Introduzione

Astrocitoma

Il termine astrocitoma fa riferimento ad un tipo di tumori del sistema nervoso centrale appartenenti alla famiglia dei gliomi, ossia tumori primari del cervello che originano dal tessuto denominato gliale. Nello specifico, gli astrocitomi originano dagli astrociti, un tipo di cellule gliali a forma di stella che hanno la funzione di nutrire e sostenere le cellule nervose, i neuroni. Di solito, gli astrocitomi si formano nelle zone del cervello dette telencefalo, cervelletto e tronco encefalico. Solo in casi molto rari possono svilupparsi a partire da un astrocita situato nel midollo spinale. Tra i gliomi, l'astrocitoma rappresenta il tumore a maggior diffusione e copre circa un terzo di tutti i tumori cerebrali primari, vale a dire quelli non causati da metastasi provenienti da tumori diversi localizzati in altre parti del corpo. Sono i tumori più frequenti in età pediatrica, poiché rappresentano circa il 25% di tutti i tumori che colpiscono i bambini. In questi tumori il confine con il tessuto cerebrale sano è molto sfumato, non c’è un limite netto e si possono trovare cellule tumorali anche a distanza dalla lesione principale.

Sintomi

I disturbi (sintomi) associati alla presenza di un astrocitoma possono essere vari ed ingannevoli. I principali fattori che possono influenzarne la comparsa e la varietà sono la sede del tumore, la grandezza e la rapidità di crescita.

Se l'astrocitoma è localizzato a livello del lobo frontale del cervello compaiono:

  • cambiamenti improvvisi o graduali dell’umore e della personalità
  • debolezza o intorpidimento in uno dei due lati del corpo

La localizzazione a livello del lobo temporale provoca:

  • problemi di linguaggio
  • problemi di memoria
  • problemi di coordinazione

Infine, se l'astrocitoma è localizzato a livello del lobo parietale del cervello, possono manifestarsi:

  • problemi con la scrittura
  • debolezza o intorpidimento in uno dei due lati del corpo

Esistono anche alcuni segni e disturbi comuni a molte forme di astrocitoma, quali:

  • mal di testa (cefalea), spesso peggiore al mattino
  • nausea e vomito, soprattutto al mattino
  • problemi di vista, quali annebbiamento, visione doppia (diplopia), perdita dell'acutezza visiva (visus)
  • crisi epilettiche

Nelle forme di astrocitoma a basso grado di malignità (grado I e II) inoltre possono comparire:

  • perdita di forza
  • riduzione della sensibilità di un lato o parte del corpo (emiparesi)
  • problemi di memoria
  • problemi cognitivi, di ragionamento, di memoria, di linguaggio
  • modificazioni dell’umore e cambiamento della personalità

Nelle forme a più alto grado di malignità (III e IV grado) i primi disturbi, in particolare il mal di testa (cefalea), sono riferibili all'aumento della pressione all'interno del cranio.

Cause

Come avviene per la maggior parte dei tumori, le cause dello sviluppo di un astrocitoma sono a tutt'oggi sconosciute. È noto il ruolo svolto da mutazioni cromosomiche e genetiche nella crescita incontrollata delle cellule coinvolte, in questo caso quelle cerebrali. L'unico fattore di rischio ambientale conosciuto in grado di aumentare la probabilità che insorga un astrocitoma è l'esposizione ad alte dosi di radiazioni ionizzanti. Per questo motivo, ad esempio, le persone sottoposte a radioterapia per il trattamento di patologie tumorali, presentano un aumento del rischio di sviluppare anche a distanza di molti anni un glioma, gruppo al quale appartiene l'astrocitoma. Anche la storia familiare, ossia la presenza di uno o più casi di glioma nella stessa famiglia, può aumentare il rischio di sviluppare la malattia, anche se in maniera modesta. La stessa cosa si può dire per alcune sindromi ereditarie rare come la sindrome di Lynch, la sindrome di Cowden, la sindrome di Li-Fraumeni, la sindrome di Turcot e la neurofibromatosi di tipo I e II.

È comunque importante ricordare che l'esposizione ad un fattore di rischio non vuol dire che con certezza prima o poi si svilupperà la malattia.

