Introduzione

L'obesità non è soltanto un eccessivo aumento di peso, ma una condizione cronica che dipende da molti fattori, caratterizzata da un accumulo elevato di tessuto adiposo e associata a un aumentato rischio per la salute. Così come l’obesità degli adulti, che da tempo è riconosciuta come una grave emergenza di salute pubblica, l’obesità infantile merita attenzione: se le problematiche che sono alla base dell’obesità infantile non vengono precocemente affrontate agendo sui modelli appresi nell’ambito della famiglia e della comunità, questa condizione può influenzare negativamente gli stili di vita futuri dei bambini e degli adolescenti, aumentando il rischio di sviluppare malattie croniche in età adulta, oltre che problemi sociali e psicologici.
Diagnosi
Per identificare condizioni di sovrappeso e obesità si utilizza comunemente l’indice di massa corporea (IMC, o BMI), che non costituisce di per sé una diagnosi clinica di obesità ma rappresenta un utile strumento di screening.
L’IMC viene calcolato dividendo il peso (espresso in chilogrammi) per il quadrato dell'altezza (espresso in metri):
IMC = kg / m2
es: Peso = 75kg – Altezza 1,75 m
IMC = 70 Kg / (1,75) 2 = 24,49
Un IMC tra 25 e 30 indica sovrappeso, un valore superiore a 30 è indicativo di obesità il cui livello varia, e si aggrava, con il crescere del valore dell'IMC.
Nei bambini e negli adolescenti di età inferiore ai 19 anni, il sovrappeso e l’obesità, o più correttamente lo stato ponderale, vengono valutati utilizzando le Curve di crescita dell’OMS e i riferimenti dell’International Obesity Task Force (IOTF), che considerano non solo peso e altezza, come si fa con gli adulti, ma anche l’età e il sesso:
- età, perché nei giovani il rapporto peso/altezza è influenzato dal processo di crescita e sviluppo che si ha nei primi 19 anni
- sesso, perché il percorso di sviluppo è differente tra maschi e femmine a partire dall’infanzia e in maniera ancora più evidente durante la pubertà
L’interpretazione dell’IMC nei bambini deve quindi sempre tenere conto dei percentili di riferimento specifici per età e sesso. Per esempio, tenendo conto dei percentili, un bambino di 6 anni con un valore di IMC pari a 18,5 viene dichiarato con obesità, mentre un ragazzo di 10 anni con lo stesso valore viene classificato come in sovrappeso e un adolescente di 13 anni risulta normopeso.
Cause
L’obesità in generale, e quindi anche l’obesità infantile, è una condizione multifattoriale. Lo stile di vita è centrale, ma non è l’unica causa: contano anche fattori socioeconomici, ambientali, psicologici, culturali e biologici.
Stili di vita, genetica, ambiente
Per stile di vita si intende l’insieme di tutti gli aspetti e le abitudini dell'ambiente sociale e del contesto familiare nel quale un bambino nasce, cresce e matura. Sono aspetti che influenzano il bambino già prima della sua nascita. Per esempio, se la madre è diabetica o in sovrappeso, il rischio che anche il figlio sviluppi obesità aumenta.
Anche le abitudini alimentari della famiglia di nascita influenzano l'obesità infantile, infatti, l'obesità nei genitori è un fattore di rischio per il sovrappeso dei figli, sia per la componente genetica, sia per l'ambiente familiare e i comportamenti appresi dai genitori.
Non sono da sottovalutare, inoltre, le abitudini del contesto sociale della famiglia di nascita: anch'esse sono un fattore determinante, che incide sulla probabilità che un bambino mantenga il peso adeguato o sviluppi obesità, con effetti anche sul suo futuro da adulto.
Alimentazione
Un'alimentazione ricca di grassi, zuccheri o sale, ma anche il consumo di prodotti industriali ultra-processati, come snack salati, un’assunzione non controllata di dolci e di bevande zuccherate, di pasti consumati fuori casa, favoriscono un eccessivo accumulo di grasso corporeo e aumentano il rischio di obesità precoce.
Per questo è importante che i genitori promuovano una sana alimentazione e corretti stili di vita.
Informazione disinformazione e pubblicità
La mancanza di informazioni corrette, ma soprattutto la disinformazione e le informazioni errate che spesso vengono veicolate dai mezzi di comunicazione e dalle pubblicità, come quelle delle merendine industriali o dei prodotti dei fast food, e un non adeguato controllo da parte dei genitori contribuisce a favorire il sovrappeso e l'obesità dell’età evolutiva.
