora con l’arsenico (ad esempio, nelle fonderie sono presenti fumi contenenti arsenico, che possono essere respirati in caso non siano rispettate le norme di sicurezza)

Questo elemento chimico, inoltre, può essere presente nell'atmosfera in seguito all'attività e alle emissioni dei vulcani o anche per la decomposizione dei minerali che lo contengono. Ad ogni modo, l’esposizione all'arsenico attraverso l’aria è generalmente molto bassa e considerata minore rispetto a quelle sopra elencate.

Effetti sulla salute

In natura esistono due tipi di arsenico: organico ed inorganico. Le forme inorganiche (come quelle che contaminano le acque) sono tossiche, a differenza delle forme organiche (come quelle che contaminano pesci e crostacei) che lo sono molto meno.

Le forme inorganiche, una volta ingerite o inalate, sono ben assorbite dall’organismo che riesce comunque a trasformarle in composti organici, poi facilmente eliminati nelle urine. È bene sottolineare, però, come l’efficienza di tale procedimento fisiologico di difesa dell’organismo sia diversa da individuo ad individuo, principalmente in base alle personali caratteristiche genetiche.  Per questo motivo, l’esposizione ad una stessa quantità di arsenico, può avere effetti sulla salute molto variabili a seconda della persona. I composti organici sono generalmente poco assorbibili e facilmente eliminati con le feci e le urine.

L’assunzione di una dose elevata di arsenico (circa 10-50 milligrammi) provoca avvelenamento acuto caratterizzato dai seguenti disturbi (sintomi):

  • vomito
  • dolori addominali 
  • diarrea
  • insensibilità agli arti  
  • crampi e contrazioni muscolari dovuti ad infezione di molti nervi periferici (polinevrite) che, a dosi maggiori di arsenico, possono portare al blocco dei muscoli cardiaci e respiratori e alla morte

A seguito di esposizione ripetuta nel tempo a basse dosi di arsenico, possono verificarsi:

  • cambi di pigmentazione (colore) della pelle
  • ispessimenti della pelle del palmo della mano e della pianta del piede, per eccessiva presenza di una proteina della pelle chiamata cheratina (ipercheratosi)
  • lesioni cutanee  

Questi disturbi (sintomi) compaiono, di solito, dopo circa 5 anni di esposizione all’arsenico e possono portare alla formazione di tumori della pelle.

Ulteriori effetti determinati dall'arsenico, possono includere: comparsa di diabete, di malattie cardiovascolari (incluso l'infarto del miocardio) e alterazioni allo sviluppo del feto in gravidanza (l'arsenico inorganico può passare la placenta).

Oltre ai tumori della pelle, in popolazioni esposte ad arsenico per tempi prolungati, è stato osservato un maggiore rischio di comparsa di patologie quali: tumore al polmone e tumore alla vescica.

L’agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (International Agency for Research on Cancer, IARC) ha classificato l’arsenico nel gruppo 1 (cancerogeni umani), cioè tra quelle sostanze con un alto grado di probabilità di determinare tumori nell'uomo.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) il consumo di acque potabili contenenti arsenico in quantità comprese tra  0,05 e 0,1 milligrammi per litro di acqua potabile (corrispondenti a 50-100 microgrammi per litro) aumenta il rischio di sviluppare un tumore della pelle, al polmone o alla vescica; quando i livelli di arsenico sono più bassi, il numero di nuovi casi di tumori (incidenza) non è stato mai trovato diverso rispetto a quello di popolazioni che abitano in aree non esposte all’arsenico.

Prevenzione e controllo

Limitare il più possibile l’esposizione delle persone all’arsenico inorganico può essere considerata l’azione più importante di prevenzione per la popolazione generale e per i lavoratori. Oltre ai luoghi di lavoro, quindi, il controllo dovrà essere essenzialmente rivolto all’analisi della qualità dell’acqua destinata al consumo umano e a quella utilizzata per l’irrigazione di campi coltivati con prodotti agricoli.

Nel nostro paese, il livello di presenza di arsenico nelle acque potabili è un valore controllato in modo abituale. 

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomanda un valore limite per la presenza di arsenico nell'acqua potabile pari a 0,01 milligrammi (pari a 10 microgrammi, μg) per litro di acqua; segnala anche che, a seconda della regione considerata e delle specifiche caratteristiche del territorio, possono essere indicati ed accettati temporaneamente anche livelli più alti (considerando che un aumento di rischio per i tumori è stato evidenziato per concentrazioni di arsenico superiori a 50 μg/L).

Quando il contenuto di arsenico presente nelle acque è determinato dalla stessa natura del territorio e delle rocce, è necessario che i fornitori di acque destinate al consumo umano intervengano per rimuovere o, per lo meno, abbassare tali livelli di arsenico, sostituendo la fonte di rifornimento dell’acqua, mescolando con altra acqua a basso contenuto di arsenico (effetto diluizione), istallando efficienti sistemi di rimozione negli impianti di potabilizzazione dell’acqua.

Relativamente alla dieta, l’autorità europea per la sicurezza alimentare (European Food Safety Autority, EFSA) ha identificato un intervallo di dosi giornaliere (da 0,3 a 8 microgrammi al giorno per chilogrammo di peso corporeo) che porterebbero ad un aumento di rischio dell’1% di avere tumori del polmone, tumori della vescica e tumori della pelle.

Terapia

In caso di ingestione di arsenico, la cura (terapia) per combattere un avvelenamento acuto si basa nel sottoporre la persona alla lavanda gastrica o nell’effettuare una specifica terapia di tipo farmacologico (terapia chelante) con somministrazioni di sostanze in grado di formare dei “complessi” con l’arsenico che sono, successivamente, eliminati con le urine. Le sostanze chelanti sono somministrate attraverso iniezioni (per via endovenosa o per via intramuscolare).

Nei casi di intossicazione dovuta ad esposizione ripetuta e prolungata (cronica) si impiegano farmaci (ad esempio, la penicillamina-D) per bocca e si applicano terapie specifiche per le malattie che ne derivano.

Bibliografia

Enciclopedia Treccani. Arsenico

World Health Organization (WHO) Media centre. Arsenic (Inglese)

US Environmental Protection Agency (EPA). EPA Fact Sheet on Arsenic (Inglese)

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