Introduzione

Allergia

L'allergia è una reazione anomaladell'organismo verso particolari sostanze presenti nell'ambiente, ad esempio nell'aria o negli alimenti, che normalmente sono innocue.

Le allergie sono molto diffuse, specie nei paesi più industrializzati, dove interessano circa una persona su tre, complice l'effetto sinergico tra inquinamento atmosferico e cambiamenti climatici che, ad esempio, prolungano le stagioni dei pollini. Qualsiasi forma di allergia può comparire in un momento qualunque della vita e possono essere sia transitorie che permanenti.

Negli ultimi anni si è osservato un fenomeno che gli scienziati chiamano marcia atopica: ovvero, l'allergia tende a evolvere nel tempo, partendo spesso dalla dermatite nei neonati per trasformarsi in allergia e, successivamente, in rinite o asma.

Avere un'allergia può recare fastidi di diversa entità e influenzare le attività quotidiane. La maggior parte delle reazioni allergiche, tuttavia, sono lievi o moderate e possono essere tenute sotto controllo.

Più raramente, si possono verificare reazioni allergiche gravi come, ad esempio, lo shock anafilattico che costituisce un'emergenza medica e richiede cure urgenti.

Le sostanze che causano le reazioni allergiche sono chiamate allergeni. Di solito, se si viene a contatto con un allergene, la reazione allergica compare rapidamente, nel giro di pochi minuti.

I sintomi variano in base alla via di contatto (respiratoria, alimentare, o cutanea); i più comuni legati a un’allergia sono:

  • starnuti
  • naso chiuso o che cola
  • occhi rossi con prurito e lacrimazione
  • respiro sibilante e tosse
  • rossore e prurito sulla pelle
  • manifestazione o peggioramento dell’asma
  • sintomi gastrointestinali (nausea, vomito, diarrea, crampi)

È consigliabile consultare il medico se si sospetta una reazione allergica.

Il medico di famiglia aiuterà a gestire e a trattare i casi più lievi: se l'allergia è particolarmente grave o non è chiaro a cosa si è allergici, si potrà essere indirizzati a uno specialista allergologo per la diagnosi e il trattamento.

In molti casi, il modo più efficace per gestire un'allergia è quello di evitare, quando possibile, l'allergene che provoca la reazione; sono anche disponibili diversi farmaci per controllare i sintomi dovuti a reazioni allergiche (ad esempio antistaminici e decongestionanti, anche se questi ultimi non sono indicati per alcuni tipi di allergie e vanno usati con cautela).

In caso di allergie gravi o in caso di peggioramento dei sintomi, può essere raccomandato un trattamento con l’allergene responsabile, chiamato immunoterapia specifica.

Bisogna distinguere tra:

  • allergia, reazione specifica prodotta dal sistema immunitario quando si è esposti ad una sostanza normalmente innocua, anche in minima quantità
  • sensibilità, risposta esagerata verso una sostanza: per esempio, la caffeina contenuta in una tazza di caffè può causare disturbi estremi, come palpitazioni e tremore
  • intolleranza, reazione non immunologica che si ha quando una sostanza provoca sintomi spiacevoli, come ad esempio la diarrea; in genere, le persone con un'intolleranza ad alcuni alimenti possono mangiarne piccole quantità senza avere alcun problema

Sintomi

I sintomi di una reazione allergica di solito si sviluppano nel giro di pochi minuti dall'esposizione alla sostanza che provoca allergia.

I sintomi più comuni di una reazione allergica includono:

  • starnuti e prurito al naso, naso chiuso o che cola (rinite allergica)
  • occhi rossi, lacrimazione e prurito (congiuntivite)
  • respiro sibilante, senso di costrizione toracica, respiro corto e tosse
  • eruzioni cutanee (orticaria), rossore, ponfi e prurito
  • gonfiore alle labbra, lingua, occhi o viso
  • dolori addominali, nausea, vomito o diarrea
  • pelle arrossata, screpolata o secca

I sintomi variano secondo il tipo di sostanza a cui si è allergici e la modalità con cui si entra in contatto con essa.
Consultare il medico nel caso si supponga una reazione allergica.

