Introduzione

Sindrome di DiGeorge

La sindrome di DiGeorge è una malattia rara che si verifica in 1 caso ogni 2.000-4.000 persone. È già presente alla nascita (congenita) e si manifesta con caratteristiche particolari del viso e con disturbi (sintomi) che, pur variando notevolmente da individuo a individuo, includono difetti del sistema di difesa dell’organismo e del cuore.

La sindrome di DiGeorge è causata dalla perdita di geni (delezione) dal cromosoma 22 e sembra che i diversi disturbi causati dalla malattia siano determinati dalla quantità di materiale genetico perso.

Nella maggioranza dei casi la sindrome di DiGeorge non è ereditaria. In una piccola percentuale di casi (10-20%), invece, il cromosoma 22 difettoso viene trasmesso da uno dei genitori con un meccanismo denominato autosomico dominante. In altre parole, se uno dei genitori è portatore del difetto cromosomico, ogni figlio avrà il 50% di probabilità di ereditarlo.

La sindrome di DiGeorge, di solito, è accertata (diagnosticata) subito dopo la nascita mediante un esame del sangue che indica la presenza, o meno, del difetto genetico. Colpisce in modo uguale maschi e femmine.

La cura delle persone con questa sindrome richiede la collaborazione di diversi specialisti tra cui il genetista, il cardiologo, l’endocrinologo, il neurologo, il chirurgo plastico, l’immunologo, lo psichiatra e il pediatra.

In Italia è attiva AIdel22, l’Associazione Italiana delezione del Cromosoma 22, che si rivolge ai malati, alle loro famiglie, alla comunità scientifica e al pubblico, per informare, sostenere la ricerca clinica e promuovere l'inserimento sociale delle persone colpite da questa sindrome genetica rara.

Sintomi

La sindrome di DiGeorge può causare una serie di disturbi (sintomi) da lievi a gravi; i più comuni includono:

  • caratteristiche specifiche del viso
  • problemi di apprendimento e comportamento, inclusi ritardi nel camminare o nel parlare, difficoltà di apprendimento, disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) e autismo
  • problemi di linguaggio e udito, inclusa perdita dell'udito temporanea a causa di frequenti otiti, lentezza nell'iniziare a parlare e voce marcatamente nasale (ipernasale)
  • problemi alla bocca e nell'alimentazione, oltre il 75% delle persone ha anomalie del palato quali fessure del palato o del labbro e palato (chiamate rispettivamente palatoschisi e labiopalatoschisi) o incapacità di chiudere il passaggio tra rinofaringe e orofaringe (chiamata insufficienza velofaringea), che possono causare voce nasale, disturbi alimentari e della deglutizione
  • problemi cardiaci, il 77% dei casi soffre di difetti cardiaci fin dalla nascita (cardiopatia congenita) come tronco arterioso (ossia dal cuore origina una sola arteria), tetralogia di Fallot (dove la struttura del cuore è alterata) e difetto del setto ventricolare (il cuore presenta un foro nella parete che separa i due ventricoli)
  • problemi immunitari, il 75% delle persone ha una riduzione del funzionamento del sistema di difesa dell’organismo (immunodeficienza), causato dalla mancanza o dall’insufficiente sviluppo (ipo/aplasia) del timo (ghiandola del sistema linfatico che produce i linfociti T e stimola i linfociti B a produrre anticorpi), che le rende predisposte alle infezioni
  • aumento del rischio di sviluppare una malattia autoimmune quali porpora trombocitopenica idiopatica (caratterizzata da reazioni autoimmuni contro le piastrine con conseguenti problemi di coagulazione), anemia emolitica (caratterizzata da reazioni autoimmuni contro i globuli rossi), pancitopenia autoimmune (caratterizzata da reazioni autoimmuni contro tutte le cellule del sangue), tireopatia (ridotta capacità della tiroide di produrre quantità sufficienti di ormone tiroideo a causa di reazioni autoimmuni), vitiligine (caratterizzata da reazioni autoimmuni contro cellule pigmentate della pelle chiamate melanociti) e l'artrite idiopatica giovanile (caratterizzata da infiammazione cronica delle articolazioni)
  • problemi ormonali, come lo sviluppo non sufficiente o assente delle ghiandole paratiroidi (ipocalcemia), responsabili di tremori e convulsioni

Altri possibili problemi includono:

