Introduzione

Brucellosi

La brucellosi è una malattia causata da un tipo di  batterio molto resistente all'ambiente (gram negativo) del genere brucella ed è considerata una delle infezioni trasmesse dagli animali all'uomo (infezioni zoonotiche) più diffuse a livello mondiale.

In Europa, negli ultimi anni si è registrata una diminuzione costante di casi umani di brucellosi, anche se, a causa della sotto-notifica, il reale numero di nuovi casi (incidenza) potrebbe essere superiore.

Oltre a generare problemi molto rilevanti, la brucellosi causa significative perdite economiche legate sia alla conseguente diminuzione della produzione e commercializzazione degli animali, sia all'impatto sui costi di sanità pubblica.

Al fine di ridurre l’incidenza della malattia, la Commissione Europea ha finanziato numerosi programmi sanitari di controllo nell'uomo e negli animali da allevamento, in particolare, nei paesi dell’area mediterranea.

Sintomi

La brucellosi può essere asintomatica, cioè non sempre si manifesta con sintomi evidenti. I disturbi (sintomi) normalente si manifestano dopo circa una settimana dall''infezione. Talvolta l'infezione può essere presente per molti mesi senza che la persona se ne accorga ed evolvere in un’infezione generalizzata (infezione sistemica) a sviluppo molto lento, di solito dopo un lungo periodo di incubazione. Le brucelle, penetrate nella sottomucosa attraverso le cellule della pelle, della congiuntiva, della faringe o del polmone, inducono un’attiva reazione infiammatoria.

Se le capacità di difesa del corpo sono superate dal microrganismo, si verifica l’ingresso dei batteri nel sangue (batteriemia) e la diffusione dell’infezione a milza, fegato e midollo con la formazione di granulomi.

Se l'infezione decorre senza provocare disturbi (sintomi) evidenti, è rilevabile solo eseguendo delle analisi del sangue.

La malattia acuta e subacuta, invece, provoca disturbi (sintomi) che includono:

  • febbre
  • sudorazione profusa
  • anoressia
  • affaticamento
  • diminuzione di peso
  • depressione
  • disturbi gastrointestinali (diarrea, dolori)

La febbre è spesso del tipo intermittente o meglio “ondulante”, con alternanza di febbre elevata (picchi febbrili) e di momenti in cui la temperatura del corpo è normale (remissioni).

La brucellosi “classica” è una forma papulare e pustolare dovuta all'instaurarsi di una allergia alla brucella. È più facilmente riscontrabile in categorie di operatori a rischio professionale.

La forma “acuta”, seppure raramente, può essere mortale causando la presenza nel sangue di sostanze tossiche (tossiemia); la riduzione del numero di piastrine (trombocitopenia), corpuscoli presenti nel sangue che intervengono nei processi della coagulazione; l'infiammazione del tessuto che riveste le pareti interne del cuore (endocardite) e altre complicazioni.

Generalmente, l'evoluzione della malattia è buona ma alcune forme possono svilupparsi in maniera grave. In rari casi si osservano complicazioni osteo-articolari, neurologiche, ematologiche e cardiologiche (endocardite).

Cause

L’uomo contrae l’infezione soprattutto attraverso il consumo di alcuni alimenti:

  • latte fresco proveniente da animali infetti e non sottoposto a sterilizzazione o pastorizzazione
  • formaggi freschi a stagionatura inferiore ai tre mesi, preparati con latte infetto non pastorizzato
  • carne proveniente da animali infetti, soprattutto se poco cotta o cruda, sebbene quest'ultima eventualità sia piuttosto rara

La brucellosi, inoltre, è considerata anche una malattia del lavoro (malattia professionale) che riguarda, soprattutto, coloro che operano a contatto con animali infetti (allevatori, veterinari, lavoratori dei macelli). Infatti, oltre che per via alimentare, la trasmissione può avvenire anche per contatto con i tessuti, il sangue, le urine, i secreti vaginali, i feti abortiti e le placente, e/o per via aerogena nelle stalle, nei laboratori e nei macelli.

