Introduzione

Anestesia

Il termine anestesia, di derivazione greca, significa “perdita della sensibilità”. I farmaci che inducono l’anestesia, detti anestetici, vengono utilizzati durante gli interventi chirurgici, o altre procedure mediche, per rendere insensibili alcune parti del corpo o per generare uno stato di sonno artificiale.

L’uso degli anestetici previene la percezione del dolore e di altre sensazioni spiacevoli, consentendo l’esecuzione di un’ampia gamma di procedure mediche.

Gli anestetici sono comunemente suddivisi in due classi: anestetici locali e anestetici generali.

Gli anestetici locali, impiegati per procedure o interventi di lieve entità, provocano la perdita della sensibilità in un’area circoscritta del corpo, mantenendo lo stato di coscienza.

Gli anestetici generali, utilizzati per eseguire interventi più complessi o di lunga durata, determinano la perdita della sensibilità e della coscienza, rendendo la persona inconsapevole dell’intervento a cui è sottoposta.

Come agiscono gli anestetici

Gli anestetici interrompono, in modo reversibile, la trasmissione degli impulsi nervosi correlati con il dolore.

Gli anestetici generali interrompono le vie nervose che controllano la veglia e la coscienza. Durante questo stato di sonno “artificiale”, è possibile eseguire qualsiasi procedura dato che la persona anestetizzata è del tutto incosciente e insensibile al dolore.

Gli anestetici locali bloccano temporaneamente solo le fibre nervose che trasportano la sensazione del dolore. Non appena l’effetto degli anestetici svanisce, gli impulsi nervosi sono di nuovo in grado di raggiungere il cervello, consentendo la ripresa della coscienza e/o della sensibilità.

Tipi di anestesia

Oltre agli anestetici locali e generali, esistono diversi tipi di anestesia in base alle procedure adottate e al risultato che si vuole ottenere.

A differenza dell’anestesia generale, le forme di anestesia locale, tronculare o periferica non inducono la perdita di coscienza, ma eliminano la sensazione di dolore in un’area delimitata del corpo più o meno vasta.

Esse includono:

  • anestesia locale o tronculare (ossia di un solo fascio nervoso), consiste nella somministrazione di un anestetico locale in una zona specifica del corpo (ad esempio un braccio o una parte di esso), per eliminare la sensibilità o il dolore nell’area interessata
  • anestesia epidurale o peridurale) è un tipo di anestesia regionale utilizzata, in genere, per togliere la sensibilità nella parte inferiore del corpo, quella al di sotto della vita. Viene impiegata, per esempio, per il controllo del dolore durante il travaglio e il parto
  • anestesia spinale, si tratta di un tipo di anestesia regionale, simile alla epidurale, che assicura per almeno tre ore la perdita totale della sensibilità nella metà inferiore del corpo introducendo l’anestetico direttamene nel liquido cerebrospinale della colonna vertebrale
  • sedazione, prevede l’utilizzo di un farmaco che induce uno stato di sonnolenza e di rilassamento, sia fisico sia mentale, permettendo di affrontare con serenità procedure di lieve entità, moderatamente dolorose o fastidiose

Le diverse tecniche anestetiche possono essere usate in combinazione. Ad esempio, nel corso di un’anestesia generale può essere somministrato un anestetico regionale per attenuare il dolore postoperatorio. Allo stesso modo, un sedativo può essere associato ad un anestetico regionale per eliminare il dolore e provocare una condizione di rilassamento che permetta al chirurgo di operare nel miglior modo possibile.

Modalità di somministrazione degli anestetici

Gli anestetici possono essere somministrati:

  • sotto forma di pomate, spray o gocce (sono sempre anestetici locali)
  • attraverso un’iniezione, alcuni anestetici sottocute o intramuscolo altri in vena (per via endovenosa)
  • sotto forma di gas o liquidi volatili inalati mediante un’apposita mascherina (per via inalatoria)

L’anestetista

L’anestetista (o anestesista-rianimatore) è un medico specialista che ha seguito un corso di formazione in anestesia e rianimazione. È il medico che esegue l’anestesia ed è responsabile delle condizioni di sicurezza e del benessere della persona anestetizzata.

