Introduzione

Dolore alla spalla

Il dolore alla spalla è un problema diffuso che può essere dovuto a cause diverse o essere il segnale di altre malattie.

Può dipendere da:

  • posizioni scorrette
  • spalla congelata, condizione che riduce il normale movimento dell’articolazione fino a impedire, talvolta, di muovere la spalla
  • lesioni della cuffia dei rotatori, insieme di muscoli e tendini che circondano l’articolazione della spalla e la mantengono salda
  • instabilità della spalla, condizione che può causare movimenti insoliti della spalla (ipermobilità)
  • disfunzioni dell’articolazione acromioclavicolare, condizione che include l’osteoartrite e colpisce l’estremità superiore della spalla
  • osteoartrite alle articolazioni della spalla
  • frattura ossea, ad esempio frattura dell’omero (osso superiore del braccio) o frattura della clavicola

In alcuni casi, il dolore alla spalla è causato da problemi al collo che si estendono alla parte superiore della schiena.

Per ridurre o eliminare il dolore alla spalla si possono prendere, dopo essersi consultati con il medico curante, dei farmaci antidolorifici come, ad esempio, quelli a base di ibuprofene.
Oppure, si possono applicare impacchi di ghiaccio per ridurre l’infiammazione. Inoltre, vanno evitate quelle attività che possano peggiorare i disturbi (sintomi).

In base alla causa del dolore si possono utilizzare altre cure:

  • fisioterapia
  • infiltrazioni di farmaci corticosteroidi come, ad esempio, il cortisone
  • intervento chirurgico, nei casi più gravi

Nella maggior parte delle persone, seguendo le cure indicate dal medico, i disturbi alla spalla guariscono con il tempo.

Consultare il medico di famiglia

Se il dolore alla spalla deriva da un trauma, è molto intenso o non migliora dopo due settimane, occorre rivolgersi al medico di famiglia. Potrebbe trattarsi di un dolore a lungo termine che potrebbe durare anche più di 18 mesi. In tal caso, occorre accertarne (diagnosticare) le cause e iniziare una cura adeguata.

Diffusione del dolore alla spalla

I dolori alla spalla sono piuttosto comuni; circa 3 persone su 10, tra gli adulti, ne soffrono almeno una volta. La spalla congelata e le lesioni della cuffia dei rotatori rappresentano i disturbi più diffusi tra le persone di mezz'età e tra gli anziani. L’instabilità della spalla e le disfunzioni dell’articolazione acromioclavicolare (l’articolazione fra clavicola e scapola) tendono a colpire maggiormente la popolazione giovane e, in particolare, gli sportivi che praticano:

  • sport che richiedono movimenti ripetitivi della spalla, come il bowling che prevede la rotazione del braccio sopra la linea della spalla
  • sport di contatto come il rugby, che espongono la spalla a cadute o a urti

Il dolore alla spalla può derivare da un danno di lieve entità, da una posizione del corpo sbagliata o da malattie già esistenti. Può essere causato da:

  • spalla congelata
  • lesioni della cuffia dei rotatori
  • instabilità della spalla
  • disfunzioni dell’articolazione acromioclavicolare
  • frattura di un braccio o della clavicola

Spalla congelata

La spalla congelata, nota anche come capsulite adesiva, è una malattia che provoca una rigidità persistente nel tempo e un dolore all’articolazione della spalla tali da rendere molto difficoltosi i movimenti. Si verifica quando il tessuto flessibile (capsula) che circonda l’articolazione della spalla si ispessisce provocando un restringimento dello spazio in cui si colloca l’estremità superiore dell’osso della spalla (l’omero), fino a rendere il movimento rigido e doloroso. Può creare disagio nel vestirsi, quando si guida e durante il sonno. In alcuni casi è impossibile muovere la spalla. I disturbi (sintomi) causati dalla spalla congelata variano molto, ma tendono a comparire gradualmente. Solitamente, sono avvertiti in tre stadi nel corso di mesi o anni.

