Introduzione

Malattie della valvola aortica

La valvola aortica è una delle quattro valvole che regolano il flusso di sangue all'interno del cuore. Si trova nella parte sinistra, si apre per permettere al sangue di uscire dal ventricolo sinistro (la principale tra le 4 camere di cui si compone il cuore) e si chiude per impedire al sangue di ritornare indietro.

La valvola aortica può non funzionare per svariati motivi. Ad esempio, può essere difettosa dalla nascita (malattia congenita della valvola aortica) o può danneggiarsi con l'età (malattia acquisita della valvola aortica).

La più comune anomalia presente alla nascita è la valvola aortica bicuspide: la valvola aortica normale ha tre lembi, mentre la valvola bicuspide avendone solo due potrebbe non aprirsi o non chiudersi completamente. La valvola aortica bicuspide è una anomalia comune ed è presente nell'1-2% della popolazione. Per frequenza, è la seconda causa di malattia aortica che richiede il trattamento chirurgico. Questa valvola può funzionare normalmente per 5 anni prima di cominciare a dare problemi (essere disfunzionante, stenotica o/e insufficiente). Le persone con una valvola aortica bicuspide devono effettuare una cura antibiotica prima di sottoporsi a interventi ai denti. Oltre a questa precauzione (profilassi), generalmente, non devono osservare altri accorgimenti speciali salvo un controllo periodico da parte di un cardiologo qualificato.

La più comune causa di malattia aortica che richiede un trattamento chirurgico è chiamata calcificazione aortica senile, vale a dire il danno che si verifica con l’età. Quando la valvola inizia a rovinarsi, l'organismo, per ragioni sconosciute, deposita su di essa del calcio che via via ne restringe il diametro e limita il movimento dei lembi valvolari. Ciò può ostacolare l'apertura della valvola (causando stenosi e, quindi, ostacolando il passaggio del sangue) o rendere imperfetta la chiusura (causando insufficienza o rigurgito del sangue all'indietro).

Cause meno comuni di malattia della valvola aortica sono le malattie dell'aorta ascendente, il principale vaso sanguigno che esce dal cuore e porta il sangue nel resto dell'organismo: l'aneurisma, la dissezione e la sindrome di Marfan.

Sintomi

Per alcune persone che hanno una lieve malattia della valvola aortica ma non hanno disturbi (sintomi), un attento controllo (monitoraggio) sotto la supervisione di un medico può essere sufficiente. Nella maggior parte dei casi, tuttavia, la malattia della valvola aortica e il cattivo funzionamento progrediscono e peggiorano nonostante le cure mediche. L’alterazione funzionale della valvola aortica, infatti, è essenzialmente un problema meccanico che non può essere curato adeguatamente soltanto con i farmaci. Alla fine, richiede un intervento chirurgico per ridurre i disturbi (sintomi) e il rischio di complicazioni come l’insufficienza cardiaca, l’infarto, l’ictus o la morte a causa di un arresto cardiaco improvviso.

I disturbi associati al cattivo funzionamento della valvola aortica variano in base alla gravità del difetto che li determina: se il restringimento della valvola è lieve, si manifesta con un soffio al cuore e nessun disturbo. Quando l’ostruzione è grave, la persona accusa fame d’aria (dispnea), dolore al petto (angina pectoris), svenimento improvviso (sincope).

In alcuni casi, la manifestazione iniziale della malattia valvolare può essere rappresentata da una aritmia, la fibrillazione atriale. Si tratta di una alterazione della regolarità del battito del cuore potenzialmente molto grave, soprattutto perché può causare la formazione di piccoli coaguli di sangue nel cuore (trombi) che possono diffondersi nella circolazione sanguigna generale (emboli). Se il coagulo penetra in un'arteria del cervello può causare un ictus (ictus cardioembolico). La prima cosa da fare nel caso si manifesti un'aritmia, dunque, è rivolgersi subito a un cardiologo per una visita specialistica.

Il rischio di andare incontro a una malattia delle valvole cardiache cresce con l’età. La stenosi aortica, la forma più comune nei paesi sviluppati, interessa tra il 2% e il 7% delle persone al di sopra dei 65 anni di età; le malattie delle valvole cardiache in generale riguardano il 13% della popolazione di età superiore a 75 anni di età. L’aumento della consapevolezza degli strumenti disponibili per tutelare la propria salute è fondamentale per curare queste malattie in tempo e garantire così una qualità della vita ottimale.

Cause

La stenosi aortica è una condizione in cui la valvola aortica diviene più stretta, si irrigidisce o si ispessisce ostacolando notevolmente il flusso di sangue proveniente dal ventricolo.

Il rigurgito aortico è una condizione che si sviluppa quando la valvola aortica si indebolisce e non si chiude più completamente, facendo sì che il sangue ritorni indietro nel ventricolo sinistro.

In entrambi i casi il cuore deve lavorare con più fatica per pompare lo stesso quantitativo di sangue nel resto del corpo. Ciò può determinare un'insufficienza cardiaca.

