Introduzione

Etichettatura alimentare e nutrizionale

Ci nutriamo di cibi presenti in natura, come le uova, le verdure e la frutta, ma anche di molti prodotti trasformati, come i biscotti e la pasta, o sottoposti a trattamenti di conservazione dall'industria agroalimentare (ad esempio, surgelati, inscatolati e conserve).

Tutti i prodotti confezionati sono forniti di un'etichetta alimentare, che bisogna imparare a leggere con attenzione per comprendere avere la giusta consapevolezza di ciò che si mangia (leggi la Bufala).

L’etichettatura di un prodotto ha un ruolo particolarmente importante perché ne descrive le caratteristiche e consente, a chi acquista, di scegliere quello che risponde meglio alle sue esigenze. L’etichetta rappresenta una sorta di carta d’identità del prodotto, quindi deve essere scritta in forma chiara e completa, oltre che corrispondere al vero. A questo proposito, il Regolamento comunitario n. 1169 del 25 ottobre 2011 ha introdotto importanti norme sulle informazioni nutrizionali obbligatorie e volontarie per l’etichettatura dei prodotti agroalimentari, soddisfacendo così  la necessità di avere regole comuni europee, applicate in tutti gli stati membri.

Questa norma, è a tutt’oggi quella di riferimento, è stata successivamente aggiornata e integrata da ulteriori atti, tra cui:

  • Regolamento (UE) 2018/775, che richiede l’indicazione d’origine dell’ingrediente primario, se diverso dal prodotto finito
  • Direttiva (UE) 2019/2161, sulla trasparenza per i consumatori
  • Regolamento (UE) 2021/2117, con indicazioni per il settore viti-vinicolo
  • Strategia europea “Farm to Fork” (2020), che promuove nuovi sistemi di etichettatura nutrizionale fronte-pacco (FOP, Front of Pack)
  • Regolamento CE 1924/2006, sui criteri per i messaggi salutistici come, ad esempio, “ricco di fibre” o “fa bene al cuore”

Alcune delle innovazioni apportate dal regolamento del 2011 sono state necessarie per far fronte ad alcuni problemi di salute pubblica.

Etichette alimentari

Per permettere al consumatore di accedere facilmente alle informazioni sul prodotto che sta acquistando, l'etichetta alimentare deve essere: 

  • chiara
  • leggibile
  • comprensibile
  • indelebile (non deve cancellarsi)

non deve:

  • indurre in errore i destinatari
  • attribuire proprietà di guarigione o prevenzione di malattie, salvo autorizzazioni specifiche (vedi regole sui messaggi salutistici)  

La conoscenza delle caratteristiche del prodotto acquistato permetterà al consumatore di utilizzarlo nel modo corretto e nei tempi utili, di sapere da dove arrivi e dove sia stato confezionato (dati particolarmente utili in caso di emergenze alimentari), e di avere informazioni sulla composizione sugli ingredienti e sulle proprietà nutrizionali.

L’etichetta deve fornire, accanto al nome del prodotto, informazioni relative alle sue condizioni fisiche o al trattamento specifico che ha subito (prodotto in polvere, congelato, concentrato, affumicato, ecc.).

Data di scadenza

Inoltre, le etichette devono sempre riportare in maniera chiara la data di scadenza, con l’indicazione “da consumarsi entro” oppure “da consumarsi preferibilmente entro”.

La data dell’indicazione “da consumarsi entro” riguarda specificamente la sicurezza alimentare: la carne, il pesce, le insalate pronte e i latticini freschi, non devono essere consumati oltre quella data specifica, infatti, anche se non presentano alterazioni e hanno un aspetto o un odore gradevole, potrebbero nascondere la presenza di microrganismi nocivi per la salute. Questi prodotti

possono però essere cotti prima della scadenza e consumati entro 48 ore, se conservati in frigorifero, o congelati per un consumo successivo.

Se invece sull’etichetta è riportata la dicitura “da consumarsi preferibilmente entro” , la data si riferisce alla qualità degli alimenti, che possono essere ancora consumati dopo il termine indicato se conservati correttamente, ma potrebbero presentare diminuite caratteristiche, dette organolettiche, come sapore, freschezza, consistenza.