Fattori di rischio per la spalla congelata

La maggior parte dei casi di spalla congelata si verifica in persone oltre i 40 anni. La causa responsabile di questo disturbo non si conosce pienamente. Ad ogni modo, sono presenti diversi fattori di rischio:

  • danno o intervento chirurgico alla spalla che richiedano l’immobilità del braccio e della spalla
  • diabete, aumenta la probabilità di sviluppare il disturbo della spalla congelata, anche se non è nota la ragione
  • malattie cardiache o polmonari, tiroide iperattiva (ipertiroidismo) e contrattura di Dupuytren (condizione che causa il ripiegamento verso il palmo della mano di una o più dita)

Malattie della cuffia dei rotatori

La cuffia dei rotatori è costituita da un complesso di muscoli e tendini che circondano l’articolazione della spalla. I tendini sono strutture fibrose ed elastiche che legano i muscoli alle ossa. La cuffia dei rotatori serve a mantenere l’articolazione in posizione corretta, in modo da controllarne il movimento. Esistono diversi tipi di disturbi (sintomi) che indicano malattie diverse:

  • dolore che si accentua durante le attività che coinvolgono il braccio al di sopra della linea della spalla come, ad esempio, spazzolare i capelli
  • dolore quando si apre il braccio ad arco, a distanza dal busto
  • dolore davanti e sul lato della spalla
  • dolore di notte

Le malattie della cuffia dei rotatori possono essere:

Tendinite e borsite

La tendinite è un’infiammazione (gonfiore) di un tendine. La borsite è l’infiammazione di una borsa, una piccola sacca di siero che si trova sopra le articolazioni, tra i tendini e le ossa. La tendinite e la borsite della cuffia dei rotatori sono solitamente dovute a irritazione e infiammazione derivanti da un danno o da un sovraccarico alla spalla. Si verificano, in particolare, nelle persone che per lavoro sollevino pesi in alto o negli atleti impegnati nel tiro del giavellotto o del disco. Se si produce un danno nell’articolazione della spalla, i tendini o la borsa possono infiammarsi riducendo, di conseguenza, lo spazio di azione dei muscoli e dei tendini che rimangono intrappolati tra le ossa della spalla irritandosi ad ogni movimento. Una situazione definita sindrome da conflitto che può portare, se il tendine è ripetutamente scalfito contro le ossa, al suo indebolimento fino ad arrivare alla lacerazione. Tendiniti e borsiti si producono, spesso, in combinazione.

Lacerazioni di tendini e muscoli

Un muscolo o un tendine lacerato causano dolore intenso ed eventuale indebolimento del braccio e della spalla. In alcuni casi, inoltre, può comparire una sensazione di scoppiettio quando si muove la spalla. Le lacerazioni dei tendini si producono maggiormente nelle persone di oltre 40 anni. Quelle che si verificano nelle persone più giovani sono, in genere, causate da un incidente mentre negli anziani sono spesso provocate dalla sindrome da conflitto. Si stima che circa la metà degli ultrasessantenni abbia una malattia parziale o totale dei rotatori della cuffia perché i tendini si indeboliscono con l’età.

Sindrome della cuffia dei rotatori

Il termine sindrome della cuffia dei rotatori si riferisce a tutti i tipi di danno dei tendini della cuffia, incluse le lacerazioni.

Instabilità della spalla

L’articolazione della spalla si presenta come un giunto sferico. L’estremità superiore dell’osso del braccio (omero) è come una sfera che si inserisce nella parte concava presente sulla scapola. L’instabilità della spalla si verifica quando la parte sferica dell’articolazione della spalla non riesce a muoversi bene in quella concava e scivola, o si blocca, fino a fuoriuscire (lussazione).

I disturbi (sintomi) causati dalla instabilità della spalla possono, talvolta, essere avvertiti in maniera vaga e sono spesso descritti come sensazione di avere un “braccio morto” accompagnata da:

  • formicolio
  • indebolimento
  • intorpidimento
  • affaticamento della spalla
  • scatto o scoppiettio

Se si è prodotta una lussazione (quando l’estremità rotonda dell’omero è fuoriuscita dall’incavo della scapola) si possono avere:

  • dolore intenso
  • braccio visibilmente fuori dall’articolazione
  • spasmo muscolare quando il muscolo si contrae provocando dolore
  • movimento limitato

Tipologia di instabilità della spalla

L’instabilità della spalla si produce, generalmente, nelle persone con meno di 35 anni di età e può essere di origine:

  • traumatica, se la spalla fuoriesce bruscamente dall’articolazione a seguito di un impatto improvviso, ad esempio, a causa di un incidente
  • atraumatica, se la spalla fuoriesce gradualmente dal proprio alloggiamento, ad esempio, a seguito di movimenti ripetuti del braccio come negli sport in cui si lancia un oggetto o nel nuoto

