Introduzione

Brucellosi

La brucellosi è una malattia causata da un batterio gram negativo del genere brucella ed è considerata una delle infezioni trasmesse dagli animali all'uomo (infezioni zoonotiche) più diffuse a livello mondiale.

In Europa, negli ultimi anni, è stata registrata una diminuzione del numero di infezioni nell'uomo con 347 casi confermati nel 2014, anche se si presume che, a causa della sotto-notifica, il reale numero di nuovi casi (incidenza) potrebbe essere superiore.

Oltre a generare problemi molto rilevanti, la brucellosi causa significative perdite economiche legate sia alla conseguente diminuzione della produzione e commercializzazione degli animali, sia all'impatto sui costi di sanità pubblica.
Al fine di ridurre l’incidenza della malattia, la Commissione Europea ha finanziato numerosi programmi sanitari di controllo nell'uomo e negli animali da allevamento, in particolare, nei paesi dell’area mediterranea.

In Italia la brucellosi, malattia che dal 1934 deve essere obbligatoriamente denunciata, ha raggiunto i valori di incidenza più elevati nell'uomo alla fine degli anni ’40 (20 casi per 100.000 abitanti). Solo nella seconda metà degli anni ’50, in seguito all'adozione di piani di controllo nazionali e regionali, è stata evidenziata una diminuzione dei nuovi casi di malattia (incidenza) nell'uomo e negli animali.

Sintomi

La brucellosi non sempre causa disturbi (sintomi). L'infezione può essere presente per molti mesi senza che la persona se ne accorga ed evolvere in un’infezione generalizzata (infezione sistemica) a sviluppo molto lento, di solito dopo un lungo periodo di incubazione. Le brucelle, penetrate nella sottomucosa attraverso le cellule della pelle, della congiuntiva, della faringe o del polmone, inducono un’attiva reazione infiammatoria.

Se le capacità di difesa del corpo sono superate dal microrganismo, si verifica l’ingresso dei batteri nel sangue (batteriemia) e la diffusione dell’infezione a milza, fegato e midollo con la formazione di granulomi.

Se l’infezione decorre senza provocare disturbi (sintomi) evidenti, è rilevabile solo eseguendo delle analisi del sangue.

La malattia acuta e subacuta, invece, provoca disturbi (sintomi) che includono:

  • febbre
  • sudorazione profusa
  • anoressia
  • affaticamento
  • diminuzione di peso
  • depressione

La febbre è spesso del tipo “ondulante”, con alternanza di febbre elevata (picchi febbrili) e di momenti in cui la temperatura del corpo è normale (remissioni).
La brucellosi “classica” è una forma papulare e pustolare dovuta all'instaurarsi di una allergia alla brucella. È più facilmente riscontrabile in categorie di operatori a rischio professionale.

La forma “acuta”, seppure raramente, può essere mortale causando la presenza nel sangue di sostanze tossiche (tossiemia); la riduzione del numero di piastrine (trombocitopenia), corpuscoli presenti nel sangue che intervengono nei processi della coagulazione; l’infiammazione del tessuto che riveste le pareti interne del cuore (endocardite) e altre complicazioni.
Generalmente, l’evoluzione della malattia è buona ma alcune forme possono svilupparsi in maniera grave.

Cause

L’uomo contrae l’infezione soprattutto attraverso il consumo di alcuni alimenti:

  • latte fresco proveniente da animali infetti e non sottoposto a sterilizzazione o pastorizzazione
  • formaggi a stagionatura inferiore ai tre mesi, preparati con latte infetto non pastorizzato
  • carne proveniente da animali infetti, soprattutto se poco cotta o cruda, sebbene quest'ultima eventualità sia piuttosto rara

La brucellosi, inoltre, è considerata anche una malattia del lavoro (malattia professionale) che riguarda, soprattutto, coloro che operano a contatto con animali infetti (allevatori, veterinari, lavoratori dei macelli). Infatti, oltre che per via alimentare, la trasmissione può avvenire anche per contatto con i tessuti, il sangue, le urine, i secreti vaginali, i feti abortiti e le placente, e/o per via aerogena nelle stalle, nei laboratori e nei macelli.

Diagnosi e terapie

L’accertamento (diagnosi) della brucellosi nell'uomo si basa sullo stato di salute e sui disturbi (sintomi) che il malato riferisce al medico oltre che sugli esami eseguiti sul siero del sangue (test sierologici). Qualora i risultati delle analisi fossero dubbi, si potrebbero utilizzare i cosiddetti test immunoenzimatici. La conferma definitiva della presenza della malattia si ottiene con le emocolture, le colture midollari o di altri tessuti.
La cura, in genere, prevede l’uso di antibiotici come la doxiclina e la rifampicina. Gli antibiotici di prima scelta sono le tetracicline, a cui si associa, di regola, la streptomicina nelle forme gravi.

Prevenzione

A tutt'oggi non esiste un vaccino per l’uomo. La prevenzione migliore è quella di evitare il consumo di latte, o di prodotti derivati dal latte come, ad esempio, i formaggi, se non pastorizzati e di mangiare solo carne ben cotta.
Per chi svolge un lavoro a rischio è opportuno indossare abbigliamento protettivo adeguato (guanti, occhiali, maschera) e, in presenza di ferite, proteggere la pelle con bende.

Bibliografia

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