Reazione allergica grave (anafilassi o shock anafilattico)

In rari casi, l'allergia può portare a una grave reazione, chiamata anafilassi o shock anafilattico, che può essere pericolosa per la vita; di solito si sviluppa in pochi minuti dall'esposizione alla sostanza che provoca allergia.

Oltre ai sintomi di cui sopra, i segni di anafilassi comprendono:

  • gonfiore della gola e della bocca
  • respirazione difficoltosa
  • vertigini
  • confusione
  • pelle o labbra cianotiche
  • collasso e perdita di coscienza

L'anafilassi è un'emergenza medica che richiede un trattamento immediato.

Cause

Le sostanze che causano le reazioni allergiche sono chiamati allergeni. Gli allergeni più comuni includono:

  • pollini di piante erbacee ed alberi, spesso l’allergia ai pollini di piante erbacee viene definita febbre da fieno (rinite allergica)
  • acari della polvere
  • derivati di animali (peli, forfora, saliva, urina)
  • alimenti, in particolare noci, alcuni frutti, crostacei, uova e latte di mucca
  • sostanze trasmesse attraverso punture e morsi di insetti
  • farmaci, ad esempio ibuprofene, aspirina, alcuni antibiotici, mezzi di contrasto diagnostici
  • lattice, usato per i guanti usa e getta, i preservativi
  • prodotti chimici domestici, compresi quelli nei detersivi e nelle tinture per capelli

La maggior parte di questi allergeni sono generalmente innocui per le persone che non sono allergiche.

Non è completamente chiaro il motivo per cui in alcune persone il sistema immunitario reagisca a determinate sostanze producendo la reazione allergica, ma è probabile che influiscano aspetti genetici dato che nella maggior parte dei casi si ha una storia familiare di allergie o sono presenti situazioni cliniche correlate come asma o eczema.

Il numero di persone che soffrono di allergie è in aumento nei paesi economicamente sviluppati per ragioni non del tutto comprese, ma tra le ipotesi c'è che questa maggiore incidenza in alcune regioni del mondo possa essere associata allo stile di vita in un ambiente troppo pulito e privo di germi. La riduzione del numero e del tipo di germi che il nostro sistema immunitario incontra nel corso della vita, potrebbe causare una reazione eccessiva quando si viene a contatto con sostanze normalmente innocue, ma la crescita dei casi potrebbe essere dovuta anche alle condizioni del microbioma o dell'ambiente.

Diagnosi

Il medico di famiglia sarà in grado di trattare le allergie di lieve entità dovute ad una causa chiaramente identificabile, ma nei casi più gravi o ove sia difficile l’identificazione dell’allergene responsabile, è opportuno fare riferimento allo specialista allergologo per una diagnosi corretta.

Gli esami che possono essere effettuati sono descritti di seguito:

Prick test cutaneo

È una delle prove allergiche più comuni e sicure. Consiste nel mettere sull'avambraccio una goccia dei diversi estratti allergenici. La pelle sotto la goccia viene poi delicatamente scalfita con un ago. Se c’è allergia alla sostanza in esame, entro 15 minuti apparirà sulla pelle un pomfo (molto simile a una puntura di zanzara). Il prick test è indolore e molto sicuro. Non si devono prendere antistaminici prima della prova perché potrebbero interferire con i risultati.

Analisi del sangue

Gli esami del sangue possono essere prescritti in associazione o al posto del prick test per approfondire la diagnosi di allergia (per la ricerca di IgE - Immunoglobuline E specifiche). Una piccola quantità (campione) di sangue viene prelevata e analizzata per poter individuare una particolare tipologia di anticorpi specifici prodotti dal sistema immunitario in risposta ad un allergene (polline, cibi, acari, ecc.).