Disfunzioni dell’articolazione acromioclavicolare

L’articolazione acromioclavicolare, tra clavicola e scapola, è situata all’estremità della spalla (non dove si trova il giunto sferico e la parte concava della scapola) e può andare incontro a diverse disfunzioni:

  • osteoartrite, condizione che causa dolore e rigidità dell’articolazione e rappresenta la causa più frequente di malattia dell’articolazione acromioclavicolare
  • lacerazione o stiramento dei legamenti (spesse strisce di tessuto connettivo che raccordano le ossa) dell’articolazione acromioclavicolare
  • dislocazione parziale o completa dell’articolazione acromioclavicolare

I disturbi (sintomi) che possono verificarsi sono:

  • dolore dell’articolazione
  • movimento limitato dell’articolazione
  • dolore all’estremità superiore della spalla

Se l’articolazione acromioclavicolare ha subito una dislocazione, è visibile la sua posizione al di fuori dall’assetto normale.

Fattori di rischio delle disfunzioni dell’articolazione acromioclavicolare

Le disfunzioni dell’articolazione acromioclavicolare sono più frequenti negli uomini, soprattutto nell’età compresa tra i 20 e i 50 anni, che praticano sport di contatto come il rugby. Inoltre, hanno maggiori probabilità di prodursi in chi ha subito incidenti che hanno coinvolto la spalla come può avvenire, ad esempio, negli sciatori.

Diagnosi

Il medico di famiglia dopo avere effettuato l’esame diretto della spalla, ed ascoltato i disturbi (sintomi) raccontati dalla persona visitata, può risalire alla causa del dolore.

In alcuni casi, può prescrivere alcuni accertamenti dopo aver chiesto se:

  • si sono verificate lesioni recenti alla spalla
  • il dolore è sempre uguale o migliora e peggiora utilizzando alcuni rimedi
  • il dolore peggiora di notte
  • il dolore si manifesta gradualmente o in maniera improvvisa
  • il dolore condiziona la vita di ogni giorno, al lavoro o durante l’attività fisica
  • il dolore si associa ad altri disturbi (sintomi)

Esame fisico della spalla

Il medico esamina la spalla al fine di:

  • confrontare una spalla con l’altra
  • rilevare un eventuale arrossamento, gonfiore o contusione (livido)
  • controllare l’articolazione della spalla, in caso si trovi in posizione dislocata rispetto a quella corretta
  • controllare le ossa e le giunture per vedere da dove origini il dolore

Potrebbe chiedere di eseguire movimenti specifici per individuare la causa del dolore; per esempio, potrebbe invitare a mettere le mani dietro la nuca e distendere lateralmente, in fuori, i gomiti.

Indagini strumentali

Nel caso occorra, il medico può prescrivere alcune indagini radiologiche o esami del sangue:

  • radiografia, è un esame con raggi X che si esegue per esaminare lo stato delle ossa e per escludere che il dolore all'articolazione della spalla possa derivare da altre cause
  • risonanza magnetica, è un tipo di indagine che utilizza forti campi magnetici e onde radio per produrre immagini dettagliate del corpo, utili specialmente per controllare lo stato dei tessuti molli quali tendini e legamenti
  • ecografia, è un esame basato sulla rilevazione dell’alta frequenza delle onde sonore per creare un’immagine di una parte interna del corpo; è prescritta per accertare (diagnosticare) eventuali lesioni alle articolazioni, ai legamenti e ai tendini
  • esami del sangue
    Gli esami del sangue servono a stabilire se il dolore alla spalla derivi da altre cause che provochino gli stessi disturbi (sintomi):
    • polimialgia reumatica, si manifesta con un’infiammazione dei tessuti delle articolazioni provocando dolore muscolare e rigidità
    • tumore maligno
    • diabete, malattia causata da un livello eccessivo di glucosio nel sangue che rende probabile l’insorgenza della spalla congelata

Terapia

Esistono vari tipi di cure (terapie) da utilizzare in base alla causa del dolore alla spalla e ai disturbi (sintomi) presenti. Alcuni trattamenti come, ad esempio, gli impacchi caldi, quelli di ghiaccio o di antidolorifici, possono contribuire a ridurre il dolore e a curare a casa i casi meno gravi. Se il dolore è dovuto a una lesione, se è particolarmente forte e se non ci sono segni di miglioramento dopo due settimane è consigliabile sentire il medico di famiglia che potrebbe indicare la necessità di una visita con un chirurgo ortopedico (specialista per problemi che riguardano ossa e muscolatura) o con un reumatologo (specialista per problemi della muscolatura e delle articolazioni) nel caso in cui rilevi:

