Introduzione

Terapia adronica

La terapia adronica o adroterapia è una particolare forma di radioterapia usata nel trattamento e cura di alcuni tipi di tumori difficilmente operabili e/o resistenti alla radioterapia convenzionale.

A differenza della radioterapia convenzionale, che utilizza i raggi X, l’adroterapia impiega fasci di particelle e in particolare gli ioni carbonio e i protoni, detti anche adroni (dal greco adrós, forte).

I fasci di adroni hanno la caratteristica di depositare l'energia necessaria a distruggere le cellule tumorali in modo molto preciso e selettivo con una maggiore capacità di colpire il tumore danneggiando poco i tessuti circostanti. Gli ioni carbonio hanno inoltre una maggiore efficacia biologica rispetto alle radiazioni convenzionali e sono in grado di aggredire maggiormente i tessuti tumorali.

La terapia adronica non costituisce un'alternativa alla radioterapia tradizionale, ma viene impiegata per trattare tumori resistenti alle radiazioni tradizionali, tumori inoperabili (in quanto difficili da raggiungere), tumori che ricompaiono dopo le cure o tumori che sono localizzati in zone complicate come, ad esempio, i condrosarcomi della base del cranio, i melanomi dell’occhio, i sarcomi ossei.

Essendo una tecnica terapeutica piuttosto sofisticata e innovativa, viene eseguita solo in alcuni centri di oncologia.

In Italia, l'adroterapia dal 2014 è effettuata a Pavia presso il Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica - CNAO: primo centro ospedaliero di avanguardia in Italia appositamente voluto dal Ministero della Salute ed espressamente dedicato al trattamento dei tumori. Il CNAO è l’unica struttura in Italia in grado di trattare i tumori anche con ioni carbonio.

L'adroterapia con protoni (protonterapia) è eseguita in Italia anche in altri due centri: il Centro di Protonterapia dell'Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari (APSS) di Trento e il Centro CATANA dell'INFN - Laboratori Nazionali del Sud (Catania) per trattamenti con protoni dei soli tumori oculari.

Sia l'adroterapia che la protonterapia sono entrati a far parte dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), garantendo in questo modo a tutti i cittadini italiani di poter avere accesso diretto a questo tipo di trattamento a carico del Servizio Sanitario Nazionale.

La terapia

Nell'adroterapia si utilizzano fasci di protoni o nuclei atomici (come gli ioni del carbonio) che, dopo esser stati portati ad alta energia (accelerati) vengono usati per eliminare il tumore come fossero dei proiettili lanciati ad alta velocità sulle cellule tumorali.

Come per la radioterapia tradizionale, anche questo tipo di terapia prevede (su parere del medico radioterapista) la somministrazione di una specifica dose di radiazioni per un numero di volte variabile in base al tipo di tumore da trattare.

La terapia non è dolorosa; la persona non avverte assolutamente nulla, né diventa radioattiva. Questo le permette, alla fine del trattamento, di avere contatti anche con i propri familiari, compresi i bambini.

Un aspetto fondamentale dell’adroterapia è la sua precisione. Gli adroni impiegati vengono prima portati ad alta energia da una potente macchina acceleratrice e poi, dopo aver individuato il bersaglio, vengono “lanciati” in modo estremamente preciso solo in corrispondenza dei tessuti e delle cellule tumorali. L’elevata energia distruttiva degli adroni permette di colpire solo il tumore, di rompere in più punti il DNA delle cellule tumorali, di ridurre gli effetti indesiderati e, soprattutto, di danneggiare in modo più limitato, rispetto alla radioterapia convenzionale, i tessuti sani circostanti.

Come avviene per la radioterapia convenzionale, prima di iniziare il trattamento di adroterapia, è richiesta l’esecuzione di alcuni esami di accertamento quali TAC, risonanza magnetica e tomografia a emissione di positroni (PET). In questo modo, si può localizzare con precisione la sede da irradiare e pianificare il trattamento. Durante la cura, la persona viene posizionata in modo preciso per consentire al fascio di adroni di rilasciare la sua energia solo nel tumore.

Il numero di sedute di adroterapia alle quali sottoporsi, dipende da alcuni fattori come: tipo, dimensioni e localizzazione del tumore. Generalmente, si esegue una seduta al giorno per 4-5 giorni a settimana, per un periodo complessivo di terapia compreso da 2 e 8 settimane. Ciascuna seduta dura nell'insieme circa 30 minuti, compreso il tempo necessario per l’immobilizzazione e per il controllo del posizionamento. L’irradiazione in sé dura solo alcuni minuti.

