Introduzione

L'aumento della temperatura dovuto al riscaldamento globale ha portato sempre più frequentemente a fenomeni ambientali e climatici estremi le ondate di calore, cioè periodi di due o tre giorni di caldo molto intenso e secco, oppure di caldo molto umido e senza vento.
L'area del Mediterraneo è considerata particolarmente a rischio.
Dal 2005 il Ministero della Salute ha stabilito un Piano nazionale per la prevenzione degli effetti del caldo sulla salute, per favorire la collaborazione tra le istituzioni e fornire indicazioni per la previsione delle ondate di calore e degli effetti del caldo sulla salute dei cittadini.
Sul sito del Ministero della Salute ogni anno, nel periodo compreso tra maggio a settembre, sono pubblicati bollettini giornalieri che con bollini di colore diverso, definiscono il livello di rischio legato alle onde di calore:
- bollino verde (Livello 0), condizioni meteorologiche senza rischi per la salute della popolazione
- bollino giallo (Livello 1), stato di pre-allerta. Condizioni meteorologiche che possono precedere il verificarsi di un'ondata di calore
- bollino arancio (Livello 2), temperature elevate e condizioni meteorologiche che possono avere effetti negativi sulla salute della popolazione, in particolare nelle persone più a rischio
- bollino rosso (Livello 3), ondata di calore. Condizioni ad elevato rischio che durano per 3, o più, giorni di seguito
Inoltre, il sito del Ministero (Ministero della Salute - Ondate di calore) fornisce altre informazioni importanti come: la mappa dei servizi di assistenza presenti sul territorio, un video che risponde alle domande più frequenti e una serie di opuscoli con consigli pratici su come proteggere bambini, anziani, animali e su come difendersi dalle ondate di calore in generale o in situazioni specifiche come al lavoro o in gravidanza.
Come il corpo si difende dalle ondate di calore
Il nostro organismo possiede meccanismi naturali di raffreddamento e l’ipotalamo, una regione del cervello, è la centralina che si occupa di regolare la temperatura del corpo (termoregolazione), che normalmente è controllata e mantenuta intorno ai 37 gradi centigradi (37°C).
Sudando, il corpo elimina il calore in eccesso; ma non sempre questo meccanismo funziona correttamente. Se, ad esempio, l’umidità è molto elevata, il sudore evapora più lentamente e il calore corporeo non viene eliminato: questo è il motivo per cui il caldo umido è percepito di più rispetto di quello secco.
Le persone anziane e i bambini con meno di quattro anni tendono a sudare meno ed è per questo che sono considerati le fasce più deboli.
Gli anziani, inoltre, avvertono lo stimolo della sete meno dei giovani e quando fa molto caldo sono portati a bere meno di quanto dovrebbero per poter sudare e disperdere il calore.
Il consumo di alcolici, di bevande che contengono caffeina e l'assunzione di alcune medicine (come antidepressivi e farmaci per la cura della malattia di Parkinson) ostacolano la capacità di raffreddamento dell’organismo.
Effetti sulla salute
Gli effetti delle ondate di calore sull'organismo possono essere più o meno gravi a seconda delle condizioni ambientali (temperatura e umidità), della durata e delle specifiche caratteristiche della persona.
Nelle persone con malattie croniche, specialmente in quelle con patologie respiratorie, cardiovascolari, cerebrali, renali, diabete e disturbi mentali, le ondate di calore possono causare complicazioni.
Gli effetti diretti del calore sull'organismo vanno da semplici eruzioni cutanee, senso di forte stanchezza, gonfiore degli arti, fino a colpi di sole, colpi di calore con disidratazione, svenimento e crampi. I crampi, in genere, sono provocati dalla mancanza di sali minerali dovuta alla forte sudorazione e sono accompagnati da disturbi come mal di testa (cefalea), stanchezza e affaticamento; chi ne soffre dovrebbe immediatamente reidratarsi con abbondante acqua e sali minerali.
Il gonfiore (edema), localizzato soprattutto ai piedi e alle caviglie, è collegato ad una insufficienza venosa, cioè ad una dilatazione dei vasi sanguigni periferici con conseguente ristagno di sangue.
Lo svenimento causa un’improvvisa perdita di coscienza ed è dovuto ad un rapido calo di pressione arteriosa con successiva diminuzione della quantità di sangue che arriva al cervello. Lo svenimento può essere prevenuto se, alla comparsa dei primi sintomi, quali, ad esempio, vertigini, sudore freddo, visione opaca, si fa distendere la persona con le gambe sollevate rispetto al cuore.
La disidratazione è una condizione che si verifica quando la quantità di acqua persa dall'organismo è maggiore rispetto a quella introdotta. Normalmente, grazie allo stimolo della sete, si assumono circa 1,5 litri di acqua al giorno.
L’organismo si disidrata, iniziando a funzionare male, quando le perdite di liquidi non sono reintegrate con quantità adeguate di acqua.
I sintomi principali della disidratazione sono sete, debolezza, vertigini, tachicardia (palpitazioni), ansia, pelle e mucose asciutte e abbassamento della pressione del sangue (ipotensione).
