Introduzione

Mercurio

Il Mercurio (il cui simbolo chimico è Hg) è un componente naturale della superficie della Terra (crosta terrestre).

Pur essendo rilasciato nell’ambiente da rocce, vulcani ed incendi di terreni boschivi, la sua presenza deriva soprattutto da alcune attività svolte dall’uomo, tra cui l’uso del carbone per produrre energia e per uso domestico (riscaldamento e cucina), da determinati processi industriali e dalle attività minerarie per l’estrazione di mercurio, oro ed altri metalli.

Il mercurio esiste in natura in forme diverse:

  • mercurio metallico
  • mercurio inorganico (o sali di mercurio come il solfato mercurico conosciuto come il minerale cinabro di colore rosso: colorante per la pittura di grande diffusione commerciale)
  • mercurio organico (tra cui il metilmercurio ed i mercuriali, un tempo usati come disinfettanti)

Il mercurio metallico, a temperatura ambiente, è un liquido lucido di colore bianco-argenteo, mobilissimo (comunemente conosciuto in passato come ‘argento vivo’) che, se esposto all’aria, si unisce in piccole gocce evaporando.

Grazie alla sue proprietà, in passato è stato usato in strumenti per misurare la pressione atmosferica (barometri), quella ambientale o corporea (termometri) e quella di fluidi e gas (manometri).

Il mercurio metallico è stato anche impiegato nelle batterie, in alcuni tipi di lampadine e nel materiale utilizzato dai dentisti (amalgama dentale) per le otturazioni di denti curati dalla carie.

Una volta rilasciato nell’ambiente (ad esempio nell’acqua), il mercurio metallico e inorganico può essere trasformato, da batteri ed altri organismi, in metilmercurio che si accumula in pesci, crostacei e molluschi. In questo modo, il contenuto di metilmercurio nell’organismo è maggiore rispetto a quello presente nell’acqua. Il livello di metilmercurio cresce nella catena alimentare (biomagnificazione): in altre parole, i pesci predatori hanno livelli più alti di contaminazione da metilmercurio perché si nutrono di molti pesci più piccoli che a loro volta si sono nutriti di piccoli crostacei contaminati (leggi la Bufala).

Fortunatamente, la maggioranza degli usi del mercurio descritti è attualmente molto ridotta o proibita ed anche le emissioni globali, negli ultimi anni, sono assai diminuite. Tuttavia, esistono ancora alcuni paesi (come la Cina) dove la combustione di legno e carbone è tutt’oggi molto diffusa (circa 2mila tonnellate, equivalenti al 30% delle emissioni totali annue di mercurio nell'aria). 

Fonti di esposizione

L’esposizione al mercurio può essere sia professionale (essenzialmente al mercurio inorganico e a quello metallico) che ambientale.

Per la popolazione generale l’esposizione al mercurio avviene attraverso:

  • la dieta, con il consumo di pesce, crostacei e molluschi (essenzialmente sotto forma di metilmercurio e, solo in piccola parte, di mercurio inorganico). Nel gennaio 2015 l'autorità europea per la sicurezza alimentare (European Food Safety Autority, EFSA) ha pubblicato un documento in cui è descritto il modo più efficace per ottenere i benefici per la salute legati al consumo di pesce e di frutti di mare, riducendo al tempo stesso i rischi derivati da un’eccessiva esposizione al metilmercurio. Si consiglia di consumare pesce 2-3 volte a settimana, variandone le specie e limitando il consumo di quelle che potrebbero avere un maggiore contenuto di metilmercurio come i grossi predatori (squali, pesce spada, luccio, tonno e nasello). Particolare attenzione devono avere i gruppi di popolazione più vulnerabili agli effetti del mercurio come i bambini e le donne in gravidanza che potrebbero esporre il feto agli effetti del metilmercurio. Ciò non significa, tuttavia, evitare di mangiare il pesce, che costituisce un alimento importante sia per la crescita, sia per sviluppo del bambino durante la gestazione e nella prima infanzia. Queste considerazioni sono state condivise anche dalle due Agenzie Americane che si occupano di sicurezza alimentare e ambientale: l'agenzia per gli alimenti e i medicinali (Food and Drug Administration, FDA) e l'agenzia per la protezione dell'ambiente (Environmental Protection Agency, EPA)
  • l’ambiente, per il rilascio nell’aria e nell’acqua di mercurio proveniente da stabilimenti produttivi, inceneritori, rifiuti di cliniche dentistiche o combustione di carbone e legno utilizzati per la produzione di energia e calore 
  • la rottura accidentale di prodotti in vetro o metallo che lo contengono (come lampade al mercurio, termometri o altri strumenti di misura). In questo caso l’esposizione al mercurio metallico avviene per evaporazione del mercurio fuoriuscito. Non si verifica alcun contatto, e quindi non ci sono rischi, finché il contenitore non si rompe
  • rilascio di mercurio dall’amalgama dentale, con conseguente esposizione sia della persona sottoposta alle cure dentistiche, sia del personale degli studi dentistici
  • uso di prodotti disinfettanti (ad esempio, mercurocromo) o di medicinali contenenti il timerosal (composto organico del mercurio) come conservante

