Introduzione

Dengue

La febbre dengue, o semplicemente “la dengue”, è una malattia infettiva tropicale, di origine virale, trasmessa all'uomo dalla puntura di zanzare. In genere la dengue dà sintomi simili all'influenza, in alcuni casi associati a esantema, nausea e vomito e dolori articolari, ma a volte può manifestarsi in una forma grave, chiamata dengue emorragica, che può essere mortale.

La malattia è provocata dal virus dengue che appartiene al gruppo degli Arbovirus, ossia virus trasmessi all'uomo dagli insetti. Si conoscono quattro tipi di dengue: DEN-1, DEN-2, DEN-3 e DEN-4.

La dengue è una malattia infettiva non contagiosa perché la trasmissione da persona a persona è possibile solo attraverso gli insetti vettori (artropodi), e in particolare dalle zanzare del genere Aedes. Il virus circola nel sangue della persona infetta per 2-7 giorni e viene quindi prelevato dalla zanzara e trasmesso ad altri individui tramite puntura.

La dengue è diffusa nei paesi tropicali e subtropicali, in particolare nelle aree urbane, soprattutto durante e dopo la stagione delle piogge. Nei paesi dell'emisfero nord, in particolare in Europa, la malattia può manifestarsi soprattutto itra le persone di ritorno da soggiorni in zone tropicali e subtropicali dove la malattia è comune (malattia di importazione): l'aumento osservato negli ultimi anni è dovuto all'aumento degli spostamenti.

Recentemente, comunque, si sono avuti anche in Europa, e in particolare anche in Italia, focolai epidemici autoctoni di dengue, originati da casi importanti e sostenuti poi dalla zanzara tigre (Aedes albopictus), un vettore di dengue sempre più diffuso e abbondante.

Sintomi

Il sintomo più comune della dengue è la febbre, che può manifestarsi con temperature anche molto elevate (40-41°C). Dopo 3-4 giorni dall'insorgenza della febbre, possono presentarsi:

  • nausea e vomito
  • mal di testa acuti
  • dolori attorno e dietro agli occhi
  • forti dolori muscolari e alle articolazioni
  • esantema (eruzione cutanea) 

È importante che le persone di ritorno da viaggi in aree nelle quali è presente la malattia  e che manifestino uno o più dei sintomi della dengue informino il proprio medico, indicando data e luogo del viaggio.

I disturbi della dengue durano in genere 2-7 giorni e possono essere confusi con quelli di altre malattie che provocano febbre, dolori o eruzioni cutanee. Nella maggior parte dei casi i sintomi scompaiono dopo circa una o due settimane. Dopo aver contratto e superato l'infezione, l'immunità dura tutta la vita ma soltanto contro il sierotipo virale che ha causato l'infezione.

Quasi una persona su 20 colpite dall'infezione può sviluppare una forma più severa di malattia, detta dengue grave o emorragica. La dengue emorragica può causare shock, sanguinamento interno e persino morte.

I segnali di avvertimento di dengue emorragica di solito iniziano a comparire 24-48 ore dopo che la febbre è scomparsa e comprendono:

  • dolore addominale
  • vomito (almeno 3 volte in 24 ore)
  • sanguinamento da naso, gengive, occhi e/o orecchie
  • vomito di sangue o sangue nelle feci
  • sensazione di stanchezza, irrequietezza o irritabilità

I neonati e le donne in gravidanza, o chi ha già contratto la dengue in passato, hanno un rischio più alto di sviluppare la dengue emorragica.

Cause

La causa della malattia dengue è il virus dengue (DENV), appartenente al genere Orthoflavivirus, famiglia Flaviviridae, del gruppo degli Arbovirus, che sono virus trasmessi agli esseri umani da insetti (artropodi) tramite una puntura durante il pasto ematico.

Ad oggi si conoscono 4 diversi (sottospecie) virali, molto simili tra loro: DEN-1, DEN-2, DEN-3 e DEN-4. I sierotipi DEN-2 e 3 sono spesso associati alle forme più gravi di malattia. La trasmissione del virus DENV avviene attraverso la puntura di una zanzara appartenente al genere Aedes, lo stesso che trasmette all'uomo la febbre gialla o la Chikungunya.

Nelle aree tropicali e sub-tropicali il vettore principale è la zanzara Aedes aegypti, ma può trasmettere la malattia anche la Aedes albopictus, che è più nota come zanzara tigre ed è presente in Italia e in vari paesi europei.

L'infezione viene trasmessa all'uomo dalla puntura di zanzare femmine infette che hanno punto precedentemente una persona con la dengue. A una settimana circa dalla puntura, queste zanzare possono trasmettere il virus a loro volta pungendo individui sani. La dengue non si diffonde per contatto diretto da uomo a uomo (inter-umano), però può essere trasmessa attraverso il trapianto di organi e le trasfusioni. La trasmissione verticale (da madre a figlio) durante la gravidanza o l'allattamento e la trasmissione sessuale sono state documentate solo occasionalmente.

Diagnosi

Si deve sospettare un’infezione da dengue sulla base dei sintomi che riportano le persone che nelle due settimane che precedono la comparsa dei disturbi hanno soggiornato nelle aree in cui la malattia è diffusa.

È comunque necessario che il medico presti attenzione anche ai pazienti con sintomi che fanno sospettare un’infezione da arbovirus o a cluster di casi di febbre di origine non chiara anche in assenza di viaggi in zone a rischio, così che si possano identificare eventuali focolai di trasmissione autoctona.