Quando le valvole non funzionano più in modo corretto, possono essere riparate o sostituite. Per la sostituzione possono essere utilizzate sia valvole artificiali meccaniche, sia valvole biologiche (protesi valvolari).

Fattori di rischio

Il rischio di andare incontro a una malattia della valvola aortica cresce con l'età. Inoltre, è legato anche ad altre malattie, cardiache o non cardiache, che possono determinare o accelerare il malfunzionamento della valvola.

Esse includono:

  • difetto della valvola presente alla nascita (come la valvola aortica bicuspide, che tende a degenerare prima di una valvola aortica con tre lembi)
  • endocardite infettiva o febbre reumatica
  • cardiopatia ischemica o scompenso cardiaco
  • pressione del sangue alta (ipertensione arteriosa)
  • colesterolo nel sangue elevato (ipercolesterolemia)
  • fumo di sigaretta
  • diabete

Diagnosi

L'accertamento (diagnosi) di una malattia della valvola aortica, e dell’insufficienza cardiaca che può causare, è eseguito dal medico cardiologo in base allo stato di salute presente e passato (anamnesi) della persona, ad esami fisici e ai risultati di test specifici.

In generale, il medico indaga sull'esistenza, o meno, dei fattori di rischio cardiovascolare quali fumo, abuso di alcol, scorretta alimentazione, sedentarietà. Tali fattori, spesso, sono a loro volta causa di diabete, obesità, colesterolo alto (ipercolesterolemia) e ipertensione arteriosa. Qualora dovesse sospettare la presenza di una valvola aortica malata (per stenosi o per insufficienza), il medico cardiologo prescriverà l’esecuzione di esami specifici.

Gli esami che permettono di evidenziare il mal funzionamento della valvola aortica, oltre ai disturbi (sintomi) raccontati dal malato al proprio medico, includono:

  • elettrocardiogramma, può mettere in evidenza la presenza di un aumento dello spessore della parete del ventricolo sinistro, che indica il sovraccarico di lavoro a cui è sottoposto il muscolo cardiaco. Può anche essere presente una irregolarità costante del battito cardiaco (fibrillazione atriale) favorita dalla dilatazione dell’atrio sinistro che, a sua volta, può essere una conseguenza delle alterazioni della circolazione del sangue all'interno del cuore determinate dalla stenosi della valvola aortica
  • rx torace, mostra la presenza di un ingrandimento della cosiddetta “ombra cardiaca” espressione dell’aumento della parte sinistra del cuore (il ventricolo e l'atrio sinistro). Inoltre, nelle forme di restringimento (stenosi) valvolare grave è possibile rilevare una congestione polmonare
  • ecocardiogramma, rappresenta l'esame principale per accertare tutte le malattie delle valvole del cuore (valvulopatie). Nella stenosi aortica permette di valutare con buona accuratezza le alterazioni del tessuto valvolare, la gravità della stenosi (quanto si è ridotta l’area attraverso cui il sangue dal ventricolo deve passare nell'aorta) e il grado di pressione che il ventricolo deve sviluppare per pompare il sangue attraverso la valvola malata. Con queste tre importanti informazioni è possibile stabilire la gravità della malattia valvolare e l’eventuale indicazione all'intervento chirurgico di sostituzione della valvola
  • cateterismo cardiaco, non viene utilizzato spesso per accertare (diagnosticare) la malattia della valvola aortica, ma può essere eseguito se gli altri esami non sono stati in grado di fornire informazioni sulla sua presenza e gravità

Terapia

Non esistono farmaci in grado di far regredire o bloccare il restringimento (stenosi) della valvola aortica. Tuttavia, il medico può somministrare alcuni farmaci per tenere sotto controllo alcuni disturbi (sintomi).

La terapia di una malattia valvolare divenuta grave consiste nel sostituire le valvole mal funzionanti con valvole “meccaniche” o “biologiche”.

Le valvole meccaniche sono molto resistenti e durano più a lungo delle valvole biologiche. Tuttavia, le persone con valvole meccaniche devono prendere farmaci anticoagulanti per tutta la vita per evitare la formazione di trombi (trombosi della protesi).

Al contrario, le valvole biologiche hanno in comune un ridotto rischio di trombosi, ma durano meno delle valvole meccaniche. Dopo un periodo di circa 15 anni vanno incontro a fenomeni di degenerazione e diventano malfunzionanti. Nell'ambito delle valvole biologiche le scelte disponibili comprendono gli xenograft, valvole costituite da tessuti animali (il più delle volte, valvole aortiche di maiale o valvole "costruite" con pericardio bovino), gli homograft o allograft, valvole preparate dai cadaveri umani, e l'autograft polmonare, un auto trapianto. In pratica, la propria valvola spostata dall'arteria polmonare, situata nella parte destra del cuore, alla sede aortica posta nella parte sinistra.

