Se i medici fumano vuol dire che fumare non fa poi così male

Che il fumo di sigaretta danneggi la salute è ormai dimostrato in modo inequivocabile e anche i medici possono avere comportamenti sbagliati!

Si sente spesso dire la frase riportata nel titolo forse perché aiuta chi fuma a sentirsi meno “in colpa”. In realtà, ogni anno nel mondo muoiono 6 milioni di persone a causa del fumo di tabacco (1). Tale dato è ancor più sconcertante se si considera che 1 su 10 di queste morti avviene per effetto del fumo passivo. Si stima che ogni anno, in Italia, muoiano dalle 70.000 alle 83.000 persone a causa del fumo. In pratica, nel nostro Paese su 100 decessi 15 sono causati dal fumo di sigaretta (2). Più di un quarto di queste morti riguarda persone di età compresa tra i 35-65 anni.
Il fumo miete più vittime di alcol, AIDS, droghe, incidenti (stradali, domestici, sul lavoro, terremoti, alluvioni, disastri aerei e ferroviari), omicidi e suicidi messi insieme. Chi fuma tabacco rischia più degli altri di sviluppare oltre 50 gravi malattie, tumorali e non: il fumo aumenta di 10 volte il rischio di morire di enfisema, raddoppia quello di avere un ictus e aumenta da 2 a 4 volte quello di essere colpiti da infarto cardiaco, oltre a danneggiare la circolazione del sangue a livello di tutti quanti gli organi. Oltre al tumore al polmone il fumo favorisce lo svilupparsi di numerosi altri tipi di tumore, tutti potenzialmente mortali, da quelli del cavo orale e della gola, al pancreas, al colon, alla vescica, al rene, all'esofago e alla mammella, oltre ad alcune forme di leucemie (3).

1. Disponibile sul sito: World Health Organization (WHO) 
2. Disponibile sul sito: Istituto Superiore di Sanità (ISS) 
3. Disponibile sul sito: Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (AIRC)