Introduzione

Antibiotico-resistenza

Con il termine antibiotico-resistenza si intende la capacità di un batterio di resistere ad un farmaco antibiotico. Questo tipo di resistenza può essere sia naturale (quando il batterio è naturalmente resistente ad un antibiotico), sia acquisita (quando un batterio si adatta a resistere ad un farmaco antibiotico mediante modifiche al proprio patrimonio genetico).

Gli antibiotici sono una risorsa molto importante per la salute poiché, a partire dalla loro scoperta, hanno contribuito in modo determinante ad impedire la diffusione delle infezioni batteriche, riducendone al minimo le complicazioni gravi. Molte delle malattie che non erano curabili in un’epoca precedente all’uso degli antibiotici oggi lo sono facilmente.

Negli ultimi anni, tuttavia, antibiotici che erano comunemente utilizzati per curare le infezioni batteriche (come, ad esempio, la penicillina nella polmonite) sono divenuti meno efficaci o non funzionano più a causa del loro uso eccessivo e/o non corretto. Il fenomeno ha raggiunto proporzioni tali da indurre varie istituzioni internazionali a lanciare l’allarme: in Europa muoiono circa 25.000 persone ogni anno a causa di infezioni da batteri resistenti agli antibiotici.

Il fatto che i batteri sviluppino resistenza ad un antibiotico è un naturale processo evolutivo ma questo fenomeno è accelerato e aggravato da un uso eccessivo e spesso scorretto di questi farmaci. Ogni batterio che sopravvive ad una cura antibiotica può diventare resistente alle cure successive, moltiplicarsi e trasferire la sua capacità di resistere agli antibiotici ad altri batteri.

È bene sottolineare che il rischio di essere infettati da batteri antibiotico-resistenti riguarda non solo la persona che prende gli antibiotici in modo improprio ma anche coloro che saranno successivamente contagiati da quegli stessi batteri.

Un ulteriore problema è dato da batteri che diventano resistenti a più antibiotici contemporaneamente (multi-resistenza) poiché in questi casi trovare una cura diventa molto difficile. La diminuzione dell’efficacia degli antibiotici esistenti, infatti, non è compensata dalla scoperta di nuove molecole e con l’aumento della resistenza diventerà sempre più difficile guarire dalle infezioni.

Tra le specie batteriche più importanti divenute resistenti agli antibiotici ci sono lo stafilococco aureo, che può causare infezioni della pelle e di tutto l’organismo (setticemia); la klebsiella pneumoniae, che provoca setticemie, infezioni urinarie e polmonari; il campylobacter, che causa infezioni intestinali, e l’escherichia coli che può provocare diversi tipi di infezioni, tra le quali le più comuni sono le infezioni urinarie.

Cause dell’antibiotico-resistenza

Una delle principali cause dell’antibiotico-resistenza è proprio l’uso eccessivo, e spesso inutile, di antibiotici anche per curare infezioni virali verso le quali gli antibiotici non hanno alcuna efficacia. È assolutamente inutile, ad esempio, prendere gli antibiotici in caso di raffreddore o di influenza poiché tali infezioni sono dovute a virus. Bisogna anche considerare che l’antibiotico attacca tutti i batteri presenti nel corpo, anche quelli che fanno parte della cosiddetta flora batterica o microbioma, cioè i batteri che colonizzano le superfici del corpo (pelle, vie respiratorie, intestino, tratto uro-genitale) e svolgono attività benefiche per l’organismo.

Anche prendere gli antibiotici senza rispettare le prescrizioni (ad esempio a dosi inferiori o per un tempo differente da quello indicato dal medico), può contribuire a sviluppare la resistenza.
Si può favorire la creazione di “super batteri” antibiotico-resistenti quando:

  • si usano gli antibiotici senza che siano stati prescritti dal medico
  • non si rispettano gli intervalli di tempo tra una dose e l’altra: gli antibiotici vanno presi a intervalli regolari; se ci si dimentica una dose, bisogna prenderla appena possibile. Se, tuttavia, si è vicini all’orario della dose successiva, è meglio evitare di prendere una dose doppia
  • non si completa la cura (come prescritta dal medico) e si conserva l’antibiotico avanzato per un eventuale uso futuro
  • si condividono con altri gli antibiotici rimasti inutilizzati
  • si prendono antibiotici per curare infezioni virali (come il raffreddore o l’influenza) contro cui sono inefficaci

L’antibiotico-resistenza è un fenomeno che coinvolge non solo la medicina umana ma anche il settore zootecnico e veterinario. Uno dei fattori che contribuiscono al suo sviluppo, infatti, è la somministrazione di antibiotici agli animali da allevamento per evitare la comparsa di malattie negli ambienti sovraffollati degli allevamenti intensivi. Poiché gli antibiotici impiegati per curare e prevenire le infezioni batteriche negli animali destinati all’alimentazione umana appartengono alle stesse classi di quelli usati per l’uomo, è possibile che i batteri resistenti sviluppatisi negli animali siano trasmessi agli esseri umani attraverso il cibo.

