Introduzione

Sindrome di Churg-Strauss

La granulomatosi eosinofila con poliangioite (Eosinophilic Granulomatosis with Polyangiitis EGPA), precedentemente nota come sindrome di Churg-Strauss, è un’infiammazione dei vasi sanguigni (vasculite) di piccole e medie dimensioni.

In generale, l'infiammazione è una risposta naturale del sistema di difesa dell’organismo (sistema immunitario) a lesioni o infezioni e aiuta a combattere i microrganismi invasori. Tuttavia, in alcuni casi, per ragioni non sempre definite, l’infiammazione si verifica contro i propri tessuti sani (risposta auto-infiammatoria o autoimmune). In particolare, nella vasculite il sistema immunitario attacca i vasi sanguigni inducendo gonfiore e ostruzione degli stessi.

Nella EGPA gli organi colpiti più comunemente sono i polmoni e la pelle ma possono essere coinvolti anche cuore, reni, nervi e intestino.

In questo tipo di vasculite sia nel sangue, sia nei tessuti interessati, si trovano livelli molto alti di un tipo di globuli bianchi, gli eosinofili, che oltre a essere correlati con le allergie combattono le infezioni causate da parassiti.

L’EGPA colpisce uomini e donne nella stessa misura, con una frequenza di circa 11-13 persone per milione. L'età media in cui viene scoperta è di circa 40 anni; è molto rara nei bambini o sopra i 65 anni di età.

Sintomi

Le persone con granulomatosi eosinofila con poliangioite (EGPA) presentano spesso disturbi (sintomi) aspecifici come febbre, malessere, anemia e perdita di peso. Un disturbo frequente è una grave forma di asma che compare in età adulta. Spesso è presente la sinusite e una serie di altri disturbi quali eruzioni cutanee, sensazione di spilli o intorpidimento, problemi intestinali, anemia, problemi cardiaci, dolori muscolari e articolari e stanchezza.

Un indicatore importante per accertare (diagnosticare) la EGPA è rappresentato dall'evoluzione nel tempo dei disturbi che, spesso, si sviluppano in 3 fasi:

  • prima fase "prodromica", le persone soffrono spesso di allergie: asma allergica, che solitamente compare in età adulta, sinusite fin da adolescenti, rinite allergica e poliposi nasale che tende a ripresentarsi dopo la rimozione chirurgica. La fase prodromica può persistere per molti anni
  • seconda fase "eosinofila", si trovano livelli elevati di eosinofili nel sangue e, spesso, anche infiltrati nei tessuti degli organi colpiti come il sistema respiratorio, il tratto gastro-intestinale (dolore addominale, nausea, vomito, diarrea e più raramente sanguinamento) e il cuore
  • terza e ultima fase "vasculitica", inizia l'infiammazione dei vasi piccoli e medi (vasculite), spesso tra i venti e i trenta anni di età. Stanchezza, perdita di peso e febbre spesso precedono questa fase. Nella terza e ultima fase predominano i disturbi causati dal coinvolgimento dei vasi presenti nei diversi organi e apparati. Questa fase è caratterizzata essenzialmente da:
    • neuropatia periferica, (mononeurite multipla nel 65-75% dei casi)
    • lesioni sulla pelle, più frequentemente in rilievo, compaiono in circa il 51% delle persone
    • problemi renali, (nel 25% circa delle persone consistono in glomerulonefrite necrotizzante focale o segmentale e, più raramente, nefrite interstiziale o glomerulonefrite mesangiale)
    • danni al cuore, (cardiomiopatia, vasculite, scompenso cardiaco e pericardite)

La sequenza delle fasi non è sempre così ben definita, possono sovrapporsi e alcuni disturbi possono non presentarsi affatto.

Cause

Sebbene la causa esatta della granulomatosi eosinofila con poliangioite (EGPA) non sia nota, l'importanza delle manifestazioni allergiche fa pensare a un processo autoimmune associato a una combinazione di fattori non ancora identificati.

Nelle malattie autoimmuni, il sistema di difesa dell’organismo (sistema immunitario) invece di limitarsi a reagire contro gli organismi invasori, come batteri e virus, attacca i tessuti sani, causando infiammazione. Circa il 40% delle persone con EGPA possiede anticorpi diretti verso antigeni presenti nel citoplasma dei neutrofili (ANCA) che sono tipici marcatori delle vasculiti autoimmuni.

Diagnosi

Le regole più recenti per accertare la granulomatosi eosinofila con poliangioite (EGPA), scritte dalla European Respiratory Society (ERS), affermano che una persona con EGPA dovrebbe avere:

  • asma
  • alti livelli di eosinofili nel sangue (> del 10%)
  • danni da vasculite a pelle, nervi, reni, polmoni, cuore
  • esami del sangue che suggeriscono vasculite

L'ERS ha anche suggerito un sottotipo di EGPA chiamato asma ipereosinofiliaca con manifestazioni sistemiche (HASM), in cui non è presente vasculite ma danni causati dai globuli bianchi eosinofili agli organi.

La diagnosi di EGPA è suggerita dai disturbi (sintomi) presenti e dai risultati degli esami di laboratorio ma, generalmente, va confermata con una biopsia del polmone o di un altro tessuto colpito.

