Introduzione

Citomegalovirus

Il citomegalovirus (CMV) è un virus appartenente alla famiglia degli herpesvirus, estremamente comune e facilmente trasmissibile.

È stato calcolato che l’infezione colpisce il 60/90% della popolazione mondiale. In Italia in oltre l’80% delle persone risulta, in base alle analisi del sangue, un'infezione da CMV contratta in passato.

L'infezione è difficile da individuare perché nella maggior parte dei casi provoca disturbi simili all'influenza o alla mononucleosi infettiva oppure non ne causa affatto.

Il sistema di difesa dell’organismo (sistema immunitario), infatti, è in grado di controllare efficacemente e in breve tempo la riproduzione del virus, impedendone la propagazione nell’organismo.

Come la maggior parte degli herpesvirus, il CMV è in grado di rimanere nelle cellule dell’organismo senza manifestarsi e di riattivarsi in seguito all'indebolimento del sistema immunitario o nel caso di stress psico-fisici (infezione secondaria).

Il virus può creare problemi di salute rilevanti nei bambini al di sotto dei 2 anni e nelle persone con il sistema di difesa indebolito in seguito a malattie croniche o infezioni come l’HIV/AIDS.

Il virus durante la gravidanza può essere trasmesso al bambino e causare una grave infezione presente alla nascita (congenita). In Italia ciò avviene, secondo differenti studi epidemiologici, in numero molto limitato di casi.

Il CMV può anche provocare, in determinate circostanze, una interruzione di gravidanza.

Sintomi

L'infezione da CMV si contrae generalmente nel corso dell'infanzia, dell'adolescenza o, più raramente, in età adulta.

Spesso non causa alcun disturbo (sintomo) e non ci si accorge di esserne stati contagiati. Nei casi in cui compaiano febbre, malessere, mal di gola o rigonfiamento dei linfonodi, l’infezione è spesso confusa con l’influenza o la mononucleosi infettiva e, di conseguenza, difficilmente sono effettuati esami di laboratorio per accertarla.

I disturbi (sintomi) durano generalmente 5-10 giorni, ma nel corso della prima infanzia o in caso di debolezza del sistema immunitario possono rimanere più a lungo.

Le infezioni da CMV che si sviluppano nelle persone con AIDS o gravi malattie tumorali possono riguardare tutti gli organi e, in particolare, provocare polmonite con compromissione della funzione respiratoria, retinite con alterazione della vista o encefalite.

L‘infezione da CMV presente alla nascita (congenita) si manifesta in maniera molto variabile: in alcuni casi non causa disturbi rilevanti mentre nei casi più gravi può determinare una grave compromissione della funzione del fegato (con presenza di macchie rosse sulla pelle e di colorazione gialla degli occhi e della pelle), dei polmoni (con difficoltà di respirazione e possibile insufficienza della quantità di ossigeno necessaria ai tessuti del corpo) e del sistema nervoso centrale con ritardato sviluppo del corpo e della mente, convulsioni, cecità e sordità.

Queste manifestazioni sono variabili da caso a caso e possono essere temporanee o permanere a lungo, con il rischio di invalidità o complicazioni mortali.

Cause

Il CMV è un virus molto diffuso e quasi tutta la popolazione ne viene in contatto in qualche fase della vita.

Nel corso della prima infezione (primaria) il virus può diffondersi in tutte le parti dell’organismo ed essere presente nei liquidi biologici quali la saliva, il muco, le urine e le secrezioni genitali.

Il contagio avviene generalmente in seguito al contatto ravvicinato con la persona portatrice dell'infezione, prevalentemente tramite l'inalazione/ingestione di goccioline di saliva o di muco delle vie respiratorie, più raramente mediante il contatto con le urine (bambini).

Non può essere esclusa la trasmissione per via sessuale anche se la gran parte degli adulti è già protetta contro il virus grazie al proprio sistema immunitario. L'infezione può essere trasmessa, infine, in seguito a trasfusione di sangue/emoderivati o a trapianto di organi da donatori nei quali non sia stato possibile verificarne la presenza.

Nella gran parte dei casi la persona che ha in corso un'infezione da CMV non ne è consapevole perché, di solito, non compaiono disturbi.