Effetti sulla salute

Le differenti forme di mercurio hanno diversi effetti sulla salute.

I fattori che determinano il tipo e la gravità delle conseguenze prodotte sono: la forma di mercurio; la quantità, la durata e la via dell’esposizione (inalazione, ingestione, contatto cutaneo); l’età dell’individuo esposto (le fasi dello sviluppo del feto e del bambino sono, ad esempio, le più critiche).

Il mercurio è considerato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) una delle 10 sostanze (o gruppi di sostanze) chimiche che causano maggiori preoccupazioni per gli effetti che può produrre nella popolazione esposta.

Il mercurio metallico è scarsamente assorbito a livello intestinale, ma raggiunge il polmone attraverso la respirazione e, una volta assorbito, può passare la barriera che protegge il cervello (barriera ematoencefalica) e la placenta.

L’assorbimento del mercurio inorganico attraverso l’apparato digerente e la pelle dipende dalla solubilità dei sali; il metilmercurio è facilmente assorbito dopo assunzione per bocca (orale). Il mercurio metallico e il metilmercurio hanno come bersaglio principale il sistema nervoso centrale e periferico, mentre i sali inorganici di mercurio sono corrosivi per occhi e pelle e, se ingeriti, hanno effetti sul sistema gastrointestinale e possono provocare danni ai reni.

L’avvelenamento improvviso e rapido (forma acuta) associato ad inalazione di elevate quantità di vapori di mercurio, si manifesta con disturbi (sintomi) come:

  • tracheite 
  • bronchite 
  • tosse ed ipertermia  
  • disturbi nervosi progressivi (tremori e perdita di sensibilità) che possono portare alla morte della persona colpita

Se, invece, sono ingerite elevate quantità di sali di mercurio, i disturbi (sintomi) che compaiono sono:

  • vomito
  • diarrea
  • coliche addominali con emorragia
  • effetti sull’apparato circolatorio (shock)   
  • effetti sull’apparato respiratorio (polmonite interstiziale)
  • effetti sui reni

L’ingestione di elevate quantità di metilmercurio provoca:

  • paralisi alle mani e ai piedi  
  • generale debolezza muscolare  
  • danni alla vista, all'udito e difficoltà nell'articolare le parole, con possibili aggravamenti che possono determinare disordine mentale, paralisi e coma, nei casi più gravi

Gli effetti più frequenti sono, però, associati ad esposizioni ripetute a dosi generalmente basse, che non causano immediatamente i disturbi (sintomi) sopra descritti.

Nei lavoratori, l’esposizione al mercurio costituisce una causa di malattia professionale. Il principale bersaglio è il sistema nervoso ma sono riportati anche effetti su reni, polmoni, cuore e sistema immunitario. Disturbi (sintomi) come perdita della memoria, tremori, mal di testa, insonnia, disfunzioni cognitive e disfunzioni nei movimenti sono stati segnalati in lavoratori esposti per diversi anni a circa 0,020 milligrammi per metro cubo (mg/m3) di mercurio metallico tenendo presente che, per il mercurio ed i suoi composti, la concentrazione massima tollerabile nell’aria è pari a 0,1 mg/m3.

L’esposizione ripetuta a metilmercurio, principalmente attraverso la dieta, porta ad effetti neurologici.

L’autorità europea per la sicurezza alimentare (European Food Safety Autority, EFSA) ha stabilito una dose settimanale tollerabile di assunzione di metilmercurio pari a 1,3 microgrammi per chilo di peso corporeo. Ovviamente coloro che, come i pescatori e loro famiglie, consumano abitualmente pesce e altri prodotti provenienti dalla pesca, specialmente in alcune aree geografiche (come Brasile, Canada, Cina, e Groenlandia), hanno una elevata esposizione e sono, perciò, maggiormente soggetti agli effetti del metilmercurio.