Test diagnostici

Esami del sangue, gli esami del sangue mostrano alti livelli di globuli bianchi eosinofili in pazienti con EGPA attivo. Vengono prescritti esami per valutare l'attività infiammatoria (livelli di IgE, di proteina C-reattiva e la VES) e la presenza di un tipo di anticorpi correlati alla vasculite (ANCA).

Radiografia del torace, le persone con EGPA attivo possono avere danni al tessuto polmonare (infiltrati) visibili con una radiografia del torace.

Spirometria, la spirometria è il più comune e diffuso esame della funzione respiratoria. In caso di asma, sempre presente in pazienti con EGPA, questo test mostra l'incapacità di espirare rapidamente come dovuto.

Biopsia, rappresenta il modo migliore per accertare la malattia. La biopsia (prelievo di un pezzetto di tessuto da analizzare), può mostrare un accumulo di eosinofili (noto come granuloma eosinofilo) e danni ai vasi sanguigni (vasculite). Le biopsie possono essere prelevate da qualsiasi tessuto colpito (polmone, nervi, pelle, reni, ecc.).

Lavaggio bronchiale, l’indagine si esegue con uno strumento, il broncoscopio, che viene inserito attraverso il naso o la bocca per effettuare un lavaggio bronchiale. Il liquido raccolto viene esaminato in laboratorio. Questo test è molto utile per escludere problemi di altra natura come infezioni o tumori.

Esami del cuore, l’EGPA può danneggiare il cuore che va, quindi, tenuto sotto controllo attraverso l’elettrocardiogramma (ECG) e/o l’ecocardiogramma.

Lo stato di salute attuale e passato, i disturbi presenti e i risultati degli esami di laboratorio devono essere valutati insieme per accertare la malattia.

Terapia

La terapia con corticosteroidi ad alte dosi ottiene, in genere, buoni risultati. In alcuni casi può essere necessario associare un farmaco immunosoppressore per evitare la ricomparsa dei disturbi in seguito alla riduzione delle dosi di cortisone o alla sua sospensione. In assenza di cure, invece, la sopravvivenza a 5 anni dalla scoperta della malattia è del 25% circa.

Corticosteroidi, gli steroidi, come il prednisolone, costituiscono la risorsa principale nella cura delle persone con granulomatosi eosinofila con poliangioite (EGPA). L’inizio del trattamento prevede livelli piuttosto elevati di steroidi che dovrebbero essere ridotti gradualmente negli anni. La riduzione delle dosi deve essere eseguita con molta attenzione poiché se troppo rapida può portare a una maggiore attivazione dell’EGPA. Gli steroidi possono avere molteplici effetti collaterali.

Steroidi nasali e per inalazione, oltre alle compresse le persone con EGPA spesso hanno bisogno di spray di steroidi per tenere sotto controllo l’asma e la sinusite e respirare più facilmente.

Ciclofosfamide, nelle persone con EGPA grave o che non rispondono bene alla cura con steroidi, può essere utilizzata la ciclofosfamide. Questo farmaco può essere somministrato per bocca o per iniezione intravenosa per un periodo limitato di tempo.

Azatioprina, l'azatioprina (immunosoppressore) può essere aggiunta alla cura per ridurre il livello di steroidi necessario a tenere sotto controllo la malattia.

Metotrexato, usato in modo simile all'azatioprina, il metotrexato (immunosoppressore) viene talvolta utilizzato per aiutare la riduzione delle dosi degli steroidi.

Rituximab, il rituximab (anticorpo monoclonale diretto contro la proteina CD20 presente sui linfociti B) è utilizzato, occasionalmente, in persone con EGPA grave che non hanno avuto beneficio da altri trattamenti.

Mepolizumab, il trattamento con mepolizumab (anticorpo monoclonale diretto contro l’interleuchina 5) sembra essere associato a benefici significativi in persone adulte che non rispondono ad altre cure (AIFA: "FDA approva il primo medicinale per la granulomatosi eosinofila con poliangioite").

Medicina alternativa, non esistono prove scientifiche che qualsiasi tipo di medicinale alternativo sia utile nel trattamento dell'EGPA e tali prodotti non dovrebbero sostituire le cure mediche tradizionali.

Complicazioni

In assenza di cure la granulomatosi eosinofila con poliangioite (EGPA) può essere mortale ma i trattamenti con gli steroidi hanno migliorato l’aspettativa di vita dei malati. Le persone che hanno un coinvolgimento del cuore, dei reni, dell'intestino e del cervello sembrano essere a più alto rischio e possono richiedere cure più intense per prevenire le complicazioni della malattia.

Nonostante la maggior parte dei disturbi (sintomi) dell’EGPA sia reversibile con la terapia, l’ostruzione dei vasi che portano sangue ai nervi può danneggiarli in modo permanente e causare disabilità. Il coinvolgimento del cuore è la principale causa di morte e causa il 50% di tutti i decessi.

Bibliografia

Vasculitis UK. About Vasculitis (Inglese)

Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA). FDA approva il primo medicinale per la granulomatosi eosinofila con poliangioite

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