In caso di un intervento programmato, l’anestesista effettuerà una visita preoperatoria per valutare lo stato di salute generale. Nel corso del colloquio con il paziente lo informerà del tipo di anestetico più indicato per l’intervento, tenendo conto dello stato di salute della persona e, se possibile, delle sue preferenze. Illustrerà, inoltre, i rischi e gli effetti indesiderati (effetti collaterali) associati all’anestesia, stabilendo l’eventuale piano di cura per il controllo del dolore postoperatorio. Inoltre, indicherà al paziente le modalità di preparazione all’intervento che dovrà seguire (digiuno, riposo, eventuale assunzione di farmaci). Durante il colloquio il paziente può chiedere ulteriori informazioni e chiarimenti sulla procedura di anestesia.

Per tutta la durata dell’intervento l’anestesista terrà sotto stretto monitoraggio le funzioni vitali (ad esempio: battito cardiaco, respirazione e pressione sanguigna), assicurandosi del totale recupero dello stato di coscienza dopo l’intervento in anestesia generale.

Effetti collaterali

Come tutti i farmaci, gli anestetici possono produrre effetti indesiderati (effetti collaterali). È compito dell’anestetista segnalare al paziente quelli relativi all’anestetico scelto per l’intervento, indicando le misure che possono essere adottate per ridurne la comparsa.

Gli effetti collaterali più comuni degli anestetici generali e di alcuni anestetici regionali sono:

  • nausea o vomito
  • vertigini e senso di svenimento
  • brividi o freddo
  • mal di testa
  • prurito
  • lividi e arrossamento nel sito di iniezione dell’anestetico
  • difficoltà a urinare o perdita di urina (incontinenza)
  • indolenzimento e dolori diffusi

In genere, si tratta di disturbi di breve durata che, se necessario, possono essere tenuti sotto controllo con appositi trattamenti.

Rischi e complicazioni

L’anestesia è una procedura molto sicura. I progressi tecnologici e farmacologici, uniti all’alto grado di preparazione del medico anestetista, fanno sì che il rischio che sopravvengano delle complicazioni sia molto basso. Tuttavia, questa possibilità esiste, come in ogni tipo di intervento chirurgico o procedura medica.

I potenziali rischi e benefici associati all’intervento e all’anestesia vengono valutati attentamente e comunicati al paziente prima dell’intervento.

Le possibili complicazioni, peraltro molto rare, comprendono:

  • danno ai nervi permanente, a volte causato dallo stesso intervento, che può provocare disturbi della sensibilità o del movimento (paralisi) di una parte del corpo. Le lesioni dei nervi periferici, che collegano il midollo spinale al resto dell’organismo, si registrano in meno di 1 caso ogni 10.000 anestesie
  • reazione allergica ai farmaci dell’anestesia (anafilassi) che, per quanto grave, può essere trattata prontamente e in maniera efficace. Poiché si tratta di una complicazione molto rara, non esistono dati ufficiali sulla frequenza di reazioni allergiche ai farmaci impiegati nell’anestesia. Secondo alcune stime si verifica 1 caso grave di shock anafilattico ogni 10.000-20.000 anestesie
  • decesso, si tratta di un’eventualità molto rara, che si presenta all’incirca in 10 casi su ogni milione di anestesie

Il rischio di potenziali complicazioni legate all’anestesia dipende da diversi fattori, tra i quali:

  • storia medica e stile di vita del paziente, la presenza di gravi malattie, di condizioni particolari quali la gravidanza e/o di abitudini non salutari, quali il fumo di tabacco o il sovrappeso, aumentano i rischi. Il fumatore dovrebbe smettere di fumare alcune settimane prima dell’intervento, per evitare problemi respiratori, e chi è in sovrappeso dovrebbe perdere il peso in eccesso
  • tipo, complessità dell’intervento ed eventuale carattere d’urgenza
  • tipo di anestetico, in genere l’anestesia locale, se adatta al tipo di intervento, presenta rischi inferiori rispetto all’anestesia generale

Nella visita preoperatoria l’anestesista comunicherà l’eventuale presenza di rischi specifici, legati alle condizioni fisiche della persona, e le possibili complicazioni dell’intervento.

Prossimo aggiornamento: 13 Ottobre 2023

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