Ridotta attività fisica e tempo passato davanti a schermi
La ridotta attività fisica, l’aumento del tempo trascorso davanti a schermi, contribuiscono in modo significativo allo sviluppo dell’obesità infantile, che deve essere considerata il risultato di un complesso concorso di fattori e abitudini protratte nel tempo.
Conseguenze
L'obesità infantile comporta conseguenze rilevanti sul piano fisico, psicologico ed economico. Alcune di queste conseguenze sono evidenti fin dall'infanzia, altre invece appaiono più chiaramente e si aggravano con la crescita e nell'età adulta.
A livello individuale, i bambini non devono solo combattere il sovrappeso e le malattie ad esso correlate, ma spesso sono vittime di stigmatizzazione e comportamenti discriminatori da parte dei loro coetanei.
In termini economici, i considerevoli costi dell'obesità infantile e delle malattie legate a questa condizione sono a carico della collettività.
Più nello specifico, i bambini obesi, una volta raggiunta l'età adulta, presentano un rischio maggiore di sviluppare diverse malattie tra cui:
- malattie cardiovascolari (maggiore rischio di ictus o infarto rispetto alle persone che non sono in sovrappeso)
- insulino-resistenza (diabete di tipo 2)
- disturbi muscolo-scheletrici (osteoartrosi: malattia articolare degenerativa o usura della cartilagine più rapida correlata al sovrappeso)
- alcuni tumori (endometrio, seno e colon)
- steatosi epatica metabolica (malattia del fegato grasso non alcolica)
- ipertensione arteriosa
- aumento del colesterolo, e/o dei trigliceridi e dell'acido urico
- disturbi psicologici
Trattamento
Il trattamento dell’obesità dei bambini e degli adolescenti è centrato sui comportamenti, sull’educazione alimentare e sull’attività fisica. Non si basa su diete restrittive, che potrebbero generare frustrazione e provocare carenze nutrizionali, e non mira alla perdita di peso rapida. Mira invece a ridurre il rischio metabolico e a migliorare lo stato di salute a lungo termine, garantendo crescita e sviluppo adeguati. Pertanto, può prevedere il mantenimento del peso nel tempo o una riduzione ponderale graduale in base all’età, all’entità dell’obesità e alla presenza di altre malattie (comorbilità).
Nel trattamento dell’obesità infantile ci si concentra quindi sull’aumento dell'attività fisica (andare a scuola a piedi, salire le scale, fare attività sportive), e sulla riduzione del tempo passato davanti alla televisione, al computer, agli smartphone o ai videogiochi.
Un altro aspetto fondamentale riguarda il cambiamento comportamentale dei genitori: educare gli adulti ad abitudini alimentari corrette è essenziale non solo nella cura dei figli, ma anche per una più sana alimentazione di tutta la famiglia. Un’alimentazione equilibrata e priva di eccessi deve diventare routine quotidiana per il vantaggio di tutti.
Prevenzione
Creare ambienti favorevoli a scelte salutari, promuovere un’alimentazione equilibrata e l’attività fisica quotidiana rappresentano strategie fondamentali per la prevenzione dell’obesità infantile, che richiede un approccio integrato che coinvolga famiglia, scuola, medici di base, pediatri di libera scelta, comunità e istituzioni (leggi la Bufala). Oltre ai responsabili politici, che con l’attività normativa possono promuovere azioni virtuose, anche gli stessi produttori di alimenti rivolti all'infanzia e all’adolescenza possono contribuire a ridurre efficacemente l'obesità infantile.
Raccomandazioni per la famiglia
Alcune semplici raccomandazioni per i genitori:
- durante i pasti servire porzioni giuste, servendole in piatti meno capienti per dare l'impressione che la porzione sia più abbondante
- non utilizzare il cibo per premiare o stimolare comportamenti buoni, né per soddisfare emotivamente i bambini. In tali casi è più appropriato utilizzare altri tipi di premi (figurine, disegni, libri, viaggi, ecc.)
