Introduzione

Sindrome di Rett

La sindrome di Rett è una malattia rara che colpisce prevalentemente le persone di sesso femminile con un numero di nuovi casi (incidenza) pari a uno su 10.000/12.000 nati. Si manifesta raramente negli individui di sesso maschile.

La sindrome di Rett interessa il sistema nervoso centrale ed è una delle cause più diffuse di disabilità grave sia a livello motorio che cognitivo.

Sintomi

L’evoluzione e la gravità della sindrome di Rett sono estremamente variabili. Anche l’età in cui si manifestano i primi segni può variare.

La forma classica della sindrome di Rett viene descritta attraverso quattro stadi distinti, sebbene questi possano sovrapporsi tra loro.

Stadio 1 - Segni precoci

Nei primi sei mesi di vita il bambino può mostrare uno sviluppo apparentemente normale anche se potrebbero essere presenti alcuni minimi segni della sindrome di Rett.

Il primo stadio è talvolta indicato come periodo di stagnazione perché lo sviluppo del bambino può apparire rallentato o mostrare difficoltà a procedere.
In questo periodo possono essere riscontrati:

  • ipotonia
  • difficoltà nell’alimentazione
  • atipici movimenti ripetitivi delle mani o movimenti non coordinati degli arti
  • ritardo nello sviluppo del linguaggio
  • difficoltà nello stare seduti, nel gattonamento e nel cammino
  • mancanza di interesse nel gioco

Queste problematiche si evidenziano tipicamente tra i sei e i diciotto mesi di vita e spesso durano per diverso tempo fino a manifestarsi anche per un anno o più.

Il primo stadio, nella maggior parte dei casi, potrebbe non essere riconosciuto dai genitori e dalle figure specialistiche perché le modificazioni si verificano gradualmente e possono essere minime.

Stadio 2 - Regressione

In questo stadio, indicato anche come regressione, i bambini vanno incontro alla perdita di abilità precedentemente acquisite. Inizia tra il primo e il quarto anno di vita e può durare dai due mesi a più di due anni.

Il bambino manifesta gradualmente, o in modo improvviso, severi problemi nel linguaggio e nella comunicazione, nella memoria, nell’uso delle mani, nella mobilità, nella coordinazione e nelle funzioni cerebrali.
Alcuni aspetti del comportamento appaiono simili a quelli dei disturbi dello spettro autistico.

In questo periodo possono essere riscontrati:

  • difficoltà nell’uso intenzionale delle mani, i movimenti ripetitivi delle mani risultano spesso difficili da controllare e includono movimenti di torsione, lavaggio, battere o colpire
  • crisi di angoscia, irritabilità e talvolta urla apparentemente in assenza di motivi evidenti
  • ritiro sociale, perdita di interesse per le persone ed evitamento dello sguardo (contatto oculare)
  • instabilità e difficoltà nel camminare
  • disturbi del sonno
  • rallentamento nella crescita della testa
  • difficoltà nell’alimentazione, nella masticazione, nella deglutizione e talvolta costipazione che può causare dolori addominali

Successivamente, o durante questo periodo, il bambino può sperimentare periodi di respirazione rapida (iperventilazione) o respirazione lenta, incluse le apnee. L’aria può anche essere deglutita causando gonfiore addominale.

Stadio 3 - Il plateau

Il terzo stadio può iniziare tra i 2 e i 10 anni e spesso può durare per lungo tempo. Molti bambini rimangono in questo stadio per un lungo periodo della loro vita.

In questa fase, è possibile osservare un miglioramento delle problematiche manifestate in precedenza. Ad esempio, si può assistere ad un miglioramento di alcuni problemi del comportamento con riduzione dell’irritabilità e del pianto.

I bambini possono mostrarsi più interessati alle persone e all’ambiente e possono verificarsi progressi nella prontezza di riflessi, nelle capacità di attenzione e di comunicazione. La loro abilità nel camminare può migliorare (o possono iniziare a camminare, se non erano in grado di farlo precedentemente).
Al contrario, tra i problemi che iniziano in questo stadio, sono inclusi:

  • convulsioni, che possono diventare molto comuni
  • peggioramento delle problematiche di respirazione, ad esempio respirazione superficiale seguita da rapidi respiri profondi o apnee
  • digrignamento dei denti (bruxismo)
  • alcuni bambini possono sviluppare anomalie del ritmo cardiaco

Può essere molto difficoltoso raggiungere e mantenere un giusto peso.

Stadio 4 - Deterioramento della mobilità

L’ultima fase può durare anni oppure decenni. Le principali problematiche di questo stadio includono:

  • sviluppo di curve nella colonna vertebrale note come scoliosi
  • riduzione di forza muscolare e spasticità (anomala rigidità, particolarmente agli arti inferiori)
  • perdita della capacità di camminare

In genere, le abilità di comunicazione e di linguaggio e le funzioni cerebrali non vanno incontro a peggioramenti. Durante questa fase, i movimenti ripetitivi delle mani possono diminuire e, generalmente, si osserva un certo miglioramento del contatto di sguardo.
Le convulsioni, rispetto a quanto accadeva nell’adolescenza e all’inizio dell’età adulta, rappresentano un problema minore sebbene da gestire per tutta la durata della vita.