  • problemi ossei, muscolari e articolari, inclusi dolori alle gambe ricorrenti, anomalie della colonna vertebrale quali scoliosi (deviazione della colonna vertebrale), malformazioni delle vertebre (vertebre a farfalla, emivertebre) e artrite reumatoide (malattia infiammatoria autoimmune che colpisce e articolazioni)
  • bassa statura, bambini e adulti possono essere più bassi della media
  • problemi di salute mentale, gli adulti hanno maggiori probabilità di manifestare schizofrenia e disturbi d'ansia
  • anomalie gastrointestinali quali malrotazione intestinale (l’incompleta rotazione dell'intestino durante lo sviluppo) e ano imperforato (in cui l’apertura dell’ano è mancante o bloccata)
  • anomalie renali, mancanza di uno o entrambi i reni (chiamata agenesia renale)
  • anomalie dei denti, difetto nello sviluppo dello smalto che ricopre i denti (chiamato ipoplasia dello smalto)

Cause

La sindrome di DiGeorge è causata dalla perdita (delezione) di una particolare zona del cromosoma 22 (22q11.2). Per questo è nota anche come sindrome da delezione 22q11.

In circa 8-9 casi su 10 (80-90%), la perdita di parti del cromosoma si verifica spontaneamente a causa di un errore nello scambio di materiale genico durante il processo di formazione degli spermatozoi o delle cellule uovo.

Nel resto dei casi (10-20%), invece, il difetto genetico può essere trasmesso da un genitore malato al figlio con una modalità denominata autosomica dominante: in pratica, è sufficiente ereditare il cromosoma difettoso da uno solo dei due genitori per manifestare la malattia. In questo caso, ogni figlio avrà il 50% di probabilità di nascere con la sindrome di DiGeorge.

La perdita di parte del cromosoma 22 coinvolge un numero variabile di geni, fondamentali per lo sviluppo di timo, paratiroidi, cartilagini, muscoli e vasi sanguigni. Sembra esserci una correlazione tra il numero di geni coinvolti e il tipo e la gravità dei disturbi.

Diagnosi

L’accertamento della sindrome DiGeorge (diagnosi) avviene individuando la mancanza di parte dei geni situati sul cromosoma 22 (22q11.2) mediante tecniche di indagine cosiddette citogenetiche o molecolari (FISH, MLPA, a-CGH o microarray SNP genome-wide).

Nel caso in cui:

  • si stia pianificando una gravidanza, e si abbiano familiari con sindrome di DiGeorge
  • si abbia un figlio colpito dalla malattia
  • l'ecografia evidenzi difetti correlati alla malattia

Il medico di famiglia potrà suggerire una consulenza con lo specialista genetista per identificare il livello di rischio e discutere le possibili scelte che includono:

  • esame del sangue, per verificare se uno dei futuri genitori abbia il cromosoma 22 difettoso (22q11.2) che causa la sindrome di DiGeorge
  • diagnosi genetica preimpianto, fecondazione in vitro in cui gli ovuli materni vengono fecondati con gli spermatozoi paterni in laboratorio. Gli embrioni risultanti vengono testati geneticamente per selezionare gli embrioni sani da impiantare nell'utero materno
  • diagnosi prenatale con villocentesi o amniocentesi, in caso di gravidanza avviata, per verificare se il feto abbia il difetto del cromosoma 22 (22q11.2)

Terapia

Al momento non esiste una cura per la sindrome DiGeorge. I bambini e gli adulti colpiti da questa malattia, per verificare la comparsa di eventuali problemi, saranno attentamente controllati nel tempo mediante:

  • esami del sangue
  • ecocardiogramma
  • esami regolari dell'udito
  • logopedia in caso di problemi di linguaggio
  • alimentazione mediante sondino nasogastrico, in caso di difficoltà di alimentazione
  • integrazione di calcio
  • psicoterapia per una valutazione delle capacità di sviluppo e apprendimento prima di iniziare la scuola
  • esami regolari, per sorvegliare il quadro immunologico
  • fisioterapia in caso di mancanza di forza e difficoltà di movimento
  • dispositivi ortopedici (ortesi) per alleviare i dolori alle gambe
  • chirurgia cardiaca e/o del palato

Vivere con

La sindrome di DiGeorge si presenta in modi e gravità diversi da individuo a individuo.
I problemi del comportamento, di apprendimento e di salute mentale influiscono sulle normali attività della vita quotidiana ma, comunque, gli adulti con la sindrome di DiGeorge sono spesso in grado di vivere in modo indipendente. L'aspettativa di vita è leggermente inferiore al normale a causa dei problemi di salute causati dalla malattia. È, quindi, importante effettuare i controlli in modo che eventuali problemi possano essere individuati e curati prima possibile.

La prognosi varia in base alla gravità della malattia. Il tasso di mortalità infantile è relativamente basso (4% circa); negli adulti, la mortalità è più elevata che nella popolazione generale.

Bibliografia

NHS. DiGeorge syndrome (22q11 deletion) (Inglese)

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