Nei casi di grave depressione del sistema di difesa dell’organismo (immunitario) causata da malattie croniche, tumori (leucemie), infezioni (HIV/AIDS) o farmaci (immuno-soppressivi) vi è una aumentata suscettibilità all'infezione da CMV che, in queste circostanze, può determinare danni a molti organi e gravi problemi di salute.

È possibile la trasmissione del virus da madre a figlio nel corso della gravidanza, al momento del parto o durante l'allattamento.

Diagnosi

L’accertamento (diagnosi) di una eventuale infezione da CMV richiede in genere l’esecuzione di analisi del sangue poiché, non causando disturbi specifici, non è facilmente identificabile durante la visita medica.

Con le analisi di laboratorio è possibile rilevare nel sangue la presenza di anticorpi cosiddetti anti-CMV che, nel caso di un’infezione avuta in passato, risultano essere di classe IgG mentre, nel caso di infezione in corso, risultano di classe IgM.

Il sospetto della presenza di un’infezione di CMV trasmessa dalla madre al figlio deve indirizzare verso la ricerca, nel corso di gravidanza o alla nascita, del materiale genetico virale nel liquido amniotico (mediante amniocentesi) o nel sangue e nelle secrezioni del neonato.

Nelle persone con grave compromissione del sistema immunitario, o nel caso di infezione presente alla nascita (congenita), i danni alla retina e al cervello possono essere evidenziati con opportune indagini strumentali.

Terapia

Nei casi di infezione che causa disturbi lievi è sufficiente un congruo riposo con l’eventuale ausilio di farmaci anti-infiammatori.

La cura (terapia) specifica contro il CMV è necessaria solo nelle situazioni più gravi, principalmente in persone con il sistema immunitario indebolito a causa dell’AIDS, di terapie immunosoppressive dopo un trapianto, di tumori del sangue/sistema linfatico e nel caso dei neonati, nei quali l'infezione determini danni agli organi.

Esistono farmaci efficaci contro il CMV, in grado di interferire specificamente con una proteina degli herpesvirus, (polimerasi), che devono essere somministrati per via generale o locale sotto l’adeguata sorveglianza di un medico specialista.

Prevenzione

La prevenzione dell'infezione da CMV è estremamente difficile a causa della vasta diffusione dell'infezione tra la popolazione e del fatto che, nei casi con disturbi assenti o scarsi, l'infezione non viene accertata (diagnosticata).

Come nella gran parte delle infezioni virali che si trasmettono per via respiratoria, la pratica di adeguate norme igieniche e il riposo a casa, soprattutto qualora sia presente la febbre, possono contribuire a limitare la trasmissione del CMV, particolarmente tra i bambini.

Nel caso di grave debolezza del sistema di difesa dell’organismo a seguito di AIDS, trapianti di organi o di tumori del sangue/sistema linfatico, può essere necessaria una cura preventiva (profilassi) con farmaci specifici contro il CMV o con anticorpi specifici.

Tale cura è indicata nelle donne che contraggono l’infezione durante la gravidanza per prevenirne la trasmissione al bambino.

Non esiste al giorno d’oggi un vaccino approvato per uso preventivo o terapeutico, ma sono in corso sperimentazioni con vaccini che potrebbero fornire un’apprezzabile protezione contro l’infezione da CMV.

La disponibilità di un vaccino efficace potrebbe consentire, nel giro di pochi anni, di limitare la circolazione del virus tra la popolazione riducendo la probabilità di infezioni congenite e di gravi conseguenze nelle persone con il sistema immunitario poco efficiente.

Vivere con

L’infezione da CMV si acquisisce soprattutto nei primi 30 anni di vita e, manifestandosi spesso in forma lieve e senza disturbi, non costituisce un problema importante per la salute.

È sempre opportuno che i bambini con febbri di causa sconosciuta evitino temporaneamente di frequentare scuole e luoghi di aggregazione.

È, invece, indispensabile prevenire e curare rapidamente l’infezione nei casi di grave compromissione del sistema immunitario (persone con l’AIDS o tumori del sangue e delle cellule immunitarie, persone sottoposte a trapianti di organo o a cure immunosoppressive) e nei casi accertati di infezione già presente alla nascita (congenita) se sono presenti disturbi importanti o danni agli organi.

È opportuno che tutte le donne in gravidanza effettuino gli accertamenti per escludere, anche in assenza di disturbi, un'infezione da CMV in corso al fine di prevenirne la trasmissione al feto o al bambino.

Bibliografia

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