Introduzione

Trapianto di cuore

Il trapianto di cuore è l'intervento chirurgico che consente di sostituire un cuore malato con uno sano proveniente da un donatore in morte cerebrale (cessazione irreversibile di tutte le funzioni del cervello).

Rappresenta la migliore terapia per le persone con un'insufficienza cardiaca avanzata che non possano più beneficiare di altre cure.

È un intervento delicato e non privo di rischi ed è principalmente indicato nel trattamento delle malattie delle arterie coronarie (vasi sanguigni del cuore) e delle cardiomiopatie (malattie che portano ad un indebolimento del cuore). Altri casi in cui il trapianto di cuore può essere necessario sono le gravi malattie delle valvole cardiache, le cardiopatie presenti alla nascita (congenite) e, molto raramente, i tumori cardiaci.

Cenni storici

Il primo trapianto di cuore è stato eseguito il 3 dicembre 1967, in Sud Africa, dal Prof. Christiaan Barnard su un uomo di 55 anni che soffriva di una grave cardiopatia. La donatrice era una donna di 25 anni investita mentre attraversava la strada. L'intervento venne effettuato con successo anche se, purtroppo, la persona trapiantata (ricevente) morì dopo 18 giorni a causa di una polmonite. Il cuore era perfettamente funzionante, ma il sistema immunitario del ricevente era molto compromesso dai farmaci immunosoppressori (medicinali che inibiscono la risposta del sistema di difesa dell'organismo) necessari a prevenire il rigetto dell'organo trapiantato.

In Italia il primo trapianto di cuore risale al 14 novembre 1985 e fu effettuato con successo dal Prof. Vincenzo Maria Gallucci a Padova.

Donazione e trapianto di cuore

Nel momento in cui è disponibile un cuore proveniente da un donatore in stato di morte cerebrale per il quale è presente la non opposizione alla donazione (espressa in vita o dichiarata dai familiari o dalle persone che ne hanno diritto) (Video), il cuore viene assegnato alle persone in attesa di trapianto (riceventi) che si trovano nelle condizioni più gravi, secondo una lista nazionale di urgenze di cuore, che include soprattutto i riceventi che sono portatori di un dispositivo di assistenza meccanica. Tale lista è gestita dal Centro Nazionale Trapianti, che verifica tutte le richieste di urgenza e ne garantisce la validità secondo i protocolli attualmente in vigore. Vengono poi valutate le persone presenti nella lista ordinaria secondo la compatibilità del gruppo sanguigno e del peso donatore/ricevente, tenendo conto delle condizioni di salute della persona da trapiantare e della sua anzianità in lista d'attesa (leggi la Bufala).

Il cuore del donatore deve essere prelevato poche ore prima di effettuare il trapianto e conservato in condizioni sterili e a bassa temperatura, al fine di mantenerlo in condizioni ottimali.

Il trapianto di cuore si effettua in anestesia generale e in circolazione extracorporea (dispositivo che sostituisce temporaneamente la funzione di cuore e polmoni) dopo aver aperto chirurgicamente lo sterno (sternotomia) per accedere alla cavità toracica.

Controindicazioni

Non tutte le persone con una grave malattia del cuore possono essere sottoposte al trapianto di cuore. Le controindicazioni includono:

  • infezioni gravi in corso
  • tumori in atto
  • aumento della pressione del sangue a livello delle arterie polmonari (ipertensione polmonare). In quest'ultimo caso si può impiantare una pompa cardiaca (dispositivo di assistenza ventricolare-VAD) che, sostituendo le funzioni del ventricolo sinistro gravemente danneggiato, determini una normalizzazione della pressione del sangue nei polmoni, rendendo così possibile, in alcuni casi, il trapianto di cuore

Liste di attesa

Il limite principale della chirurgia dei trapianti è la scarsa disponibilità degli organi che non riesce a soddisfare le necessità di tutte le persone (riceventi) in attesa di essere trapiantate.

Nel 2017 le persone sottoposte a trapianto di cuore, sia adulti che bambini, sono state 265 (il 23.5% di coloro che erano presenti in lista nello stesso anno).

Il tempo medio di attesa in lista è attualmente di 3.1 anni ed è possibile l'iscrizione in un solo centro trapianti in Italia.

Prima di poter essere inseriti in lista di attesa, bisogna sottoporsi a una serie di controlli completi (iter) che valutino l'idoneità al trapianto, sia dal punto di vista fisico, sia psicologico. Il percorso di verifica comprende sia indagini strumentali (quali, ad esempio, l'elettrocardiogramma, l'ecocardiogramma, la coronarografia), sia esami di laboratorio (gruppo sanguigno, virologia, esami per valutare lo stato di funzionamento dei diversi organi).

Se ritenuti idonei, si dovrà sottoscrivere un consenso informato.

Negli ultimi anni, come soluzione-ponte in attesa del trapianto, è divenuto disponibile il cosiddetto cuore artificiale, un apparecchio chiamato dispositivo di assistenza ventricolare, che permette ai malati di arrivare al trapianto in buone condizioni di salute, senza gravi alterazioni della funzionalità dei diversi organi e, quindi, di sopportare meglio l'intervento.

Complicazioni

Dopo un trapianto di cuore le principali complicazioni che si possono verificare sono:

  • rigetto, condizione in cui il sistema immunitario della persona trapiantata attacca il nuovo cuore riconoscendolo come estraneo. Per controllare il rigetto vengono eseguite, con frequenza regolare, delle biopsie del tessuto muscolare del cuore (miocardio) introducendo una piccola sonda nelle vene del collo, o dell’inguine, in anestesia locale. In presenza di rigetto la terapia immunosoppressiva (trattamento che riduce l'attività del sistema immunitario) viene aumentata. Dopo circa sei – otto mesi dal trapianto compare una qualche forma di tolleranza nei confronti del nuovo cuore e il sistema immunitario tende a ridurre la sua attività di rigetto. Ciò permette di ridurre le dosi dei farmaci antirigetto
  • complicazioni chirurgiche, quali le emorragie, le infezioni della ferita
  • infezioni, legate alla riduzione di attività del sistema di difesa dell'organismo (immunosoppressione) causata dai farmaci anti-rigetto
  • mancata ripresa funzionale dell'organo trapiantato

Qualità della vita

La persona sottoposta a trapianto di cuore migliora significativamente la qualità della vita riuscendo, nella maggior parte dei casi, ad assolvere alle normali funzioni quotidiane (Video). Naturalmente deve seguire uno stile di vita adeguato che comprende:

  • prendere le medicine anti-rigetto, per proteggere il cuore nuovo dall'aggressione del sistema immunitario (rigetto)
  • sottoporsi a regolari esami di controllo, per la valutazione sia della funzione del cuore trapiantato, sia degli altri organi (rene, fegato, pancreas, apparato muscolo-scheletrico, ecc.)
  • seguire una dieta corretta
  • sottoporsi a programmi di riabilitazione, per mantenere un ottimo stato di forma fisica
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