Introduzione

Le miopatie sono malattie che danneggiano i muscoli volontari, cioè i muscoli striati, che si contraggono per volontà della persona. Nelle forme più gravi può essere interessato anche il muscolo cardiaco (un muscolo striato ma non volontario).
Esistono diversi tipi di miopatie, raggruppate in due grandi famiglie:
- miopatie ereditarie, includono le distrofie muscolari, le miopatie congenite, le miopatie metaboliche e le canalopatie muscolari
- miopatie acquisite o secondarie, includono le miopatie infiammatorie, le miopatie associate a disturbi del sistema endocrino, a intossicazioni o all'assunzione di alcuni farmaci
Il sintomo principale di una miopatia è la diminuzione della forza muscolare (ipostenia), dovuta all'alterazione delle fibre muscolari. La debolezza può essere localizzata o generalizzata, fluttuante (che cambia nel tempo, nel corso della giornata...), stabile o progressiva (fino alla riduzione della massa muscolare), a seconda del tipo di miopatia.
Ogni miopatia ha caratteristiche specifiche e richiede un percorso diagnostico e terapeutico personalizzato. La gravità dei sintomi e l'evoluzione della malattia variano in base alla forma clinica e all'età di insorgenza, cioè l’età alla quale la malattia si manifesta. Le miopatie ereditarie che compaiono durante l'infanzia tendono spesso ad avere un andamento progressivo, cioè a peggiorare nel tempo: un esempio è la distrofia muscolare di Duchenne, che colpisce prevalentemente i maschi e si manifesta generalmente tra i 2 e i 4 anni di età con una progressiva debolezza dei muscoli scheletrici. La distrofia muscolare di Becker presenta invece un esordio più tardivo, solitamente nel corso dell’adolescenza, e un decorso generalmente più lento. Tra le forme acquisite, le miopatie infiammatorie rappresentano una delle cause più frequenti e possono manifestarsi a qualsiasi età.
In Italia, molte miopatie sono incluse nell'elenco delle malattie rare che danno diritto all'esenzione dalla partecipazione al costo delle prestazioni sanitarie (ticket), ai sensi del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 12 gennaio 2017 (Allegato 7). I codici di esenzione variano in base alla specifica patologia; a titolo esemplificativo si riportano alcuni esempi: RFG070 per le miopatie congenite ereditarie, RFG080 per le distrofie muscolari, RFG090 per le distrofie miotoniche, RN0710 per la sindrome MELAS, RFG100 per le paralisi periodiche normokaliemiche, ipokaliemiche e iperkaliemiche; RCG060 per le glicogenosi, RM0010 per la dermatomiosite o RM010 per la miosite a corpi inclusi.
Per ottenere maggiori informazioni su esenzioni, centri di riferimento per la diagnosi e la cura, associazioni di pazienti e reti europee di riferimento (ERN), è possibile contattare il Telefono Verde Malattie Rare (TVMR) al numero 800 89 69 49, gratuito e attivo dal lunedì al venerdì, dalle ore 9:00 alle 13:00. Ulteriori informazioni sono disponibili sul portale istituzionale delle malattie rare.
A livello europeo, le miopatie sono oggetto di studio e gestione all'interno delle European Reference Networks (ERN), reti che riuniscono centri di elevata specializzazione dedicati alle malattie rare. A seconda delle caratteristiche cliniche e patogenetiche, tali patologie possono essere incluse in diverse reti, tra cui ERN EURO-NMD, dedicata alle malattie neuromuscolari, o altre ERN focalizzate sulle malattie metaboliche rare come METABERN, o ERN ReCONNET dedicata alle malattie rare e complesse del tessuto connettivo e muscoloscheletriche ecc. La missione delle ERN è ridurre, e progressivamente eliminare, le disuguaglianze nell'accesso alle cure sanitarie in Europa, promuovendo la condivisione delle competenze, la collaborazione nella ricerca e il miglioramento dell'assistenza ai pazienti affetti da malattie rare.
Sintomi
Le miopatie sono malattie che colpiscono il muscolo scheletrico e si manifestano con sintomi di entità variabile più o meno intensi a seconda della causa e della gravità della patologia.