Patch test

Il Patch test è utilizzato per la diagnosi di un tipo di eczema conosciuto come dermatite da contatto, che può essere causato dall'esposizione della pelle ad allergeni generalmente di natura chimica. Una piccola quantità dell’allergene sospetto su speciali supporti metallici viene messa a contatto diretto con la pelle per 48 ore, per poi monitorare le eventuali reazioni.

Dieta di eliminazione

Se si sospetta un’allergia alimentare, sotto il controllo di uno specialista, si elimina dalla dieta l’alimento imputato per vedere se i sintomi migliorano. Dopo poche settimane, lo specialista chiederà di reintrodurre l’alimento eliminato per verificare se provoca di nuovo una reazione.

Test di provocazione

In alcuni casi può essere utilizzato il test di provocazione che consiste nella somministrazione diretta dell’allergene sospetto, per la stessa via naturale di esposizione (inalatoria, orale). Partendo da una dose molto bassa, l’allergene sarà somministrato in quantità crescenti, fino a osservare una reazione. È il test più accurato per la corretta diagnosi di allergia alimentare. Il test di provocazione deve avvenire in condizioni strettamente controllate, con personale sanitario munito di farmaci per fronteggiare eventuali emergenze. Non deve essere effettuato nel paziente che abbia già avuto uno shock anafilattico.

Le prove allergiche devono essere condotte e interpretate da un professionista allergologo qualificato che sia a conoscenza dei sintomi e della storia medica.

Terapia

Il trattamento di un'allergia dipende da diversi fattori, chye includono il tipo di disturbi (sintomi), la gravità, la sostanza che la provoca. In molti casi, il medico di famiglia sarà in grado di offrire consulenza e trattamento. Sono disponibili differenti approcci.

Evitare l'esposizione agli allergeni

È spesso il modo migliore per mantenere i sintomi sotto controllo, anche se può non essere sempre facilmente attuabile.
Ad esempio si possono gestire in questo modo:

  • allergie alimentari, valutando attentamente ciò che si mangia
  • allergie agli animali, tenendo gli animali domestici il più possibile fuori casa e lavandoli regolarmente
  • allergie alla muffa, mantenendo la casa asciutta e ben ventilata
  • febbre da fieno, stando in casa e evitando le zone verdi nel periodo dei pollini
  • allergie agli acari della polvere, utilizzando piumoni e cuscini anallergici, eliminando tappeti ecc.

Farmaci per il controllo dei sintomi

Alcuni farmaci per le allergie di lieve entità sono disponibili in farmacia senza prescrizione medica, ma è sempre opportuno chiedere al farmacista o al medico di famiglia prima di assumere qualsiasi nuova medicina.

Antistaminici

Gli antistaminici sono i farmaci più utilizzati per le allergie. Possono essere assunti per curare o per prevenire le reazioni allergiche. Gli antistaminici sono in commercio per uso sia generale che locale, sotto forma di compresse, capsule, creme, collirio o spray nasali. Gli antistaminici di seconda e terza generazione, sono più efficaci e hanno minori effetti sedativi rispetto al passato.

Decongestionanti

I decongestionanti per il naso possono essere usati come trattamento a breve termine. Sono disponibili sotto forma di compresse, capsule o spray nasali. Non dovrebbero essere usati continuativamente per più di una settimana, in quanto l’utilizzo per lunghi periodi può peggiorare i sintomi. I nuovi spray combinati, per la rinite allergica, con l'uso di un unico erogatore di antistaminico e corticosteroidi, è ora la terapia di scelta.