Vantaggi

Rispetto alla radioterapia tradizionale o agli altri trattamenti antitumorali, la terapia adronica (con protoni e ioni carbonio) presenta numerosi vantaggi, quali:

  • precisione e selezione, gli adroni, per loro stessa natura, sono più precisi e selettivi dei raggi X nel colpire il tumore. Ciò permette di rilasciare una dose di radiazioni che, pur attraversando il corpo della persona, è in grado di colpire prevalentemente le cellule tumorali
  • minori danni ai tessuti sani circostanti, per le specifiche caratteristiche fisiche dei protoni e degli ioni carbonio, quando essi penetrano nel corpo del malato depositano poca energia nei tessuti superficiali (a differenza dei trattamenti con radioterapia tradizionale) e molta alla profondità a cui si trova il bersaglio tumorale. Questo aspetto è fondamentale, specialmente nel trattamento di tumori non operabili o localizzati vicino ad organi sensibili, delicati e più a rischio che sarebbero difficilmente raggiungibili con i trattamenti antitumorali tradizionali. È impiegata anche nel trattamento dei tumori dei bambini
  • minori effetti indesiderati a lungo termine, aspetto importante specialmente nella cura dei tumori pediatrici
  • maggiore efficacia biologica, le particelle di ioni carbonio, infatti, sono più potenti ed efficaci nel distruggere le cellule tumorali. L’energia rilasciata dagli ioni carbonio nelle cellule tumorali è molto più alta di quella rilasciata dai fasci di radiazioni tradizionali. Ciò li rende particolarmente adatti nella cura di tumori resistenti alla radioterapia convenzionale

In quali casi è indicata

L'uso della terapia adronica è stato inizialmente limitato alla cura dei tumori della testa, del fondo dell'occhio e della colonna vertebrale.

Attualmente, il suo impiego è stato esteso (con risultati interessanti rispetto alle terapie standard chemio-radioterapiche) anche ai tumori del sistema nervoso centrale, della prostata, del fegato, dell'apparato gastroenterico, del polmone e per la terapia dei tumori pediatrici.

Nel caso dei tumori pediatrici, rispetto alla radioterapia tradizionale, l’adroterapia comporta una riduzione della quantità totale di energia depositata nell'organismo durante il trattamento. Questa caratteristica limita il rischio di comparsa di altri tumori, aspetto particolarmente importante per tessuti e organi che, essendo in fase di crescita, sono più sensibili agli effetti tossici delle radiazioni anche a lungo termine.

In generale, l’adroterapia è indicata per:

  • tumori che non possono essere curati con la radioterapia tradizionale
  • tumori localizzati vicino a organi critici, che potrebbero essere danneggiati dalle alte dosi di radiazioni necessarie per curare la malattia
  • tumori avanzati o non operabili, perché vicini ad organi vitali che devono essere protetti dagli effetti indesiderati delle radiazioni
  • tumori recidivati, vale a dire che ricompaiono in una zona precedentemente già trattata con la radioterapia
  • tumori resistenti alle radiazioni, come sarcomi, tumori delle ghiandole salivari, glioblastomi, adenocarcinomi del pancreas

Il trattamento con adroterapia è legato al tipo di tumore e al suo comportamento nel tempo. Ad esempio le metastasi possono rappresentare un criterio di non utilizzo dell’adroterapia, oppure nella cura dei tumori radiosensibili può essere più opportuno utilizzare radioterapia convenzionale che, in questi casi, ha una efficacia comprovata.

Effetti collaterali

Il trattamento con la terapia adronica non è doloroso e non causa effetti collaterali visibili, anche se possono verificarsi disturbi secondari a causa della tossicità delle radiazioni. Essi dipendono dalla quantità di radiazioni (dose), dalla zona irradiata, ma anche da eventuali trattamenti effettuati in precedenza (come altri cicli di radioterapia tradizionale).

Gli effetti acuti compaiono durante e fino a 6 mesi dopo il trattamento e sono generalmente lievi e transitori:

  • infiammazione delle mucose (bocca, faringe, naso e occhio) se la zona irradiata è localizzata nella testa e nel collo
  • arrossamenti della pelle (eritema) nelle zone in cui i fasci di adroni entrano nel corpo
  • lieve senso di nausea, in caso di irradiazione della zona addominale

Nei primi due casi, l’uso di antinfiammatori locali può aiutare ad alleviare i disturbi.

Gli effetti collaterali tardivi, vale a dire quelli che compaiono a distanza di 6 mesi dal termine della terapia, comprendono le neuropatie soprattutto in caso di irradiazione di zone vicine ai nervi. Sono curabili con la somministrazione di farmaci analgesici.

Bibliografia

Fondazione Umberto Veronesi. Magazine. Potenzialità e limiti dell’adroterapia 

Fondazione Umberto Veronesi. Magazine. La buona sanità: in funzione l’adroterapia 

Associazione Italiana Malati di Cancro, parenti e amici (AIMaC). Adroterapia 

Link approfondimento

Fondazione CNAO. Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica per il trattamento dei tumori. Che cos'è l’adroterapia 

Bazzi A. In Italia gli “adroni” si trovano a Pavia. Corriere della Sera. 20 maggio 2014 

Laperchia C. Dalla radioterapia convenzionale alla terapia adronica. Oltre. 2009; 6(1)

Research Italy: il portale della ricerca italiana. INFN e CNAO insieme per la ricerca sul cancro

French National Center for Scientific Research. CNRS News. Hadron Therapy Ready for Takeoff 

Heidelberg University Hospital. Proton Therapy and Carbon Ion Therapy – High-precision Cancer treatment

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