Introduzione

Faramci immunostimolanti

Il farmaco immunostimolante è una sostanza capace di sollecitare l'azione del sistema di difesa dell'organismo (sistema immunitario) per aumentarne la capacità di combattere infezioni e malattie, inclusi i tumori.

In molte malattie, la diminuzione delle difese immunitarie può costituire la causa, il fattore favorente o la conseguenza della malattia stessa.

Il sistema immunitario è una complessa rete costituita da cellule, tessuti, organi e dalle sostanze da essi prodotte. Ha la funzione di proteggere l'organismo dagli agenti infettivi e dalle cellule trasformate in cellule tumorali.

Tra le sostanze ad azione immunostimolante si distinguono:

  • farmaci immunostimolanti, veri e propri medicinali utilizzati ad esempio nella terapia dei tumori
  • piante medicinali immunostimolanti e integratori con proprietà immunostimolanti, utilizzati soprattutto nei mesi freddi per la prevenzione delle infezioni invernali

Per avere maggiori informazioni sui principi attivi nominati nel contributo o comunque appartenenti a questa classe di farmaci è possibile visitare il sito dell'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA). Per cercare un farmaco utilizzando il nome commerciale e non il principio attivo si può cliccare QUI. All'interno del sito è possibile trovare tutti i foglietti illustrativi dei farmaci e anche alcune informazioni aggiuntive. Se accanto al nome del farmaco è scritto "revocato" il farmaco non è più in commercio. 

Farmaci immunostimolanti o immunomodulanti

I farmaci immunomodulanti migliorano la risposta immunitaria dell'organismo contro i tumori. Comprendono non solo le proteine chiamate citochine, molecole ​​che normalmente aiutano a regolare o a modulare l'attività del sistema immunitario, ma anche gli agenti microbici e altri farmaci di sintesi.

Citochine

Sono proteine naturalmente prodotte e secrete dai globuli bianchi che circolano nel sangue. Aiutano a perfezionare la risposta immunitaria e intervengono sull'infiammazione e sulla formazione di nuove cellule del sangue (ematopoiesi). I tipi di citochine usate per trattare i tumori sono due:

  • interferoni (INF)
  • interleuchine (IL)

Un terzo tipo, i fattori di crescita ematopoietici, è utilizzato per contrastare alcuni degli effetti indesiderati di alcune chemioterapie.

Interferoni

La ricerca ha dimostrato che un tipo di interferone, ossia l'interferone Alfa (l’INF-alfa), può migliorare la risposta immunitaria contro le cellule tumorali attivando alcune cellule, i linfociti, le cellule natural killer e le cellule dendritiche. L'INF-alfa può anche ostacolare la crescita delle cellule tumorali o provocarne la morte.

Interleuchine

La ricerca ha identificato più di trenta interleuchine tra cui l'interleuchina 2 (IL-2), chiamata anche fattore di crescita dei linfociti T.

L'interleuchina 2, prodotta naturalmente dai linfociti T attivati, aumenta la produzione dei globuli bianchi, comprese le cellule cosiddette T killer e le cellule chiamate natural killer, portando ad una maggiore risposta del sistema di difesa dell'organismo contro i tumori.

L'IL-2 facilita anche la produzione di anticorpi da parte dei linfociti B per aggredire ulteriormente le cellule tumorali.

Fattori di crescita ematopoietici

Sono una classe speciale di citochine presenti in natura. Promuovono la crescita di varie popolazioni di cellule del sangue numericamente diminuite a causa della chemioterapia. Includono:

  • eritropoietina, stimola la formazione dei globuli rossi
  • interleuchina 11, aumenta la produzione di piastrine
  • fattore stimolante le colonie granulocitarie-macrofagiche (GM-CSF) e fattore stimolante le colonie granulocitarie (G-CSF), aumentano entrambi il numero di globuli bianchi, riducendo il rischio di infezioni

I fattori G-CSF e GM-CSF possono anche migliorare le risposte antitumorali specifiche del sistema immunitario aumentando il numero dei linfociti T che combattono il tumore.

Agenti microbici: Bacillus Calmette-Guérin (BCG)

Si tratta del batterio, vivo, che causa la tubercolosi. Esso viene indebolito (attenuato) in modo tale da non poter più causare la malattia nell'uomo. È stato utilizzato per la prima volta in medicina come vaccino contro la tubercolosi.

Nei tumori viene impiegato inserendolo, tramite un tubicino, nella vescica. Arrivato al suo interno il Bacillus Calmette-Guérin stimola la risposta immunitaria generale diretta non solo contro il batterio estraneo ma anche contro le cellule tumorali della vescica. L'esatto meccanismo di questo effetto antitumorale non è ben compreso, ma il trattamento è efficace.

