Il tabacco è responsabile nel mondo di più tumori di ogni altro fattore di rischio considerato singolarmente ed è stato classificato come cancerogeno per l'uomo (Gruppo 1) dalla IARC (International Agency for Research on Cancer, in italiano Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro). Per alcuni tumori, come il carcinoma polmonare o il tumore del cavo orale, è stata confermata una relazione diretta tra numero di sigarette e aumento del rischio, ma la tossicità del fumo si manifesta in tanti e tali modi che anche un’esposizione minima può generare pericoli per la salute. Infatti, una soglia di esposizione al fumo che possa essere considerata sicura per la salute non è stata mai identificata: ad ogni boccata, il fumo danneggia le nostre cellule, e il danno si accumula nel tempo.
Stando alla stima ricavata dai dati delle Sorveglianze PASSI e PASSI d’Argento coordinate dal Centro nazionale per la Prevenzione delle malattie e la Promozione della Salute dell’Istituto Superiore di Sanità, in Italia (anni 2023-2024) un italiano adulto su 4 è fumatore abituale (24%). Il fumo di sigarette è più frequente fra gli uomini rispetto alle donne (28% contro 20%) e coinvolge di più le persone con difficoltà economiche (36% contro 21% fra chi non ne ha) o con bassa istruzione (30% fra chi ha la licenza media e 26% fra chi ha la licenza elementare contro 18% fra i laureati). Le quote più alte di fumatori si riscontrano in alcune regioni del Centro-Sud, come Molise, Campania e Umbria.
Istituto Superiore di Sanità (ISS). XXIII Convegno nazionale tabagismo e Servizio Sanitario Nazionale. Roma, ISS: 31 maggio 2021
EpiCentro (ISS). PASSI. I dati per l'Italia. Abitudine al fumo
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