  • disturbi (sintomi) della spalla congelata
  • disfunzioni dell’articolazione acromioclavicolare (articolazione fra la clavicola e la scapola)
  • lesioni della cuffia dei rotatori
  • strappo della cuffia dei rotatori
  • instabilità della spalla in età sotto i 30 anni

I principali trattamenti del dolore alla spalla prevedono di:

  • evitare attività che possano peggiorare i sintomi
  • applicare impacchi di ghiaccio
  • prendere medicinali antidolorifici
  • prendere farmaci antinfiammatori
  • fare fisioterapia
  • effettuare la distensione artrografica dell’articolazione della spalla (idrodilatazione)
  • ricorrere alla chirurgia, in alcuni casi

Si può leggere una sintesi dei pro e contro dei trattamenti per curare il dolore alla spalla, in modo da paragonare le diverse possibilità (opzioni) disponibili. Se, oltre al dolore, l’articolazione della spalla è indebolita e la capacità di movimento è ridotta, può essere utile combinare vari trattamenti.

Evitare attività che possano peggiorare i sintomi

A seconda della causa del dolore, il medico di famiglia potrà indicare quali attività sia il caso di evitare. Ad esempio, nello stadio iniziale, e più doloroso, del disturbo della spalla congelata bisogna evitare di sollevare le braccia in alto e di fare allungamenti particolarmente intensi. Altri tipi di movimenti, invece, possono continuare ad essere eseguiti poiché anche l’immobilità potrebbe peggiorare i disturbi (sintomi). Se si soffre di instabilità della spalla, devono essere evitati movimenti che possano peggiorarla come, ad esempio, ruotare il braccio sopra di essa o sollevare attrezzi restando sdraiati su una panca con la pancia rivolta verso l’alto (supini). Se si è verificata la slogatura dell’articolazione acromioclavicolare, situata alla sommità della spalla, è bene escludere attività che impegnino il braccio, come colpire la palla con la mazza da golf o sollevare pesi. È consigliabile mantenere la mobilità della spalla con movimenti non impegnativi, evitando sollevamenti di oggetti pesanti e sport di contatto per un periodo da 8 a 12 settimane. Inoltre, può essere utile usare una tracolla per supportare il braccio indossandola per una settimana dal giorno in cui è comparso il dolore. L’osteoartrite rappresenta la causa più diffusa di disfunzioni dell’articolazione acromioclavicolare.

Impacchi di ghiaccio

Se facendo sport ci si fa male alla spalla, si possono ridurre il dolore e l’infiammazione applicando impacchi di ghiaccio per 10-30 minuti. Può andare bene anche utilizzare una busta di alimenti congelati avvolta in uno strato di tessuto, per evitare bruciature causate dal contatto diretto del ghiaccio con la pelle.

Antidolorifici

Se il dolore non è forte, per alleviarlo sono sufficienti antidolorifici a base di paracetamolo o paracetamolo e codeina. Occorre, comunque, leggere il foglietto illustrativo del medicinale per verificare che si tratti del farmaco adatto e accertarsi della dose corretta da prendere evitando così di usarne quantità eccessive. Se il dolore è forte, il medico di famiglia potrebbe prescrivere farmaci antinfiammatori non steroidei, come quelli a base di ibuprofene, diclofenac o naproxen, che hanno anche l’effetto di ridurre il gonfiore della capsula che avvolge l’articolazione della spalla. Questi farmaci sono più efficaci se presi regolarmente anziché solo in presenza di dolore intenso.

Corticosteroidi (in pasticche)

Si tratta di medicinali che contengono steroidi, un tipo di ormoni. Gli ormoni sono sostanze chimiche che agiscono potentemente sull’organismo con una serie di effetti, compreso quello di attenuare il dolore e ridurre il gonfiore. Possono essere prescritti per curare il disturbo della spalla congelata poiché prove di efficacia hanno dimostrato che riescono a far diminuire il dolore in breve tempo, per la durata di qualche settimana. Ad ogni modo, non è ancora assodato che le pasticche di corticosteroidi abbiano effetti migliori rispetto, ad esempio, alle iniezioni dello stesso farmaco, mentre è noto che possono causare effetti indesiderati (effetti collaterali).

