Non dono il sangue perché potrei star male o contrarre una malattia

La donazione del sangue è un atto sicuro, oltre a rappresentare un gesto di grande generosità, che può causare solo rari e lievi eventi avversi.

Essendo un atto medico, la donazione non è esente da rischi, ma è bene ricordare che questi sono inversamente proporzionali alle condizioni di salute dei donatori.
In individui in buona salute l'occorrenza di un evento avverso è estremamente rara e, comunque, le reazioni che possono presentarsi sono di lieve entità: capogiri, formazione di ematomi nel punto di prelievo o infiammazione delle vene interessate dallo stesso.
Dopo una donazione è preferibile evitare di fare sforzi fisici intensi che, a causa della riduzione del volume ematico, potrebbero provocare mal di testa e capogiri.
Non possono donare il sangue coloro che pesano meno di 50 Kg, che hanno una pressione sistolica (massima) inferiore a 110 mm di mercurio o una concentrazione di emoglobina inferiore a 12,5 g/dL nelle donne e 13,5 g/dL negli uomini. Inoltre, i donatori non devono essere affetti da una patologia infettiva trasmissibile (AIDS, epatite B, epatite C, sifilide) e non devono essere alcolisti o consumatori di sostanze stupefacenti (1).
Gli italiani che hanno donato il sangue, nel 2014, sono stati 1.600.000, circa il 2,9% della popolazione, ed hanno garantito 3.200.000 trasfusioni (2).


1. Ministero della Salute. Donare il sangue 
2. Associazione Volontari Italiani del Sangue (AVIS). La donazione