Steroidi

I farmaci steroidei possono aiutare a ridurre l'infiammazione causata da una reazione allergica. Sono disponibili per uso sia generale che locale come:

Terapia desensibilizzante (immunoterapia specifica)

È indicata soprattutto nei pazienti affetti da allergie respiratorie verso pollini, acari o muffe e da allergia alle punture di insetti (imenotteri). La terapia desensibilizzante si basa sul principio di somministrare (sia per iniezione sottocutanea, o sotto forma di gocce o compresse sublinguali) al paziente piccole quantità, progressivamente crescenti, degli allergeni che provocano la reazione allergica. Lo scopo del trattamento è quello di modulare le risposte del sistema immunitario verso l’allergene responsabile in modo da ridurre o eliminare le reazioni più gravi. È riconosciuta dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) come unico trattamento che può “modificare la storia naturale della malattia fino alla guarigione e cambiare la qualità di vita del paziente”. La prescrizione e il trattamento devono essere effettuati da uno specialista allergologo dopo un accurato percorso diagnostico.
Il trattamento per via iniettiva deve essere effettuato sotto controllo medico, in quanto non è esente dal rischio di reazioni anche gravi. Il trattamento con gocce o compresse può generalmente essere fatto anche a casa del paziente.

Trattamento delle reazioni allergiche gravi (shock anafilattico)

In alcune persone con allergie gravi possono verificarsi reazioni note come anafilassi o shock anafilattico. Insorge improvvisamente e rappresenta una minaccia per la vita. È una condizione che richiede un pronto soccorso medico. Sia che si tratti di adulti che di bambini. La somministrazione di adrenalina è alla base del trattamento; altri interventi terapeutici includono l’uso di antistaminici. Sono disponibili alcuni dispositivi per l'autoiniezione intramuscolo che i pazienti a rischio possono portare con sé e autosomministrarsi in caso di pericolo. La somministrazione immediata di adrenalina per via intramuscolare è spesso l’intervento salvavita, ma potrebbero essere necessarie dosi ripetute in associazione con altri farmaci, per questo oggi si raccomanda la disponibilità di almeno due auto-iniettori di adrenalina. Una volta dimessi, i pazienti dovrebbero essere monitorati fino a 48 ore.

Farmaci biologici

Per i pazienti con allergie multiple gravi, asma severo o poliposi nasale, possono essere utilizzati farmaci biologici (come omalizumab o dupilumab). Questi farmaci non agiscono sui sintomi, ma bloccano le molecole responsabili della risposta allergica alla radice, migliorando la qualità della vita.

Prevenzione

Negli ultimi decenni, le vecchie raccomandazioni per la prevenzione delle allergie sono state modificate grazie a studi scientifici, sia trial ad hoc che ricerche epidemiologiche, che hanno cambiato il paradigma dell’approccio alle allergie, come nei seguenti casi:

  • Svezzamento: non è più raccomandato ritardare l'introduzione di alimenti allergizzanti (uovo, arachidi, pesce). Al contrario, l'introduzione precoce tra i 4 e i 11 mesi sembra ridurre il rischio di sviluppare allergie alimentari
  • Esposizione ambientale: l'uso costante di detergenti aggressivi può danneggiare la barriera cutanea, facilitando la sensibilizzazione. In alcuni casi, l'uso di emollienti può aiutare a mantenere la pelle integra, specie nei bambini
  • Inquinamento: le particelle di diesel possono legarsi ai pollini rendendoli più piccoli e capaci di penetrare più a fondo nei polmoni. Monitorare la qualità dell'aria è diventato parte della prevenzione allergica

Resta assodato che il modo migliore per prevenire una reazione allergica è quello di evitare la sostanza alla quale si è allergici, anche se questo non è sempre facilmente attuabile. Di seguito alcuni consigli che dovrebbero aiutare a evitare gli allergeni più comuni.

Acari della polvere

Una delle principali cause di allergia sono gli acari della polvere, piccoli artropodi che si trovano nella polvere domestica. È possibile limitare il numero di acari in casa evitando tappeti e divani o letti imbottiti, tendaggi e moquette, utilizzando materassi, piumoni e cuscini anallergici o coperture anti-acaro, passando un aspirapolvere con filtro HEPA (High Efficiency Particulate Air) e pulendo regolarmente le superfici con un panno pulito umido.

