Introduzione

Malattia di Pompe

La malattia di Pompe, detta anche glicogenosi di tipo II, è una malattia rara di origine genetica che colpisce 1 persona ogni 10.000 tra neonati ed adulti. Appartiene al gruppo più vasto di malattie metaboliche da accumulo di lisosomi ed è dovuta alla carenza di un enzima presente all'interno dei lisosomi (organelli cellulari con il compito di raccogliere i rifiuti della cellula e riciclarli oppure eliminarli).

L'enzima alfa-glucosidasi acida (GAA) o maltasi acida presente all'interno dei lisosomi ha il compito di scomporre gli zuccheri complessi, come il glicogeno, in zuccheri semplici e digeribili come il glucosio. La carenza di questo enzima quindi porta ad un accumulo del glicogeno all'interno delle cellule, danneggiando soprattutto le cellule muscolari del cuore, i muscoli delle gambe e delle braccia e quelli della respirazione.

Sintomi

La malattia di Pompe viene classificata in due diverse forme a seconda dell'età in cui si presenta:

  • classica, o infantile
  • ad esordio tardivo, che si manifesta in età adulta

I disturbi (sintomi) possono variare ampiamente in relazione all'età in cui la malattia si manifesta e alla sua gravità.

Forma infantile

Compare subito dopo la nascita ed è dovuta ad una completa assenza dell'enzima alfa-glucosidasi acida (GAA). I disturbi iniziano nei primi mesi di vita con problemi nella nutrizione, scarso aumento di peso, insufficiente capacità di succhiare il latte (difficoltà di suzione), debolezza muscolare, grave aumento delle dimensioni del cuore (cardiomiopatia ipertrofica) e del fegato. Nei neonati si nota la cosiddetta "postura a bambola di pezza" dovuta proprio alla grave debolezza e allo scarso tono muscolare (ipotonia), causa anche di difficoltà respiratorie e di frequenti infezioni polmonari. Senza la terapia specifica e trattamenti di supporto, i neonati con malattia di Pompe muoiono a causa di insufficienza cardiaca e/o respiratoria entro il primo anno di vita.

Forma ad esordio tardivo

Può manifestarsi in qualsiasi età dopo il primo anno di vita e la sua progressione risulta più lenta, perché la mancanza dell’enzima è parziale. Il disturbo (sintomo) principale consiste nella progressiva debolezza muscolare associata a problemi respiratori. Il cuore di solito non è coinvolto. I primi disturbi respiratori sono rappresentati da fiato corto dopo uno sforzo fisico o, a volte, mal di testa al mattino e sonnolenza durante il giorno (conseguente alle difficoltà respiratorie durante la notte). Si può arrivare ad un deterioramento progressivo della capacità respiratoria con ricorso spesse volte alla ventilazione polmonare assistita (respirazione artificiale) o alla tracheostomia (operazione chirurgica che si usa per il ripristino della funzione respiratoria. Prevede, a livello del collo, una piccola incisione in cui si inserisce un tubo piccolo e flessibile che crea una via di passaggio per l'aria destinata ai polmoni).

Il peggioramento della malattia può manifestarsi in un tempo più o meno lungo.

Cause

La malattia di Pompe è una malattia genetica che si trasmette con modalità detta autosomica recessiva: se entrambi i genitori sono portatori del gene difettoso che causa la carenza dell'enzima maltasi acida, ciascuno di essi ne trasmette una copia mutata al figlio che avrà il 25% di possibilità di sviluppare la malattia.

Non esiste differenza di genere per quanto riguarda l'ereditarietà, ovvero uomini e donne hanno la stessa probabilità di ammalarsi.

Diagnosi

L'accertamento della malattia (diagnosi) si basa sul riscontro della mancanza dell'enzima (deficit enzimatico) in alcune cellule del sangue (i linfociti o i fibroblasti). L'analisi genetica si effettua attraverso un prelievo di sangue e l'analisi del DNA in esso contenuto.

L'accertamento della malattia prima della nascita (diagnosi prenatale) è possibile attraverso la misurazione dell'attività enzimatica sui villi coriali (parte della placenta che consente al feto di assorbire ossigeno e nutrienti dal sangue materno e di eliminare le sostanze di rifiuto) o tramite la ricerca delle mutazioni nelle cellule del feto.

Terapia

Attualmente è disponibile la cosiddetta terapia enzimatica sostitutiva. Consiste nella somministrazione dell'enzima alfa-glucosidasi acida (GAA) mancante, per via endovenosa, ogni due settimane.

L'enzima è ottenuto mediante biotecnologie ed è in grado di sostituire quello naturale mancante.

Il trattamento dà ottimi risultati sulla sopravvivenza nella forma infantile e rallenta molto la progressione della malattia nella forma adulta o tardiva.

La malattia di Pompe richiede una presa in carico da parte di diversi specialisti: cardiologi, pneumologi, neurologi, genetisti e anche terapisti per la terapia fisica e respiratoria in relazione alle specifiche necessità delle persone malate.

Vivere con

La malattia di Pompe è una malattia cronica che potrebbe complicarsi nel corso della sua evoluzione.

Oltre ai medici specialisti e ai terapisti per la terapia fisica e respiratoria, quindi, potrebbe essere utile un supporto psicologico e un confronto con le associazioni di malati per condividere la propria esperienza su come affrontare la quotidianità.

Ogni 15 aprile si celebra la giornata mondiale della malattia di Pompe.

In Italia la malattia di Pompe è inserita nell'elenco delle malattie rare per cui è prevista l'esenzione dal costo del ticket (Allegato 7 del DPCM del 12 gennaio 2017), all'interno del gruppo dei "Difetti congeniti del metabolismo e del trasporto dei carboidrati" codice RCG060.

Per avere informazioni sulla malattia, conoscere l'iter per ottenere l'esenzione, i centri clinici di diagnosi e cura della Rete nazionale malattie rare e le associazioni dei pazienti è possibile rivolgersi al Telefono Verde Malattie Rare (TVMR) 800.89.69.49. Il numero è attivo dal lunedì al venerdì dalle 9,00 alle 13,00. 

Bibliografia

Bembi B, Cerini E, Danesino M A et al. Diagnosis of glycogenosis tipe II. Neurology. 2008; 71 (Suppl 2)

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