Introduzione

Colposcopia

La colposcopia è un esame che permette di osservare in maniera accurata la vulva, la vagina e la cervice uterina, che è detta anche collo dell’utero e si affaccia sul fondo della vagina. Viene eseguita per individuare eventuali anomalie della mucosa che riveste queste parti genitali femminili e indentificare possibili segni di infezione o malattie tumorali benigne o maligne.

La colposcopia non è un esame di screening, come il pap-test ma, un approfondimento richiesto dal ginecologo.

Motivo per cui più frequentemente viene richiesta è il risultato di un pap test che fa sospettare la presenza di una infezione (es. da virus HPV), una lesione pre-tumorale o tumorale del collo dell’utero. Può essere prescritta anche per ricercare la causa di sanguinamenti vaginali.

Il Test

Per effettuare la colposcopia è opportuno:

  • eseguire l'esame almeno tre-quattro giorni prima dell'inizio e dopo la fine del flusso mestruale (nella donna in menopausa può essere eseguita in qualsiasi giorno)
  • non avere rapporti sessuali e non inserire in vagina candelette, ovuli, lavande nelle 24 ore precedenti l’esame
  • informare il medico di una gravidanza in corso o sospetta
  • informare il medico di recenti infezioni vaginali, cervicali o pelviche
  • informare il medico di eventuali terapie farmacologiche in atto, per esempio con farmaci anticoagulanti o antiaggreganti

Si tratta di un esame ambulatoriale, di semplice esecuzione che non richiede anestesia né alcune preparazione e non comporta rischi per la donna. Viene eseguita in ambulatorio e richiede circa 10-20 minuti.

Alla donna viene chiesto di sdraiarsi su un lettino con i piedi in appoggio, come durante una visita ginecologica o l’esecuzione di un prelievo per un pap-test. Il medico inserisce in vagina lo speculum, uno strumento, che permette di distenderne le pareti vaginali e di osservare la vagina e il collo dell’utero. Dopo aver tamponato le zone da esaminare con un batuffolo di cotone, il medico applica una soluzione a base di acido acetico o di iodio per facilitare la visualizzazione di eventuali anomalie dei tessuti. Queste manovre possono causare una sensazione di bruciore o di formicolio ma non di dolore.
Il colposcopio consiste in una sorta di grande lente di ingrandimento che viene avvicinata all’ingresso della vagina e utilizzata come un potente binocolo per osservare la vulva, vagina e il collo dell'utero. In questo modo, i tessuti possono essere osservati nel dettaglio, anche grazie alla potente illuminazione dello strumento e alla preparazione della mucosa con l’acido acetico.

Una volta concluso l’esame, la donna può riprendere la sua normale attività senza alcuna limitazione. Deve essere, tuttavia, informata che nei due giorni successivi potrebbe comparire qualche piccola perdita di sangue dalla vagina, similmente a quanto a volte accade dopo l’esecuzione del pap-test.

In genere, si raccomanda di attendere la fine delle perdite prima di avere rapporti sessuali.

Nei casi in cui durante l'esecuzione della colposcopia sia identificata una zona alterata della mucosa alla donna potrebbe essere richiesto il consenso per effettuare un piccolo prelievo di tessuto (biopsia) da inviare al laboratorio per l'esame istologico. La biopsia, diversamente dalla colposcopia, talvolta può essere dolorosa, specie se eseguita sulla porzione inferiore della vagina o sulla vulva, che sono zone molto più sensibili del collo dell'utero. Se opportuno: il medico può utilizzare un anestetico locale. Il prelievo eseguito sul collo dell’utero causa solo un leggero fastidio.

Nei due giorni successivi all'esecuzione della biopsia possono comparire lievi dolori vaginali, leggere perdite di sangue o scure che non devono preoccupare.

È bene, invece, rivolgersi al medico nel caso in cui si verificassero perdite di sangue abbondanti, febbre alta con brividi o forti dolori addominali.

Risultati

Dopo la colposcopia il medico è generalmente in grado di comunicare subito il risultato dell’esame. Prima di lasciare l’ambulatorio, tuttavia, è consigliabile chiedere il risultato in forma scritta (referto). In alcuni casi, in base a ciò che la colposcopia ha evidenziato, il medico curante potrebbe prescrivere ulteriori test o terapie.
Se durante l’esame è stata eseguita la biopsia (che richiede l’analisi istologica in laboratorio), possono essere necessarie quattro-otto settimane per riceverne i risultati.

Prossimo aggiornamento: 28 Novembre 2024

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