Animali domestici

Non è il pelo dell’animale domestico che provoca direttamente la reazione allergica quanto i frammenti di pelle e forfora, e saliva e urina essiccata, spesso trasportate dai peli. Se non è possibile allontanare l’animale domestico, si può provare a:

  • tenere gli animali il più possibile fuori di casa, o limitarli ad una particolare area della casa
  • non permettere all'animale di entrare nelle camere da letto
  • lavare gli animali domestici, almeno una volta alla settimana, anche se il lavaggio frequente dell'animale ha un'efficacia limitata
  • lavare regolarmente la biancheria da letto e i cuscini imbottiti utilizzati dall'animale

Per fare visita a un amico o un parente con un animale domestico, chiedere di non spolverare o aspirare il giorno stesso per evitare di far ricircolare gli allergeni, e assumere un farmaco antistaminico circa un'ora prima di entrare in casa (può contribuire a ridurre i sintomi).

Spore delle muffe

Particelle (spore) rilasciate dalle muffe possono causare reazioni allergiche. È possibile prevenire:

  • mantenendo la casa priva di umidità e ben ventilata
  • rimuovendo le piante dall'appartamento
  • eliminando fonti e zone di umidità e condensazione in casa
  • asciugando la biancheria fuori da casa

Allergie alimentari

Per legge, i produttori di alimenti devono indicare chiaramente sull'etichetta se contengono sostanze note che possono provocare reazioni allergiche. Si deve quindi controllare attentamente l'elenco degli ingredienti sull'etichetta. Le persone con allergie alimentari devono fare particolare attenzione quando vanno al ristorante. In questo caso, è opportuno non basarsi solo sul menu (molte salse o condimenti potrebbero contenere allergeni non chiaramente indicati) ma comunicare al personale del ristorante le vostre esigenze dietetiche e non rischiare in caso di dubbi. Si ricorda che piatti semplici hanno meno probabilità di contenere ingredienti "nascosti".

Per quanto riguarda i più piccoli, lo studio LEAP (Learning Early About Peanut allergy) del 2015 è considerato lo studio di riferimento, che ha portato a modificare le raccomandazioni pediatriche sull’introduzione precoce degli alimenti allergizzanti nei neonati. Si tratta di un trial clinico randomizzato importante sulla prevenzione delle allergie alimentari, ideato per capire se introdurre precocemente l’alimento allergizzante nella dieta dei bambini ad alto rischio potesse ridurre la probabilità che sviluppassero un’allergia alle arachidi. Da allora, le raccomandazioni pediatriche sono cambiate: invece di evitare completamente gli alimenti potenzialmente allergizzanti, oggi si consiglia di introdurli in modo sicuro nei primi mesi di vita (generalmente 4-6 mesi, in consultazione con il pediatra) per diminuire il rischio di allergie.

Febbre da fieno

L’allergia ai pollini è comunemente conosciuta come febbre da fieno o rinite allergica. In genere, le persone sono colpite tra la primavera (alberi) e l’estate (erbe) ma dipende dal tipo di polline a cui si è allergici; per esempio, alcune famiglie di alberi rilasciano polline durante l’inverno. Evitare se possibile l’esposizione alle sostanze che scatenano i disturbi (sintomi) è sicuramente il modo più sicuro per prevenire, anche se non è sempre fattibile o semplice. Ad esempio, evitare di tagliare l’erba, giocare o camminare in zone erbose e boscose, soprattutto la mattina presto, la sera e la notte, quando il rilascio di polline è al suo massimo; fare una doccia e cambiare i vestiti al rientro dopo essere usciti. Può essere utile controllare le conte polliniche della propria zona, se disponibili.

Punture di insetti

Dopo aver avuto una reazione importante ad una puntura d'insetto, è consigliabile prendere precauzioni per ridurre il rischio al minimo:

  • limitare la pelle esposta
  • indossare scarpe
  • applicare un repellente per insetti
  • evitare di indossare profumi, in quanto possono attirare gli insetti

Prevenire le allergie gravi (anafilassi)

Se si è a rischio di una reazione allergica grave (anafilassi), assicurarsi di avere sempre con sé due auto-iniettori di adrenalina. Si tatta comunque di una condizione che richiede un trattamento di emergenza ed il ricorso a pronto soccorso medico. È consigliato mettere a conoscenza gli insegnanti, i colleghi di lavoro e gli amici della vostra allergia in modo che possano somministrare l'iniezione di adrenalina in caso di emergenza, in attesa di un'ambulanza.

