Introduzione

Malattia del trapianto contro l'ospite

La malattia del trapianto contro l’ospite (Graft versus Host Disease, GvHD) è la reazione immunitaria esercitata dalle cellule trapiantate (provenienti dal donatore) nei confronti dei tessuti della persona che le riceve (ricevente).

Rappresenta la principale causa di insuccesso del trapianto di cellule staminali emopoietiche da donatore compatibile (trapianto allogenico). La sua frequenza e gravità aumentano in base al grado di diversità genetica tra donatore e ricevente.

Caratteristiche Cliniche

Nella malattia del trapianto contro l’ospite si distinguono una forma improvvisa e rapida (acuta) e una forma persistente nel tempo (cronica) in relazione al momento in cui si manifesta e alle sue caratteristiche cliniche.

La forma acuta generalmente compare nei primi 100 giorni dal trapianto. Le sue caratteristiche cliniche ruotano intorno alla triade: eruzioni sulla pelle (rash cutaneo), diarrea e disfunzione epatica (ittero colestatico). Non necessariamente tutti e tre gli organi (cute, intestino, fegato) vengono interessati ma, in relazione al livello di compromissione dell’organo e alle manifestazioni cliniche, alla forma acuta viene dato un grado complessivo di gravità.

La forma cronica si manifesta dopo i primi 100 giorni dal trapianto e può far seguito alla forma acuta o insorgere indipendentemente da essa. Può interessare le stesse zone della forma acuta ma, di solito, la sua estensione è diffusa a quasi tutti gli organi e apparati (cute, occhi, mucosa della bocca o dell’esofago, fegato, polmone, apparato neuromuscolare, intestino); può assumere le caratteristiche della sclerodermia, della cirrosi biliare o della bronchiolite obliterante. In base alla compromissione degli organi la forma cronica può essere limitata o estesa.

Terapia

La cura (terapia) primaria per la malattia del trapianto contro l’ospite (Graft versus Host Disease, GvHD) è rappresentata dai farmaci immunosoppressori che riducono la risposta immunitaria delle cellule del donatore.

La terapia di prima linea nel trattamento della GVHD è costituita dai corticosteroidi.

Poiché la cura preventiva con farmaci immunosoppressori può ridurre il rischio di comparsa della malattia dopo il trapianto, in genere, viene avviata prima del trapianto stesso. L’introduzione della terapia con immunosoppressori ha largamente aumentato la sopravvivenza delle persone trapiantate anche se l’uso di tali farmaci, che abbassano le difese immunitarie, può determinare un’aumentata suscettibilità alle infezioni.

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