Introduzione

Plasmaferesi

La plasmaferesi produttiva è una tipologia di donazione che consente la raccolta del solo plasma, la parte di sangue priva di cellule.

Il prelievo è effettuato mediante una macchina (separatore cellulare) che separa la parte liquida del sangue da quella corpuscolata (o cellulare) grazie ad una rotazione meccanica.

La parte cellulare (globuli rossi, globuli bianchi e piastrine) viene restituita al donatore, mentre quella liquida, il plasma, viene utilizzata per consentire le terapie trasfusionali e per ricavarne numerosi farmaci detti plasmaderivati.
Infatti, il plasma contiene numerose proteine, sali minerali, vitamine, glucosio e sostanze insolubili. La sua funzione è quella di trasportare molecole come glucosio, grassi (lipidi) e ormoni ma anche di mantenere la pressione osmotica del sangue, ossia di fare in modo che l'acqua contenuta nel sangue non fuoriesca dai vasi. Tra le proteine vi sono gli anticorpi ma soprattutto albumina e fattori della coagulazione. Questi ultimi una volta estratti permettono la produzione di farmaci per la cura e la terapia di malattie quali l'emofilia, una malattia ereditaria caratterizzata proprio dalla mancanza di fattori della coagulazione.

La predetta donazione è normata dalle disposizioni in materia trasfusionale, in particolare il Decreto Ministeriale 2 novembre 2015, recante “Disposizioni relative ai requisiti di qualità e sicurezza del sangue e degli emocomponenti”.

La durata della seduta di aferesi produttiva può variare da 30 minuti a circa un'ora e consente il prelievo di circa 600-700 millilitri di plasma con un volume massimo complessivo di 1,5 litri al mese e 12 litri nell'anno.

Tra una donazione di plasma e l'altra devono trascorrere almeno 14 giorni.

Esiste anche la plasmaferesi terapeutica, che viene effettuata sui malati.

Essa ha quattro principali obiettivi “terapeutici”:

  • rimuovere cellule e/o molecole dal sangue della persona che vi si sottopone
  • sostituire una sostanza in caso di carenza o rimuovere un costituente che può essere causa di malattia
  • modulare la funzionalità cellulare
  • raccogliere cellule non patologiche per manipolazioni a fini terapeutici

Nella procedura terapeutica più comunemente utilizzata (plasma-exchange o scambio plasmatico), in ogni singola seduta si rimuovono da 1 a 1,5 volumi di plasma e il volume di plasma rimosso può essere sostituito con plasma derivante da donazioni o con altri liquidi di sostituzione (ad esempio, albumina).

Il “plasma-exchange” trova particolare applicazione nel trattare:

  • la sindrome da iperviscosità, causata dalla eccessiva produzione di para-proteine (proteine anomale) come avviene nel mieloma multiplo e nella malattia di Waldestrom
  • malattie su base autoimmune, quali la miastenia gravis e la sindrome di Guillain- Barré
  • sindromi da microangiopatie trombotiche, ovvero disordini occlusivi dei piccoli vasi (microcircolo vascolare) caratterizzati da anemia e da diminuzione della quantità di piastrine

Bibliografia

National Institutes of Health (NIH). The Utility of Therapeutic Plasmapheresis for Neurological Disorders. Consensus Development Conference Statement: 1986 June 2-4

Centro Nazionale Sangue (ISS). Tipi di donazione

Plasma Italia (ISS). La donazione di sangue

Decreto Ministero della Salute 2 novembre 2015. Disposizioni relative ai requisiti di qualità e sicurezza del sangue e degli emocomponenti. (G.U. Serie Generale, n.300 - Suppl. ordinario n.69 del 28-12-2015)

Fung M K, Eder A F, Spitalnik S L, Westhoff C M. Technical Manual of the American Association of Blood Banks. AABB: Bethesda, 2017; 19th edition

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