In caso di emergenza, se una persona a rischio mostra segni di shock:

  • Somministrare l'autoiniettore di adrenalina, se a disposizione, nella parte esterna della coscia
  • Chiamare immediatamente il 112/118
  • Sdraiare il paziente con le gambe sollevate. Mai far alzare in piedi una persona in shock anafilattico, poiché questo può causare un arresto cardiaco improvviso
  • Se i sintomi non migliorano, somministrare la seconda dose di adrenalina dopo 5-15 minuti

Dimensione del problema

Le allergie costituiscono una delle condizioni mediche più diffuse al mondo, con un trend in aumento da oltre mezzo secolo nei paesi industrializzati. A livello globale, la sensibilizzazione a uno o più allergeni tra i bambini si avvicina al 40-50 %, e la prevalenza delle malattie allergiche respiratorie continua a crescere.

Nella sezione Allergy Statistics dell’AAAAI (American Academy of Allergy, Asthma & Immunology), che riportano i dati statunitensi più recenti, oltre un quarto degli adulti tra 18 e 44 anni riferisce di avere un’allergia stagionale e più di un quarto dei bambini ha almeno una condizione allergica. Le allergie comprendono numerose tipologie: oltre alle allergie alimentari, che interessano circa il 6,2 % degli adulti e circa il 5,8 % dei bambini, ci sono reazioni avverse a farmaci, con stime globali fino al 10 % della popolazione per reazioni allergiche ai medicinali. Le percentuali di allergie variano anche per sesso e gruppo etnico, e le reazioni più gravi come l’anafilassi possono essere causate da vari allergeni ambientali o alimentari.

Aspetti di genere

Le allergie non colpiscono uomini e donne allo stesso modo: esiste infatti una differenza tra maschi e femmine ben documentata in allergologia, come riporta il libro bianco 2011-2013, un po’ datato ma ancora attuale, della WAO (World Allergy Organization). Durante l’infanzia, asma e allergie sono più frequenti nei maschi, ma dopo la pubertà la situazione si ribalta e le donne diventano più colpite e spesso con forme più persistenti. Questo “switch” è legato in gran parte agli ormoni sessuali femminili, che influenzano il sistema immunitario favorendo le risposte allergiche. Nelle donne adulte sono più comuni anche allergie ai farmaci, orticaria cronica e reazioni gravi come l’anafilassi. Le fluttuazioni ormonali (ciclo mestruale, gravidanza, menopausa) possono inoltre modificare l’intensità dei sintomi.

A questi fattori biologici si sommano elementi sociali e ambientali, come differenti esposizioni (ad esempio, le faccende domestiche ad appannaggio spesso delle donne, con uso di detersivi o manipolazione di cibi, che possono scatenare una reazione allergica) e modalità di accesso alle cure. Riconoscere le differenze di genere è fondamentale per migliorare diagnosi, prevenzione e terapie personalizzate.

Bibliografia

Società Italiana di Allergologia, Asma ed Immunologia Clinica (SIAAIC)

Istituto Superiore di sanità (ISS). Allergie alimentariAllergie alimentari

American Academy of Allergy Asthma & Immulogy. Allergic statistics

European Academy of Allergy and Clinical Immunology. Guidelines

World Allergy Organization (WAO)

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Ansotegui IJ et al. IgE allergy diagnostics and other relevant tests for allergic conditions. World Allergy Organization Journal. 2020; 13

Sicherer SH, Sampson HA. Food allergy: epidemiology, pathogenesis, diagnosis, and treatment - A comprehensive review. Journal of Allergy and Clinical Immunology. 2018; 141(1): 41-58

Prossimo aggiornamento: 05 Febbraio 2028

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