Introduzione

Ipertiroidismo

La tiroide è una piccola ghiandola posta alla base del collo, nella parte anteriore. Controlla molte, importanti, funzioni dell'organismo attraverso la produzione degli ormoni tiroidei: tiroxina (T4) e triiodiotironina (T3) (Video). La produzione degli ormoni tiroidei è, a sua volta, controllata dall'ormone tireostimolante (TSH) secreto dall'ipofisi, una ghiandola posta all'interno del cranio. Gli ormoni tiroidei regolano numerose funzioni dell’organismo, tra cui la respirazione, il battito cardiaco, la temperatura corporea, lo sviluppo del sistema nervoso centrale e la crescita corporea (Video).

Quando la tiroide produce troppi ormoni tiroidei si manifesta una condizione chiamata ipertiroidismo che causa una serie di disturbi (sintomi), quali nervosismo, ansia, iperattività, perdita di peso, battito cardiaco rapido o irregolare (Video). Molte sono le possibili cause, la più comune è il morbo di Basedow-Graves, una malattia autoimmune che può colpire a qualsiasi età.

Sintomi

I disturbi (sintomi) più frequenti nell'ipertiroidismo sono:

  • nervosismo e ansia
  • iperattività, vale a dire incapacità di stare fermi
  • perdita di peso, nonostante sia aumentato l’appetito
  • battito cardiaco rapido o irregolare
  • rigonfiamento visibile della ghiandola tiroidea
  • irregolarità mestruale
  • disturbi del sonno

È improbabile che si manifestino tutti insieme.

Se la causa dell’ipertiroidismo è il morbo di Basedow-Graves possono comparire anche altri disturbi che colpiscono gli occhi:

  • occhi sporgenti
  • bruciore, rossore e gonfiore agli occhi
  • eccessiva lacrimazione
  • visione offuscata o doppia
  • sensibilità alla luce

Cause

Le cause dell'ipertiroidismo possono essere diverse:

  • morbo di Basedow-Graves: è la causa più comune di ipertiroidismo. Si tratta di una malattia autoimmune, cioè causata da un'alterazione del sistema immunitario che induce la tiroide a produrre troppi ormoni tiroidei. Si ritiene che derivi da una combinazione di fattori genetici e ambientali. Può colpire la tiroide a qualsiasi età ed è più frequente nei fumatori
  • tiroiditi: infiammazioni della tiroide possono causare il rilascio degli ormoni tiroidei
  • noduli alla tiroide: in alcuni casi possono produrre ormoni tiroidei in eccesso
  • assunzione di integratori di iodio: lo iodio contenuto nel cibo è utilizzato dalla tiroide per produrre gli ormoni. L’assunzione eccessiva di integratori di iodio può, quindi, stimolare l’attività della tiroide
  • assunzione di amiodarone: questo farmaco, utilizzato per controllare le alterazioni del battito cardiaco, contiene una rilevante quantità di iodio che può indurre alterazioni della funzione tiroidea
  • tumore follicolare della tiroide: le cellule di tumori tiroidei possono produrre ormoni tiroidei

Terapia

La terapia dell’ipertiroidismo dipende da diversi fattori come l'età, la condizione fisica, la causa e la gravità della malattia.

Le terapie possibili in caso di ipertiroidismo sono:

  • iodio radioattivo: forma di radioterapia usata per curare la maggior parte dei tipi di tiroide iperattiva. La dose di radioattività dello iodio somministrato è molto bassa e non è dannosa. Assunto per bocca, lo iodio radioattivo è assorbito selettivamente dalla tiroide e causa una riduzione della produzione di ormoni tiroidei e del volume della ghiandola. I sintomi dell’ipertiroidismo, di solito, regrediscono entro tre-sei mesi. Il rischio della cura con lo iodio radioattivo è che la produzione di ormoni tiroidei diventi troppo bassa causando un ipotiroidismo
  • farmaci anti-tiroidei (tionamidi): le tionamidi riducono la sintesi degli ormoni tiroidei impedendo la trasformazione della forma di iodio in circolo nell'organismo (lo ioduro) in quella che è utilizzata per la produzione degli ormoni tiroidei (lo iodio libero). In questo modo si riducono gradualmente i disturbi (sintomi) dell’ipertiroidismo, che, di solito, iniziano a migliorare tra le sei e le dodici settimane dall'inizio della cura. In genere, la terapia deve essere portata avanti per almeno un anno. In alcuni casi il problema è risolto in modo definitivo; in altri, ci può essere una ricaduta. Tali farmaci, però, possono causare problemi al fegato e al midollo osseo e, quindi, devono essere utilizzati con cautela e attuando controlli regolari
  • beta-bloccanti: sono farmaci comunemente usati per trattare l'ipertensione e che possono limitare i sintomi cardiaci dell’ipertiroidismo tenendo sotto controllo la frequenza cardiaca. I beta-bloccanti possono causare alcuni effetti indesiderati, tra cui sensazione di stanchezza, mani e piedi freddi e difficoltà a dormire e non utilizzabili in caso di asma
  • chirurgia: si ricorre all'intervento chirurgico (tiroidectomia) quando non sono possibili altre cure, ad esempio, in gravidanza, in presenza di un grande gozzo, se si verifica una ricaduta dopo la terapia con farmaci anti-tiroidei, nel caso di disturbi oculari per il morbo di Basedow-Graves. L'intervento chirurgico consiste nella asportazione di tutta o gran parte della tiroide. Il rischio dell'intervento chirurgico può essere un danno alle ghiandole paratiroidee, che aiutano a controllare i livelli di calcio nel nostro corpo, oppure una lesione delle corde vocali, con alterazione della voce. Inoltre, si renderà necessario a seguito dell'intervento assumere per tutta la vita l'ormone tiroideo sintetico

La maggior parte delle persone risponde bene alle cure.

Bibliografia

Istituto Superiore di Sanità (ISS). Registro Nazionale Ipotiroidei Congeniti

Istituto Superiore di Sanità (ISS). Osservatorio Nazionale per il Monitoraggio della Iodoprofilassi in Italia

1 1 1 1 1