Quando nasce un bambino la mamma è sempre felice

Il periodo dopo il parto è caratterizzato da importanti cambiamenti fisici e da sbalzi ormonali che possono influire sull’umore e sulla salute della neomamma. Inoltre, anche la fatica del parto e dell’organizzazione al rientro a casa possono influenzare il suo stato d’animo. Pertanto, può capitare di sentirsi un po’ “giù” (1).

Si dà sempre per scontato che una neomamma debba essere felice in ogni istante. La depressione post-partum (DPP) è un disturbo che colpisce, con diversi livelli di gravità, l’8-12% delle neomamme ed esordisce tra la 6-12ª settimana dopo il parto (2).
In Italia, su 550.000 nascite all’anno si registrano circa 46.000 casi di donne che soffrono di DPP (3). La donna si sente triste senza motivo, irritabile, facile al pianto e, soprattutto, non all’altezza del suo nuovo ruolo di mamma. Ricorrente è anche la vergogna mista al senso di colpa del “non sentirsi felice”. Non bisogna confondere, però, la DPP con un’altra reazione piuttosto comune, denominata “maternity blues” o “baby blues”, che è una reazione emotiva dovuta all’esperienza del parto e che insorge 2-3 giorni dopo il parto, scompare entro una decina di giorni e può verificarsi in oltre il 70% delle madri. È caratterizzata da ansia, frequente pianto, stanchezza, instabilità dell’umore, tristezza e confusione (4). La DPP, invece, presenta sintomi più intensi e duraturi e può iniziare a manifestarsi anche 3-4 mesi dopo il parto. In queste situazioni è fondamentale parlarne con le persone più vicine e rivolgersi al medico di fiducia (2).
Per guarire dalla DPP bisogna riconoscerla e affrontarla nel modo giusto.

1. Ministero della Salute. FAQ - Depressione post partum
2. Ministero della Salute. Depressione post partum
3. Disponibile sul sito: Istituto nazionale di statistica (Istat)
4. Mirabella Fiorino, Michielin Paolo, Piacentini Daniele, Barbano Gina, Cattaneo Marina, Carniato Lisa, Regonesi Myriam, Pecis Daniela, Palumbo Gabriella e Gigantesco Antonella. Depressione post partum: prevalenza e fattori associati in donne che hanno partecipato a corsi preparto. 2014