La trasmissione da uomo a uomo è estremamente rara, possibile solo tramite allattamento o, eccezionalmente, per via sessuale o trapianti.

Diagnosi e terapia

L'accertamento (diagnosi) della brucellosi nell'uomo si basa sullo stato di salute e sui disturbi (sintomi) che il malato riferisce al medico oltre che sulla ricerca di anticorpi specifici eseguita sul siero del sangue (test sierologici). Qualora i risultati delle analisi fossero dubbi, si potrebbero utilizzare i cosiddetti test immunoenzimatici. La conferma definitiva della presenza della malattia si ottiene con le emocolture, le colture midollari o di altri tessuti; per un test rapido si può ricorrere alla PCR (Polymerase Chain Reaction, in italiano Proteina C Reattiva), una tecnica per amplificare il DNA.

La cura, in genere, prevede l’uso di antibiotici come la doxiclina e la rifampicina, per almeno sei settimane. Questo approccio è necessario perchè il batterio ha la capacità di sopravvivere all'interno delle cellule umane, rendendo difficile la sua eliminazione. Gli antibiotici di prima scelta sono le tetracicline, a cui si associa, di regola, la streptomicina nelle forme gravi.

Prevenzione

A tutt'oggi non esiste un vaccino per l’uomo. La prevenzione migliore è quella di evitare il consumo di latte, o di prodotti derivati dal latte come, ad esempio, i formaggi, se non pastorizzati e di mangiare solo carne ben cotta.

Per chi svolge un lavoro a rischio è opportuno indossare abbigliamento protettivo adeguato (guanti, occhiali, maschera) e, in presenza di ferite, proteggere la pelle con bende.

Sorveglianza veterinaria, vaccinazione e controllo degli animali sono la strategia fondamentale per ridurre l'incidenza umana, come sottolinea l'Organizzazione mondiale della Sanità (OMS).

Dimensione del problema

In Italia la brucellosi, malattia che dal 1934 deve essere obbligatoriamente denunciata, è una malattia soggetta a notifica nel contesto dei sistemi di sorveglianza nazionale ed europea.

La situazione epidemiologica mondiale mostra che alcuni Paesi (nord, centro ed est Europa, Canada, Australia) sono considerati indenni, e i pochi casi che si registrano sono “importati”; mentre la malattia persiste nei Paesi mediterranei, Balcani, Africa sub-sahariana e Asia.

Alla fine degli anni ’40 ha raggiunto i valori di incidenza più elevati nell'uomo (20 casi per 100.000 abitanti), ma nella seconda metà degli anni ’50, in seguito all'adozione di piani di controllo nazionali e regionali, è stata evidenziata una diminuzione dei nuovi casi di malattia (incidenza) nell'uomo e negli animali.

In Italia la brucellosi è ancora oggi presente, anche se la maggior parte delle province del nord e centro Italia ha acquisito la qualifica di “territorio ufficialmente indenne”, e la malattia persiste principalmente nelle regioni del sud Italia e in Sicilia.

Bibliografia

Mancini FR, Bella A, Graziani C, Marianelli C, Mughini Gras L, Pasquali P, Pompa MG, Rizzo C, Rizzuto E, Busani L. Trends of human brucellosis in Italy, 1998-2010. Epidemiology and infection. 2014; 142(6): 1188-1195

Ministero della Salute. Brucellosi bovina, bufalina, ovina e caprina

Lavigne JP, Magnan C, Loubet P, Sotto A, O'Callaghan D, Keriel A. What's new in the diagnosis and treatment of human brucellosis? [Sintesi] Infectious Disease Now. 2025; 55(7): 105121

Link approfondimento

European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC). Disease data from ECDC Surveillance Atlas - brucellosis (Inglese)

EpiCentro (ISS). Brucellosi

World Health Organization (WHO). Brucellosis

Centers for Disease Control and Prevention (CDC). Brucellosis Case Definition, Reporting and Surveillance

Prossimo aggiornamento: 15 Gennaio 2028

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