Conseguenze dell’antibiotico resistenza

Le infezioni causate da batteri antibiotico-resistenti possono essere molto gravi e difficili da curare e stanno diventando un grave problema di salute pubblica in tutto il mondo.
La diffusione di batteri resistenti negli ospedali o nelle strutture sanitarie è un problema importante per la sicurezza delle persone poiché aumenta i casi di malattia e morte, così come la durata dei ricoveri ospedalieri. In Italia circa il 30-60% dei batteri che causano infezioni ospedaliere sono resistenti agli antibiotici più comunemente usati (prima scelta).
La preoccupazione maggiore è che possano svilupparsi batteri resistenti a tutti gli antibiotici disponibili (pan-resistenti). Nel nostro paese sono già stati segnalati casi di resistenza pressoché totale.
Se nel futuro gli antibiotici dovessero diventare inefficaci e si dovesse verificare quella che viene definita era post-antibiotica, anche le infezioni comuni e le ferite leggere curate facilmente per decenni potrebbero tornare ad essere di nuovo una minaccia per la salute. Inoltre, diventerebbe rischioso effettuare operazioni chirurgiche od eseguire trapianti, impianto di protesi o trattamenti di chemioterapia.

Prevenire l’antibiotico-resistenza

Per prevenire lo sviluppo dell’antibiotico-resistenza è fondamentale limitare l’uso degli antibiotici ai casi in cui sono veramente necessari e seguire alcune semplici regole:

  • non chiedere antibiotici al proprio medico di famiglia se questo/a non li ha prescritti
  • prendere gli antibiotici seguendo esclusivamente le indicazioni del medico
  • completare l'intero ciclo di cura anche se ci si sente meglio
  • chiedere al proprio medico come comportarsi se ci si dimentica di prendere una dose
  • non prendere di propria iniziativa gli antibiotici avanzati da una precedente cura
  • non prendere mai gli antibiotici prescritti per un'altra persona

L’assunzione di antibiotici contro infezioni batteriche leggere, come alcuni tipi di mal di gola, bronchiti o otiti, risulta spesso superflua poiché, nella maggior parte dei casi, per guarire da tali malattie è sufficiente l’azione del sistema di difesa dell’organismo (sistema immunitario). In questi casi, se necessario e dietro consiglio del medico, si possono prendere farmaci per alleviare i fastidi presenti (per esempio, antinfiammatori). Se, invece, i disturbi (sintomi) dovessero aggravarsi e persistere per più giorni, è consigliabile rivolgersi al proprio medico curante che, nel caso di un’infezione batterica, prescriverà gli antibiotici.
Ci sono però dei casi in cui è necessario consultare subito un medico, in particolare se:

  • si hanno più di 65 anni
  • si soffre di asma o di diabete
  • si ha una malattia polmonare cronica (per esempio la bronchite cronica o l’enfisema)
  • si hanno problemi cardiaci
  • si stanno prendendo farmaci che inibiscono il sistema immunitario (per esempio cortisone o farmaci chemioterapici)

Non tutti gli antibiotici sono efficaci contro tutti i batteri; quindi, è necessario che sia un medico ad indicare quale sia il tipo più adatto per la cura dell’infezione in corso. Per fare ciò, in molti casi è necessario effettuare un esame colturale con antibiogramma. Tale analisi consiste nel prelevare una piccola quantità di materiale (campione) dalla zona in cui è presente l’infezione, seminarla in terreni di coltura specifici, verificare a distanza di qualche giorno se si sviluppano ceppi di batteri e a quale tipo appartengono (esame colturale), quindi trattarli con diversi tipi di antibiotici per verificare quale sia il più efficace (antibiogramma).

Per evitare di infettarsi con batteri antibiotico-resistenti è buona norma fare attenzione all’igiene: lavarsi le mani regolarmente con acqua e sapone, soprattutto dopo aver usato il bagno, prima di mangiare, prima di preparare i cibi e dopo la manipolazione di carni crude. I prodotti alimentari di origine animale sono spesso contaminati da batteri e quindi possono costituire una via di trasmissione anche di batteri antibiotico-resistenti. Anche frutta e verdura possono essere una via di trasmissione, se venute a contatto con rifiuti animali o acqua contaminata, quindi è importante lavarle bene e mantenere le superfici di lavoro della cucina sempre pulite.

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