Per la diagnosi di infezione sono necessarie analisi di laboratorio, che comprendono la ricerca in campioni biologici (siero, urina, sangue) del genoma virale mediante test molecolari, della proteina NS1 del virus tramite test immunologici (come ELISA) o test immunocromatografici, o del virus mediante isolamento virale, e la ricerca di anticorpi di classe IgM e IgG e neutralizzanti specifici per il virus.

La dengue è una malattia soggetta a notifica a livello nazionale, quindi il medico deve segnalare tutti casi sospetti alla ASL di competenza.

Terapia

Non c'è una cura o un trattamento antivirale specifico per la dengue e, nella maggior parte dei casi, le persone guariscono completamente in una o due settimane, grazie a un'adeguata assistenza medica, al riposo assoluto, all'uso di farmaci e a bagni di spugna per abbassare la febbre e alla somministrazione di liquidi per combattere la disidratazione. Sono sconsigliati farmaci contenenti acido acetilsalicilico e altri farmaci antinfiammatori non steroidei (come l'ibuprofene) a causa delle loro proprietà anticoagulanti che possono favorire le perdite di sangue. In qualche caso, stanchezza e astenia (senso di spossatezza, di mancanza di energie) possono permanere anche per alcune settimane.

Per le pesone affette da dengue grave, spesso è necessario il ricovero ospedaliero.

Le persone infette, inoltre, dovrebbero evitare punture di zanzara, principalmente nei primi giorni della malattia, per ridurre il rischio di ulteriore trasmissione a persone sane.

Prevenzione

Per chi risiede o per chi prevede di viaggiare in aree in cui la malattia è diffusa, la misura più efficace di prevenzione consiste nell'evitare di entrare in contatto con le zanzare portatrici del virus. Le pratiche possibile sono l'uso di repellenti, di vestiti adeguati e protettivi, di zanzariere e tende. È particolarmente importante utilizzare le protezioni nelle prime ore del mattino, quando le zanzare sono più attive.

Lo strumento più efficace per ridurre il rischio di epidemie di dengue, è la lotta sistematica e continuativa alla zanzara che trasmette la malattia. Ciò significa eliminare tutti i ristagni d'acqua in prossimità delle zone abitate ed effettuare vere e proprie campagne di disinfestazione che riducano la popolazione di zanzare della specie Aedes.

Purtroppo, l'aver contratto la dengue protegge la persona solo contro il virus DEN che l'ha causata ma non contro gli altri tre tipi virali. La conoscenza del virus e del suo meccanismo di azione sono aumentate solo in anni recenti, dopo che si è registrato un incremento della diffusione della malattia.

Attualmente esistono due vaccini approvati contro la dengue, con caratteristiche e indicazioni differenti:

  • Dengvaxia: indicato esclusivamente per persone già infettate in passato dal virus della dengue (sieropositivi), in Europa è approvato per le persone di età compresa tra 9 e 45 anni residenti in aree endemiche. Nei soggetti sieronegativi può aumentare il rischio di sviluppare forme gravi di dengue in caso di infezione successiva. Per questo motivo non è raccomandato per i viaggiatori
  • QDENGA: è un vaccino tetravalente a virus vivo attenuato, approvato nel 2022 dall’EMA (l’Agenzia europea per i medicinali, l’ente approvativo europeo) per le persone a partire dai 4 anni di età, indipendentemente dallo stato sierologico. È quindi adatto anche a chi non ha mai contratto la malattia e rappresenta un'opzione preventiva efficace per i viaggiatori diretti in zone endemiche. L’efficacia di questo vaccino si estende a tutti e quattro i sierotipi del virus della dengue, con un buon profilo di sicurezza e una protezione fino a 4 anni dopo la vaccinazione

Complicazioni

Le complicazioni della dengue si verificano quando la malattia non viene identificata e curata nelle fasi iniziali o quando non vengono osservati il riposo e l'idratazione costante. E includono:

  • grave disidratazione
  • problemi neurologici e/o respiratori
  • danni al fegato e al cuore
  • dengue emorragica

Se non curata rapidamente, la dengue emorragica può essere mortale. Il trattamento richiede ricovero opedaliero con monitoraggio continuo in terapia intensiva e un'adeguata idratazione.

La dengue emorragica colpisce principalmente i paesi dell'Asia e dell'America Latina e, in queste aree rappresenta una delle principali cause di ricovero ospedaliero e di morte tra i bambini e gli adulti.

Dimensione del problema

Per l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) la dengue costituisce una minaccia globale per la salute pubblica. Nel 2024, oltre 6 milioni di casi sono stati segnalati nel mondo, con più di 7.000 decessi, in particolare nel Sud-Est Asiatico, America Latina e Pacifico Occidentale: soltanto il Brasile ha riportato oltre 3 milioni di casi. La dengue è oggi endemica in oltre 100 Paesi, con aumento dei casi anche in Europa. In Italia, Epicentro-ISS segnala un incremento di casi importati e alcuni focolai autoctoni in regioni del Centro-Nord. Nel 2023 sono stati registrati 82 casi autoctoni nel nostro Paese, un numero piuttosto limitato, ma che non è mai stato raggiunto prima. Il clima favorevole e la presenza del vettore (zanzara Aedes) facilitano la trasmissione locale. Più a rischio sono i viaggiatori e i residenti in zone con scarsa prevenzione ambientale e presenza del vettore. La sorveglianza, la prevenzione e la vaccinazione mirata sono considerate priorità strategiche dagli istituti di riferimento internazionali e nazionali.

Bibliografia

Wilder-Smith A,  Ooi E, Horstick O, Wills B. Dengue [Sintesi]. Lancet. 2019; 393: 350–63

Wolrd Health Organization (WHO). Dengue

Prossimo aggiornamento: 22 Aprile 2028

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