- motivare e incoraggiare l’attività fisica anche con l'esempio
- diversificare gli alimenti, incoraggiando i bambini ad assaggiare nuovi cibi così da aiutarli ad accettare e apprezzare sapori differenti
- condividere i pasti con più persone e con la famiglia, evitando l'assunzione dei pasti nella solitudine davanti al televisore
- aumentare il consumo di frutta e verdura, offrendo frutta al posto dei dolci
- non far fare spuntini fuori pasto
- preferire prodotti da forno integrali e ridurre, o, meglio, eliminare gli snack industriali
Dimensione del problema
In Italia, i bambini e le bambine di 8-9 anni in sovrappeso costituiscono il 19% di questa popolazione, mentre l’obesità vera e propria riguarda il 9,8% di loro, inclusi bambine e bambini con obesità grave che rappresentano il 2,6% (secondo i valori soglia fissati dall'International Obesity Task Force - IOTF). Questi dati, relativi al 2023 e raccolti su oltre 46 mila bambini, sono riportati da OKkio alla SALUTE, il sistema di sorveglianza nazionale coordinato dal Centro Nazionale per la Prevenzione delle Malattie e Promozione della Salute (CNaPPS) dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS).
L’Italia, con questa sorveglianza, partecipa da sempre all’iniziativa della Regione europea dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) “Childhood Obesity Surveillance Initiative – COSI”, risultando tra le nazioni con i valori più elevati di eccesso ponderale nei bambini, insieme ad altri Paesi dell’area mediterranea.
L’indagine ha rilevato che quasi 2 bambini e bambine su 5 non fanno una colazione adeguata al mattino, mentre più della metà consuma una merenda abbondante a metà mattina, 1 su 4 beve quotidianamente bibite zuccherate/gassate e consuma frutta e verdura meno di una volta al giorno.
Il 37% delle bambine e dei bambini assume i legumi meno di una volta a settimana e più della metà di loro mangia snack dolci più di 3 giorni a settimana.
I dati sull’attività fisica evidenziano che un bambino su 5 non fa regolare esercizio, più del 70% non va a scuola a piedi o in bicicletta, e quasi la metà trascorre più di 2 ore al giorno davanti a schermi: TV, tablet o cellulare.
L’obesità nei bambini è più diffusa tra le famiglie in condizione socioeconomica più svantaggiata e che vivono nelle regioni del Mezzogiorno.
Riguardo alla percezione materna dello stato di salute dei propri figli, emerge che il 45% dei bambini in sovrappeso o obesi è percepito dalla madre come sotto o normopeso.
Aspetti di genere
Durante la crescita, la biologia influisce in modo diverso nella distribuzione di grasso nei due sessi: i maschi tendono ad accumulare grasso prevalentemente nella zona addominale (obesità di tipo androide o "a mela"), che è correlata a un maggior rischio metabolico e cardiovascolare a lungo termine. Con l'approssimarsi della pubertà, invece, la fisiologia femminile favorisce un accumulo di grasso nelle aree ginoide come fianchi e cosce. È un processo naturale, legato allo sviluppo ormonale, ma se l’accumulo è eccessivo, nelle ragazze può anticipare il menarca (la prima mestruazione).
Il tessuto adiposo produce ormoni (come la leptina) e trasforma altri ormoni in estrogeni. In presenza di un eccesso di grasso corporeo, il cervello può ricevere il segnale errato che l'organismo sia già pronto per la maturazione sessuale, anticipando lo sviluppo puberale. Questo può determinare una chiusura precoce delle cartilagini di accrescimento con una statura finale più bassa e un maggiore impatto psicologico.
Tuttavia, nella prevalenza dell’obesità tra maschi e femmine non ci sono grandi differenze: i maschi con obesità sono il 10,3%, contro il 9,4% delle femmine. Le femmine invece tendono ad essere più spesso in sovrappeso (come risulta nell’ultima indagine OKkio alla Salute).
Entrambi i sessi subiscono lo stigma sociale legato al peso, tuttavia le ragazze riportano livelli più alti di insoddisfazione corporea e un rischio maggiore di sviluppare disturbi del comportamento alimentare o sintomi depressivi.
Bibliografia
Istituto Superiore di Sanità (ISS). OKkio alla SALUTE
Istituto Superiore di Sanità (ISS). La Sorveglianza HBSC-Italia 2022 Health Behaviour in School-aged Children: le abitudini alimentari, lo stato ponderale e l’attività fisica degli adolescenti
World Health Organization (WHO). Obesity and overweight
World Health Organization (WHO). WHO European Childhood Obesity Surveillance Initiative (COSI): report on the sixth round of data collection, 2022– 2024
Ministero della Salute. Obesità
Hassapidou M, Duncanson K, Shrewsbury V et al. EASO and EFAD Position Statement on Medical Nutrition Therapy for the Management of Overweight and Obesity in Children and Adolescents. Obesity Facts. 2023; 16(1): 29-52
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Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. Obesità
Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU). LARN. Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia. V revisione. Tabelle riassuntive
Prossimo aggiornamento: 03 Marzo 2028