Introduzione

Incidenti domestici

L'Istituto Nazionale di Statistica (Istat) definisce come incidente domestico quel tipo di infortunio che:

  • si verifica in casa (intendendo con questo termine sia l'appartamento vero e proprio, che le zone esterne come balconi, cantina, soffitta, garage…)
  • non è volontario
  • modifica in modo temporaneo o definitivo lo stato di salute di una persona

Gli incidenti domestici rappresentano un problema sanitario, sociale e psicologico di particolare interesse, oltre ad incidere economicamente sulle spese del Servizio sanitario nazionale.

Annualmente si verificano circa 4,5 milioni di infortuni. Un numero, però, inferiore al numero reale considerando anche tutti quegli incidenti che, non avendo bisogno di un intervento medico specializzato o di un ricovero in ospedale, non vengono denunciati.

Un infortunio domestico può causare ferite e lesioni di diversa gravità, invalidità o addirittura morte. Può accadere a qualsiasi persona indipendentemente dall'età anche se, secondo i dati dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), questo tipo di incidente è una delle maggiori cause di trauma mortale e il trauma è la prima causa di morte nei bambini nel mondo, attualmente la seconda in Italia, dopo i tumori.

Nonostante la propria abitazione venga tradizionalmente considerata come uno tra i luoghi più sicuri, dai dati dell'Istituto Superiore di Sanità (SINIACA-IDB) si stima che in Italia oltre 1 milione e 900 mila persone all'anno accedano ai Pronto soccorso degli ospedali a causa di incidenti domestici. Dai dati dei ricoveri ospedalieri risulta che oltre 80.000 all'anno vengano eseguiti per questa causa.

I maggiori rischi e i più gravi infortuni domestici si verificano a seguito di cadute, ustioni, intossicazioni e soffocamento.

Un fenomeno dunque molto diffuso, che necessita di urgenti attività di prevenzione e controllo.

Le categorie più colpite

Secondo le indagini dell’Istituto Nazionale di Statistica (Istat) sono le donne, in particolare le casalinghe (con oltre il 70% degli infortuni), la categoria di persone a maggior rischio di infortunio domestico.

Dai dati provenienti dai Pronto soccorso degli ospedali, i gruppi di popolazione a maggior rischio d'infortunio domestico sono i bambini, gli anziani e le donne in età adulta impegnate in attività di lavoro domestico.

Tra le donne, una su tre dichiara nell'indagine Istat di aver avuto un infortunio in casa in età lavorativa. Ciò dipende dal maggior tempo di esposizione all'ambiente e al lavoro domestico.

In genere, anche le donne che svolgono la propria attività lavorativa in una abitazione, ad esempio a servizio di bambini o anziani, sono quotidianamente a maggior rischio di infortunio.

Altre due categorie di persone a rischio sono gli anziani e i bambini.

I primi, in particolare gli ultraottantenni, sono a maggior rischio a causa di una riduzione delle capacità psico-fisiche dovuta al naturale processo d'invecchiamento o a problemi di salute. In età avanzata si osserva, infatti, una riduzione dell'autonomia in generale legata a difficoltà nella vista e nel muoversi. In particolare, diminuisce la capacità di coordinamento dei movimenti, il mantenimento dell'equilibrio e la profondità visiva. I problemi di salute che si presentano sono ad ampio spettro, da quelli cardio-vascolari a quelli articolari, dalle malattie delle ossa (in particolare l'osteoporosi per le donne in menopausa) ai problemi di ragionamento, memoria e linguaggio (problemi cognitivi).

Inoltre, non va trascurato il ruolo dell'assunzione di molti farmaci contemporaneamente, in particolare anti-depressivi e altri psicofarmaci, che possono ulteriormente contribuire alla perdita di attenzione.

I bambini, invece, specialmente quelli molto piccoli, dai 0 ai 5 anni di età, nel loro processo di crescita tendono ad esplorare l'ambiente circostante senza averne piena padronanza, piena consapevolezza e capacità di reazione ai possibili rischi e pericoli. In quelli più grandicelli, invece, è la naturale esuberanza che può portarli a superare i propri limiti o ad agire senza valutare correttamente i rischi.

