Introduzione

Convulsioni

Le convulsioni consistono in contrazioni brusche, involontarie e non controllabili dei muscoli scheletrici. Non rappresentano di per sé una malattia, ma la manifestazione di alterazioni dell'attività cerebrale provocate da diversi tipi di stimoli.

Le convulsioni possono essere associate a epilessia, infezioni, tumori cerebrali, disturbi del metabolismo, traumi, intossicazioni, alcolismo e assunzione di farmaci e droghe. Compaiono anche nell'eclampsia, una grave malattia della gravidanza.

Nei bambini, le convulsioni possono manifestarsi in concomitanza con il brusco aumento della temperatura corporea (febbre elevata) causato da infezioni; in questo caso si parla di convulsioni febbrili.

Sintomi

Una manifestazione clinica (sintomo) presente tutte le volte che compaiono le convulsioni è la perdita di coscienza, seguita da una fase di spossatezza e sonnolenza.

Le manifestazioni delle convulsioni sono varie e comprendono:

  • contrazioni e spasmi muscolari, causano irrigidimento delle braccia, delle gambe o del corpo (crisi toniche)
  • contrazioni alternate a rilassamento della muscolatura, provocano scosse delle braccia, delle gambe, del corpo o della testa (crisi cloniche)
  • rilassamento della muscolatura (crisi ipotoniche)
  • mancanza di controllo dei movimenti
  • fissità dello sguardo o rotazione degli occhi
  • temporanea alterazione del respiro
  • digrignamento dei denti
  • emissione di suoni o grida
  • perdita di feci e urine
  • bava o schiuma alla bocca
  • vomito

Questi manifestazioni cliniche (sintomi) generalmente durano da pochi secondi ad alcuni minuti, ma possono anche permanere più a lungo.

Le crisi possono essere parziali, quando è interessata una parte del corpo (per esempio un braccio), o generalizzate, quando coinvolgono più gruppi muscolari e rispecchiano una compromissione generalizzata dell'attività elettrica cerebrale.

Le convulsioni febbrili si distinguono in semplici e complesse.

Convulsioni febbrili semplici

Coinvolgono tutto il corpo (generalizzate) e possono verificarsi nei bambini tra 6 mesi e 5 anni di età quando la temperatura corporea aumenta rapidamente in seguito a una infezione. Compaiono nel 2-5% dei bambini sani, con uno sviluppo normale e in assenza di disturbi neurologici precedenti. Sono di breve durata (non superiore a 15 minuti) e non si ripetono nelle 24 ore. Di solito, si manifestano durante l'innalzamento iniziale della febbre ma possono anche presentarsi prima e rappresentare il primo segnale della sua comparsa. Sono caratterizzate dalla perdita di coscienza e dallo scuotimento delle braccia e delle gambe. In genere, le convulsioni febbrili semplici non hanno conseguenze e non causano danni cerebrali perché hanno una breve durata. Sono episodi isolati ma, in alcuni casi, possono ripetersi entro il quinto anno di vita.

Convulsioni febbrili complesse

Durano più di 15 minuti, si ripetono nelle 24 ore e sono confinate a una parte del corpo del bambino.

Cause

Le cause delle convulsioni in adulti e bambini sono molteplici. Includono:

  • epilessia, è la principale causa delle convulsioni; è caratterizzata da convulsioni ripetute causate da segnali elettrici anormali generati nel cervello
  • febbre elevata, soprattutto nei bambini
  • meningite
  • tumori cerebrali
  • bassa quantità di glucosio nel sangue (ipoglicemia grave)
  • squilibri elettrolitici, per esempio bassa concentrazione di sodio nel sangue (iponatriemia) causata da disidratazione, vomito o diarrea grave, assunzione di diuretici, alterazioni renali
  • insufficienza epatica
  • problemi vascolari (ictus, emorragie)
  • problemi cardiaci (infarto)
  • assunzione di alcool e droghe
  • avvelenamento o intossicazione
  • difetti del metabolismo, come la fenilchetonuria, una rara malattia ereditaria
  • trauma cranico
  • interventi chirurgici cerebrali
  • malformazioni cerebrali e altre malattie del sistema nervoso
  • eclampsia, una condizione rara e molto grave che si presenta durante la gravidanza

Le febbri che provocano convulsioni febbrili sono generalmente causate da infezioni virali, come influenza, morbillo o sesta malattia. Il meccanismo che scatena le convulsioni febbrili non è conosciuto; esiste una predisposizione genetica per cui è più frequente riscontrare altri casi nella stessa famiglia.

Diagnosi

Per accertare la causa delle convulsioni il medico verifica la presenza di altri segni e disturbi (esame obiettivo) e si informa sullo stato di salute della persona nel tempo (anamnesi); per analizzare il coordinamento dei movimenti, la forza muscolare, i riflessi, la capacità sensoriale, l'andatura, la postura e il tono muscolare può essere necessaria una visita neurologica specialistica.

Dopo la visita, il medico può richiedere alcune indagini:

  • elettroencefalogramma, per rilevare l’attività elettrica cerebrale
  • risonanza magnetica (RM) o tomografia assiale computerizzata (TAC) del cervello, per visualizzare la struttura del cervello
  • analisi del sangue e delle urine, per valutare possibili infezioni o presenza di sostanze tossiche
  • puntura lombare (rachicentesi), per estrarre il liquido che bagna il cervello e il midollo spinale (liquido cefalorachidiano) in caso di sospetta meningite

Terapia

Le convulsioni sono espressione di malattie esistenti a monte, pertanto il tipo di terapia dipende dalla causa che le ha determinate.

In caso di convulsioni febbrili semplici nei bambini, terminata la crisi, è consigliabile contattare il pediatra di famiglia. In caso di episodi ripetuti (recidive), il medico può prescrivere il diazepam, un farmaco che ha un effetto anticonvulsivante, ansiolitico, sedativo e miorilassante.

Se si ci si trova davanti a una persona con una crisi convulsiva è consigliabile:

  • non intervenire, se non per evitare che si faccia male (per esempio, allontanandola da luoghi pericolosi, come le scale)
  • non immobilizzarla
  • posizionarla con attenzione su un fianco, per evitare che inali saliva o vomito
  • metterle qualcosa di morbido sotto la testa
  • non forzare l’apertura della bocca, non dare farmaci o liquidi per bocca
  • allentare gli indumenti intorno al collo, toglierle gli occhiali
  • osservare il tipo e la durata della crisi
  • mantenere la calma
  • non lasciarla sola, fino a quando le convulsioni siano cessate e abbia ripreso conoscenza

Prossimo aggiornamento: 31 Luglio 2022

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