Lo stress da calore è uno stato di maggiore gravità e si manifesta con un senso di leggero smarrimento, malessere generale, debolezza, nausea, vomito, mal di testa, rallentamento del battito cardiaco (bradicardia), abbassamento della pressione (ipotensione), confusione, irritabilità. La temperatura corporea può essere leggermente elevata ed è comune una forte sudorazione.
Se non è diagnosticato e trattato immediatamente, può progredire fino al colpo di calore.
Il colpo di calore rappresenta una condizione di emergenza, che deve essere trattata il prima possibile. Si verifica quando la temperatura corporea raggiunge o supera i 40oC. Questo può causare iperventilazione, disidratazione, insufficienza renale, edema polmonare, aritmie cardiache, fino ad arrivare allo shock accompagnato da delirio, con possibile perdita di coscienza.
Le persone che soffrono di pressione alta (ipertensione) o con problemi al cuore, soprattutto se anziane, possono manifestare gravi episodi di diminuzione della pressione arteriosa, soprattutto nel passare dalla posizione sdraiata a quella in piedi (ipotensione ortostatica) con possibilità di cadute.
Persone più a rischio
L'impatto delle ondate di calore sulla salute, in termini di aumento della mortalità e dei ricoveri ospedalieri, è un'emergenza sanitaria.
In caso di ondate di calorele condizioni che aumentano i rischi sono:
- età: anziani, neonati e bambini sotto i 4 anni hanno maggiori difficoltà ad eliminare il calore in eccesso
- gravidanza
- malattie croniche, ad esempio malattie cardiache e respiratorie, diabete, insufficienza renale
- scarsa capacità di regolare la propria temperatura (ad esempio, quando si beve poco, si è malati oppure si abusa di alcol o droghe)
Non vanno, inoltre, sottovalutati i fattori socio-economici (vivere soli, in condizioni di povertà, non avere una casa, non poter accedere alle informazioni sanitarie).
Gli anziani, soprattutto se malati cronici o con malattie neurodegenerative (per esempio malattia di Alzheimer), sono a rischio di complicanze dovute alle ondate di calore, oltre che per la minore efficienza nella termoregolazione, hanno un ridotto stimolo della sete, sono più sensibili al calore soprattutto se si trovano in uno stato di ridotta mobilità.
I bambini molto piccoli sono a rischio anche perché dipendono dagli altri per l'assunzione di liquidi e per regolare il clima circostantec, aerando l'ambiente, oscurandolo o rinfrescandolo con i condizionatori.
In città, l'effetto isola di calore (asfalto, cemento e traffico) amplifica il problema: la temperatura è più alta di 4-50C rispetto alle campagne e il caldo resta intrappolato nelle strade anche di notte.
Inoltre, i motori delle automobili e dei condizionatori d'aria contribuiscono ad aumentare la temperatura media, mentre l'inquinamento atmosferico provoca un effetto serra locale chesi somma a quello globale, amplificando ulteriormante il problema.
Consigli utili
Per difendersi durante le ondate di calore è importante:
- aerare la casa durante la notte e il mattino presto, evitando l’ingresso diretto dei raggi di sole e, se possibile, mantenere fresca l'abitazione con l'aiuto di ventilatori e condizionatori. I condizionatori devono essere controllati e sottoposti a corretta manutenzione e pulizia prima della stagione calda per evitare che si trasformino in fonti di contaminazione da batteri. La temperatura dei condizionatori va regolata intorno a 25-27°C, perchè una differenza eccessiva tra temperatura interna ed esterna può essere dannosa per l’organismo (sbalzo termico). I ventilatori smuovono l’aria ma non abbassano la temperatura; stimolano la sudorazione aumentando il rischio di disidratazione se non si compensa bevendo più acqua; per questo non vanno indirizzati direttamente sulla persona
- uscire solo nelle ore più fresche, cioè fino alle 11 di mattina e dopo le 18 di sera, possibilmente frequentando aree verdi, dove sono presenti zone di ombra e anche fontane, fiumi o laghi
- evitare di sostare a lungo sotto il sole o di esporsi direttamente ai raggi solari, per evitare il colpo di calore e l’insolazione. I bambini fino ai 6 mesi non devono essere esposti ai raggi diretti del sole
- programmare i viaggi in auto per evitare di restare a lungo sotto il sole, controllando le condizioni del traffico, evitando le ore più calde e facendo scorta di acqua. All’interno di un’automobile le temperature possono raggiungere velocemente valori molto elevati. Evitare di lasciare i bambini da soli in macchina, anche se per soste brevi: il colpo di calore nel bambino può manifestarsi in soli 20 minuti
- indossare abiti comodi e leggeri, in fibre naturali (cotone, lino, etc.) e di colore chiaro aiuta a traspirare meglio e a non aumentare la temperatura del corpo; coprire il capo e utilizzare gli occhiali da sole per proteggersi meglio dai raggi solari
- prestare particolare attenzione all'idratazione del corpo. Di norma è necessario bere almeno 2 litri di acqua al giorno, a meno che non vi siano diverse indicazioni del proprio medico. In caso di attività sportive o uso di farmaci diuretici è necessario aumentare la quantità di acqua per compensarne la perdita con il sudore ed evitare la disidratazione. È sconsigliato l'uso di alcolici, vino, caffè, bevande zuccherate e gassate. Evitare l’uso di acqua o bevande ghiacciate soprattutto dopo esposizione al sole, durante o subito dopo i pasti per evitare la congestione
- fare eventuale uso integratori di sali minerali solo dopo aver consultato il proprio medico curante
- assumere cibi adatti al caldo, seguire una dieta composta di pasti leggeri prevalentemente a base di frutta e verdura, non esagerare con i condimenti piccanti e preferire pesce e carni bianche (es: pollo, tacchino)
- fare attenzione alla corretta temperatura di conservazione di cibi, bevande e farmaci. Le temperature elevate favoriscono la contaminazione degli alimenti e aumentano il rischio di gastroenteriti e intossicazioni alimentari, specialmente nei bambini
Per le persone con malattie cardiologiche e pressione arteriosa alta (ipertensione) è consigliabile:
- effettuare un controllo più frequente della pressione arteriosa nei periodi di temperature elevate e richiedere il parere del medico curante per eventuali aggiustamenti della terapia antiipertensiva
- evitare, specialmente di notte, di alzarsi bruscamente dal letto. Il passaggio rapido dalla posizione distesa a quella in piedi può essere causa di cali di pressione e anche di perdite di coscienza. È consigliabile quindi rimanere seduti per qualche minuto prima di alzarsi.
