Introduzione

Pacemaker

Il cuore ha un suo sistema elettrico interno, attraverso cui viaggiano gli impulsi per far contrarre le fibre muscolari. Il segnale elettrico nasce in un gruppo di cellule, denominato nodo seno-atriale, che si trova nell'atrio destro e determina la frequenza del battito cardiaco normale.
Il nodo seno-atriale ha il compito di scandire la giusta frequenza di contrazione del cuore, in maniera tale da garantire il ritmo cardiaco normale (detto anche ritmo sinusale) compreso fra 60 e 100 battiti al minuto e la corretta irrorazione sanguigna. L’aritmia è l’alterazione del ritmo sinusale che può determinare una frequenza del battito del cuore più lenta, più veloce oppure irregolare. L'insorgenza di un'aritmia influenza la contrazione del miocardio e la distribuzione del sangue verso i vari organi del corpo.

Che cosa è il pacemaker e come funziona

Il pacemaker ("segna-ritmo”) è un dispositivo elettro-medicale che, impiantato chirurgicamente sotto la cute, aiuta a regolarizzare e a tenere sotto controllo il battito del cuore. I pacemaker sono programmati dal medico per generare impulsi in modo da rispondere alle esigenze del corpo. Il cuore è una pompa muscolare controllata da impulsi elettrici che possono interrompersi per diverse ragioni.

L'interruzione dei segnali elettrici può generare diversi disturbi, i principali includono:

  • battiti del cuore eccessivamente bassi (bradicardia )
  • battiti del cuore eccessivamente alti (tachicardia )
  • ritardo o cattiva conduzione del segnale elettrico (blocco cardiaco)
  • interruzione del battito cardiaco (arresto cardiaco)

Come è fatto il pacemaker e come viene impiantato

Il pacemaker è costituito da una circuito elettrico e da una batteria a lunga durata racchiusi all'interno di un contenitore che viene impiantato sotto la pelle, in anestesia locale, a persone coscienti e collaborative. Al pacemaker è collegato un elettrocatetere, che è un cavo elettrico isolato che porta all'interno del cuore l'impulso elettrico generato dal pacemaker.

Esistono due tipologie di pacemaker:

  • monocamerale (composto da un solo elettrocatetere posizionato nell'atrio o nel ventricolo destro)
  • bicamerale (composto da due elettrocateteri posizionati uno nell'atrio destro e uno nel ventricolo destro)

Generalmente, la zona di impianto è situata al di sotto della clavicola, alla destra o alla sinistra del torace.

Cosa succede prima, durante e dopo l'intervento

Prima dell’intervento chirurgico, la persona viene ricoverata e sottoposta ad alcune indagini per verificare la necessità dell’impianto del dispositivo. Inoltre, deve firmare il consenso informato, cioè l’autorizzazione a sottoporsi all'intervento dopo aver ricevuto le necessarie informazioni da parte del personale sanitario. Nelle sei ore che precedono l’intervento non può né mangiare né bere. Quando si procede all'inserimento del pacemaker, la zona scelta per l’impianto è accuratamente disinfettata e rasata.

L’intervento è eseguito in anestesia locale su persone vigili e collaborative. La prima parte dell'impianto prevede l'inserimento, attraverso una guida ai raggi X, degli elettrocateteri in una vena del torace. Una volta confermata la stabilità degli elettrocateteri, essi vengono fissati al muscolo sottostante e collegati al pacemaker. Il pacemaker, quindi, viene inserito in una piccola tasca sottocutanea chiusa in superficie attraverso punti di sutura.

Durante il periodo post-operatorio il medico deve accertare il corretto funzionamento del dispositivo. Normalmente, si è in grado di ritornare alla normale attività fisica in poco tempo, tuttavia, a scopo precauzionale, è raccomandato di evitare attività fisica troppo intensa per almeno le prime sei settimane successive all'intervento. È normale avvertire un po’ di dolore nella sede di impianto del pacemaker e di indolenzimento/arrossamento della ferita. Nei primi tempi è possibile avvertire la “presenza fisica” del dispositivo a cui però ci si abitua facilmente.

Durante la fase post-operatoria è necessario:

  • recarsi regolarmente ai controlli periodici, per assicurarsi che il pacemaker funzioni correttamente
  • evitare bruschi movimenti del braccio più vicino alla sede di impianto del dispositivo
  • evitare pesi eccessivi
  • evitare di toccare e muovere il dispositivo dalla tasca cutanea
  • avvisare tempestivamente il medico in caso si evidenzi gonfiore ed arrossamento della ferita o nel caso in cui si avverta un maggiore dolore in prossimità di essa

Vivere con

L'impianto del pacemaker porta sicuramente ad un miglioramento della qualità e dello stile di vita della persona che ne ha bisogno. Ci sono poche limitazioni al movimento fisico e alla guida di veicoli. I rapporti sessuali non sono controindicati. I comuni elettrodomestici non interferiscono con il corretto funzionamento del pacemaker, mentre è consigliabile non tenere mai il telefono cellulare, anche se spento, nel taschino della giacca ed è preferibile usarlo all'orecchio opposto rispetto al sito di impianto del dispositivo.

La persona portatrice di pacemaker al momento della dimissione riceverà un tesserino identificativo da mostrare sempre al personale sanitario e che deve essere sempre portato con sé in caso di viaggi (il pacemaker può attivare i sistemi di sicurezza degli aeroporti) oppure in caso di particolari necessità mediche (le attrezzature sanitarie che producono dei campi magnetici o elettromagnetici molto potenti, come la risonanza magnetica, possono interferire con il corretto funzionamento del dispositivo). È importante non attraversare le aree in qui è indicato il simbolo di “divieto per i portatori di pacemaker”. Nel caso in cui si avverta qualche disturbo (sintomo) riconducibile alla possibile interferenza di qualche apparecchiatura bisogna avvisare immediatamente il medico.

Bibliografia

NHS. Pacemaker implantation (Inglese) 

Humanitas Research Hospital. Impianto di dispositivo antibradicardico (pacemaker)

Ente Ospedaliero Ospedali Galliera. Pacemaker

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