Corticosteroidi (iniezioni)

In presenza di dolore forte, i farmaci per bocca agiscono più debolmente nell’alleviarlo. Le iniezioni di corticosteroidi nell’area dell’articolazione della spalla sono più efficaci non soltanto per attenuare il dolore, ma anche per migliorare la mobilità nell’arco di più settimane. Tuttavia, i disturbi (sintomi) possono gradualmente ripresentarsi poiché con le iniezioni non si risolve completamente il problema. A riguardo, alcuni sostengono che l’uso di queste sostanze sia da prolungare quanto possibile, anche se sono ancora scarse le prove di efficacia del farmaco a sostegno di un suo uso prolungato. Resta il fatto che le iniezioni riducono il dolore rendendo così più efficaci la fisioterapia e la riabilitazione.

Precauzioni

Le iniezioni di corticosteroidi possono provocare alcuni effetti indesiderati nell’area interessata come, ad esempio:

  • indolenzimento temporaneo
  • effetto di scoloramento della pelle
  • assottigliamento della pelle

Il ricorso prolungato alle iniezioni può provocare lesioni alla spalla, pertanto non è il caso di effettuare più di tre cicli di trattamento l’anno.

Iniezioni di acido ialuronico

Si tratta di un’altra sostanza che, iniettata nella spalla, agisce riducendo il dolore. Questa proprietà è stata dimostrata da numerosi studi condotti per verificare l’efficacia dell’acido ialuronico in tal senso. Tuttavia, il National Institute for Health and Care Excellence (NICE) non raccomanda l’uso di questa sostanza per trattare i casi di osteoartrite (una condizione che interessa le articolazioni in genere) poiché si è visto che agisce in misura ridotta e che le iniezioni di corticosteroidi costituiscono, invece, una scelta terapeutica migliore. Di conseguenza, l’acido ialuronico non dovrebbe essere usato nel caso di osteoartrite.

Fisioterapia

La fisioterapia comprende una serie di trattamenti che, in relazione ai singoli casi, favoriscono la guarigione dei problemi alla spalla. Includono:

  • esercizi specifici per rafforzare l’articolazione, ad esempio, nei casi di instabilità della spalla
  • manipolazioni della spalla da parte del fisioterapista

Esercizi per la spalla

Nel caso di dolore alla spalla, è importante mantenere la mobilità dell’articolazione con movimenti appropriati (non troppo energici) poiché l’immobilità danneggia i muscoli e provoca una maggiore rigidità. Quindi, se possibile, occorre continuare a muovere la spalla normalmente. Se è rigida, l’esercizio potrebbe essere doloroso; in tal caso il medico di famiglia, o il fisioterapista, indicherà movimenti specifici da poter eseguire per non peggiorare la situazione. L’attività fisica può essere svolta per conto proprio o con l’aiuto del fisioterapista. Si può anche eseguire una ginnastica passiva nel caso in cui sia il fisioterapista a mobilizzare il braccio e l’articolazione in base a tecniche specifiche. È stato dimostrato che praticare la fisioterapia a lungo termine risulta efficace tanto quanto intervenire chirurgicamente, nel caso di danno ai tendini nei rotatori della cuffia (sindrome da conflitto sub-acromiale).

Distensione artrografica dell’articolazione della spalla (idrodilatazione)

Si tratta di un trattamento, indicato talvolta per curare il disturbo della spalla congelata, che prevede l’infiltrazione di un fluido speciale, visibile al passaggio dei raggi X, nell’articolazione. L’esame si basa sull’iniezione di una miscela salina contenente corticosteroidi e anestetici locali nell’articolazione della spalla; la procedura richiede 15 minuti ed essendo effettuata sotto anestesia locale permette di essere dimessi il giorno stesso dell’esame. Un ciclo di fisioterapia può agevolare il recupero della spalla dopo aver effettuato il trattamento.

