Introduzione

Noduli tiroidei

La tiroide è una piccola ghiandola posta alla base del collo, nella parte anteriore. Controlla molte, importanti, funzioni dell'organismo attraverso la produzione degli ormoni tiroidei: tiroxina (T4) e triiodiotironina (T3) (Video). La produzione degli ormoni tiroidei è, a sua volta, controllata dall'ormone tireostimolante (TSH) secreto dall'ipofisi, una ghiandola posta all'interno del cranio. Gli ormoni tiroidei regolano numerose funzioni dell’organismo, tra cui la respirazione, il battito cardiaco, la temperatura corporea, lo sviluppo del sistema nervoso centrale e la crescita corporea (Video).

I noduli della tiroide sono delle formazioni solide, o piene di liquido, che si formano all'interno della ghiandola stessa e sono la malattia tiroidea più frequente. Sono quasi sempre formazioni benigne e solo nello 0,3% dei casi hanno caratteristiche di malignità (tumori della tiroide).

Sintomi

Di solito i noduli tiroidei non causano sintomi. Di tanto in tanto, tuttavia, alcuni diventano così grandi da essere fastidiosi, creando un rigonfiamento alla base del collo o provocando mancanza di respiro e difficoltà nella deglutizione.

A volte producono ormoni tiroidei e possono, quindi, causare i disturbi tipici di un eccessivo funzionamento della ghiandola (ipertiroidismo): inspiegabile perdita di peso, tremore, nervosismo, disturbi del sonno, battito cardiaco rapido o irregolare e intolleranza al calore.

I noduli tiroidei con caratteristiche di tumori maligni sono a crescita lenta e quando vengono scoperti possono essere di piccole dimensioni. Esistono, tuttavia, tumori della tiroide aggressivi e a crescita rapida, ma sono rari.

Le probabilità che un nodulo sia maligno sono poche ma alcuni elementi possono farlo sospettare:

  • familiari con problemi alla tiroide o altri tumori alle ghiandole endocrine
  • età inferiore a 30 o superiore a 60 anni
  • genere maschile
  • esposizione a radiazioni, in particolare alla testa e al collo

Un nodulo grande, duro o doloroso è più preoccupante in termini di malignità.

Cause

Lo sviluppo di noduli è stato associato a diverse condizioni:

  • carenza di iodio nella dieta
  • crescita eccessiva di tessuto tiroideo normale (adenoma tiroideo): non è considerata grave a meno che non provochi sintomi
  • tiroiditi
  • tumori della tiroide: le probabilità che un nodulo tiroideo sia maligno sono poche; tuttavia, il rischio è più elevato se si hanno familiari con patologie tiroidee

Diagnosi

Nel valutare un nodulo tiroideo è fondamentale innanzitutto escludere la possibilità che si tratti di tumori e poi valutare la funzionalità della tiroide. Possono essere, quindi, richiesti i seguenti accertamenti:

  • misurazione dei livelli nel sangue degli ormoni prodotti dalla tiroide (T4 e T3) e dell'ormone che la regola (TSH)
  • ecografia, per avere informazioni riguardo alle dimensioni e alla struttura dei noduli e distinguere le cisti da noduli solidi
  • agoaspirato, per distinguere tra noduli tiroidei benigni e maligni
  • scintigrafia, per avere informazioni utili sulla struttura e sulla funzione della tiroide. L'esame consiste nell'iniettare in vena una piccola quantità di radioattivo (iodio o tecnezio) che si accumula nella tiroide. La tiroide può, quindi, essere studiata utilizzando uno speciale macchinario. Con questo esame si possono distinguere noduli caldi (che producono una quantità eccessiva di ormoni e sono quasi sempre benigni) e noduli freddi che non producono ormoni ma possono essere maligni. Lo svantaggio della scintigrafia è che non può distinguere tra noduli freddi benigni (più frequenti) e maligni

Terapia

La terapia dei noduli dipende dalla loro natura.

