Introduzione

Il pap test è un esame cosiddetto di screening (leggi la Bufala) utilizzato per la prevenzione del tumore del collo dell'utero.
L'utero è un organo che possiamo immaginarci come un cono con la punta verso il basso, composto da un corpo (la parte ampia del cono) e un collo (la parte più stretta); il collo è chiamato anche cervice uterina. La cervice uterina sporge sul fondo della vagina ed è attraversata dal canale cervicale che mette in comunicazione la cavità dell'utero con la vagina stessa.
Sia la mucosa che l'epitelio che rispettivamente rivestono il canale cervicale e la parte esterna del collo dell’utero possono sviluppare lesioni pretumorali guaribili ma che, se non identificate e trattate, possono trasformarsi in un tumore invasivo con il passare degli anni.
Il tumore della cervice uterina è causato in oltre il 95% dei casi dall’infezione da HPV (Human Papilloma Virus o Papillomavirus umano), e può impiegare fino a 10-20 anni per svilupparsi. Questa lenta evoluzione permette di individuare, attraverso controlli periodici, le lesioni pretumorali quando sono ancora facilmente trattabili. E infatti l’utilizzo esteso del pap test, attraverso i programmi di screening attivati dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN) negli anni Novanta, ha consentito di ridurre la mortalità per questa malattia fino all’80% dei casi.
Per diversi decenni, il pap test è stato l’unico e indispensabile strumento di screening disponibile. Negli ultimi anni, invece, la prevenzione del tumore del collo dell’utero ha subito una profonda evoluzione e oggi, per le donne tra i 30 e i 64 anni, si ricorre soprattutto al test per l’HPV (HPV test), molto più efficace nel prevenire il carcinoma invasivo, e per questo progressivamente adottato, sostituendo il pap test, dalle diverse Regioni italiane.
Tuttavia, il pap test continua a essere raccomandato alle donne le tra i 25 e i 29 anni, attraverso una lettera che viene spedita a casa dal servizio sanitario della propria Regione, in media ogni 3 anni. Sotto i 30 anni le infezioni da HPV sono estremamente comuni, si tratta spesso di forme temporanee e destinate a scomparire spontaneamente e il pap test consente di segnalare se ci sono già modificazioni cellulari rilevanti su cui intervenire.
L'adesione agli screening è volontaria, ma è importante considerare che l'esecuzione del pap test può prevenire l'insorgenza del tumore e, talvolta, salvare la vita. Inoltre, la diagnosi precoce consente di effettuare interventi meno invasivi e di garantire una migliore qualità di vita. Pertanto, dovendo decidere se effettuare o meno il pap test, è fondamentale riflettere sui tanti benefici e, in caso di dubbi e perplessità, parlarne con il proprio medico.
Il test
Il nome pap test deriva da quello del dottor Georges Papanicolaou, il medico greco che lo ha messo a punto negli anni '40.
È un esame semplice, non doloroso, richiede pochi minuti, non comporta alcun rischio per la donna ed è anche poco costoso. Come ogni esame volto ad accertare la presenza, o meno di una malattia, anche il pap test può determinare falsi positivi (risultati anormali in persone sane) o falsi negativi (risultati normali in persone malate). In caso di falso positivo saranno i successivi esami di approfondimento a correggere il risultato mentre in caso di falso negativo la lunga storia naturale della malattia, caratterizzata da una evoluzione molto lenta, permetterà di identificarla nei controlli successivi, il più delle volte senza gravi conseguenze. Per questo motivo, è importante l'adesione puntuale ai programmi di screening rispettando gli intervalli prefissati.
Nell'ambito dei programmi di screening il test è eseguito, dall'ostetrica o dal medico, tramite l'applicazione dello speculum, uno strumento che permette di dilatare leggermente la vagina e di visualizzare il collo dell'utero. Poi, con una spatola e uno spazzolino, alcune cellule vengono delicatamente prelevate dalla cervice e dal canale cervicale, poi deposte su un vetrino e, successivamente, analizzate al microscopio.
L'unica controindicazione per cui può essere necessario rimandare l'esecuzione del pap test è la presenza del flusso mestruale. Per studiare al meglio le cellule raccolte è bene evitare di sottoporsi al test anche nei 3-5 giorni che precedono, o seguono, il flusso mestruale e/o quando si sospetta un'infiammazione vaginale (bruciore intenso e/o prurito e/o perdite vaginali).
Nei 3-5 giorni che precedono l'esame è bene astenersi dai rapporti sessuali ed evitare l'uso di prodotti spermicidi, di lavande, di creme, di gel, di ovuli o di schiume vaginali di qualunque tipo, che possono comprometere il risultato.
La gravidanza, l'uso della pillola o della spirale a scopo contraccettivo non rappresentano una controindicazione, tuttavia, è sempre bene informare chi esegue l'esame.
Talvolta, dopo l'esame possono verificarsi delle piccole perdite di sangue che si arrestano spontaneamente in 1 o 2 giorni e non rappresentano motivo di preoccupazione.