I bambini sono i più vulnerabili perché il metilmercurio altera il normale sviluppo del cervello causando difficoltà di apprendimento e di elaborazione del pensiero (ritardo mentale), disturbi della memoria, disturbi dell’attenzione, disturbi del linguaggio, e disfunzioni motorie e visive.

Una fase critica è quella della gravidanza perché il feto può essere esposto al mercurio se la madre consuma pesce contaminato.

L'agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (International Agency for Resercearch on Cancer, IARC) ha classificato il metilmercurio come possibile cancerogeno per l’uomo (categoria 2B). 

Come determinare l’esposizione a mercurio

Oltre ad una attenta osservazione dei disturbi (sintomi) che dovessero verificarsi, il modo più sicuro e sensibile per identificare (diagnosticare) una intossicazione da mercurio, consiste nel misurare la sua presenza nel sangue.

A causa della diffusione di questo metallo nell’ambiente e della presenza in alcuni cibi che normalmente si consumano, ogni persona ha livelli misurabili di mercurio nel sangue. Ciò non significa necessariamente che siano presenti malattie ma solo che c’è stata una esposizione al mercurio. La comparsa degli effetti dipende infatti dalla presenza di livelli più o meno alti di mercurio nell’organismo; valori compresi tra 5 e 15 microgrammi di mercurio per litro di sangue (sia nel bambino che nell’adulto) sono segnali di allarme che generalmente richiedono ulteriori approfondimenti sanitari.

L’esposizione al mercurio può essere identificata anche attraverso la sua determinazione nelle urine o nei capelli.  

Prevenzione e controllo

L’avvelenamento da mercurio può essere prevenuto attraverso un attento controllo dei livelli di esposizione.

L’importanza degli effetti del mercurio sulla salute ha spinto all’adozione di una serie di leggi in vari settori per vietare o limitare la presenza di questo metallo nell’ambiente e, di conseguenza, nella catena alimentare.

Nel 2013 i governi di molti Paesi si sono accordati sulla Convenzione internazionale di Minamata, che prende il nome dalla città giapponese colpita negli anni ’50 da un grave disastro ambientale e sanitario causato da un forte inquinamento industriale da mercurio (rilasciato da una industria chimica dal 1932 al 1968 nelle acque di scarico che finivano in mare, nella baia di Minamata). La Convenzione, firmata anche dall’Italia, prevede controlli, riduzioni o proibizione (dal 2020) dell’uso di mercurio in molti prodotti (ad esempio nei termometri) e in processi industriali in cui viene utilizzato, rilasciato o emesso mercurio.

Nel frattempo, possono essere utilizzati piccoli ma importanti accorgimenti per la salvaguardia della salute umana e ambientale, come il corretto smaltimento di rifiuti contenenti mercurio (come termometri e lampade fluorescenti), allontanarsi e arieggiare i locali in caso di rottura accidentale di prodotti che lo contengano, osservare le indicazioni sul corretto consumo di pesce. 

Nel caso dell’amalgama dentale, secondo il comitato scientifico della Commissione Europea SCENIHR, non ci sono indicazioni che il mercurio eventualmente rilasciato sia causa di problemi per la salute. Non è neppure consigliabile, al solo scopo di diminuire l’esposizione, rimuovere le vecchie otturazioni dentarie, a meno che non si sia verificata una reazione allergica, o il medico non lo ritenga necessario. La rimozione, infatti, porterebbe ad un aumento momentaneo di esposizione, maggiore rispetto al mantenere intatta l’otturazione.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nel 2012, inoltre, ha stabilito la sicurezza del timerosal (composto organico del mercurio) contenuto nei vaccini come conservante. 

I livelli di mercurio negli alimenti sono stabiliti dal Regolamento CE n.1881/2006 e rigidi controlli vengono effettuati alla frontiera e durante tutte le fasi che precedono la commercializzazione.

Bibliografia

Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. Inquinamento da mercurio

Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. Convenzione di Minamata sul mercurio

Enciclopedia Treccani. Mercurio

European Food Safety Authority (EFSA). I metalli come contaminanti negli alimenti

European Food Safety Authority (EFSA). EFSA provides risk assessment on mercury in fish: precautionary advice given to vulnerable groups (Inglese)

World Health Organization (WHO). Mercury and health (Inglese)

US Environmental Protection Agency (EPA). Basic information about mercury (Inglese)

Agency for Toxic Substances & Disease Registry (ATSDR). Mercury ToxFAQs (Inglese)

1 1 1 1 1