Se nonostante tutte queste precauzioni dovessero comparire uno o più sintomi come ad esempio elevata temperatura corporea (febbre), nausea, sete intensa, crampi, confusione mentale, svenimento, è bene chiamare il proprio medico curante, la guardia medica o il 118.
Non somministrare mai farmaci per la febbre (come aspirina o tachipirina), in caso di sospetto colpo di calore, ma cercare di raffreddare il corpo più velocemente possibile (usando panni bagnati con acqua fresca), far bere liquidi e sali minerali.
Aspetti di genere
Le ondate di calore non colpiscono tutti allo stesso modo. Uomini e donne reagiscono in modo diverso al caldo estremo, sia per motivi biologici che sociali. Le donne, ad esempio, sudano meno degli uomini e possono avere una minore capacità di disperdere il calore, soprattutto in età avanzata. Inoltre, ci sono farmaci, più comuni tra le donne anziane – come diuretici o ansiolitici – che possono aumentare il rischio di disidratazione.
Ma ci sono anche ragioni sociali. Le donne, in particolare quelle più anziane (oltre i 65 anni), più spesso vivono da sole, con minori risorse economiche e in situazioni abitative poco adatte, il che le rende più vulnerabili alle alte temperature. Quelle più giovani svolgono lavori di cura o attività precarie che le espongono al caldo per ore, spesso senza protezioni adeguate.
Le politiche di prevenzione e i piani sanitari contro le ondate di calore dovrebbero tenere conto delle differenze di genere. Comprendere questi fattori è fondamentale per proteggere le persone più fragili in un clima sempre più estremo.
Dimensione del problema
Durante le ondate di calore estive, le cronache dei giornali e il rimbalzo delle notizie sui Social e nel web, si riempiono di allarme rosso o allerta arancione e dell’aumento delle morti imputabili al gran caldo. Un fenomeno che cresce con l’età media della popolazione nel nostro Paese, ma non solo. Basti pensare che oggi circa il 20% dei cittadini UE ha più di 65 anni e che nel 2050 saranno il 30%.
Ma c’è un anno, in particolare, che segna una svolta e viene ancora ricordato per essere stato il più caldo di tutti i tempi, quello dell’estate 2003: fra il 1° giugno e il 15 agosto si contarono 2.222 decessi in più rispetto all’anno precedente nelle 21 principali città monitorate (da 17.493 a 19.715). Le ondate calde più intense, tra il 16 luglio e il 15 agosto, provocarono un aumento dei decessi del 36% (da 6.241 a 8.485 in quelle città).
Negli anni successivi, furono adottate misure che hanno permesso di gestire meglio la situazione. Attualmente, a livello sanitario, il Piano Caldo del Ministero della Salute monitora l’allerta in 27 città, lavora sul contrasto all’isola di calore urbana e diffonde quotidianamente livelli di rischio e bollettini.
Bibliografia
World Metereological Organization (WMO)
World Metereological Organization (WMO), World Health Organization (WHO). Heatwaves and health: guidance on warning-system development. Ginevra: World Metereological Organization (WMO); 2015 (WMO n.1142)
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Ministero della Salute. Ondate di calore
Ministero della Salute. Numero di pubblica utilità 1500 "Proteggiamoci dal caldo"
Romanello M, Napoli CD, Green C, et al. The 2023 report of the Lancet Countdown on health and climate change: the imperative for a health-centred response in a world facing irreversible harms. Lancet. 2023; 402(10419): 2346-2394
EpiCentro (ISS). Indagine epidemiologica sulla mortalità estiva in Ialia: i dati
Prossimo aggiornamento: 28 Maggio 2028