Introduzione

TSH

Il TSH (definito anche ormone tireostimolante, ormone tireotropo o tireotropina) è un ormone prodotto dall’ipofisi, una ghiandola che si trova alla base del cervello.
Il TSH stimola la tiroide a produrre gli ormoni tiroidei, prevalentemente tiroxina (T4) ma anche piccole quantità di triiodiotironina (T3).
Gli ormoni tiroidei, a loro volta, sono in grado di regolare la produzione di TSH da parte dell’ipofisi. Infatti, in condizioni normali, se la concentrazione di ormoni tiroidei nel sangue tende a ridursi, l’ipofisi aumenta la produzione di TSH. La tiroide risponde all’aumento del TSH nel sangue producendo più ormoni tiroidei per ristabilire l’equilibrio. Quando i livelli di ormoni tiroidei nel sangue diventano adeguati, l’ipofisi può ridurre la produzione di TSH.
Il ciclo si ripete continuamente con l’obiettivo di mantenere nel sangue livelli adeguati di ormoni tiroidei (Video).

In condizioni di malfunzionamento della tiroide, l’equilibrio si rompe. Se sono presenti troppi ormoni tiroidei (ipertiroidismo) infatti, la produzione ipofisaria di TSH è inibita e i livelli di TSH nel sangue diventano così bassi da non essere misurabili.
Diversamente, se la tiroide non funziona a sufficienza e la produzione di ormoni tiroidei diviene troppo bassa (ipotiroidismo), la produzione ipofisaria di TSH rimane elevata nel tentativo di stimolare la tiroide a produrre più ormoni.

L’esame (test) del TSH, ovvero la misurazione della quantità di TSH nel sangue, è utilizzato per:

  • effettuare controlli alla nascita (screening neonatale) per accertare prima possibile l’eventuale presenza di ipotiroidismo congenito
  • scoprire malattie della tiroide e seguire nel tempo (monitorare) l’efficacia delle cure nelle persone con ipotiroidismo o ipertiroidismo
  • approfondire problemi di sterilità nella donna
  • valutare la funzione dell’ipofisi

Il test

Il test del TSH si esegue con un semplice prelievo di sangue da una vena del braccio. Non è necessario essere a digiuno, ma se si sta prendendo la terapia sostitutiva (levotiroxina) il prelievo va eseguito prima di assumerla.

Il test del TSH si esegue anche come esame di controllo per verificare la presenza di ipotiroidismo congenito in tutti i neonati (legge 104 del 5/2/1992 e DPCM del 9/7/1999). In questo caso, il sangue è prelevato dal tallone: ne bastano poche gocce da porre su uno speciale cartoncino.

Risultati

I risultati del test del TSH vanno confrontati con i valori di riferimento forniti dal laboratorio di analisi, ricordando che tali valori possono variare anche in base all’età.

In linea di massima, si può dire che un TSH elevato è spesso collegato ad una ghiandola tiroidea poco attiva, vale a dire che produce un’insufficiente quantità di ormoni tiroidei (ipotiroidismo); oppure in persone già trattate per l’ipotiroidismo ma che non assumono un quantitativo sufficiente di ormone sostitutivo.

Molto raramente un valore di TSH alto può indicare un problema a livello dell’ipofisi che determini la perdita di controllo dei sistemi di produzione e regolazione dell’ormone, ad esempio, un tumore.

Al contrario, una bassa quantità di TSH può indicare una tiroide iperattiva (ipertiroidismo). Tuttavia, un basso livello di TSH si può osservare anche in persone ipotiroidee che assumono un quantitativo eccessivo di ormone sostitutivo.
Raramente, può essere il segnale di danni tali alla ghiandola ipofisaria da impedirle la produzione dell’ormone.

È importante sottolineare che un valore di TSH alterato indica un eccesso o un difetto di ormoni tiroidei nel sangue, ma non ne evidenzia la causa. Per questo motivo, un test del TSH alterato è solitamente seguito dall’esecuzione di ulteriori test necessari per capire le cause che hanno determinato questo risultato.

È bene ricordare anche che qualsiasi sia il risultato del test, questo deve sempre essere visionato ed interpretato dal proprio medico.

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