Introduzione

Sartani

I sartani, noti anche come antagonisti del recettore AT1 dell’angiotensina II, sono medicinali utilizzati per il trattamento dell'ipertensione arteriosa, ossia della pressione arteriosa alta.

L'angiotensina II è un ormone che aumenta i livelli della pressione arteriosa, legandosi al recettore AT1. I sartani bloccano il legame tra l'angiotensina II e il recettore AT1, svolgendo un'azione antipertensiva.

Dietro prescrizione medica, i sartani possono essere usati per la cura di:

I sartani sono una classe di farmaci che include diverse molecole, quali:

  • Losartan
  • Eprosartan
  • Valsartan
  • Irbesartan
  • Candesartan
  • Telmisartan
  • Olmesartan

I sartani sono anche disponibili in combinazione con altri farmaci antipertensivi come i diuretici o i calcio-antagonisti.

I sartani hanno precise controindicazioni, interazioni con altri medicinali, speciali avvertenze e precauzioni d'uso. Pertanto, le persone che ricevono una prescrizione di sartani dovrebbero informare il proprio medico se soffrono di eventuali altre malattie, se assumono farmaci, se si trovano in stato di gravidanza o se intendono programmarla.

I sartani sono controindicati in gravidanza, soprattutto nel secondo e terzo trimestre in quanto sono farmaci teratogeni, cioè possono causare malformazioni nell'embrione. Nel feto i sartani possono causare ritardo dell'ossificazione del cranio, insufficienza renale e una diminuzione del liquido amniotico. Nel neonato possono causare tossicità e abbassamento della pressione. I sartani sono presenti nel latte materno per cui sono controindicati anche durante l'allattamento.

I sartani sono simili nelle azioni e negli effetti indesiderati (effetti collaterali) ma sono metabolizzati e eliminati dall'organismo in maniera diversa. Ad esempio, alcuni sartani vengono trasformati nel fegato in una forma attiva, cioè la forma in grado di abbassare la pressione sanguigna.

Interazioni con altri farmaci

I sartani possono interagire con altri farmaci, aumentando o diminuendo gli effetti di uno o più farmaci. Ad esempio, nelle persone che assumono integratori di potassio, sostituti del sale o altri farmaci come i diuretici risparmiatori di potassio, i sartani possono aumentare i livelli di potassio nel sangue (si parla di iperkaliemia). Possono, inoltre, aumentare la concentrazione di litio nel sangue, determinando un aumento dei suoi effetti collaterali.

Pertanto, poiché i sartani possono interferire con altri farmaci, è sempre opportuno avvertire il medico curante se si stanno assumendo altri medicinali.

Gli effetti collaterali dei sartani

Nella maggior parte dei casi, i sartani non generano effetti collaterali; a volte, possono manifestarsi lievi disturbi che si attenuano con la prosecuzione della cura. Tuttavia, è buona norma rivolgersi subito al medico curante qualora si manifestino dei sintomi dopo l'assunzione dei sartani. In questo modo, il medico potrà verificare se i sintomi siano dovuti all'utilizzo del farmaco e potrà consigliare il da farsi.

I sintomi più comunemente riportati negli studi clinici sugli effetti dei sartani includono:

Gli effetti collaterali gravi sono rari e comprendono:

I sartani sono stati associati a comparsa di impotenza o disfunzione sessuale.

Mancata somministrazione o dose eccessiva di sartani (sovradosaggio)

Qualora, per sbaglio, si prenda una dose di sartani superiore a quella prescritta, bisogna rivolgersi al medico curante, al pronto soccorso o al Centro Antiveleni di zona per sapere cosa fare.

Se si dimentica di prendere una dose è necessario controllare il foglietto illustrativo fornito con il farmaco per verificare come comportarsi in questa situazione. Non bisogna, comunque, raddoppiare la dose per compensare quella dimenticata. Il medico o il farmacista possono fornire ulteriori indicazioni.

Prossimo aggiornamento: 21 giugno 2024

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