Diagnosi

In presenza dei disturbi associati all'astrocitoma, laddove non siano riconducibili ad altre malattie più comuni, è consigliabile rivolgersi al proprio medico curante per effettuare degli approfondimenti che includono:

  • visita medica accurata, per capire il tipo di malattia che determina i disturbi e i segni presenti
  • esame dei riflessi tendinei, con lo scopo di verificare la presenza o meno di disturbi neuromuscolari e di coordinazione
  • test oculare, che permette al medico di osservare il nervo ottico e di valutarne l'interessamento
  • valutazione dello stato mentale, e delle capacità di ragionamento, linguaggio e memoria, allo scopo di capire quale zona del cervello potrebbe essere coinvolta

Successivamente, per avere la certezza della presenza del tumore e per conoscerne l'esatta posizione, il medico prescriverà indagini strumentali più approfondite quali la Risonanza Magnetica Nucleare (RMN) e la Tomografia Computerizzata (TAC). L'astrocitoma è meglio evidenziato dalla RMN. Le indagini di solito vengono eseguite dopo infusione endovenosa di un mezzo di contrasto che consente di valutare meglio l'attività del tumore in base alla quantità di sostanza assorbita.

La diagnosi neuroradiologica non sempre però è risolutiva al 100% e può rendersi necessaria l'esecuzione di una biopsia cerebrale. In questo caso, per eseguire il prelievo di frammenti di tessuto tumorale dal cervello, si fissa sulla testa del paziente in anestesia locale un “casco” che rende possibile una elaborazione tridimensionale delle immagini. Tale visualizzazione è fondamentale per guidare con precisione l'ago che viene inserito in un piccolo foro creato nel cranio in anestesia generale (tecnica stereotassica). I frammenti di tessuto prelevato vengono successivamente analizzati al microscopio.

Classificazione

In base alle caratteristiche istologiche e, di conseguenza, alle terapie da eseguire vengono distinti quattro gradi di malignità: i gradi I e II indicano una bassa malignità, mentre i gradi III e IV sono ad alto grado di malignità.

Astrocitomi a basso grado di malignità

In questo gruppo rientrano:

  • astrocitomapilocitico, di grado I, caratterizzato da una crescita lenta e con scarsa tendenza ad evolvere in forme più maligne. Rappresenta la forma più frequente di glioma nei bambini, con percentuali di guarigione superiori al 90% con la sola asportazione chirurgica, quando completa. Nei bambini la sede più comune è il cervelletto. Può presentarsi anche in giovani adulti, solitamente di età inferiore ai venti anni. Anche se è una forma di I grado, scarsamente infiltrante e con una buona aspettativa di vita, può comunque evolvere in forme più maligne
  • astrocitomi diffusi, tumori di II grado che, in genere, insorgono tra i trenta e i quaranta anni di età. Raramente colpiscono i bambini. Possono evolvere molto lentamente e permettere una sopravvivenza molto lunga. Dopo un periodo medio di circa 5 anni, possono trasformarsi in forme più aggressive. A questo gruppo appartengono l'astrocitoma fibrillare, gemistocitico e protoplasmatico

Negli astrocitomi a basso grado di malignità la differenza tra le cellule tumorali e quelle sane è meno marcata e il confine con il tessuto sano è poco evidente. È per questo motivo che rispondono poco alle terapie chirurgiche, farmacologiche o alla radioterapia. La rimozione chirurgica è possibile solo nei casi di tumori di piccole dimensioni che si trovino in una zona in cui l'uso della chirurgia non possa causare danni quali, ad esempio, difficoltà nel linguaggio, paralisi o altro.

Astrocitomi ad alto grado di malignità

In questo gruppo rientrano:

  • astrocitoma anaplastico, di grado III, un tumore altamente maligno, detto anaplastico perché gli astrociti della massa tumorale perdono il loro aspetto tipico ed assumono le caratteristiche di cellule indifferenziate (anaplastiche). Questo tipo di tumore rappresenta circa un terzo di tutti gli astrocitomi e può comparire a qualsiasi età, ma è più frequente nelle persone anziane, con un picco tra i 50-60 anni di età. Rispetto agli astrocitomi a basso grado di malignità cresce più rapidamente, tende a riformarsi più spesso e più in fretta e infiltra il tessuto sano circostante rendendo così difficile la sua completa rimozione chirurgica. L'aspettativa di vita è negativa con una sopravvivenza a due anni del 50%, a 5 anni del 18%
  • glioblastoma multiforme, di grado IV, rappresenta il tumore cerebrale più temuto per la sua aggressività e invasività. Ha una crescita rapida e, soprattutto, un'alta tendenza a ripresentarsi. Rappresenta circa il 30% di tutti i tumori cerebrali e circa il 50% di tutti gli astrocitomi. Colpisce di solito persone con più di 50 anni. La sopravvivenza media è di 12 mesi, mentre quella a due anni è pari al 10%