I sintomi più frequenti sono:
- affaticamento muscolare, che rappresenta uno dei disturbi più comuni e può interessare singoli gruppi muscolari oppure essere diffuso
- sensazione di stanchezza e ridotta resistenza allo sforzo
- intolleranza all'esercizio fisico, con comparsa precoce di debolezza o affaticamento durante attività abituali
- dolori muscolari (mialgie), spontanei o evocati dall'attività fisica
- crampi, contratture e rigidità muscolare
- deficit di forza muscolare, generalmente a distribuzione prossimale (spalle, braccia, anche e cosce), ma talvolta distale
- riduzione della massa muscolare (atrofia), soprattutto nelle forme croniche e progressive
Nei casi più severi, indipendentemente dall'origine della miopatia, possono essere coinvolti anche altri distretti muscoari con comparsa di:
- difficoltà nella deambulazione e nelle attività quotidiane
- problemi nella deglutizione (disfagia) e nella fonazione
- interessamento dei muscoli respiratori con insufficienza respiratoria
- coinvolgimento del muscolo cardiaco in alcune forme ereditarie, infiammatorie, metaboliche o tossiche
- contratture articolari e deformità scheletriche secondarie alla debolezza muscolare prolungata
Le miopatie ereditarie tendono a manifestarsi fin dall'infanzia, dall'adolescenza o dall'età adulta a seconda della specifica malattia genetica. Le miopatie acquisite o secondarie, invece, possono comparire in qualsiasi momento della vita ed essere correlate a processi infiammatori, endocrino-metabolici, farmaci, sostanze tossiche, infezioni o malattie sistemiche.
Cause
Le miopatie comprendono un gruppo eterogeneo di malattie che possono essere classificate in ereditarie e acquisite (o secondarie). Le loro cause sono molteplici e dipendono dal meccanismo responsabile del danno muscolare.
Miopatie ereditarie
Le distrofie muscolari sono dovute a mutazioni genetiche che alterano la produzione o la funzione di proteine essenziali per la struttura, la stabilità e il funzionamento della fibra muscolare. Ad esempio, nella distrofia muscolare di Duchenne è presente una quasi completa assenza della proteina distrofina, mentre nella distrofia muscolare di Becker la distrofina è presente in quantità ridotta o presenta alterazioni funzionali.
Le miopatie congenite anche sono causate da mutazioni di geni coinvolti nello sviluppo e nel funzionamento del muscolo o dalla perdita di proteine strutturali del muscolo che provocano anomalie strutturali delle fibre muscolari e possono manifestarsi alla nascita, nell'infanzia o, più raramente, in età adulta.
Le canalopatie muscolari derivano da mutazioni dei geni che codificano per le proteine dei canali ionici (una sorta di tunnel per il passaggio di ioni) presenti sulla membrana muscolare. Queste alterazioni modificano l'eccitabilità delle fibre muscolari.
Le miopatie metaboliche ereditarie sono dovute a difetti genetici di enzimi coinvolti nei processi energetici cellulari. Ne consegue un'alterata utilizzazione di substrati energetici, quali glicogeno, lipidi (grassi) o altre sostanze metaboliche, con conseguente deficit di produzione energetica e possibile accumulo di metaboliti all'interno delle cellule muscolari.
Le miopatie mitocondriali, infine, sono causate da alterazioni del DNA mitocondriale o nucleare che compromettono la funzione dei mitocondri, ovvero dei principali responsabili della produzione di energia delle cellule.
Miopatie acquisite o secondarie
Le miopatie infiammatorie idiopatiche comprendono condizioni quali dermatomiosite, polimiosite, miopatia necrotizzante immunomediata e miosite a corpi inclusi. Nella maggior parte dei casi sono considerate malattie autoimmuni, nelle quali il sistema immunitario, normalmente deputato a difendere l'organismo dagli agenti infettivi (virus, batteri, ecc.), attacca erroneamente le fibre muscolari provocando infiammazione e danno tissutale. Possono associarsi a interessamento cutaneo, articolare, polmonare o di altri organi.
Le miopatie endocrine e metaboliche acquisite sono conseguenza di alterazioni ormonali o metaboliche, come quelle osservate nelle malattie della tiroide, dell'ipofisi, delle ghiandole surrenali o nel diabete mellito. Queste condizioni interferiscono con il metabolismo muscolare e possono determinare debolezza e affaticabilità.
