Introduzione

Dipendenza da sostanze

La dipendenza da sostanze psicotrope, ovvero in grado di alterare l'equilibrio del sistema nervoso centrale, viene definita dall'Organizzazione Mondiale della Sanità come “uno stato psichico e talora fisico, derivante dall'interazione con una sostanza, che determina modificazioni del comportamento e la necessità di assumere questa, per ottenere gli stessi effetti psichici ed evitare la sindrome da astinenza”.

I quadri di vera e propria dipendenza sono condizionati dalla presenza dei fenomeni di tolleranza, astinenza, comportamento compulsivo di assunzione della sostanza di abuso (craving) e comportamento recidivante (ricaduta nell'uso).

Definizione

Il concetto di dipendenza da una sostanza include l’insieme di disturbi del ragionamento e del funzionamento del corpo presenti nelle persone che la usano continuativamente.

La definizione di dipendenza da una sostanza prevede la presenza, nella persona che la usa, di almeno tre di otto elementi tipici:

  • primo, il craving, precedentemente chiamato dipendenza psicologica. Si tratta di un intenso desiderio di provare nuovamente gli effetti di una sostanza psicoattiva. Il desiderio è la causa che porta a fare di nuovo uso di una sostanza (recidiva) anche dopo lunghi periodi di astinenza
  • secondo, la dipendenza fisica o psicologica, che si riferisce a uno stato di dipendenza fisica e/o psicologica e alla conseguente, possibile, astinenza dalla sostanza
  • terzo, il priming, vale a dire l’esposizione ad una sostanza d’abuso assunta in precedenza che può comportare una rapida ripresa nell'impiego della sostanza in modo anche più intenso
  • quarto, la ricaduta, ovvero la ripresa dell’utilizzo di una sostanza psicotropa (farmacologicamente attiva, capace di modificare lo stato psico-fisico di un soggetto) dopo un periodo di astinenza. Gli stimoli ambientali (persone, luoghi o cose associate con l’uso della sostanza in passato) e lo stress possono innescare un intenso desiderio di prendere la sostanza e causare una ricaduta
  • quinto, la ricompensa, uno stimolo che il cervello interpreta come positivo e, quindi, da raggiungere
  • sesto, la sensibilizzazione, da intendersi come l’incremento dell’effetto atteso dopo la somministrazione ripetuta di una sostanza psicotropa. La sensibilizzazione è uno dei meccanismi neurobiologici coinvolti nel desiderio e nella ricaduta
  • settimo, l’abuso della sostanza, fenomeno caratterizzato da conseguenze negative ripetute che causano danni alla salute: impossibilità di condurre una vita con ritmi regolari, uso della sostanza in situazioni fisicamente pericolose, problemi legali, sociali e interpersonali legati all'uso della sostanza
  • ottavo, sindrome da astinenza, ovvero l’insieme di segni e disturbi (sintomi) causati dalla sospensione brusca o dalla riduzione dell’uso di una sostanza psicotropa. Oppure, le conseguenze dell’azione di una sostanza utilizzata in un eventuale trattamento di disassuefazione. Tale sindrome può essere una delle cause di craving o di ricaduta a breve termine

La tolleranza e la dipendenza fisica riflettono l’adattamento del corpo agli effetti di una sostanza psicotropa, mentre gli altri criteri definiscono il desiderio incontrollato di consumare tale sostanza. Tuttavia, la tolleranza e la dipendenza fisica non sono condizioni necessarie e sufficienti per accertare (diagnosticare) una dipendenza.

Conoscere i meccanismi che portano alla dipendenza è molto difficile perché sono assai complessi e comprendono sia meccanismi cellulari e molecolari, sia comportamentali e sociali.

Le proprietà farmacologiche e fisico-chimiche delle sostanze d’abuso sono fattori importanti nell'insorgenza della dipendenza e dell’abuso poiché le sostanze possono essere assunte con diverse modalità sulla base delle loro specifiche caratteristiche:

  • capacità di sciogliersi nei grassi (liposolubilità), proprietà che aumenta la possibilità della sostanza di passare attraverso la barriera ematoencefalica, struttura che regola il passaggio di sostanze nel cervello per proteggerlo
  • capacità di sciogliersi in acqua, proprietà che facilita la possibilità di somministrare la sostanza in vena
  • volatilità, proprietà che favorisce la possibilità di inalare la sostanza sotto forma di vapore
  • resistenza al riscaldamento, proprietà che favorisce la possibilità di fumare la sostanza

Tali caratteristiche favoriscono il rapido effetto della sostanza e la sua intensità, motivo per cui, generalmente, sono predilette le sostanze che raggiungono concentrazioni elevate nel cervello. Per questo, l’eroina è preferita alla morfina e il fumo del crack (cocaina cloridrato in bicarbonato di sodio che permette la formazione della cocaina base) è preferito alla somministrazione nel naso (intranasale) della cocaina (sotto forma di sale cloridrato). Inoltre, l’eventuale breve permanenza (emivita: il tempo richiesto per ridurre del 50% la biodisponibilità) della sostanza nel corpo (ad esempio, quella dell’eroina) produce brusche e intense crisi di astinenza rispetto alle sostanze che hanno un’emivita lunga (come il metadone).

Diagnosi

Per accertare (diagnosticare) la dipendenza da una sostanza devono essere presenti almeno tre delle seguenti caratteristiche:

  • tolleranza alla sostanza
  • disturbi da astinenza
  • uso della sostanza in quantitativi crescenti e per periodi sempre più prolungati
  • desiderio persistente e tentativi infruttuosi di ridurre o controllarne il consumo
  • continua ricerca della sostanza
  • alterazione di un normale stile di vita, a causa del consumo della sostanza
  • uso continuato della sostanza, nonostante problemi di salute, economici e sociali

Bibliografia

American Psychiatric Association. Diagnostic and statistical manual of mental disorders, 4. ed. The American Psychiatric Association: Washington, DC, 1994

Hendricks P S, Delucchi K L, Hall S M. Mechanisms of change in extended cognitive behavioral treatment for tobacco dependence. Drug and Alcohol Dependence. 2010; 109(1-3): 114-119

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