Nodulo tiroideo benigno

Può essere sufficiente tenerlo sotto controllo con esami del sangue, per valutare il funzionamento della tiroide e con l'ecografia, da effettuarsi una volta l'anno. Se il nodulo rimane invariato, può non essere necessaria alcuna cura.

In alcuni casi può essere prescritta una terapia con l'ormone tiroideo tiroxina sintetico (levotiroxina) per indurre l'ipofisi a produrre meno TSH, ormone che stimola la crescita del tessuto tiroideo.

Di tanto in tanto, un nodulo anche se benigno può richiedere un intervento chirurgico, soprattutto se è così grande da rendere difficile la respirazione o la deglutizione.

Noduli che causano ipertiroidismo

Se i noduli tiroidei producono ormoni tiroidei, è consigliata la cura per l'ipertiroidismo, che include:

  • iodio radioattivo, forma di radioterapia usata per curare la maggior parte dei tipi di tiroide iperattiva. La dose di radioattività dello iodio somministrato è molto bassa e non è dannosa. Assunto per bocca, lo iodio radioattivo è assorbito dalla tiroide e causa una riduzione della produzione di ormoni tiroidei e del volume della ghiandola. I sintomi dell'ipertiroidismo, di solito, regrediscono entro tre-sei mesi. Il rischio della cura con lo iodio radioattivo è che la produzione di ormoni tiroidei diventi troppo bassa causando un ipotiroidismo
  • farmaci anti-tiroidei (tionamidi), le tionamidi riducono la sintesi degli ormoni tiroidei impedendo la trasformazione della forma di iodio in circolo nell'organismo (iodio ioduro) in quella che è utilizzata per la produzione degli ormoni tiroidei (iodio libero). In questo modo si riducono gradualmente i sintomi dell'ipertiroidismo, che, di solito, iniziano a migliorare tra le sei e le dodici settimane dall'inizio della cura. In genere, la terapia deve essere portata avanti per almeno un anno. In alcuni casi il problema è risolto in modo definitivo; in altri, ci può essere una ricaduta. Tali farmaci, però, possono causare problemi al fegato e al midollo osseo e, quindi, devono essere utilizzati con cautela e attuando controlli regolari
  • beta-bloccanti: sono farmaci comunemente usati per trattare l'ipertensione che possono limitare i sintomi cardiaci dell'ipertiroidismo, tenendo sotto controllo la frequenza cardiaca. I beta-bloccanti possono causare alcuni effetti indesiderati, tra cui sensazione di stanchezza, mani e piedi freddi e difficoltà a dormire e non sono utilizzabili in caso di asma
  • chirurgia: si ricorre all'intervento chirurgico (tiroidectomia) quando non sono possibili altre cure, ad esempio, in gravidanza, oppure in presenza di un grande gozzo, o se si verifica una ricaduta dopo la terapia con farmaci anti-tiroidei, o nel caso di disturbi oculari per il morbo di Basedow-Graves. L'intervento chirurgico consiste nella asportazione di tutta o gran parte della tiroide. Il rischio dell'intervento chirurgico può essere un danno alle ghiandole paratiroidee, che aiutano a controllare i livelli di calcio nel sangue, oppure una lesione delle corde vocali, con alterazione della voce. Inoltre, si renderà necessario a seguito dell'intervento assumere per tutta la vita l'ormone tiroideo sintetico

Noduli maligni

In caso di noduli tiroidei maligni si ricorre all'intervento chirurgico (tiroidectomia) per rimuovere tutta o gran parte della tiroide. La maggior parte dei tumori della tiroide diagnosticati in fase iniziale ha una buona possibilità di guarigione.

Bibliografia

Istituto Superiore di Sanità (ISS). Registro Nazionale Ipotiroidei Congeniti

Istituto Superiore di Sanità (ISS). Osservatorio Nazionale per il Monitoraggio della Iodoprofilassi in Italia

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