Le miopatie tossiche e farmacologiche sono dovute all'esposizione a sostanze tossiche (alcol, eroina, anfetamine) o dall'assunzione di alcuni farmaci, come il cortisone o le statine. Tra le cause più frequenti c’è l'abuso di alcol, le sostanze stupefacenti e i farmaci quali corticosteroidi, statine, antimalarici e altri medicinali potenzialmente miotossici (tossici per il muscolo).
Infine, anche numerose malattie sistemiche, infettive, reumatologiche o neoplastiche, possono dare luogo a forme di miopatia secondaria.
Diagnosi
Vista l'ampia eterogeneità delle miopatie, il percorso diagnostico richiede una valutazione integrata dei dati clinici, di laboratorio, neurofisiologici, istopatologici e genetici. Il primo passo fondamentale è un'anamnesi accurata, che comprende la storia familiare, l'età di esordio, la distribuzione della debolezza muscolare e l'eventuale coinvolgimento di altri organi,
In generale, per accertare le miopatie sono necessari:
- visita neurologica , rappresenta il primo e fondamentale passaggio diagnostico perché consente di valutare la forza muscolare, eventuali alterazioni del trofismo muscolare, la presenza di contratture, miotonia, crampi o dolore muscolare e il coinvolgimento di altri gruppi muscolari, nonché eventuali disturbi della deambulazione e della postura
- esami del sangue, che includono dosaggio di enzimi muscolari, come la creatinchinasi (CK) e la lattico deidrogenasi (LDH) che sono indici del danno della fibra muscolare, e di alcuni metaboliti, come l’acido lattico, prodotti durante la contrazione muscolare; parametri infiammatori (VES, proteina C reattiva, immunoglobuline)
- elettromiografia: è un esame che prevede l’inserimento di un elettrodo ad ago nel muscolo per misurarne l’attività elettrica; serve a rilevare la presenza di alterazioni delle fibre muscolari
- biopsia muscolare, ovvero il prelievo di una piccola porzione di muscolo che viene poi analizzata al microscopio o con test biochimici; permette di evidenziare e quantificare il danno tissutale. È l’esame diagnostico più importante che consente una diagnosi differenziale tra le varie forme di miopatie
- test genetici per identificare eventuali geni responsabili delle miopatie ereditarie. Grazie alle moderne tecniche di sequenziamento del DNA è possibile identificare le alterazioni genetiche responsabili di numerose forme di distrofia muscolare, miopatia congenita, miopatia mitocondriale e di altre malattie neuromuscolari ereditarie. In molti casi, l'analisi genetica consente di confermare la diagnosi in modo definitivo, riducendo o evitando la necessità di ricorrere alla biopsia muscolare.
Da alcuni anni è possibile effettuare anche una risonanza magnetica muscolare, con cui si riescono a ottenere risultati ancora più accurati. L'esame risulta molto utile sia per valutare l’entità del danno muscolare, sia per controllare nel tempo l'efficacia della terapia.
Terapia
Non esistono oggi cure risolutive per la maggior parte delle miopatie, soprattutto per molte forme ereditarie e degenerative però, una diagnosi precoce e una presa in carico specialistica consentono spesso di controllare i sintomi, rallentare la progressione della malattia e migliorare significativamente la qualità di vita.
Il trattamento varia in base alla causa della miopatia. La fisioterapia e la riabilitazione sono fondamentali e hanno l'obiettivo di mantenere la forza e la funzionalità muscolare, preservare la mobilità articolare, ridurre il dolore e prevenire retrazioni muscolo-tendinee e deformità.
Nelle distrofie muscolari, in particolare nella distrofia muscolare di Duchenne (DMD), è raccomandato un approccio multidisciplinare che comprende trattamenti farmacologici, fisioterapia, monitoraggio cardiologico e respiratorio e supporto ortopedico. Negli ultimi anni, per la DMD i progressi della ricerca hanno reso disponibili nuove opzioni terapeutiche, tra cui farmaci come vamorolone e givinostat, nonché trattamenti mirati a specifiche mutazioni genetiche basati sull' exon skipping (o salto dell’esone: una tecnica terapeutica che corregge i difetti genetici a livello del passaggio dell’informazione dal DNA all’Rna messaggero). Sono inoltre in fase di sviluppo strategie innovative di terapia genica e di editing genomico, con l'obiettivo di rallentare la progressione della malattia, preservare più a lungo la funzione muscolare e migliorare qualità e aspettativa di vita. Sebbene non sia ancora disponibile una cura definitiva, le opportunità terapeutiche per queste malattie sono in continua evoluzione.