La decisione sul tipo di valvola da usare dovrebbe essere presa in accordo con il cardiologo e il cardiochirurgo. In definitiva, la scelta dipenderà dalle preferenze del malato, dal suo stile di vita e dai rischi individuali determinati dall'età e da altre malattie presenti.

Se la sostituzione valvolare costituisce l’unica terapia del restringimento grave della valvola aortica (stenosi aortica), due sono le possibilità disponibili per effettuarlo: la sostituzione chirurgica e quella transcatetere.

La sostituzione chirurgica della valvola può essere effettuata con la tecnica tradizionale (sternotomia mediana) ma anche con tecniche cosiddette mini invasive perché richiedono una ridotta incisione sulla parete del torace. L’intervento tradizionale, in anestesia generale, si effettua con la circolazione extracorporea del sangue.

L’intervento percutaneo (praticato attraverso la pelle) transcatetere (TAVI, Transcatheter Aortic Valve Implantation) non richiede la circolazione extracorporea e il torace non viene aperto. La valvola viene introdotta e fatta procedere attraverso l’arteria femorale comune fino al cuore dove, poi, viene rilasciata. Tale approccio è riservato principalmente ai malati in cui la chirurgia tradizionale sarebbe troppo rischiosa.

Complicazioni

La sostituzione della valvola aortica è un’operazione importante e delicata e, come qualsiasi altro tipo di chirurgia, può causare complicazioni. Esse includono:

  • infezioni della ferita, dei polmoni, della vescica o della valvola cardiaca
  • ictus, a causa di piccoli coaguli di sangue che possono raggiungere il cervello
  • battito del cuore temporaneamente irregolare (aritmia)
  • ridotta funzionalità renale, per alcuni giorni

Ad oggi, il rischio di morire a causa di una sostituzione della valvola aortica è intorno all'1-3%, rischio molto inferiore rispetto a quello che si corre vivendo con la valvola aortica gravemente malata senza intervenire.

La maggior parte delle persone che sopravvivono alla chirurgia hanno una buona aspettativa di vita dal punto di vista cardiologico.

Vivere con

Negli ultimi anni, la ricerca scientifica ha fatto progressi enormi nella scoperta e nella cura delle malattie del cuore, delle arterie e delle vene che sono le più probabili negli uomini al di sopra dei cinquant'anni e nelle donne sopra i sessanta. Rappresentano, tuttavia, anche le malattie che possono essere ben curate o bloccate nella loro progressione nel tempo.

Quando si ha una malattia della valvola aortica le prime cure prescritte dal medico sono di tipo farmacologico. Quando non è più possibile controllare le conseguenze del malfunzionamento della valvola, divenuto grave, si interviene chirurgicamente per sostituirla.

La valvola artificiale non funziona come la valvola naturale sana. Per questo, anche se il funzionamento cardiaco viene migliorato non è detto che possa recuperare livelli completamente normali.

Nel caso in cui si debba procedere all'operazione chirurgica, si dovrà pianificare per tempo un periodo di riabilitazione cardiaca, da effettuare presso una struttura specializzata in ricovero.

La durata della fisioterapia per ottenere un buon recupero fisico varia in base ad alcuni fattori:

  • età
  • stato generale del malato

Per essere più forte e motivata, la persona operata una volta tornata a casa dovrà avere un supporto psicologico, poiché potrebbero comparire disturbi quali:

  • mancanza di appetito (inappetenza)
  • insonnia
  • leggero gonfiore e rossore intorno alla ferita
  • stitichezza, in questo caso è necessario bere molta acqua, mangiare molte fibre e rivolgersi al proprio medico curante

È estremamente importante seguire scrupolosamente le indicazioni dei medici e, in particolar modo, qualora si abbia una valvola meccanica, prendere anticoagulanti orali per il resto della vita.

Nel caso in cui sia stata impiantata una valvola biologica, sarà necessario prendere anticoagulanti per un periodo di tempo limitato (al massimo tre mesi) per dare il tempo alla valvola di adattarsi alle strutture su cui è stata inserita e al corpo di trovare un nuovo equilibrio. Sarà il medico ad informare la persona operata circa il momento in cui potrà interrompere l’assunzione di anticoagulanti.

La persona operata, inoltre, dovrà seguire scrupolosamente lo schema terapeutico consigliato e la programmazione dei controlli. È fondamentale che sia ben consapevole che l'efficacia terapeutica è strettamente connessa alla aderenza alle cure e che la sua personale convinzione in tal senso gioca un ruolo fondamentale nella corretta gestione della terapia e degli effetti indesiderati (effetti collaterali) che questa comporta. Eventuali modifiche dovranno essere indicate dallo specialista che ha prescritto la terapia.

Nel caso in cui la persona si trascurasse e non seguisse le prescrizioni del medico, potrebbe andare incontro a complicazioni anche gravi (ostruzione della valvola o emorragie di varia gravità).

Prossimo aggiornamento: 21 Maggio 2022

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