Terapia

Numerosi fattori influenzano le scelte terapeutiche nel caso di un astrocitoma: il grado di malignità, la sede, la dimensione e la velocità di crescita della massa tumorale. Le possibilità terapeutiche nel caso di un astrocitoma sono essenzialmente tre: chirurgia, radioterapia, chemioterapia.

Quando possibile, a prescindere dal grado di malignità, la cosa migliore è la rimozione chirurgica.

Chirurgia

Il trattamento chirurgico ha come obiettivo quello di rimuovere tutto il tumore oppure, se ciò non è possibile, la maggior parte della massa tumorale. È eseguibile solo nel caso in cui il tumore sia localizzato e non interessi un'area del cervello in cui l'intervento chirurgico causerebbe menomazioni alla persona. La rimozione chirurgica ha il vantaggio di ridurre la compressione sul restante tessuto cerebrale sano e di aumentare l'efficacia delle terapie successive, rimuovendo le aree emorragiche e necrotiche. Eventuali tumori non asportabili chirurgicamente possono essere sottoposti a biopsia stereotassica al fine di determinare l'esatto tipo del tumore. L'intervento chirurgico è delicato e pericoloso, e per questo motivo il medico, insieme al suo staff, è tenuto ad informare il malato dei possibili rischi della procedura.

Radioterapia

La radioterapia si basa sull'utilizzo di radiazioni ionizzanti ad alta energia e ha lo scopo di distruggere le cellule tumorali. Nel caso degli astrocitomi viene eseguita in due situazioni ben diverse:

  • astrocitomi di grado II o superiore, successivamente all'intervento chirurgico
  • impossibilità di eseguire l’intervento chirurgico, in questo caso la radioterapia rappresenta il principale e più importante trattamento terapeutico

La radioterapia viene effettuata in “day hospital” per un periodo di circa due mesi.

Chemioterapia

La chemioterapia consiste nella somministrazione di farmaci in grado di uccidere tutte le cellule in rapida crescita, comprese quelle tumorali. Viene prescritta dai medici quando ritengono molto alto il rischio di una ricaduta (recidiva) o quando ci sia il sospetto che qualche cellula tumorale possa essere presente in altri tessuti del corpo (metastasi). Tali situazioni sono più probabili nel caso di astrocitomi di grado III e IV. La chemioterapia si avvale essenzialmente di temozolomide, carmustina e cisplatino, farmaci che attraversano più facilmente di altri la barriera ematoencefalica.

Altre cure

Se l'astrocitoma causa un edema intorno alla zona tumorale, può essere prescritta una terapia a base di farmaci corticosteroidi che riducono l'infiammazione.

Fase operatoria

Dopo l'asportazione chirurgica della massa tumorale e durante gli eventuali trattamenti radioterapici e chemioterapici, la persona deve seguire anche una riabilitazione fisioterapica che ha lo scopo di recuperare, almeno in parte, le facoltà neurologiche che la presenza del tumore, o l'intervento stesso possono aver danneggiato.

Sopravvivenza

L'aspettativa di vita dipende principalmente da tre fattori:

  • grado dell’astrocitoma, una persona con astrocitoma di grado I, dopo la rimozione chirurgica ha buona probabilità di rimettersi completamente. Al contrario, le persone con un astrocitoma di grado IV, anche dopo l'intervento chirurgico, hanno una speranza di vita media di poco più di 30 settimane
  • posizione della massa tumorale, se il tumore è localizzato in un punto difficile da raggiungere e quindi non è operabile, si osserva una riduzione drastica del tasso di sopravvivenza, poiché la radioterapia e la chemioterapia non sono altrettanto efficaci
  • accertamento rapido, più tardi viene individuato il tumore, specialmente se è ad uno stadio avanzato, e minori sono le probabilità di guarigione

Bibliografia

Neurochirurgia. Astrocitomi

Ospedale pediatrico Bambino Gesù. Glioma, astrocitoma

Orphanet. Astrocitoma 

Prossimo aggiornamento: 22 Dicembre 2022

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