Introduzione

Coprocoltura

La coprocoltura, o coltura delle feci, può essere richiesta dal medico quando una persona lamenta disturbi (sintomi) quali diarrea, crampi addominali, nausea e/o vomito gravi o che durano per più giorni.

La coprocoltura serve a identificare la presenza, all’interno dell’intestino, di microrganismi diversi da quelli normalmente presenti (flora batterica) perché in grado di provocare una malattia (germi patogeni).

Per eseguire l’esame è richiesto un campione di feci fresco portato in laboratorio entro 2 ore dalla raccolta e non è necessaria alcuna preparazione particolare.

Le cause di infezione gastrointestinale sono molte e non solo causate da batteri: la coprocoltura, quindi, può essere richiesta in combinazione con altre analisi per esaminare contemporaneamente virus, batteri, funghi (miceti) e parassiti, comuni cause di infezioni gastrointestinali.

In molti casi le infezioni si risolvono spontaneamente, senza bisogno di alcuna cura specifica; in altri casi, è necessario eseguire la coprocoltura per identificarne la causa e scegliere la cura più adatta ad eliminare il microorganismo responsabile dei disturbi.

I batteri responsabili delle malattie (batteri patogeni) possono essere introdotti nel nostro organismo attraverso il consumo di cibo o bevande contaminate. Esempi di fonti che possono essere infettate includono:

  • uova
  • pollame e carne crudi o poco cotti
  • latte non pastorizzato
  • acqua non adeguatamente controllata o resa potabile proveniente da corsi d’acqua o acquedotti

Anche i viaggi, particolarmente se effettuati nelle nazioni in via di sviluppo, possono aumentare il rischio di essere colpiti da infezioni gastrointestinali. Alcuni batteri, che vivono in equilibrio con l’organismo degli abitanti locali e non causano loro malattie, possono determinare disturbi gastrointestinali violenti nell’organismo del turista che non è abituato ad affrontarli. Quando si viaggia in queste aree, è buona norma evitare di bere acqua dal rubinetto, non utilizzare cubetti di ghiaccio e non mangiare cibi crudi come, ad esempio, le insalate o la frutta.

I segnali più comuni di un'infezione batterica sono: diarrea prolungata, presenza di muco o sangue nelle feci, dolori addominali e nausea. Se la diarrea persiste nel tempo può causare disidratazione e squilibrio elettrolitico, situazioni pericolose soprattutto per i bambini e gli anziani. La disidratazione può provocare disturbi (sintomi) come febbre, secchezza della pelle, stanchezza e stordimento.

Nei casi più gravi può essere necessario il ricovero in ospedale per reintrodurre i liquidi e gli elettroliti persi.

Il Test

La coltura delle feci è un esame (test) che permette di distinguere i batteri che provocano malattie (patogeni) nel tratto inferiore dell’intestino da quelli che, invece, si trovano normalmente nel tratto digestivo (flora normale) e non determinano disturbi.

I batteri presenti nelle feci di persone sane costituiscono quella che viene comunemente chiamata normale flora intestinale. Si tratta di microorganismi che svolgono un ruolo importante nella digestione del cibo ed esercitano un controllo sulla crescita dei batteri patogeni, limitandola.

L'equilibrio della flora intestinale normale può essere alterato dalla somministrazione di antibiotici ad ampio spettro poiché inibiscono la loro crescita facilitando così lo sviluppo e la proliferazione di batteri patogeni come, ad esempio, il Clostridium difficile, germe resistente agli antibiotici che causa diarrea e dolore addominale.

La raccolta delle feci

Le feci da analizzare devono essere raccolte al massimo due ore prima di portarle in laboratorio in un apposito contenitore sterile fornito di paletta. Non devono essere contaminate con urina o acqua. Se non è possibile portarle al laboratorio entro due ore dalla raccolta, possono essere trasferite in una fiala contenente un conservante specifico e consegnate al laboratorio appena possibile. Nei bambini, le feci sono normalmente raccolte con un tampone direttamente dal retto.

Batteri ricercati con la coprocoltura

Generalmente, i batteri ricercati con l’analisi delle feci sono:

  • Campylobacter spp
  • Salmonella spp
  • Shigella spp

In base al racconto dello stato di salute della persona nel tempo (storia medica) e/o alle località in cui ha viaggiato, il medico può includere nell’analisi (coprocoltura estesa), o richiedere separatamente, esami (test) specifici per altri germi in grado di provocare malattie (patogeni):

  • Aeromonas
  • Plesiomonas
  • Yersinia enterocolitica
  • Vibrio spp

In alcuni casi la malattia non è causata direttamente dalla presenza di batteri ma dalla loro produzione di tossine. Sebbene anche questi tipi di germi possano essere ricercati (osservando la loro crescita in terreni specifici), i test utilizzati per evidenziarli sono rivolti alla ricerca diretta delle loro tossine mediante il test della glutammato deidrogenasi (GDH). Esempi di batteri che producono tossine includono:

  • Escherichia coli O157: H7
  • Clostridium difficile

La sindrome emolitico-uremica, dovuta in alcuni casi all’infezione causata da un ceppo produttore di tossine del batterio Escherichia coli, è una grave complicazione caratterizzata dalla distruzione dei globuli rossi e da insufficienza renale. I bambini, gli anziani e le persone che hanno il sistema immunitario indebolito sono i più colpiti da questa malattia.

Risultati

Il test serve a individuare nelle feci batteri non inclusi nella normale flora intestinale. Se il risultato dell’esame dovesse evidenziare la loro presenza, dovrebbe essere eseguito l’antibiogramma, vale a dire una analisi che indichi gli antibiotici a cui i germi rilevati siano più sensibili e permetta al medico di prescrivere la cura più efficace.

Poiché la coprocoltura ricerca la presenza di batteri, qualora sia presente una gastroenterite non causata da questo tipo di microrganismi i risultati saranno negativi. Se i disturbi dovessero persistere spetterà al medico curante decidere se continuare a indagare sulla causa prescrivendo la ricerca dei parassiti e/o dei virus nelle feci. 

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