Oltre alla forma tipica sono state osservate almeno 5 varianti della sindrome di Rett: la variante a linguaggio conservato, la variante con convulsioni ad esordio precoce, le “forme fruste” (in cui i segni clinici caratteristici sono più sfumati), la variante congenita in cui il ritardo psicomotorio è evidente fin dai primi mesi di vita e la variante a regressione tardiva.

In letteratura sono stati descritti alcuni pazienti maschi che presentano un fenotipo simile a quelle delle femmine affette da sindrome di Rett classica o atipica e, raramente, pazienti maschi affetti da encefalopatia grave ad esordio neonatale e da alterazioni significative della respirazione.

Cause

La sindrome di Rett è causata nella maggior parte dei casi da una mutazione del gene Mecp2 (Methyl CpG-binding protein 2) localizzato sul cromosoma X. Il gene Mecp 2 contiene le informazioni (codifica) per la produzione di una proteina necessaria ad un corretto sviluppo del cervello e la sua mutazione, quindi, impedisce il regolare sviluppo cerebrale.

Nella maggior parte dei casi (99%) l’insorgenza della sindrome di Rett è sporadica, ovvero la mutazione genetica si verifica spontaneamente e non è presente nei genitori sani. Questo processo è noto come mutazione de novo.

Recentemente, sono state identificate mutazioni in altri due geni, CDKL5 (cyclin-dependent kinase like 5) e Netrin G1 in soggetti con caratteristiche cliniche molto simili a quelle della sindrome di Rett.

Diagnosi

La diagnosi di sindrome di Rett si basa sull’ osservazione dei segni clinici, dopo aver escluso altre condizioni più comuni.
Potrebbe quindi non avvenire fino a quando le problematiche non si manifestano in modo chiaro.

Per identificare la mutazione responsabile della sindrome di Rett, deve essere effettuato un esame genetico tramite il prelievo di una piccola quantità (campione) di sangue. Tuttavia, la specifica mutazione genica non è presente in tutti gli individui affetti da sindrome di Rett.

La scoperta di una alterazione nel gene MECP2 può aiutare a confermare la diagnosi ma il mancato riscontro dell’anomalia genetica non esclude, necessariamente, la sindrome poichè potrebbe essere conseguente ad altre mutazioni genetiche.

Terapia e trattamento

Per la sindrome di Rett non esiste attualmente una cura (terapia) risolutiva. Il genitore che si prende cura di un bambino con sindrome di Rett, può avere necessità di supporto da parte di diversi professionisti.
Tra gli interventi che potrebbero essere indicati per la persona con sindrome di Rett sono inclusi:

  • interventi per il linguaggio e la comunicazione
  • terapie per le problematiche respiratorie e terapie anti-epilettiche
  • fisioterapia, con particolare attenzione alla posizione seduta (per minimizzare lo sviluppo di scoliosi) e frequenti cambi di postura
  • busti ortopedici, o interventi chirurgici, se necessari nei casi di scoliosi
  • utilizzo di tutori nella parte inferiore della gamba (ortesi piede-caviglia) per camminare
  • utilizzo di ortesi (splint) per controllare i movimenti delle mani (vengono utilizzati per periodi limitati di tempo per prevenire auto-lesioni e incoraggiare attività con l’altra mano)
  • diete ipercaloriche per il controllo del peso, utilizzo di sondini o ausili per l’alimentazione
  • interventi per recuperare o mantenere lo sviluppo dell’autonomia nella vita quotidiana
  • terapie per i problemi cardiaci

Prospettiva

Sebbene alcune persone con sindrome di Rett possano presentare un certo grado di controllo nei movimenti delle mani, abilità nel camminare e nella comunicazione, la maggior parte avrà bisogno di essere assistita continuativamente per tutta la vita.
Molte persone raggiungono l'età adulta sebbene alcune complicazioni tra cui le anomalie del ritmo cardiaco, la polmonite e l'epilessia possano causare la morte prematura.

Suggerimenti per chi si prende cura della persona con sindrome di Rett

Prendersi cura di un bambino con sindrome di Rett può essere psicologicamente molto gravoso. Potrebbe essere necessario un supporto sociale e psicologico.

Tra i suggerimenti per i familiari o le persone che si occupano di un bambino con questa malattia vengono inclusi: prendersi cura di sè stessi, mantenersi in forma e in buona salute, prendersi delle pause nella presa in carico della persona malata, ottenere assistenza legale e supporto.
Alcuni genitori possono trovare beneficio nel partecipare a gruppi di sostegno.

Registro Nazionale

Gli specialisti possono provvedere alla segnalazione dei bambini affetti da sindrome di Rett nei Registri regionali e nazionali delle malattie rare. Attraverso questo registro potranno essere raccolti dati utili alla ricerca sulle cause e sul trattamento di questa condizione.

Bibliografia

Osservatorio Malattie Rare. Sindrome di Rett: che cos'è

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