Intervento chirurgico per la spalla congelata

Se con gli altri trattamenti non ci sono stati i risultati attesi, è possibile ricorrere alla chirurgia seguendo due opzioni possibili:

  • manipolazione, pratica che prevede la mobilizzazione della spalla in anestesia generale, in modo tale da intervenire sull’articolazione con movimenti e allungamenti mentre la persona è addormentata. A fine intervento, generalmente, sono indicate sedute di fisioterapia al fine di assicurare la mobilità dell’articolazione. Si ricorre alla manipolazione quando il dolore e lo stato di disabilità perdurano, senza che si riesca a risolvere il problema
  • rilascio della capsula articolare mediante artroscopia, consiste in un trattamento di chirurgia mini-invasiva, alternativo alla manipolazione. Il chirurgo pratica delle incisioni di dimensione inferiore a un centimetro e con l’aiuto di una sonda speciale raggiunge la capsula, posizionata nell’articolazione contratta della spalla, per rimuovere lembi di tessuto danneggiato. Grazie a questa tecnica, il dolore viene sensibilmente ridotto. Come nel caso della manipolazione, anche dopo questo intervento è bene praticare la fisioterapia per recuperare la mobilità della spalla

Chirurgia della cuffia dei rotatori

L’intervento chirurgico è previsto se si è verificata una lacerazione estesa della cosiddetta cuffia dei rotatori (l’insieme di muscoli e tendini che permette il movimento dell’articolazione della spalla in tutte le direzioni dello spazio e che tiene stabile l’articolazione fra la scapola e l’omero) e se altri trattamenti non hanno dato risultati entro tre o sei mesi. Se si interviene nel più breve tempo possibile il recupero è più rapido, anche se ancora non sono disponibili evidenze tali che permettano di indicare l’intervento chirurgico eseguito in tempi rapidi come risolutivo del problema. Nel corso della procedura, una piccola quantità di tessuto lesionato può essere raschiato via dall’osso; si possono anche rimuovere i tendini danneggiati e le borse (sacche rigonfie di fluido presenti nelle articolazioni, tra i tendini e le ossa) in modo da liberare spazio all’interno dell’articolazione e permettere alla cuffia dei rotatori di muoversi più agevolmente.

L’intervento può essere effettuato in forma di:

  • chirurgia aperta, tramite un’incisione estesa sulla spalla
  • chirurgia mini-invasiva, tramite una piccola incisione sulla spalla
  • chirurgia artroscopica, un tipo di chirurgia mini-invasiva che utilizza una telecamera puntata all’interno dell’articolazione della spalla

L’esperienza ha rivelato che le persone operate recuperano con un anticipo di circa un mese se sottoposte alla chirurgia mini-invasiva rispetto a un intervento di chirurgia aperta. Come nel caso del disturbo della spalla congelata, è bene praticare la fisioterapia per recuperare la piena mobilità dell’articolazione della spalla.

Chirurgia per l’instabilità della spalla

Se la spalla subisce lussazioni (che si verificano quando la testa dell’omero fuoriesce dal suo alloggiamento) a intervalli di tempo regolari e in maniera seria, occorre un intervento chirurgico per evitare che il fenomeno si ripresenti e che i tessuti e i nervi siano danneggiati. A seconda del grado di instabilità della spalla, l’intervento chirurgico può comportare:

  • il restringimento dei legamenti allungati o il loro ricongiungimento se sono lacerati (i legamenti sono strati spessi di tessuto connettivo che collegano le ossa di una articolazione)
  • il restringimento della capsula della spalla applicando dei punti di sutura

L’intervento può avvenire sia con tecniche di chirurgia aperta, sia mediante chirurgia mini-invasiva. A seguito dell’intervento, la spalla deve essere immobilizzata con una imbracatura per diverse settimane. Con la fisioterapia si può riguadagnare l’elasticità dell’articolazione, anche se il pieno recupero può richiedere diversi mesi.

Impianto di un’articolazione (artroplastica) per l’osteoartrite della spalla

Questa terapia costituisce il trattamento più diffuso in caso di osteoartrite della spalla. Durante l’artroplastica, il chirurgo rimuove l’articolazione lesionata e la sostituisce con una artificiale (protesi) in plastica e metallo. La protesi può durare 20 anni anche se, prima o poi, dovrà essere sostituita.

Lussazione della spalla

In presenza di una lussazione della spalla (si verifica quando la testa dell’omero fuoriesce dal suo alloggiamento) occorre rivolgersi immediatamente al più vicino pronto soccorso per riposizionarla con una procedura che si chiama riduzione. Dopo l’intervento, il braccio va tenuto a riposo con una imbracatura (una fascia di supporto) per alcune settimane e, se necessario, è possibile eseguire una medicazione per alleviare il dolore. Il processo di recupero richiede, in genere, un corso di fisioterapia con esercizi che aiutino a rafforzare i muscoli della spalla.

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