Introduzione

Malattia di Chagas

La malattia di Chagas (conosciuta anche come tripanosomiasi americana) è una malattia infettiva causata dal protozoo Trypanosoma cruzi. La malattia è diffusa in Centro e Sud America e non è presente in Italia e in Europa, i casi accertati erano persone provenienti dal Centro e Sud America, o turisti che avevano visitato quelle aree.

È trasmessa principalmente dalla puntura di insetti simili a cimici ed è la terza malattia parassitaria più frequente al mondo. Dopo il contagio la persona infetta può non avere alcun disturbo per anni, anche per decenni, ma il parassita nell'organismo può provocare danni al sistema nervoso, al cuore e all'intestino. A causa dell'assenza di disturbi (sintomi), molte persone non sanno di essere malate e non si curano per lungo tempo andando incontro a gravissime conseguenze che possono portare anche alla morte.

Gli insetti che trasmettono il protozoo Trypanosoma cruzi sono i Triatominae, molto simili alle cimici e diffuse solo in America Centrale e Sud America. I Triatominae sono lunghi tra 1 e 4 centimetri e si nutrono di sangue. Sono attivi solo di notte e durante il sonno possono pungere la pelle su parti scoperte (soprattutto il viso) per nutrirsi. Durante il pasto di sangue rilasciano feci contenenti il parassita e l'uomo si infetta grattandosi o portandosi alla bocca o agli occhi le mani contaminate con le feci del parassita.

Altre cause più rare di contagio possono essere le trasfusioni o i trapianti da persone infettate (rischio che in Italia è escluso per i rigidi controlli nella selezione del donatore), la trasmissione da madre a figlio durante la gravidanza o il parto e l'ingestione di cibi contaminati.

Sintomi

L'incubazione della malattia è di circa una o due settimane dalla puntura della cimice, può essere più lunga se si tratta di infezione conseguente a trasfusione o trapianto. Dopo il periodo di incubazione, sull'area in cui è avvenuta la puntura dell’insetto (solitamente il viso, vicino agli occhi o alle labbra) può comparire un nodulo gonfio e rosso e può sopraggiungere febbre.

Successivamente, i disturbi (sintomi) locali e la febbre spariscono e la malattia può non dare alcun disturbo per anni. In questa fase la malattia si può individuare solo facendo una specifica ricerca degli anticorpi contro il parassita o dei protozoi nel sangue.

Dopo anni, circa il 20-30% delle persone che hanno contratto l'infezione può sviluppare la forma cronica, conseguente ai gravi danni causati dal parassita al sistema nervoso, al cuore, all'intestino o all'esofago.

Cause

La causa principale di trasmissione all'uomo della malattia è la puntura della cimice Triatominae. Questo insetto è diffuso solo in America Centrale e Sud America e vive soprattutto nelle crepe e nelle fessure delle pareti, nei tetti di paglia delle case di “adobe” (mattone costituito da un impasto di argilla, paglia e sabbia), nei fabbricati agricoli, nei cumuli di pietre o di legna, nei pollai e nelle cucce dei cani. La cimice è attiva solo di notte e durante il sonno può pungere la pelle su parti scoperte (soprattutto il viso) per nutrirsi. Durante il pasto di sangue rilascia feci contenenti il protozoo Trypanosoma cruzi sulla pelle. La puntura dell'insetto provoca intenso prurito e l'uomo si infetta grattandosi o portandosi alla bocca o agli occhi le mani contaminate con le feci del parassita.

Altre cause più rare di contagio possono essere le trasfusioni o i trapianti da persone infettate (rischio che in Italia è escluso per i rigidi controlli nella selezione del donatore), la trasmissione da madre a figlio durante gravidanza o il parto e l'ingestione di cibi contaminati.

Diagnosi

L'accertamento della malattia (diagnosi), di solito, avviene attraverso la ricerca nel sangue di anticorpi prodotti dal sistema di difesa dell'organismo contro il protozoo. È possibile determinare la presenza del protozoo anche attraverso l'osservazione diretta di un campione di sangue al microscopio.

In una fase più avanzata, è possibile rilevare la presenza del protozoo anche con l'esame di un campione proveniente da un organo infetto.

Se viene accertata la malattia, vengono eseguiti approfondimenti sulle condizioni del cuore, dell'esofago e dell'intestino (elettrocardiogramma e TAC).

Terapia

La terapia è fondamentalmente farmacologica ed è efficace soprattutto se iniziata durante le prime settimane dall'infezione. In questa fase i farmaci abbassano rapidamente il numero di protozoi presenti nel sangue e abbreviano la durata dei disturbi (sintomi). Quando l'infezione diventa cronica, invece, i farmaci diminuiscono il rischio di morte.

I farmaci utilizzati per uccidere il parassita sono due:

  • benznidazole
  • nifurtimox

La loro efficacia è tuttavia limitata. Ad essi si può aggiungere una terapia generica per il trattamento dei disturbi.

Per il momento non esiste un vaccino contro la malattia, il metodo più efficace è proteggersi dalle punture delle cimici triatomine usando repellenti per insetti e disinfestando periodicamente gli ambienti, e osservare norme igieniche di base (lavarsi spesso le mani con acqua e sapone).

Prossimo aggiornamento: 23 Marzo 2023

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