Nelle miopatie infiammatorie, come dermatomiosite e polimiosite, il trattamento si basa principalmente su corticosteroidi e farmaci immunosoppressori, associati a programmi riabilitativi personalizzati. Un trattamento precoce può contribuire a limitare il danno muscolare e a preservare l'autonomia funzionale.
Nelle miopatie secondarie o acquisite, la terapia è rivolta principalmente alla causa che ha determinato il danno muscolare. Ad esempio, nelle miopatie endocrine può essere necessario correggere il disturbo ormonale sottostante, mentre nelle forme correlate a farmaci o sostanze tossiche può essere indicata la sospensione o la modifica del trattamento responsabile sotto controllo medico.
Per le persone con una miopatia ereditaria e per i loro familiari può essere utile una consulenza genetica, che permette di comprendere meglio le modalità di trasmissione della malattia, il rischio di ricorrenza familiare e le possibili opzioni diagnostiche per altri membri della famiglia. Inoltre, la definizione della causa genetica può orientare l'accesso a terapie specifiche, studi clinici o programmi di monitoraggio mirati.
Prevenzione
Nella maggior parte delle miopatie ereditarie non è oggi possibile prevenire la malattia, poiché la causa è legata ad alterazioni genetiche. Tuttavia, la diagnosi precoce e il monitoraggio regolare consentono di prevenire o ridurre molte complicanze. Nel caso della distrofia muscolare di Duchenne (DMD), ad esempio, la diagnosi è spesso complessa e può richiedere tempi lunghi, con un significativo impatto sulle famiglie. Per questo motivo, la comunità scientifica e le associazioni dei pazienti sostengono l'introduzione dello screening neonatale, che consentirebbe di identificare precocemente i bambini affetti e avviare rapidamente il percorso di presa in carico specialistica e i trattamenti disponibili. Nelle distrofie muscolari, più in generale, sono particolarmente importanti i controlli cardiologici e respiratori periodici, mentre nelle miopatie metaboliche alcune misure dietetiche e una corretta gestione dell'attività fisica possono contribuire a limitare i sintomi e le crisi metaboliche.
Alcune miopatie secondarie, invece, possono essere prevenute o il loro rischio può essere ridotto evitando l'abuso di alcol e sostanze stupefacenti, seguendo correttamente le terapie prescritte e sottoponendosi ai controlli medici raccomandati durante l'assunzione di farmaci potenzialmente tossici per il muscolo.
Vivere con
Le miopatie possono avere un impatto molto variabile sulla vita quotidiana. Alcune forme consentono una vita pressoché normale, mentre altre possono comportare limitazioni più importanti nelle attività quotidiane, nella mobilità o nell'autonomia personale. La gravità dipende dal tipo di miopatia, dall'età di esordio, dai muscoli coinvolti e dalla velocità di progressione della malattia.
Le distrofie muscolari rappresentano generalmente le forme più severe e richiedono un'assistenza continuativa e multidisciplinare. In questi casi, oltre al trattamento medico e riabilitativo, possono essere necessari ausili per la mobilità, supporto respiratorio e interventi per favorire l'inclusione scolastica, lavorativa e sociale.
Altre forme, come alcune miopatie congenite non distrofiche, miopatie metaboliche o miopatie infiammatorie, possono avere un decorso più stabile o rispondere favorevolmente alle terapie disponibili. In particolare, nelle forme infiammatorie e in molte miopatie secondarie, un trattamento tempestivo può determinare un significativo miglioramento clinico e, in alcuni casi, una regressione dei sintomi.
Accanto alla gestione medica, il supporto psicologico e sociale può essere di grande aiuto per la persona con miopatia e per i suoi familiari, favorendo una migliore qualità di vita, una maggiore autonomia e una più efficace gestione della malattia nel lungo periodo.
Link approfondimento
Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare (UILDM)
Paganoni S, Amato A. Electrodiagnostic Evaluation of Myopathies. Physical Medicine and Rehabilitation Clinics of North America. 2013; 24(1): 193-207
Prossimo aggiornamento: 07 Settembre 2028