Gli incidenti domestici più frequenti

In base ai dati raccolti dal sistema SINIACA (sistema di sorveglianza degli incidenti domestici), istituito presso l’Istituto Superiore di Sanità (ISS), gli incidenti domestici più frequenti sono:

  • cadute (una persona su due e soprattutto donne anziane), possono provocare non solo danni fisici, e conseguente disabilità, ma anche disturbi psicologici, ansia e depressione dovuti alla paura di cadere nuovamente

I principali fattori che determinano le cadute in casa sono:

  • lavori domestici
  • scale (fisse o removibili)
  • sedie, sgabelli
  • pavimenti lisci, bagnati o sconnessi
  • fili elettrici o prolunghe
  • tappetini per il bagno
  • ostacoli vari (sporgenze e spigoli, piedini o gambe dei mobili)
  • illuminazione insufficiente
  • assunzione di farmaci, in grado di provocare sonnolenza, disturbi motori e visione confusa
  • malattie come l'osteoporosi

Altre lesioni frequentemente osservabili sono:

  • distorsioni, contusioni e fratture, soprattutto agli arti inferiori e superiori
  • ferite da taglio, generalmente a carico degli arti superiori di uomini e casalinghe. Sono causate per lo più dall'utilizzo di piccoli elettrodomestici e utensili in uso in cucina come coltelli, oggetti taglienti, bicchieri, bottiglie, lattine, scatolette metalliche, barattoli o pezzi di vetro

Lesioni meno frequentemente osservabili in Pronto soccorso, ma che possono avere conseguenze gravi sono:

  • ingestione di corpi estranei, urto o schiacciamento, in particolare in bambini e ragazzi tra i 6 e i 17 anni
  • scottature e ustioni, specialmente in bambini tra i 2 e i 5 anni e nelle donne adulte impegnate in lavoro domestico. Principalmente sono causate da acqua e vapore bollente, olio e grasso bollente, stufe, forno, fornelli, pentole e padelle bollenti, ferri da stiro, ecc. Tra le ustioni, un danno molto grave può essere determinato dalla folgorazione. Può essere causata da:
    • malfunzionamento o uso non corretto di apparecchi elettrici (toccare phon, rasoi o altri apparecchi collegati ad una presa di elettricità con mani bagnate o con i piedi su superfici umide)
    • presenza di prese volanti multiple o uso di adattatori non idonei, con sovraccarico di corrente e rischio di scintille, fiammate, corto circuiti, incendi. Questi ultimi possono essere anche causati da fornelli, camini, sigarette accese e superfici surriscaldate
    • impianti elettrici non a norma, (è obbligatoria la protezione mediante "messa a terra")
  • soffocamento, intossicazione, avvelenamento, soprattutto in bambini tra i 2 e i 5 anni e nelle donne adulte impegnate in lavoro domestico. In questo caso i fattori di rischio dipendono soprattutto dalle sostanze chimiche contenute nei prodotti per la pulizia della casa (detersivi, disincrostanti, deodoranti, ecc.). Quelli più aggressivi possono essere molto nocivi specialmente se vengono a contatto con le mucose, con gli occhi o se vengono inalati o ingeriti
    Tra quelli con un più alto grado di tossicità o causticità si segnalano:
    • antitarme (naftalina, canfora)
    • candeggianti (perborato di sodio o ipoclorito di sodio)
    • detergenti per il wc (benzalconiocloruro, acido fosforico e tensioattivi)
    • detersivi per lavastoviglie (soda caustica, sali di cloro e tensioattivi)
    • anticalcare (acido cloridrico o solforico o fosforico o formico)
    • disgorganti per lavandini e wc (soda caustica o acido fosforico)
    • prodotti per pulire il forno (soda caustica e butilglicole)
    • smacchiatori (trielina, percloroetilene, acquaragia, acetone)

I dati SINIACA evidenziano, inoltre, che gli ambienti domestici in cui si osserva il maggior numero d'infortuni sono:

  • cucina, 20 per 100 dei casi (20%)
  • soggiorno e camera da letto, 26 per 100 dei casi (26%)
  • scale, 10 per 100 dei casi (10%)
  • bagno, 7 per 100 dei casi (7%) a causa di superfici scivolose o bagnate di sanitari, vasca, doccia, pavimento
  • altri locali interni, 8 per 100 dei casi (8%)
  • garage e cantina, 13 per cento dei casi (13%)
  • giardino e altre aree esterne alla casa, 6 per 100 dei casi (6%)

Cause

Le principali cause di un incidente domestico e del conseguente infortunio dipendono da:

  • caratteristiche strutturali dell’abitazione (scale, pavimenti, arredamento, assenza di protezione per i bambini,…)
  • comportamenti sbagliati (uso improprio di apparecchi e oggetti domestici, scarsa conoscenza dei rischi, sottovalutazione dei pericoli ecc.)
  • fattori collegati alle condizioni di salute (disabilità, patologie croniche ecc.)
  • condizioni di rischio non sempre facilmente individuabili, ma che fanno parte degli stili e delle abitudini quotidiane (presenza e accessibilità a detersivi, cosmetici, farmaci, alcol in luoghi privi di chiusura di sicurezza per bambini, conservazione impropria di liquidi pericolosi in bottiglie/contenitori per cibi e bevande o uso di confezioni senza tappi di sicurezza per bambini)
  • mancata o insufficiente sorveglianza dei bambini
  • isolamento e mancanza di adeguati mezzi di comunicazione per persone anziane

Prevenzione

Per cercare di prevenire gli incidenti domestici per prima cosa è necessario aiutare le persone a modificare i propri comportamenti a rischio e a rendere più sicura la propria abitazione.

Degli utili strumenti per prevenire gli incidenti domestici sono inoltre:

  • campagne informative e di educazione (specialmente verso anziani, bambini, genitori)
  • diffusione di materiale informativo (opuscoli, depliant, poster)
  • attività di formazione per gli operatori sanitari
  • fornitura a basso costo di dispositivi di sicurezza (maniglie antiscivolo, spie antincendio ecc)

Da un punto di vista giuridico, il Piano sanitario nazionale 2006-2008 e la Legge n. 343 del 3 dicembre 1999 (“Norme per la tutela della salute nelle abitazioni e istituzione dell’assicurazione contro gli infortuni domestici”) attribuisce ai dipartimenti di Prevenzione, in collaborazione con i servizi territoriali, i compiti di valutazione e prevenzione dei rischi e di educazione sanitaria in materia di incidenti domestici.

Nello specifico, l'art. 4 della Legge 493/1999, stabilisce che i dipartimenti di Prevenzione, in collaborazione con l'Istituto Superiore di Sanità e le Regioni, debbano attivare un Sistema Informativo Nazionale sugli Infortuni in Ambiente di Civile Abitazione.

In base a queste disposizioni legislative è stato dunque istituito, presso l'Istituto Superiore di Sanità, un sistema di sorveglianza degli incidenti domestici: il sistema SINIACA, con l'obbiettivo di avviare un programma di sorveglianza nazionale degli infortuni domestici e individuare opportune misure e strategie di prevenzione.

Il SINIACA ha indirizzato la sua analisi di sorveglianza e di indagine su un campione di oltre 40 centri di Pronto soccorso ospedaliero, distribuiti su tutto il territorio nazionale, per le dinamiche di incidente e sui dati correnti relativi agli arrivi in Pronto soccorso e al ricovero ospedaliero a seguito di incidente domestico.

Il Sistema, riguardo alla sorveglianza campionaria, prevede la possibilità di ricevere informazioni su:

  • attività svolta al momento dell’incidente
  • ambiente in cui si è verificato
  • dinamica d'incidente
  • prodotti coinvolti nell'incidente (per un sub-campione di 12 ospedali)
  • natura della lesione principale e zona del corpo colpita
  • destinazione del paziente e trattamento sanitario

Bibliografia

Ministero della Salute. Incidenti domestici 

EpiCentro (ISS). Incidenti domestici 

A. Pitidis, F. Taggi. Ambiente casa: la sicurezza domestica dalla conoscenza alla prevenzione. Rapporto del Sistema Informativo Nazionale sugli Infortuni in Ambienti di Civile Abitazione (Siniaca). Franco Angeli Edizioni, Milano 2006.

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