Farmaci immunomodulanti (chiamati anche modificatori della risposta biologica)

Prodotti in laboratorio (di sintesi), questi farmaci sono forti modulatori del sistema immunitario e includono:

  • talidomide, e suoi derivati lenalidomide e pomalidomide, molecole con struttura e funzione simili. Non è del tutto chiaro come la talidomide e i suoi due derivati ​​stimolino il sistema immunitario, ma promuovono la secrezione di interleuchina 2 (IL-2) dalle cellule competenti e bloccano la capacità dei tumori di formare nuovi vasi sanguigni per sostenere la loro crescita (processo chiamato angiogenesi)
  • imiquimod, crema che viene applicata sulla pelle e provoca il rilascio di citochine. Principalmente, Interferone alfa, Interleuchina 6 e una molecola coinvolta nell'infiammazione, il fattore di necrosi tumorale (TNF-alfa)

La maggior parte degli agenti immunomodulanti viene utilizzata per la cura dei tumori in fase avanzata. Alcuni sono usati come supporto a una terapia più ampia: ad esempio, il fattore stimolante le colonie granulocito-macrofagiche (GM-CSF) e il fattore stimolante le colonie granulocitiche (G-CSF) vengono impiegate in combinazione con altre immunoterapie per rafforzare le risposte immunitarie antitumorali stimolando la crescita dei globuli bianchi.

Effetti indesiderati (effetti collaterali)

Gli effetti indesiderati di queste terapie riflettono principalmente la stimolazione del sistema immunitario e possono essere diversi in base al tipo di terapia e al modo in cui i singoli individui reagiscono ad essa. Includono:

  • citochine
    • disturbi (sintomi) simil-influenzali
    • grave reazione allergica
    • riduzione delle cellule del sangue (conta ematica ridotta)
    • alterazione chimica del sangue
    • danni agli organi

  • bacillus Calmette-Guérin
    • disturbi simil-influenzali
    • grave reazione allergica
    • effetti urinari indesiderati quali bruciore e/o dolore e aumentato stimolo (cistite)

  • talidomide, lenalidomide, pomalidomide
    • coaguli di sangue/embolia venosa
    • neuropatia

Sono controindicati in gravidanza poiché causano gravi difetti alla nascita, potenzialmente mortali (effetti teratogeni sul feto)

  • imiquimod
    • reazioni cutanee

Piante medicinali immunostimolanti e integratori con proprietà immunostimolanti

Gli immunostimolanti fitoterapici naturali non sono veri e propri farmaci ma sono sostanze che potenziano in modo aspecifico le resistenze naturali dell’organismo (droghe adattogene).

Hanno la capacità di migliorare le difese immunitarie e vengono consigliati soprattutto nei mesi freddi per la prevenzione delle infezioni invernali.

Anche se naturali e provenienti dalle piante, questi immunostimolanti possono avere effetti indesiderati (effetti collaterali) e controindicazioni. Prima di usarli, quindi, è opportuno consultare il medico.

Tra le piante medicinali e gli integratori con proprietà immunostimolanti sono compresi:

  • echinacea, i polisaccaridi presenti al suo interno le conferiscono proprietà immunostimolanti che sostengono così l'organismo negli stati influenzali e nelle malattie da raffreddamento. È anche utilizzata come adiuvante (favorisce o aumenta l’efficacia di un'altra sostanza o di un'altra cura) delle infezioni ripetute delle vie respiratorie e urinarie
  • astragalo, i polisaccaridi presenti nell'astragalo stimolano il sistema immunitario, rafforzando i meccanismi di difesa naturali dell'organismo nei confronti delle infezioni e delle più comuni malattie da raffreddamento. Riduce l'immunosoppressione causata dalla chemioterapia
  • ganoderma lucidum, simbolo della medicina tradizionale cinese è anche approvato in Italia dal Ministero della Salute come integratore alimentare. Grazie a studi sperimentali in vitro, è stato dimostrato che i polisaccaridi contenuti nel ganoderma lucidum modulano il sistema immunitario. L'azione immunostimolante sembra essere esercitata attraverso un aumento sia dell'attività dei linfociti T e B, sia attraverso un aumento della produzione di citochine. Sono in corso studi preclinici per valutare la reale efficacia del g. lucidum come antitumorale
  • uncaria, la spiccata attività immunostimolante è conferita alla pianta dalla presenza di alcaloidi pentaciclici. Nota per le sue proprietà immunostimolanti, antivirali e antinfiammatorie, è utile contro infezioni e raffreddore
  • andrographis, diversi tipi di formulazioni, estratti e composti puri ottenuti da questa pianta hanno dimostrato di possedere attività biologiche tra cui quella immunomodulatoria. È anche stata utilizzata in alcuni studi clinici come rimedio contro i disturbi (sintomi) dell'influenza (raffreddore, mal di testa, faringite, tosse e dolori muscolari)

La sicurezza e l'efficacia dei prodotti "naturali" non è mai stata ampiamente studiata. Per conoscere e valutare i potenziali rischi associati all'uso dei prodotti naturali, in Italia è stato predisposto, dal 2002, un sistema di raccolta e sorveglianza delle reazioni avverse causate da questi prodotti. Coordinato dall'Istituto Superiore di Sanità, in collaborazione con l’Agenzia italiana del Farmaco (AIFA) e il Ministero della Salute, il database contiene centinaia di segnalazioni spontanee di reazioni avverse a prodotti naturali (leggi la Bufala).

Bibliografia

National Cancer Institute (NIH). Biological therapies for cancer (Inglese)

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