In caso di condizioni particolari, come una diagnosi di tumore al collo dell'utero o di un pap test che ha identificato cellule pretumorali, o di infezione da HIV, in accordo con il proprio medico, può essere opportuno eseguire il pap test con frequenza diversa, indipendentemente dall’età della donna.
Lo screening è raccomandato anche alle persone che hanno subito un intervento chirurgico di asportazione dell’utero a causa di un tumore, o di una forma pretumorale. È importante consultare il proprio medico per decidere insieme ciò che è opportuno fare in situazioni specifiche.
Rispetto all’HPV test, il pap test ha una sensibilità inferiore per l’identificazione precoce delle lesioni ad alto grado, e per questo motivo oggi non rappresenta più l’esame primario nella fascia di età superiore ai 30 anni. Entrambi i test prevedono, dopo l’inserimento di uno speculum in vagina, il prelievo di materiale biologico ma con diversa finalità: il pap test è un esame citologico, cioè serve ad analizzare le cellule al microscopio permettendo all’osservatore di identificare alterazioni morfologiche già presenti; l’HPV test (o DNA HPV test) invece, ricerca il genoma del virus, cioè il suo DNA, utilizzando tecniche di amplificazione molecolare (PCR, Polymerase Chain Reaction, o metodiche equivalenti) e per questa ragione è in grado di identificare il rischio prima che compaiano alterazioni cellulari visibili.
Se l’HPV test è negativo, il rischio di sviluppare un tumore nei successivi anni è quasi nullo, per questo l’intervallo tra un controllo e l’altro si allunga di 5 anni. Se invece il risultato è positivo, ciò non significa che si ha un tumore, ma che il virus è presente. In questo caso si esegue sullo stesso campione un pap test cosiddetto “di triage”, per vedere se ha già causato alterazioni cellulari. Se il pap test evidenzia alterazioni, può essere prescritta la colposcopia e se necessario una biopsia.
Risultati
I risultati del pap test prevedono una classificazione in cinque classi: la I e la II descrivono una condizione normale e, in questo caso, la donna è invitata a ripetere il test dopo tre anni. La I classe è sinonimo di condizioni ottimali delle cellule esaminate, la II classe esclude la presenza di lesioni pretumorali, o tumorali, ma segnala la presenza di una possibile infiammazione locale. Le classi III, IV o V descrivono anomalie cellulari di importanza crescente, da lesioni pretumorali lievi, che regrediscono nella gran parte dei casi spontaneamente, a lesioni più importanti che arrivano fino al tumore invasivo della cervice uterina.
Un pap test classificato come III, IV o V classe richiede esami di approfondimento da concordare con il medico caso per caso. In linea generale, si procede con la colposcopia che permette di verificare visivamente la presenza di una lesione del collo dell’utero su cui eseguire un prelievo mirato (biopsia). Il tessuto prelevato è analizzato al microscopio per confermare, o meno, il sospetto e definire il tipo di cura da eseguire.
La convocazione per esami di approfondimento, però, non deve allarmare perché il più delle volte le alterazioni che inizialmente appaiono sospette sono escluse con gli accertamenti successivi e gran parte delle lesioni pre-invasive regrediscono spontaneamente.
Sarà il medico a decidere, caso per caso, se limitarsi ad un controllo nel tempo, se asportare la lesione ambulatorialmente in anestesia locale o se ricorrere a interventi chirurgici più estesi e/o ad altre terapie adiuvanti.
Dimensione del problema
In Italia, sono state accertate (nel 2024) circa 2.400 nuove diagnosi di cancro alla cervice uterina (l’1,3% di tutti i tumori nelle donne), con un tasso di sopravvivenza, a cinque anni dalla diagnosi, che ha raggiunto il 68%, uno dei valori più alti in Europa.
Ciononostante, il Ministero della Salute evidenzia ancora una forte disparità territoriale nella prevenzione: nelle regioni del Nord l'adesione allo screening (HPV test e pap test) supera il 60%, mentre in alcune aree del Sud si ferma ancora intorno al 35-40%. L'obiettivo è uniformare la copertura per raggiungere il target europeo del 90% di donne sottoposte a screening entro il 2030, o quanto meno di garantire uno screening cervicale efficace ad almeno il 70% delle donne entro i 35 anni e almeno una volta entro i 45 anni, come previsto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Global strategy to accelerate the elimination of cervical cancer as a public health problem
Bibliografia
National Cancer Institute (NCI). Pap and HPV Testing (Inglese)
Ministero della Salute. Screening per il cancro del collo dell'utero
EpiCentro (ISS). Sorveglianza PASSI. I dati per l'Italia. Screening cervicale
Ministero della Salute. I numeri del cancro in Italia 2025
World Health Organization (WHO). Global strategy to accelerate the elimination of cervical cancer as a public health problem
Link approfondimento
Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (AIRC). Screening per il tumore della cervice uterina
EpiCentro (ISS). Screening oncologici
NHS. Cervical Screening (Inglese)
Mayo Clinic. Pap smear (Inglese)
Gruppo Italiano Screening del Cervicocarcinoma (GISCi)
Osservatorio nazionale screening (Ons). Screening cervicale
Prossimo aggiornamento: 9 Aprile 2028