Il cibo senza lattosio è più leggero?

Consumare alimenti senza lattosio da parte di persone non effettivamente intolleranti, oltre ad essere inutilmente costoso in termini economici, può far diminuire, a lungo andare, la produzione dell’enzima lattasi.

A differenza delle allergie, dovute ad una reazione esagerata del sistema di difesa dell’organismo (sistema immunitario), le intolleranze alimentari sono spesso causate dalla incapacità del corpo di metabolizzare alcune sostanze, a causa della mancanza di uno o più enzimi. L’intolleranza al lattosio, dovuta ad una ridotta o assente capacità di digerire il lattosio nello stomaco con conseguente fermentazione nell'intestino e formazione di gas che porta a gonfiore e dolori addominali, è fra le più comuni intolleranze alimentari. Nella maggior parte dei casi è una intolleranza causata da un disturbo enzimatico generalmente ereditario (intolleranza primaria). In altri casi può essere solo temporanea dovuta ad infezioni o lesioni del tratto gastrointestinale o a cambiamenti molto rapidi e improvvisi della dieta abituale (intolleranza secondaria) (1).
L’industria alimentare ha recentemente incrementato l’offerta di prodotti specificamente concepiti per le esigenze di individui con allergie e intolleranze. È ormai molto facile trovare sul mercato derivati del latte, manipolati in modo tale da ridurre la presenza di lattosio. Questi cibi rappresentano una preziosa risorsa per le persone colpite dalle forme più gravi di intolleranza al lattosio. Tuttavia, l’abitudine di consumare cibi senza lattosio si sta diffondendo anche tra coloro che non soffrono di questi disturbi, nella erronea convinzione di mangiare in modo più sano e di sentirsi più “leggeri”.
In assenza di una accertata (diagnosticata) intolleranza al lattosio, è consigliabile consumare il latte e i suoi derivati per non privarsi dei nutrienti in essi contenuti. Eliminare dalla dieta latticini e formaggi, in assenza di motivi accertati dal medico, infatti, rischia di privare l’organismo di elementi nutritivi essenziali, come il calcio e la Vitamina D, senza alcun vantaggio scientificamente dimostrato (2, 3) Inoltre, consumare alimenti senza lattosio da parte di persone non effettivamente intolleranti, oltre ad essere inutilmente costoso in termini economici, può far diminuire, a lungo andare, la produzione dell’enzima lattasi, aggravando forme leggere di intolleranza già presenti o, peggio, inducendo un certo livello di intolleranza in chi non l’ha mai avuta. Infatti è proprio il lattosio presente negli alimenti a stimolare la produzione della lattasi (4).

1. Deng Y, Misselwitz B, Dai N, Fox M. Lactose Intolerance in Adults: Biological Mechanism and Dietary Management. [SintesiNutrients.  2015; 7(9): 8020-35

2. Wilt TJ, Shaukat A, Shamliyan T, Taylor BC, MacDonald R, Tacklind J, Rutks I, Schwarzenberg SJ, Kane RL, Levitt M. Lactose intolerance and health. [Sintesi] Evidence Report/Technology Assessment. 2010; (192): 1-410

3. Kanis JA, Johansson H, Oden A, De Laet C, Johnell O, Eisman JA, Mc Closkey E, Mellstrom D, Pols H, Reeve J, Silman A. A meta-analysis of milk intake and fracture risk: low utility for case finding. [SintesiOsteoporos International: a journal estabilished as result of cooperation between the European Foundation for Osteoporosis and the National Osteoporosis Foundation of the USA. 2005; 16(7): 799-804

4. Lomer MC, Parkes GC, Sanderson JD. Review article: lactose intolerance in clinical practice--myths and realities. [Sintesi] Alimentary Pharmacolology and Therapeutics. 2008; 27(2): 93-103