Introduzione

Ipersonnia idiopatica

Con il termine di ipersonnia si intende un bisogno eccessivo di dormire o uno stato di sonnolenza continuo che interferisce con la vita di tutti i giorni.

Tra le cause ritenute probabili, sono comprese condizioni quali la narcolessia, l'apnea notturna, la sindrome delle gambe senza riposo, la privazione grave di sonno, la depressione, l'uso di alcuni farmaci (come i tranquillanti) o l'abuso di sostanze stupefacenti e alcol.

Se le cause all'origine dell'ipersonnia durante il giorno, pur in presenza di un sonno regolare di notte, non sono note, il disturbo viene definito come ipersonnia idiopatica o primaria.

Sintomi

Le persone con ipersonnia idiopatica fanno fatica a star sveglie durante il giorno e, spesso, sono costrette a fare frequenti sonnellini. Questi ultimi possono durare a lungo e verificarsi in momenti inappropriati della giornata come, ad esempio, durante una conversazione, un pasto o mentre si guida. Inoltre, di solito non recano sufficiente beneficio e non interrompono la sonnolenza.

Il bisogno di sonno è molto variabile da persona a persona: alcuni, pur dormendo più di 10 ore a notte, fanno fatica a svegliarsi la mattina, poiché si sentono assonnati e confusi al risveglio; altri, dormono un numero di ore regolare (circa otto ore) e si alzano riposati.

L'eccessiva sonnolenza può incidere negativamente sul lavoro, sulle relazioni e sulla vita sociale della persona e può causare i seguenti disturbi (sintomi):

  • ansia o depressione
  • scarsa energia vitale
  • irrequietezza o agitazione
  • lentezza nel pensare o nel parlare
  • problemi a ricordare le cose o a mantenere la concentrazione
  • comportamenti automatici

I disturbi (sintomi), in genere, compaiono durante l'adolescenza ma possono manifestarsi anche prima o dopo, fino all'età avanzata.

Diagnosi

In presenza di una sonnolenza costante durante il giorno, di intensità tale da disturbare lo svolgimento delle normali attività quotidiane, è consigliabile recarsi dal proprio medico di medicina generale. Questi si informerà sulle abitudini del sonno, sulle ore normalmente dormite durante la notte, su eventuali risvegli notturni ripetuti o sulla presenza di sonnolenza durante il giorno. Inoltre chiederà se si soffre di disturbi del tono dell'umore e della sfera emotiva, come la depressione, o se si stiano assumendo medicine che potrebbero spiegare l'ipersonnia. Potrebbe anche suggerire di tenere un diario in cui annotare, per alcune settimane, le modalità del dormire e degli episodi di sonnolenza.

Se necessario il medico prescriverà la visita dal neurologo, specialista dei disturbi del sonno, per effettuare gli esami necessari a accertare (diagnosticare) l'ipersonnia. Essi includono:

  • polisonnografia, test per escludere alcuni disturbi del sonno come la narcolessia e l'apnea notturna. Consiste nell'applicazione di elettrodi sul viso, sulla testa e sul corpo per registrare, durante la veglia e il sonno, le onde cerebrali, l'attività muscolare, il movimento degli occhi, il respiro e il russare
  • prove di latenza multipla, test somministrato in genere il giorno dopo la polisonnografia. In pratica, viene chiesto di effettuare diversi sonnellini durante tutto il giorno, in modo che il medico possa osservare quanto tempo viene impiegato per prendere sonno (non si dovrebbero superare gli 8 minuti in caso di ipersonnia)

Se i test mostrano una eccessiva sonnolenza e il bisogno di fare regolari sonnellini durante tutto il giorno, senza che sia stata tuttavia identificata una causa specifica, il medico potrà accertare (diagnosticare) la presenza di ipersonnia idiopatica.

Differenze tra ipersonnia idiopatica e narcolessia

L'ipersonnia idiopatica è simile alla narcolessia poiché in entrambe compare una sonnolenza tale durante il giorno da cadere addormentati a qualsiasi ora.

Tuttavia, vi sono alcune differenze chiave:

  • nella narcolessia alcune persone possono perdere il controllo muscolare quando avvertono forti emozioni (catalessi), nella ipersonnia idiopatica ciò non accade
  • nella narcolessia spesso le persone fanno sogni molto vividi e hanno anche delle allucinazioni quando sono assonnate. Ciò non si verifica nella ipersonnia idiopatica
  • nella narcolessia il sonno notturno è molto frammentato e di scarsa qualità; nell'ipersonnia idiopatica il sonno notturno è continuo
  • nella narcolessia i brevi sonnellini durante il giorno sono rigeneranti; nella ipersonnia idiopatica assomigliano di più a lunghe dormite e non sono rigeneranti
  • nella narcolessia si cade immediatamente nel sonno profondo, vale a dire nella fase tipica dei sogni caratterizzata da movimenti rapidi degli occhi (sonno REM); nell'ipersonnia ciò non avviene

Terapia e prevenzione

La ipersonnia idiopatica di solito non migliora spontaneamente e molte persone ottengono una riduzione dei disturbi (sintomi) con la terapia.

Farmaci

Non esistono farmaci specifici per la ipersonnia idiopatica, ma possono essere utili quelli che normalmente si usano per la narcolessia. I farmaci principali sono stimolanti come il modafinil, la desamfetamina e il metilfenidato e aiutano la persona a restare sveglia durante il giorno.

Gli antidepressivi sono prescritti se alterazioni del tono dell'umore e problemi emozionali interferiscono con il sonno.

Il farmaco chiamato flumazenil si è dimostrato utile in alcune persone con ipersonnia idiopatica, sebbene la ricerca debba ancora esprimersi con chiarezza sulla sua efficacia.

Cambiamenti nello stile di vita

Per migliorare i disturbi può essere molto utile seguire delle buone abitudini relative al sonno, esse includono:

  • evitare l'alcol, la caffeina e i farmaci che peggiorano l'ipersonnia
  • seguire sempre le stesse abitudini (routine) prima di addormentarsi
  • evitare di lavorare di notte
  • non impegnarsi in attività sociali che ritardino l'ora di andare a dormire
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