Informazioni contenute nell'etichetta alimentare

Riassumendo, in base al regolamento UE n. 1169/2011 le informazioni obbligatorie sono:

  • marca, la denominazione di vendita (nome che identifica il prodotto), sede dello stabilimento di produzione o di confezionamento
  • luogo di origine o di provenienza del prodotto, obbligatoria per alcune categorie (carni, latte, riso, pasta, pomodoro, miele, olio d’oliva)
  • l’elenco degli ingredienti, cominciando da quelli presenti in maggiore quantità  
  • il termine minimo di conservazione (da consumarsi preferibilmente entro) la data di scadenza (da consumarsi entro) nel caso di prodotti molto deperibili
  • la quantità netta del prodotto (vale a dire senza il peso della confezione), nei prodotti conservati in un liquido, deve essere indicato anche il peso sgocciolato
  • la  partita (il lotto), che indica l’insieme di tutte le confezioni di un determinato prodotto alimentare, prodotte, fabbricate o confezionate in circostanze praticamente identiche
  • la modalità di conservazione e di utilizzazione
  • le caratteristiche nutrizionali sotto forma di tabella
  • il nome o ragione sociale e indirizzo dell’operatore responsabile del settore alimentare
  • eventuali istruzioni per l’uso quando necessarie

Per quanto riguarda la dicitura oli e grassi vegetali le indicazioni relative ai grassi devono specificare la natura degli oli e grassi utilizzati (es. olio di palma, di  cocco, di soia, di colza); nel caso di miscele di oli va utilizzata la dicitura in proporzione variabile accompagnata dall'elenco dei vari oli componenti la miscela (es. olio di palma, olio di cocco, grassi idrogenati ecc.).

Una delle disposizioni più rilevanti riguarda l'obbligo di indicare le sostanze che possono dare allergia (allergeni). Gli allergeni, per essere immediatamente visibili devono essere evidenziati con un carattere di stampa diverso, per dimensioni, stile o colore, da quello utilizzato per gli altri ingredienti. L'obiettivo è permettere al consumatore di essere informato di tutte le sostanze allergeniche presenti nell'alimento, sotto forma di ingredienti, additivi, aromi, coadiuvanti tecnologici o altro, che potrebbero provocare allergie, ipersensibilità o intolleranze alimentari. Nel caso del latte e dei prodotti a base di latte (incluso il lattosio) per esempio, sarà evidenziata la parola “latte”, e non lo specifico allergene (es., “proteine del latte”).

L’elenco degli allergeni è definito e aggiornato nell’Allegato II del Regolamento UE 1169/2011 che elenca 14 allergeni principali (vi si trovano, ad esempio, cereali contenenti glutine, latte, uova, frutta a guscio, soia) ed è soggetto a periodici aggiornamenti scientifici. Inoltre, è obbligatoria l’indicazione degli allergeni anche per gli alimenti sfusi e pre-imballati (quelli, ad esempio, distribuiti nelle mense), secondo normativa nazionale.

Per la tutela e per la sicurezza del consumatore, gli alimenti preconfezionati possono essere commercializzati solo se accompagnati dall'indicazione della produzione da cui provengono (partita). La partita è costituita da un codice cosiddetto alfanumerico, vale a dire formato da lettere e numeri, che indica senza possibilità di errore il lotto di appartenenza della derrata alimentare, per poterla rintracciare e seguirne il percorso “dai campi alla tavola”. Grazie all'indicazione della partita è possibile risalire tempestivamente al prodotto in caso di problemi e intervenire immediatamente con azioni correttive, ritiri o richiami dal mercato.

L'art. 9 del regolamento introduce l’obbligo di fornire a tutti gli alimenti preconfezionati un'etichettatura nutrizionale con le indicazioni delle calorie (valore energetico) e della quantità di alcune sostanze nutritive, espresse per 100 grammi (g) o per 100 millilitri (ml) o per porzione.

L'obbligo della dichiarazione nutrizionale riguarda tutti i prodotti alimentari confezionati, tranne alcune categorie di alimenti soggette a proprie regole in materia di etichettatura, come: gli integratori alimentari, le acque minerali naturali, alimenti non trasformati o con un solo ingrediente; erbe, spezie, the, caffè; prodotti artigianali venduti localmente (con alcune condizioni ad hoc); o gli alimenti destinati ad una dieta particolare. Dal dicembre 2016, la dichiarazione nutrizionale è obbligatoria anche nella maggior parte degli alimenti pre-imballati.

Etichettatura nutrizionale

L'etichettatura nutrizionale è molto importante perché fornisce immediatamente al consumatore le indicazioni necessarie per confrontare un prodotto con un altro e per valutare se risponda, o meno, alle proprie necessità dietetiche  permettendogli di scegliere consapevolmente.

Il regolamento UE n. 1169/2011 stabilisce le informazioni obbligatorie da riportare in etichetta che possono essere integrate con uno, o più, contenuti facoltativi.

La dichiarazione nutrizionale obbligatoria deve indicare:

  • il valore energetico in chilojoule (kJ) e in chilocalorie (kcal) per 100 grammi (g) o per 100 millilitri (ml). 1 chilocaloria (kcal) corrisponde a circa 4,2 chilojoule (kJ)  

le quantità di:

È possibile integrare le informazioni con sistemi di etichettatura “fronte pacco”, su base volontaria (ad esempio, per indicare il nutri-score, che riporta l’equilibrio nutrizionale dell’alimento).

I valori dichiarati sono valori medi, stabiliti sulla base di analisi di laboratorio, o di calcoli eseguiti a partire dagli ingredienti, o da dati stabiliti e accettati (per maggiori informazioni consultare le tabelle di composizione degli alimenti).

Con la dizione grassi si intendono i grassi totali, sia quelli presenti naturalmente negli alimenti sia quelli aggiunti durante la lavorazione. I componenti principali dei grassi sono i cosiddetti acidi grassi saturi , presenti prevalentemente ma non esclusivamente negli alimenti di origine animale, e gli acidi grassi insaturi, presenti prevalentemente ma non esclusivamente negli alimenti di origine vegetale.

Il contenuto di grassi saturi deve essere obbligatoriamente indicato poiché esiste una stretta correlazione tra il loro consumo eccessivo e il rischio di malattie cardiovascolari. A questo proposito, per prevenire la comparsa di queste patologie attraverso un’alimentazione corretta, si suggerisce alle persone di tutte le età di limitare il consumo di grassi saturi a non più del 10% dell'apporto energetico totale.

Con la parola carboidrati sono indicati tutti quelli utilizzabili dall'uomo, compresi i polioli (o polialcoli), una classe particolare di carboidrati contenuta naturalmente in alcuni tipi di frutta e verdura e usata spesso come dolcificante (sorbitolo, mannitolo, maltitolo ecc.); con la parola zuccheri, invece, sono indicati gli zuccheri semplici (glucosio, fruttosio, saccarosio ecc.) presenti in un alimento.

Deve essere obbligatoriamente indicato anche Anche il contenuto in sale, presente naturalmente nell'alimento e/o aggiunto, a causa della stretta correlazione tra il suo consumo eccessivo e la pressione alta. La riduzione di pochi grammi di sodio (presente nel sale da cucina) al giorno determina una diminuzione della pressione del sangue, sia nelle persone ipertese (che soffrono di pressione alta) sia in coloro che hanno valori normali. Le ultime raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), adottate nel nostro Paese, indicano un consumo inferiore a 5 gr di sale al giorno come giusta dose per gli adulti.

Alla dichiarazione nutrizionale obbligatoria possono essere aggiunte altre indicazioni, facoltative sulle quantità di uno o più dei seguenti elementi:

Qualora sull'etichetta di un prodotto alimentare sia riportata la presenza di una sostanza che si pensi possa dare effetti benefici sulla salute, deve esserne indicata la quantità. Queste indicazioni sono stabilite dal Regolamento CE 1924/2006 sui “nutrition & health claims” e devono essere autorizzati dall’EFSA (European Food Safety Authority, l’Agenzia europea per la sicurezza alimentare). Un esempio potrebbe essere la presenza di omega-3 o di beta-glucani (componenti della fibra alimentare). La loro quantità deve essere indicata nella stessa zona dell'etichetta nutrizionale che ne descrive la presenza.

La lettura attenta delle etichette degli alimenti, grazie alle informazioni sulle sostanze nutritive e sulle calorie contenute, può contribuire ad educare e orientare il consumatore verso una alimentazione corretta. Proprio per agevolare la consapevolezza del consumatore, le politiche europee più recenti promuovono strumenti di etichettatura semplificata e digitale.

Prossimo aggiornamento: 14 maggio 2028

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